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Full text of "Il cantore addotottrinato, ovvero Regole del canto corale, oue con breve, e facil me?todo s'insegna la pratica de' precetti piu? necessarj del canto fermo"

«E 



JlL CANTORE $ 

W ADDOTTRINATO, ^ 

^ V V E ^ 

||R E G Ò L E v 

^ DEL CANTO CORALE, * 

^^Oue con breue y e facil metodo sinfegna la prati 
ca de'precetti più necejìar] ddCantoFtrmo; 

^^^i ! modo di mantenere i! Coro femore alla me- <a> 
^ defima altezza di voce ; di tipigSiace doue ]È6iS| 
re ft a 1 Organo ; d* intonare moke cofo , 
fatff che frà l'Anno li cantano; ed in parti- 
^ colare ratti gl'Ima . 

Convaxic aggiunte dell' Autore in qu^fta T?* 
feconda lmprefjìutie • 

& o /> £ * ^ 

™ DI MATTEO COFERATI A 

A V 

Sacerdote Fiorentino. 
g^In Firenze per il Vangelilti. Cònlic.ae 1 Sud. 



A' LETTORI y 

ON vi ha dubbiojche* al pofleffo del Regno 
de* Cieli fi peruenga con gli affai ti ,econ 
le violenze > giufta l'Oracolo deH'Incar- 
nata Sapienza. Che fe ciò non riefeeeosì 
ageuole a chi che fia degli huomini 5 fe- 
glielo diffe anche il Venufino a confufione de'Catto- 
liei y perchè . 

Coclum ìpfrtto pethuns flultitia > ncque 
Ter noflrum patimur ftdus 
Iraconda louem potare fulmina . 
Gran battcna gli fi dà^efiracifeee-ngrand'age- 
uolezza l feda un'anima àccefa gli fi auuentano in- 
fuocate saette, potenti a penetrale fino al cuore di 
Dio:La fucina,cuc fi formano di ottima tempra que- 
fti potentiflìmi, e velocitimi tirali , fi è vn ben rego- 
lato Coro di Angioli fotto vmanafembianza,i quali 
in Hymms , & c araias , lodano la Maelta dell' Altiffi- 
mo,al quale tanto dilettano l'ordinate Cantilene,che 
volle il Mondo inuifibile , che è la (ua altiflima Reg- 
gia 3 con tutti gli fpintiin noueCori marauigliofa- 
mente diftinti > quello noftro Mondo materiale , co- 
me difle Tertulliano, vn Concento foauiffimo; e la 
noftra Anima immortale vn T ordinata Armonia, fe- 
condo il parere dell acutiffimo, e fapientiflimo Prin- 
cipe de'nlofofi Pittagora. Ond'è, che Iddio medefi- 
mo infonde lo Spirito fuo tutto fuoco neir Anima v* 

a 2 roana 




iv 

maria, allora che s'ingegna d'vnire alla voce regolata 
l'Armonia del cuore con la concordia,e con la regola 
deltflrdinate paflìoni ; talché accefa la Volontà , fa_# 
impeto al Cielo, ed in fuamano Ita il rapirlo,quanto 
più veemente fi è la violenza,e la forza con certi mo- 
ti pii,ed ardenti nel mezzo delle facre cantilene, fol- 
leuandofialla meditazione dell'intelligibili cofe,o 
dell'armonico numero dell' Anima noftra, in cui con- 
fìtte tutta la fua diuina bonrà,e bellezza; o deli ordi- 
nato concerto delle sfere, o dell'inalterabili melodie 
del Paradifo Quindi è nato il mio motiuo,Benignif- 
fimi Lettori, di dare alla luce queftomio Cantore 
Addottrinato , per facilitare la ftrada ad vn Canto 
perfetto , il quale apre , difle Agoftino Santo , facil- 
mente il sentiero alle stelle, rimettendo in patria 
prima del tempo l'Anima ancot raminga, ed efule 
tra quefte miferie . Perciò mi fon perfuafo , che fuf- 
fe per riufeir grato , vtile , e profitttuok , sì per la_» 
varietà , che diletta , c sì per li comtdka d'auerein 
pronto in vn fol Libretto , quanto è fparfo in più ,e 
più gran Libri; tolta così la diiHculta di rintracciare, 
quel che talora fa di meftien ad vn Cantore. Sicché 
per la vaghezza , che io ho auuta fempre nella lezio- 
ne di fienili materie , e per giouare alla giouentu ftu- 
diofa del Canto Ecclefiaftico co'iuoi veri fondamen- 
ti , precetti , e regole , me venuto ageuolmente fat- 
to mettere in fieme queft'Opera , comparendo io al* 
lalucefolamentegloriofo della mia pouertà,edin* 
fieme pieno d'accefo defiderio > che s'ammiri in altri 

quella 



V 

quella Virtù la quale non potè mai ricettare il mio 
cuore troppo anguftoper eflà;e che fi dilati, c fi 
amplifichi la gloria di quei primi lodatillìmi huo- 
mini , anche da più fecoli in qua, de quali fi è tutta 
lafupellettile de' precetti del mio Cantore Addot- 
trinato; mentre altro non ho io pretefo,ched'im- 
mitare vn fedel Giardiniere * che raccoglie in vii fol 
fafccttocol migliore ordine, che gli detti il fuo roz- 
zo intendimento , molti, e varj vaghifsimi fiori * 
perchè fe n'ammiri la copiofa vaghezza, eretti glo» 
rificata la Prouuidenzadiuina. Accettate adunque, 
Cortefi simi Lettori , che io ve ne prego , con quella 
beneuoletua , che vi detta la propria innata vofira 
gentilezza , e compafsione ,quefta breui sì , ma vti- 
lifsima K accolta in quefta feconda Imprefsione di 
vane aggiunte accrefeiuta, con le regole della quale 
fe negli ordinatifsimi Cori porgerete ledi alTAltif- 
fimocon quella interezza d'intenzione , che fame- 
fi ieri , vi fentirete rapir l'anima con vnadolce vio- 
lenza a mifteri altifsimi , ed a fublimi contempla- 
zioni ; e così facendo impeto all'Empireo, potrà dir* 
fi meglio di voi quel che cantò l'Eroico Mantouano 
di alcuni Paftori in coro vinti, Qui tangunt Syder& 
canta* Viuetc felici * 



» 3 TA 



TAVOLA 

DE' LIBRI , E DE* CAPITOLI. 

LIBRO T -IMO. 
K{el quale fi contengono iprincip) del Canto fermo. 

CAp. i . Del Canto Fermo, o Canto Eccle fisico, e /ha 
definizione pag. i # 

2 Dtlle TS(pte del Canto Fermo, e firn T^omi^ed In* 
nentore delle medesime i. 

3 Di quante forte fieno le figure delle tyote,che più 
comunemente fi vfano nel Canto Fermo z* 

4 Belle Moftre , occhiami del Canto Fermo 5. 

5 Delle Chi ani del Canto Fermo 5. 

6 Quali fieno le Chiatti del Cantò Fermo* che pili 
comunemente fi trottano 8 . 

7 Meftra delle Chiaui 4. 

§ Del modo di ritrouar le Chiaui del Canto Fer. 1 7. 

£ Modo di fapere quello , che pofia efiere qudfiuo - 
glia lS(ota per le Chiaui del <anto Fermo, dal 
Du dì B quadro Grane , al Fa di T^atura fopra- 
cutaig. 

I o Mano di Guido pretino, e fua dichiarazione 2 r „ 

I I Scaletta delle venti lettere , Volizioni della 
mano di Guido Aretino 1 5 • 

il Delle Dedu^oni 27. 

Della proprietà del Canto 19, 
M ticllc mutazioni 31. 15 Quan- 



1 5 Quando fi debba fare la Mutazione > e di douc fi 

cominci 32. 

16 Meflra delle Mutatovi per qualfiuoglia Chiane 
del Canto Fermo 3$ 

l 1 B F{0 SECONDO. 
Del portar della Voce • 
Cap, I Modo per imparare a portar la voce con le fei 
l^pte per le tre proprietà del Canto 3 8. 

2 Ofseì nazioni nel cantar le T^ote 4 1 . 

3 Che nel cantar le T^ote anche nel tanto fermo fi 
danno i Qitfih benché non fi fermino 44. 

4 T>el cantar le TS{pte per fc] quadro , e per B molle 
giacente y o na/coflo >e che co fa fi a 48* 

5 DellYnifono,cios del cantare fu la med.corda 5 7. 

6 Del Tu, vocale ><*uucro del Tu.perfetto divoce 5 9« 
q Dd Semituono <> e di quante forte $a 

8 Del ditono>ouueroTer%a mag.e delie fue Jpecie (Se 

9 Del Scmiditono > omero Ter^a minore , e delle 
fue specie 61 . 

1 o Del Diatefieron y omero falto dì quarta minore j 

e delle fue fpecieói, 
i 1 Del Tritono > omero quarta maggiore , ionie 

nafee > e di quante forte fìa 6t. 
li Del Diapente , cioè quinta perfetta y e delle fue 

fpecieó*). 

13 Qferua^ioni intorno al Diapente .nelle quali (i 
mojira> che non fempre fopra del La vna nota fi 
dee cantare per Fa 66. 

1 4 Del Diapafon > omero folto dettanti e delle fue 
fpecieóS, 4 a LA 



viij 

LIBRO TERZO. 

De' Tuoni del Canto Fermo • 
Cap. x Che cofa fiati Tuono ji. 

2 Del numero de Tuoni jt. 

3 De' nomi antichi , e moderni de 9 Tuoni j J 9 

4 Delle terminazioni de 9 Tuoni 74. 

5 Delle qualità particolari di ciafcun Tuono 75. 
Di quante forte fiono gli otto Tuoni 7 7. 

17 De' Tuoni intentici y quali fieno , e della loro 

formazione 77. 
8 Modo di cono/cere quando vna Cantilena fia dì 

Tuono Autentico 77. 
$ Formole delle corde,che formano iT.yfutent.2o 

10 DeT. Tlagali quali fieno >e della loro forma^.81 

1 1 Modo di conofeere quando vna cantilena fia di 
Tuono Ti a* ale 85 

IX Formole delle cor de, che formano t Tu. Tfo^.84. 

* 3 Modo più facile,? più coir une per fapere quml cor- 
da debba ricerca*? > e a the co> da debba arriuarc 
ciafcun Tuono jfia Autentico , fia Tlagale 87. 

Il^ Del conoscere 1 Tuoni per via delle toro petie y e 
quali \ e quante fieno , che ferue ancora per chi 
volefse comporre di Canto Fermo 90* 

1 5 Della Ttftfttone de Tuoni , che cofa fta,e di quart* 
te forte 94* 

1 6 Del cono/cere 1 Tuoni m fii perfetti 9 5 . 

1 7 Huale fu la corda media di qualftuoglia Tu. 96* 
i 8 Modo di cono/cere le cantilene mifìe per via della. 

cordai* 

19 Del 



x 9 Del conofcere i Tuoni i mperfctti con la mifìione im- 
perfetta 100. 

20 Della commiflwne de* Tuoni, che cofa fia 3 e di quan- 
te forte 103. 
% r Della commi fiion? maggiore impcrft t o 3. 

22 Della com^ijìtone minore imperfetta 105. 

2 3 Come il Diate fse*on , che nafee da Dfolre a Gfolreut 
primo , non femprefarà al jenui^io del pr.Tu. 107. 

14 Della commilitoni' perfetta 108. 

•25 Della commilitone mijia 1 1 3. 

26 Delmodo di conofcere il Tuono delle cantilene di 
poca afctfa , difeefa \ 1 4 

2 7 De' 7#otf z irregolari , ipoflati , e quali fieno 1 ! 7. 
ì8 terminazioni de f Tujrregolari, e fpoftati 1 1 S 

3Wo conofcere di the Tuono fia vna cantilena 

fpoflata , irregolare 110, 
30 Perchè (ì troumo cantilene fpofìate o irregolari 125 
£ K iw quali corde abbiano per lo più il lor principio C*An 

tifone y altre cantilene degli otto Tuoni né. 
32 Del conofcere 1 Tuoni col vedere filo la prima nota 

del Cauto 130* 

23 Del cono fiere 1 Tuoni col vedere la prima y e litima 
nota del canto , fen^a vedere altro 130. 

34 Delle Taufe del Canto Fermo 1 3 u 

3 5 Del conofcere dalla prima pau/a ferina vedere altro, 

fevna cantilena fia di Tuono stuttnt. Plag, 13?. 
36 Del conofcere dalla prima paufa/e vna cantilena , 
che comincia , e refia in Du diB quadro stento fia 
Tuono f attimo > ottano * 34, 

|7 *« 



X 

5 7 pegola per imparare a cono fiere di che Tuono fieno I 

^ejponfori 1 3 5. 
3 & Formule per conofeere di che Tuono fieno i Bgfp.i 3 8 

39 DeWEuouae > ouuero Se culorum 143. 

40 In che nota abbiati fuo principio qualfìuoglia Secn* 
lorum , ouuero Euouae di ciafeun Tuono 1 44. 

4 1 Terche fi troui diuerfttà di Seculorum 5 ouuero Euo- 
uae , e perchè fi pongano alla fine dell' ^Antif 145. 

42 P^tgolaper conoscere dì che Tuono fieno YAntif. 145 

43 Formale per conoscere i Tuoni dell' Antif* 147, 

44 Modo di ripigliar VAnpf dopo cantato il Salmo 47 

45 Modo di conofeere di che Tuono fieno gl'Introiti 147 

46 Modo di ripigliare gV introiti dopo catato ti Sai. 1 5 5 

47 Modo di conofeere di che Tuono fieno i Graduali t 5 5 

48 Modo di conofeere di che Tuon fieno l* Alleluia con 
il loro ver fo 157. 

49 Modo di ripigliar l % Miei. dopo cantato il Verfo 158 
J9 ^Modo di conofeere di che Tuono fieno le cantilene 

de* Tratti , Offert. e Voftcomm. 1 5 9, 
L 1 B R Q^V. U A T 9, 
DelV Intonazioni . 
Cap* X Che cofafta Intonazione > e di quante forte l6u 

2 Delle prime note dell'Intonazioni fejltue de* Salmi > 
e loro regola 161. 

3 Modo di farcii meygo punto , virgola auanti l& 
paufa principale dell Intona^ fedine de Salmi 164. 

>& Modo per fare la paufa principale , e mediet aneli 9 

intonazioni feftiue de Salmi 165. 
5 Modo di cantare le parole monofillabc , ed Ebraiche 

nel 



nelfarlapaxfa principale , e medietà ne' Verfi de 9 
Salmi 167* 

6 Modo di éuomodare i Seatlorum , Cluouae alle 
cadente de* verfi nel cantare 1 Salmi i6$> 

7 Dell intonazioni fefiiue de' Salmi 1 69. 

8 Ofkrua^ionì nell'intonazioni f citine de Salmi 174» 

9 Intonatovi fefiiue decantici > che fi chiamano IntQ* 
nasoni maggiori 175, 

I o Dell'intonazioni feriali de Salmi 1 7 7. 

I I Dell 'intonazioni feriali de* Cantici 1 80. 

1 2 Del Tuono miflo > irregolare , peregrino a e fuà 
in tonatone 1 3 c , 

1 3 Triodo per formare la voce Corale neltt intonazioni 
delle cantilene i8z. 

1 4 Modo di fare le combinazioni nell'intonazioni delle 
cantilene di qitalfìuoglia Tu.con iloro efempi 1 8%. 

1 5 Modo di fare la combinazione nell'intonazioni dell' 
rfntif de Suffragi ,o altre Commemorazioni 1.87. 

16 Del modo d'intonare gì 1 Introiti % Kyrie y'7 lor inexc* 
Qrad. Tratt. Aliti Ojfert. Sanctus, Agnus Dei , 
Toficomm. ed anche i F{efp. e Antif* 187, 

1 7 Regola per fapere di che Tuono fia qualfiuoglia Inno 
e in qual corda refli l'Organo nel cantargli per poter 
facilmente ripigliare i Ver fi , con alcune ojseruazio^ 
ni intorno ai mede fimi Inni 189, 

1 8 Regola per ripigliar bene 1 Ver fi del Mag. e Bene dJn 
qualfiuoglia Tuono , quando fuona l'Organo J^6« 

ip Modo di refiar con l'Organo nel cantar Copieta 1 97, 
zo Rfgolaper fapere in qwtl corda refii l'Organo .per 

poter 



poter ripigliar bene il Kyrie, Gloria in excel.San&us 

ed .Agnus Dei > che tra latino fi cantano , fecondo f 
yfo della Cattedrale di Virente 198. 
21 Jluu ì fi a' Canteri 203. 
2 2 jluuifi a Cantanti 2 04. 

L 1 B ^ <^V 1 7S[ r o. 
Triodo d'intonare molte cofe,che tra i'Jfom fi cantano tan- 
to nelle Mefite folenni , quanto negli Ofi<igi Diurni. 
Cap. 1 Intonazioni per le Mefse 107. 
§. i Del modo di cantare il Glor. in exai&J. 
§. 1 Del modo di cantare t'Epiflola 209 . 
§. 3 Del modo di cantare il Vangelo no. 
§. 4 Dell'Intonazione del Credo 
§ 5 Del modo di cantare l % Ite Mifsa efìi\l\ 
§. 6 Del modo di catare 1 Benedicamus delle Mefse 215 
1 Nel te rnpo di JUuarefima 1 1 6\ 

I Del modo di cantare ilTajfio2i6* 
§. 2 Del modo di cantare il Fleffamusgenua 2 ti. 

3 Del modo di cantare iHumiUate capita veflra 225 
§. 4 Del modo di cantare Ecce lignum Crudi 113» 
§ # 5 Del modo di cantare il Lumen Cbrifli 213. 
§. 6 Del modo di cantare le Trofe^ie 2 1 3 
§. 7 Dei modo di cantare /' Alleluia del Sab .santo 224, 

3 Ter le Mefse dei Morti 225. 

§, 1 Modo di cantare lEptflola 215* 
§ # 2 Modo di cantare il Vangelo 216» 

3 Dei modo di cantare il i\equie(cant in pace %tj. 

4 jl Mattutino * e a fcfpro >eall altfOre Canon* 228. 
1 Del principio del Man ut ino 228 . 



xiij 

§. z Ver [etto del Mattutino , e principio del Yeffu 128, 
§. 3 tA? K[otturni > e dopo gl* foni tanto alle Laude, che 

dVefpri 219. 
§.4 Modo di cantare VjLsfolu^oni 2.30. 
§. 5 Triodo il cantare le Benedico ni 2 3 1. 
§. 6 Del modo di cantare le Leeoni 2 3 I. 
§. 7 Del modo di cantare le Lamentazioni 232. 
§. 8 Del modo d'intonare il Te Deum 134. 

9 Triodo dicant.tlCapitjnqua^iuogliagiornox^ 
§. lo Triodo di cantare il Benedicamus de 9 VeCpn 2.35. 
5 Dell Orazioni 238. 
§. 1 Del Tuono dell Orazione fefliua 238. 
§. 2 Dr/ tfzocfo di cantare l Or azioni a Terza 140 . 
§. 3 Del Tuono dell Orazione feriale tanto alla Me fsa, 
the a Ve faro 242. 

Intonazioni di Compieta 2 41, 
§, I Modo di cantare la Lezione breue 7 42. 
§. 1 7tf0<fo ed///-. // Conitene t e // De//* in adiut. 144. 
§. 3 Del modo di cantare l Orazione a Compieta 244. 
§. 4 Z)^/ Benedicamns > & Benedica 1 245. 

7 Dell'antifone finali 2,45 . 

§. 1 Del modo di cantare? Jntif, jilmar^. 
§. 2 ftWa <f/ cantare Ijlue Bigina C 'clorura 247. 
§. 3 / worfo di cantare Bigina Celi 249. 
4 Modo di cantare la Salue Regina 250. 

8 Mifcellanea 152, 

§. I Dell 1 \Afperftone 151. 

§. 2 De/ modo di cantare il Vrocedamus in pace 2 5 2* 
§. 3 De/ moc/o 3 formula di cantare le Fejìe Mobili U 
mattina dell'Epifania z$i, §. 4. 



xiv 

§. 4 Del modo di cantare il Crucifìxvm in carnet^. 

§. 5 ?dodo ai cantare il Martirologio la Vigiliadel santo 
Tritale 2,55, 

§. 6 Modo di cantare il Confiteor 260. 

L 1 B B^O SESTO. 
DeW intonazioni dagl'inni . 
Cap. i Intonazioni degl'Inni nell'ordinario del tempo 

§. i Delle Domeniche 263. 

§. % Ideile Fefle 264 

§, l 7^e' S abbati 26 5, 
3 Del proprio del Tempo 266. 

§< 1 ideile Domeniche dtVCjiuuento %66* 

jT. 2 Ter la^atiuità dd Signore 267* 

$. 3 Isella ftflaàegl Innocenti 268. 

jF. 4 Dell'Epifania del Signore j,68. 

jf. 5 Isella Quarcftma 169* 

§. 6 TyW ^m/?c> Taffiove 270. 

Jf 7 ideila fefìa della Mad.de fette Dolori a refpro 170 

jf. 8 l^el tempo Va fquale xjì. 

§. 9 2y>// s A 'fcenfwnedel Signore 272. 

$. 10 TytllaVentecofle 273. 

il Isella fefta della Santifs.Tritiità 27^ 

*§. Ili Isella folennità dei Corpus uomini £75» 
g Del proprio de 1 Santi tjó. 

§. 4 Cattedra di S Vietro2jj 9 

$. 2 Conuerfìene di S.Vaolo X78. 

§# 5 T ì anfitrione di S. Zanobi 278* 

§. 4 Fefta di S. Martina xy8. 

§. 5 Ver la Verificatone della B%V n e in tutte l'altre 
Fefie dtlUmedefima 279. jT 6 



XV 

§. 6 FeftàdiS.Giufeppe 2%o. 

§. 7 Tacila Fejìa diS. Ermenegildo 280. 

§• 8 Inuenzione della Croce 28;. 

JT. 9 T^f//' apparizione di S. Michele Arcang. 283. 

§. 10 F*/ld cf/ S. Venanzio 284.. 

JT. 1 1 1^f//4 Fejìa di S. Zanobi 2,84, 

12 Isella Vefladt S. Gio. Batifla 184, 
§• 1 5 7\^//d Fejìa de.SS Apposoli V tetro, e Taolo 185 
jT. 14 T^ella fejìa di S. LijabettaPsgg.diVortog.Z90. 
$.15 7yy/a rfi 5. Maria 'Maddalena 192. 
§. 16 Isella Fefìa di S. Tiero in Vincola 192. 
$.17 Isella Trasfigurazione del Signore 19$* 
§. 18 TS^ellEfalt azione della Croce 2,94. 
§. 19 Isella Fejìa di S. Michele Arcang.i9q. 
§. 20 Tacila Fejìa de SS. Angioli Cuftodi 195+ 
fi. 2 i Isella Fejìa di S. T erefi a 295. 
$ z 2 Isella fejìa di tutti 1 Santi 295. 

4 Zte/ Comune dei Santi 296. 

§. 1 Tacila fejìa degli Appojìoli 296% 

jF, X Ter vn Martire 297. 

§. 3 Ter più Martiri 198. 

§. 4 Ter Con f efior e Tontefice 199, 

§. 5 Per w Confessore non Tontefice 300. 

5 Vergini. 3 o 1 . 
§. 7 issile fejie delle Santenon Vergane Martiri %oi. 
$\ 8 Isella Dedicazione della Chie fa ^02. 

5 jDr/ modo d/ cantale gV Inni , efee Mattutino , e 

, no» /0///7' cantar fi nellanojìra Metropa* 
Utanapercbigli'pQlefse cantare 303, 

f« 1 



xvj 

$. x Tacile Domeniche dell' Auuento 30$. 

2 Isella ^uarefima 30 
$. 3 Tempo di Taffione , e fefie di Croce 304. 
§• 4 Nella fcfla di S. Martina 
§. 5 Tifila fefla di S. Giuseppe 504. 
§. <5 Isella fefta di f f Ermenegildo 304. 
^ 7 7yW/<* /<?/?<* di 5. Venanzio 504 , 

8 7N(e//,i ffjfo rf# S. Mirra Maddalena 305. 
.9 iN(é7/# Trasfiguratone del Sig. 305. 
io Isella fefiadt ss. Angioli Cuflodi 305. 
jf . £ 1 3\£e//d /e#£ ^/ j . Terefia 3 5 » 
6 D^/ Comune de' Santi 5 05, 
§. 1 Degli Appofiolinel Tempo Tafanale 10$. 

Z Per w Martire nel Tempo Tajquale 3 o<5 # 
$. 3 Ter più Martiri ?oó. 
§. 4 T^r Martiri nel Tempo Tafquale 3 06. 
§. 5 Ideile fefle delle Sante ne Verg.ne Man. 306. 
A G G I V l^ T A 
Modo di rispondere al Deus in adi ut. Domine &c. 160. 
Modo di cantar e i F^fponfori brem a Terza per tutto /• 

Anno 3 36. 
Modo di cantar Compieta 329. 

Antifone da cantarfi alla Troccf sione delle Candele la 

mattina della Turificazione 307* 
^//f if. da cantarfi la Dom. de ile Talme alla Trocef. ? 1 4. 
Exurge da cantarfi auanti le Litanie alle Troceffioni 

delle i\pga^oni 307* 
Ver fi da cantarfi dalle Monache nouelle alla portarci 

Mona fiero 526. 

DEL 



DEL 



5 



CANTOPvE addottrinato 

> LIBRO PRIMO, 

Nel quale fi cótengcno i principi del Canto FerÈ 

Del Canto Fermo , ó Canto Ecclefiafiico , 'e fiià 
definitone , Cap* l. 

L Canto Fermo, o Canto Ecclefiaftic S 
o Muficapiana è vn'otferuanza egB3 
le, e femplice arhiònia dimofìr&ta ecft- 
alcuni caratteri , o figure chiamai^ 
da' Mufici Note lenza accrefeimer *tfi \ 
o diminuzione di tempo, o voce; perciò dice S.Bf. 
nardo citato da Fra Angiolo da Picitofto deli'Oì 'ti l* 
ne Minorétano nel fuò Fiore Angelino libo i*c 
io. che Muftca plana efi lS[otarim ftmpkx* & WWf" 
prolatto , tfagm , minai potejl* 

E come dice Giorgio Rau nel tuo Enehiridièfi • 
M///?c<f p/^tM , in fuis uoiidìs <zquam ferM 1 * 
menfitram abfque incremento y vel decremento pN * 
tionis . 

Delle T^ete del Canto Fermo , e fuoi T^pmi^e lnum&§ 
delle medeftme. Cap. 2» 

LE Note del Canto Fermo fon (ci > i dì cui fiàffl I 
fono Vt , Re 1 Mi , Fa , Sol , La , Q^ìicàU in 
quelli verii. A ttWB 



& Del Canio Corale 

Sex natura modis totum circumfonat Orbem , 
Quos refermt Vt , I\e , Mi , Fa y Sol , Laq; fìmut * 
Si dice , che l'Inuentore delle iuddette fu fillabe, 
«uuero Note fia itato il P< D. Guido Aretino Mo- 
naco di S Benedetto, cche le cauaffi dalla prima 
ftrofe dell' Inno di S Gìo. Batifta Vt queant laxis > 
come dice il P. F, Illuminato Vigilino da Brefcia 
dell' Ord. Seraf. dell' Ofieru. lib. t.cap. 5. e F. An- 
giolo daPicitóno lib. i.cap. 20. c altri, in quella 
maniera ; 

Vtj Vt queant laxis y 
18*" i Kg fonare fibris, 
M , Mira geftorumT, 
Fa , Famuli tuorum 9 
Sol, Solue polluti , 
La j Labi] reatum Santte foannes l 
Si dee bene ofleruare , che i moderni in vece del- 
la fillaba Vt 3 vfano queftaltra fillaba Do, © Du 5 e 
così comunemente fi pratica • 

pi quante forte fieno le figure delle >7>{ote 3 che più co- 
munemente fi vfano nel Canto Fermo • 
Cap. 3. 

LE Note del Canto Fermo,che più comunemertS 
te fivfar o;comediccil P. R Arcati Paoli nel- 
la iua breue Introduzione al Canto Fermo , fono di 
tre forte 3 cioè quadrate H , oblique ^ , e tonde 
^ ©uuero triangolate. Fi- 



Libro Trime* 
Figure delle Tfote . 





— — 6 




1 ♦ ♦ É * 




a ss 




♦ * * 



E vanno tutte portate a vna medefima mifuta di 
tempo y come fi caua calla definizione pofla di lo • 
pra (eccettuata però la tonda* o triàngo>ata 3 e noiì 
femprc , ma in alcuni cafi , come diremo al ab. 
cap* 2.) che perciò fi chiama Canto Fermo; il quale* 
fecondo il ino iuitu:o 3 ha le Note tutte a vna mede* 
firn* liiiiura di tempo , come dice il Zanino $ e il 
Adriano Banchieri Oliuetàno nella fila Cartella-* 
muficale cap. ój.c per quefto diee.che fi fanno tut- 
te nere le Note del Canto Fermo , adì&acnza ci 
quelle della Mufica, che non hanno tutte il luede- 
fimo tempo . 

Le Note tonde,o triangolate ,come 6 raccogli* 
dagli Autori di quefta profcflìone 5 e come dice il rV 
F. Giulio Cefare Mannelli Seruita nelle lue Ùffètr 
nazioni intorno al Canto Fermo p. i .c. r. Oifcr. 4 £ 
pe 5 . c, 1 Otìer. 3. fon pofte nel Canto termo ad 
torem pulcbritit&mem libri , & decorerà fcriptkM > & 
"pi minorem fpatmm loci occupent . 

Il medefimo fi dice delle Note oblique ^ 5 te 
quali rap^refentàùo céìlé due punte eftreme due 

A a note 



4 Del Canto Corate) 

note fole y e fi vfanò Tempre defeendenti 3 e noni 
aCcendenti , anche effe vanno tenute la medefima 
mifura di tempore fi legge prima fempre quella 3 che 
c nella parte fuperiore , e poi quella , che è nell' in- 
feriore . 

Quando poi le note fitrouano legate vna fopra 

l'altra in quefta forma g| ouuero per terza , o 

quarta , o quinta > e limili , fi dee fempre leggere, ó 
cantare prima quella di fotto, e poi quella di fopra, 
e 1 vna , e Taltra a vna medefima mifura d i tempo, 
quantunque quella di fopra perlopiù apparifeapiù 

piccola 4 

Quelle due figure di note furono tfouate per co- 
modità degli Scrittori delibri di Canto Fermo>per- 
chè fi valettano delle legate pofte in tal forma , per 
occupare meno fpazio di luogo, come s'è detto di 
fopra delle note tende ; e dell' oblique per occupare 
maggiore fpazio , fecondo che la neceflkà delle pa- 
role fottoferitte alle note richiedeua . Ma nello 
ftampe moderne pare che fieno fiate difmeffe 5 o 
poco frequentate almeno • Sitrouaperò ne' libri 
del Canto,particolarmente ftampa^ -alcune noto 
codate ora a mano deftra coti Ej ^oraafiniftra 

così |9 le quali per ordinano fi cantano come l'ai* 

tre a in virtù della definizione del Canto Fermo , fc 

frenft 



Libro Ti imo . % 
bene alcuni Profeflbri hanno Scritto 3 che non fieno 
fenza fignificato proprio, il quale efplicherafsi a 
fuo luogo, doue fi tratterà del portar della voce 
■lik cap* a • 

3fij/Zr^ , o Richiami del Canto Fermo , 
Capi 4. 

OCni vo!ta,che alla fine d'vn verfo d'ogni Can- 
tilena fi ttoueri vna mezza nota col gam- 
bo all'insti così 0^ quefìa non è nota , ma fi do- 
manda morirà, o richiamo, nella conformità de* 
richiami porti dagli Stampatori in fine delle pagine^ 
per indicare con qual parola fia per principiar la 
pagina fuflfegnente : così quefta moftra, o richiamo 
di note è vn'indizio , o fegno della nota Tegnente, e 
fignifica > che la nota , che nefeguita debbe effère 
pronunziata colla medefima voce > e nella medefi- 
ina pofizione , nella quale ila collocata la detta 
Moftra . 

Delle Chimi del Canto termo* Cap. ^* 

PRimieramente la Chiaue non è altro , che vnà 
dimoft razione di tutte le corde , o note , come 
diceriUuminatolib. i.capV^.e F* Angiolo da Pici- 
tono lib. * . cap, 2$. <Utiis eft ofknfto nòtx mediani* 
{igno . ; A 5 Se 



6> Del Canto Corale 

Secondariamente le Chiaui del Canto Fermo fra 
quelle che fi contralfegnano , e quelle, che non fi 
CQntradegnano fono none >cioè, 

B molle Grane, L quadro Grane, e Natura 
Craue. \ M 

B molle Acuto , quadro Acuto ^ e Natura 
Acuta. >J 

B molle Sopracuto 3 k quadro Sopracuto , o 
Natura Sopracuta. *ì 

E fono tre G raui , tre A cute 3 e tre Sopracute . 

Di quelle none due fono le principali, che? fi con- 
traflegnano , fenza le quali le note remerebbero 
Smarrite , e quefte due danno regola ali* altre , che 
aon fi contraflegnano , le quali vengono in alcune 
àttere 5 che godano pri uilegio di Chiaue . 

La prima Chiaue di quelle > che fi contrafiegna* 
no fi chiama Natura Graue comporta in quella-* 
forma jj* e fi vfa quando il Canto dimora per lo 
più nel le parti grani t 

Ea feconda Chiane di quelle^che fi eontraflegna- 
nofi chiama B quadro Acuto , e fi ferine cosi jT 
e fi adopera quàdo ilCàto per la maggior parte 
dimora nelle parti acute , ftandofene tutte due ^ 
iariga , e da Natura Graue a B quadro acuto ci 
€orre vna quinta , che : è lofpazio 4i cinque note j 

auuer* 



Libro "Primo. 7 ' 

auuertendo però , che il B quadro Acuto è pofto 
fopra a Natura Gra — g ue per itertiallo di qui- 
ta, in quella forma — 1 e così per talifegni 
pre r intelletto" per conofcere la qualità del 
le Cantilene. -£ — 

Di più fi deeauuertire, the tutte due leChiaui 
poffonoafcendere, o difendere , purché dall' vna 
all'altra ci corra ladiftanzacu cinque note, 

In oltre fi dee auuertìre , che fi fegnano. per ac- 
cidente le Chiaui del b molle . 

E perchè le proprietà del Canto, come fi dira al- 
troue , fono di tre forte , di Natura di B quadro * 
e di b molle 3 perciò fi diri qui appreffo, che co- 
fa ila b molle , 

Del b molle . 

ST troua vna figura accidentale , o accidente di b 
molle, cosi chiamato da Guido Aretino fotte 
lachiaue di B quadro Acuto > cioè nella pofizions 
di B fa b mi, cosi «T^ ouuerocosi B j e tal figu- 
ra vien chiama ■ tada'Greci «"fe Menon che 
vuol dire cofa — accidencale.ZZL 

E' detto accidentale, come dice 1111 umiliato lib. 
j*cap 3. e lib. 3. cap.22. perchè a gtiifad accidente 
ya , e viene f fi pone , e fi leu* comprine l'occorren- 
za,fenzachereiii deftrtittalafoftanzialitddel-Can- 
to,onde difle Guido Aretino: Inutnum e fi à Gr#as& 
rotundum ad temperantiamTritoniy vt yhi neccfhritm 
Juent apgonatttr* A 4 Qjje- 



$ Del Canto Corale 

Quefta b figura del B molle adunque è fiata ri- 
frenata per addolcire, e annullare il Tritono , co- 
pie diflfe Guido Aretino: J^ullum in Cantu plano can- 
titur per b molle nifi in temperamento Tritoni > & di- 
quando in Quinto y e Sexto Tono . 

$kiali fieno le Chiaui del Canto Fevmo , che più comu- 
nemente fi trouano t Cap. 6+ 

LE Chiaui più comuni, che fi trouano nel Canto 
Fermo fra quelle che fi contraflegnano,c quel- 
le che rfbn fi contraflegnano fi poffono ridurre a fei 
£ra le Naturali ,e l' Accidentali , cioè • 



t 
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i. 


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1, 





I 2 % 4 5 6 



gmol.Gr. Bqu.G. Na.G. BmolA. Bq.Ac.eNt A* 

E per cominciare dalla prima,il b molle Gr.fi fc- 
gna accidentalmente vna quinta fotto Nat. Gr. in 
nga così perchè a voler moftrare il B molle 

grane bi Jffi^ fogna fegnare anche Natura Gra- 
«e. £g . \ 

La chiane di b molle Graiie fi troua in molte Ca- 
litene di libri ben corretti , ma però con poche no- I 
te, come fi può vedere nell'Introito della Mefla 

• della 



libro Trimo» 9 
della Domenica i?. dopo la Pentecofte> chsco- 



Dicit Do minus ego , &a 

E negl'Introiti Sacerdotcs cius > & Saccrdotes Dei y 
del Comune; e nel Graduale (come dice il P.F Gio. 
Amelia deMin.Qffeni.ndle (ne Regole di Mufica al 
Tratt.g. c.58.) della fer 4. dopo la Doi».2,diQnar. 
che comincia : -r*"* - "^1 'T 

Sai uutxi £acpoptilum,&c 

Il B molle Grane fi troua ancora tielfOffert della 
Mefli della mattina delle Ceneri , che comincia ; 

^mZ T"'? 4 

£xal ta botc> 

Alla parola Sufcepifiime 3 e vi fi fegna 5 perchè vi 
fi tonerebbero delle quinte falfe,come fegue anco- 
ra m\YO&cvx.Meditabor t m\ fine,e nell 'Offert.de SS* 
Apoft. Iacopo, e Filippo ,nQÌCom.>Ab occulti* mei$, 
allaparola »«w Terjign?mCruch* alla parola Ci% 



I® Del Canto Corale 

cis y e fimili , doue per non cagionare diffonanza , e 
per isfuggire le durezze de i palli cattiui fi croua fe- 
guato il B molle Gn come in altre , che per breuiti 
fi tralasciano . AuellaTratt 3. cap. 59. 

In alcuni libri peròquefto medelimo OflFert, Exal- 
tabo te.fi troua fpoftato, e fcritto per la Chiane di B 
quad. Acato , e quefto per non auere a fognare il B 
molle Gr e per renderlo più facile a' Cantanti , e 
per inoltrare ancora > che trouandolo per Nat. Gr. 
fi dee far fotto mutazione di quinta per andare a B 
molle Gr. c codili leuario via tutteìediificolcàdel 
portar della voce,come fi vede efiere fiato fatto an- 
corain altre Cantilene > e ne Graduali del fecondo 
Tuono i come è il Graduale della Meffa de'Morti, e 
molti altroché fi càtano fra l'Anno fopra la medefi- 
ma Cantilena , in particolare per le Quattro Temp. 
dell'Auuento , i quali fon fegnati per la chiaue di B 
quad.Acuto,chefidourebberofegnare per Nat.Gr. 
come anche V Ant. Pafquale Hxc dtes , che fcrue an- 
che per Graduale fra TOttana di Pafqua . 

Il B quadro Graue, che viene vna quarta fot- 
to Natura Grane nello fpazio così ■ - fi tro- 
ua in molte Cantilene 5 e in par- % tico- 
lare del fecondo Tuono, in ordine ^ffi» alia_* 
fua perfezione , e quefta Chiaue non fi fe- 

gna , perchè è Chiaue immaginaria e a volerla tro- 
vare bifogna fegnare anche Nat. Graue. 

la Chiane di NateGraue^come s'è detto ; fi troua 

fe- 



Libro Trimo . 1 1 

fbgnata in riga con tre zoccoli , e fertie perlopiù al- 
le Cantilene del primo, fecondo , quarto, e fello 
Tuono « 

La Chiane di b molle Acuto, come s'è vifto di fo- 
pra,fi troua fegnata f otto la.Chia.ue di B quad Acu- 
to in fpazio così p~T* e fi ferine così,perchè a voler 
moli rare il b. ■ b" t molle Acuto bifognafegnar? 
anche la Chiaue -, di B quadro Acu.to,come di- 
ce TI luminato 

Q uefta fìguradi b molle fi troua in molte Can- 
ti Iene del quinto,e fefto Tuono come Suo Naturale, 
e quando è pofto nel principio di qualche Càtilena* 
immediatamente dopo la. Chiaue, è fegnoche fi dee 
càtare tutta la Cantilena per b molle, e in tal cafo il 
mi di B quad. Acuto diuenta fa , e il fa di B quadro 
Acuto diuenta fol , e cosi fi muta li leggere anche in 
tutte l'altre note. 

Il b molle Acuto fi troua anche fegnato accidétal- 
méte in molti paflidi cantilene doue ferue per isfug 
gire le difionanze , o Tritoni , o quinte falfe anche 
nelle parti acute , come fi vede nell'Ant. Éxaudinoi 
Domine della mattina delle Ceneri «Ila benedizione 
doue alle parole Benigna.eft miftrkordia vi fi troua y- 
na quintafalfa, che è dal fa di Nat*.Acuta,al mi'àiB 
quad. Ac. che per isfuggirla quel mi di B quad. Ac % 
va portata per fa , perchè a cantarlo per*»/ fi lente 
vna gran cliffonanza, e durezza,tanto più perchè in 
alcuni libri ben corretti fi troua (egiuto,comefegi^ 
appreffoe Be^ 



5$ Del Canio Corale 

* 

Benigna eft mi fc ricorditu 

E di tali pafli fe ne tremano molti , i quali vanno 
temperati col b molliche per breuiti fi tralafciano. 

La Chiane di B quad. Acuto, come s è detto di fo 
pra, fi troua fegnata in riga con due coccoli* e ferue 
alle cantilene del terzo , quinto , fettimo , e ottano 
Tuono * 

La Chiaue di Nat. Acuta viene vna quarta (òpra 
àBquad.Acuto nello fpazio così n a# e non fife* 
gna, perchè è Cfaaue immagina ■ ' *\ ria, e a vo- 
ler moltrare Nat* Acuta bifogna g fegnare an- 
che la Chiaue di B quadro Acuto . 

La Chiaue di Nat A cuta fi troua in molte canti- 
lene, in particolare del fettimo Tuono, che è Aia 
propria in ordine alla Aia compofizione , come an- 
che del quinto . 

Sebbene s è detto di fopra , che le Chiaui più co- 
muni fi polfono ridurre a fei, non ottante fi troua 
anche il B molle Sopracutò , e il B. quad. Sopracu- 
to , ma però di rado , e qua fi mai . 
11 B molle Sopracuto in alcuni libri fi troua fegna- 
to accidentalmente vna quarra fopra Nat. Acuta in 
rigale a voler moftrare il b molle (opraci! to è necef- 
fario fegnarlo colla Chiaue di B quadro acuto ia 

quefta 



queftà 
guifa 



libro Trimó* i£ 



Qiicfta Chiaue fi trouà, ma però 
con poche notenel 2.Rclp del I 
Notturno del Mattutino delia 
Domenica terza dall' AuuentQ* 
che comincia 




Sethelem. 



E' ben vero, che il fa di B molle Sopri^uto* che 
troua nel fopraddetto Refp.non vi eifendo altre no- 
te fopra, fi potrà cantare per fa finto di Nat. Acuta* 

Il B quad Sopracuto viene vna voce fopra B mol- 
le Sopracutò in fpazio , ouuero vn ottaua fopra a B 
quad. A cuto^che perciò a volerlo moflrare è necefla 
riofegnare la Chiaue dibquàd. Acuto così 

La Chiane di B quad. Sopracuto firitro- * 1 ; m 
ua in alcuni libri nel primo Refponf» del u a 
primo Nott del Mattutino delia Circonda f 
(ione* che comincia 



La Chiaue poi di Nat«Sopracuta,per quato fi può 
vedere da libri di Canto Ecclefiaftico, non il troua 3 




Ec 



ce a gnusDei* 



M v ^ Del Canto Corale 

perchè le note del Canto Fermo non arriuano tanto 
alto. 

Ttioftra delle Chiami . Cap. 7. 

MOftra doue venga ciafeuna Chiane Naturale 
del Canto Fermo infieme coli "Accidentali, 
doue con faciliti fi vede quanto corra da vua Ghia- 
uc all'altra* 

g&tftfrA> a 



-4& 



EmoLib 



>i 



B.quaJ.À 
B.moLA. 



■ 4 



3 



3 



3 



4 



2. 



libro Trimo I x 5 

Si dee atiuertire 3 che tutte le Chiaui di numero. 

caffo , cioè prima , terza , quinta , fettima > e nona, 

che fono cinque,vengono in riga . 

Quelle di numero pari, che fono quattro, cioè 

feconda , quarta > fetta > e ottaua vengono in fpazio 

1 II b molle Graue adunque , come nella figura fi 

vede, viene in riga • 

2 II B quadro Grane , in spazio • 

3 Natura Graue , in riga:. 

4 II b molle Acuto > in spazio . 

5 II B quadro Acuto , in riga ■ 

6 Natura Acuta > in spazio . 

7 II b molle Sopracuto , in riga ♦ 

8 II B quad. Sopracuto , in spazio. 1 

9 Nat. Sopracuta , in riga , sella fi trouafie. 
perchè secondo la maao di Guido Aretino ; Naturà 

Sopracuta non fi da nel Canto Fermo* 




iS Del Canto Corale 

ttfojlra delle Chimi Triturali fen^a VMóiemdì 



1 



-3- 



1 



— I J 2r~ 



■2^ 



'Modo ài ritrattare IrChuwì de! Canto Fermo Cip. 




x$ Del Canto Corale 

T E Chiaui del Canto Fermo fi trouàho «ella mi* 
JLj no finiftra per la parte di dentro , eccettuato 
Natura Sopracuta 9 la quale fi tocca dietro ai Dito 
medio nella giuntura, doue è quefto legno *£# 

La prima Chiaue fi tocca coU f indice nella radi- 
ce del Dito Pollice doue è il num, i .e tutte Tal tre fi 
toccano col Dito Pollice, feguitando i numeri per 
ordine 3 come nella figura fi vede . 

Chi volefic poi fare le mutazioni fopra la mano 
da vna Chiaue all' altra , fi feguita i numeri , e fi v& 
facendo giuntura per giuntura, con fare Umuta* 
?ione > che richiede la qualità della Chiaui • 



Libro Trim§ • 



*9 



Modo di/apere quello > che pofict e [sere qualftuogUa ? 
per le Chimi del Canto Fermo , dal Da di B quadro 
Grane , al Fa di'ìygK SopracuU « Cap> p« 

ti F p Nat. Sopra cuti & — 
20 E s 



15) D » ' " ■' 

18 C 8 B quad. Sopracu'o j- ■ 

sé A g 

M g — a- 

54 F * Natura Acuta ■ 

ij E i *- 

12 D li m 

li C 5 Squadro Acuto S 

10 B 4 B molle Acuto *TD il 

9 A ' 

8 G ^ 

7 F } Natutà Graue jff...,, ^ 

6 E 

5 D 



Mi 



4 C a B quadro Graue 

3 B 1 B molle Graus — gh 

$ A a 

2 G Du di B quad. Gr. m 



% G II Du di B quad, Grauc può eiferc Re i & 
molle Graue * 



la /A 



20 Del Canto Corale 

z A II Re di Bquad. Grane può efferc MidiB 
molle Graue # 

3 B II Mi di B quad, Qraue può eflere Fa diB 

molle Grane. 

4 C 11 Fa di B quad. Grane può effere Sol di B 

molieGraue,e Du di Nat Grane. 

5 D II Re di Nat. Graue può eifere L di B mol* 

le Graue, e Sol di B quad Grane. 

6 E II Mi di Nat. Gr. può diete Fa finto di B 

molle Graue e La di B quad - Grane 

7 F II Fa di Nat. Gr può etfere Fa finto di B 

quad Graue > e Du di B molle A curo . 
g G HDu di B quad. Acuto può eflere Sol di 

Nat. Graue , e Re di B molle Acuto. 
9 A 11 Redi B quad. A curo pi;ò eflere La di Nat* 

Graue , e Midi B ni olle Acuto . 
io B II Midi B quad. Acuco può eflere Fa finto di 

Nat, Gr. e Fa di B molle Acuto* 
jl C IlFadi B quad. Àsiko può effere Sol diB 

molle Acuto, e Duci Nat. Acuta • 
1% D II Sol di B quad. Acuto puoeflerc LadiB 

molle *<cuto , e Redi Nat* Acuta • 
1 3 E II La di B quad. Acuto può eflere Fa finto di 

B molle Acuto, e Midi Nat. Acuta. 
2^ F II Fa di Nat. Acuta può clserc Fa tinto di B 

quad. Acuto > e Du di ti molle sopracuto . 
$ G 11 Sol di Nat. Acuta può efserc Redi B mol- 
le sopracuto a c Du di B quad. S pracuto ♦ 



Libro Trimo li 

A II La di Nat. Acuta può eflerc Mi di B molle 
Sopracuto , e Re di B qtiad Sopracuto • 

27 B II Fa di B molle Sopracuto può cflere Fa tin- 
to di Natura Acuta,e Mi di Bquad.Soprac. 

j8 C il Fa di Bquad. Sopracuto può elitre Sol di 
B molle Sopracuto,e Du di Nat, Sopracura. 
D II Sol di Bquad, Soprabito può elitre La di 
B molle Sopracuto, e Red, fiat, opracuta» 

?o E II La di Bquad. Sopracuto può cflere Fa fin- 
to di B molle Soprac, e Mi di Nat, Soprac. 

21 F II Fa di Nat Sopracuta può elitre Fa fiato 
di B quad. Sopracuto . 




TfUno di Guido Aretino /jfuà Dubiar^io^e € Cap. r g. 

£ 5 &fcv 



libro Trimo 



Difce manum tantum , fi vis bene di fiere CdV'ùm 
jtbfa manufrkjìra difcesptr plurima lufira . 

tfy S r fondamento^ principiò del Canto gli A uto- 
JL ri fingono nella mano finiftra fette lettere>cioc 
A,B,C, D, EjF, G,cominciandofi dalla lettera G 
pofta nella punta del dito Pollice , e dicono Ganv 
maut ; feguitando VA nella giuntura di mezzo dell' 
ifteffo , esplicata per la voce Are, nell altra poi di 
fotto pronunziando Bmi , onde fi vanno con talor- 
dine feguitando i numeri > feorrend o tre volte , ec- 
cettuato TF che foiarnente fi dice due, e fono in tut- 
toilnumerodi zo. cioè ; Gammaut > Are , Bmi * 
Cfaut y Dfolre , Eiami ^ F&ut 3 Gfolreut, Alamire , 
Bfa t]mi, Cfolfaut^DlafolrcElami^Ffaut.Gfolreut, 
AJamire ,Bfa fcj mi ,Cfolfa 3 Dlafol , Eli . 

Si dee olferuàre, che il Gammaut principio della 
mano è comporto d'vna lettera; ed 1 vna nota, del 
Camma,che è la lettera G.e della nota Vt,e comin- 
cia in riga , per eflere più degno luogo dello fpaxio . 

Si potrebbe efler curiofo di fapere , perchè fi co* 
minciala manoda vna lettera Greca . 

Si rifponde > che la ma o 11 comincia da vna let- 
tera G^ eca , cioè dall i kuera G , in Greco dettai 
Gamma > per dare l'onore % Greci primi inuentori 
del Canto , fecondo i Gentili > e fi pronunzia infic- 
ine colla sillaba Vt ,e fi 'lice in vna parola Gamma* 
fi 4 



14 DelCanto Corale , 

ut 3 la quale è vna certa ordinazione , ouuero intro- 
duzione generale , che va feorrendodi grano iru 
grado per ciafeuna giuntura della mano finiitra in- 
teriore 3 ed eilenore . 

E perche fottoGammaut nel mezzo della giun- 
tura del dito Pollice ab extra >fi può dare Ffaut,che 
fi chiama Nacura Soggraue , che è Sottana fotto 
Nat.Grau ?! chepuòefler Du diB» molle Grane i 
per quello in Gammaut , cioè nel Du di B quadro 
Grane fi dice anche Re, perchè in Gammaut ii può 
dire Greitt, per efler Du di Bequadro Graue, e Rè 
di B molle Graue;ecosì in Are fi dira Arerni , cioè 
Re di B, quadro Graue > e Mi di B molle Grane } e 
in Bini fi può dire Bfa , e in Cfaut fi può dire Cfoi- 
faut , e in pfoJre fi può dire Dlafolre , come dice F. 
Angiolo da Pacitonolib. i cap* 22, 

11 medèfitirfo fi diri nelle parti fopracute , il Cfol- 
faSopracuro , trouaneiofi Natura sopractita , può 
elTereCfolraut >cioè Sol di B molle Sopracuto y Vx 
di B qiudro >opracuiOi e Da di Natura Sopracuta, 

Similmente il Dlafol può effere "Dlafolre * cioè 
iadiB, molle * : opracuto , §01 di B, quadro Sopra- 
cuto , e Re di Nacura Sopracuta • 

In fine b la Può ciìerc Etimi 5 cioè La ai B é qua- 
dro Sopracato , e Mi di Natura iopr&cuta * 



Libro Tri/no « 



S vaiata delle venti Lettere , T opzioni della 
dì Gntdo Aretino ,Lap,n 9 



20 Eli 


S 




io Dipnoi 


531 — - 


H9I — — - 


iS Ciotta 

A W \^ X V / i 1:1» 


ESC 


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17 Bfa b mi 


pia 




16 Alarrure 


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I < Ci folrenr 

* ) VJ 1 Vii Wt.IV 


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SEI ÌH» 


14. Ffkut 








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li DI 3 fnlre 


il 


BRI ir nì 


li Cfo^mt 


Z. * 




io Bfa h mi 




BEI 


o A! finire 






S Gioire ut 


B 




7 Ffauc 


j p - 




6 Elami 


i ! B. 




5 Pfoire 




'ÌA 


4 Cfauc 


il 


ZI 


? Bmi 


— — s— 





finale del 7, e S.t.irrcg. 
finale dei 5 . e 6\: irreg, 
finale del 3.04,1 irre 
finale del i.c r ^c irreg 
finale del ; e $.t. 
finale del 5. e 6. c. 
finale del 3. e <j.t. 
finale dclpr.e z.b, 



a 
5?" 



iGammaut s — S- 



/ 



5tp 9el Cinto Corate * 

NOti , che le dette venti lettere > o porzioni fi 
diuidono in due parti, dieci in riga, e dieci ia 
i^io,comesedimcftrato nella fc aletta . Tutte 
di numero pari fono in fpazio , e quelle difparifono 
in riga . 

In oltre quefte lettere , o pofizioni fi diuidono ifl 
tre ordini , cioè di Grani, di Acute, e di Scpracu- 
te,in quello modo. 

Da Gammaut, fino al primo Gfolreut inclufiue 
fono le Grani . 

Dal primo Alamire , fino alfecondo Gfolreut la* 
dufiue fono Acute • 

Dal fecondo Alamire, fino ad Elà fonoSopracu- 
Ce > come fi vedono diftinte nella fuddetta fcaletta • 

Le prime fono otto , e fi chiamano Grani ; le fe- 
conde fono fette , e fi chiamano Acute ; le terze fo- 
no cinque , e fi chiamano Sopracute , come fi caua 
da i feguentj verfi • 

Ofìoprim$ funi Grane $ , Jcrihunturq; Capitale;* 

Septem dminuas, quas bine vocabis Muta* 9 

^eliquae funt qmnque,Cr nomina funt Superanti** 
Fra Angiolo da Picitonolib, i.cap. 10. 

Altri poi vogliono , come dice il medefimo Ali* 
torealcap, i$. che le Grani fieno fette , e fette** 
l'A cute , e fei le Sopracute , come da feguenti verfi 
fi vede • 

Qu&qHt Graues feptem yféptemq^notantur Acut&* 
&fipYa p &Mtita fex [rat tibifiaque manu. 

Belle 

Il • v% 



1 



lìbvo Vrhno 27 
Delle Dfdu^oni . Capè \ z f 

A Deduzione non è altro > che vna ordinata.* 

_4 condotta di voci da luogo a luogo ^cuiiero va 
progrefio naturale di ki fillabc , liccome è Vt , re 
mi * fa i fol , la . > 
Le Deduzioni fi riducono al numero di fette * e 
ciascuna Deduzione-li ritroua Colamento doue è la 
voce Vt, e porca feco quelle cinque voci naturali re* 
mi > fa > fol , la > eieruono tanto per falire, che per 
incendere. 

Le fopraddette venti Pofizfoni della rnanr, fi can- 
tano per le lette Deduzioni , paifandoM da vna De- 
duzione all'altra per via delle mutazioni . 



•E — 



La primaDedu- 

2ione adunque è 

poua inGamma- , a _ 5 ™ f 

ut, cioè in Di: di w_ , — m , — ^ 

B.quad.Graue così D &>vti mi 3 fa , fol -> la. 

La fecondaDedu- ~ji m ~ m ~' — 7*^11^11®"""* 

?ione inCrant^cioè IZII— ~ * IZZ'-~ 

in D'udì Nàt,<3fi« ^^.E^—Z— I— ,.,ZZ~t 
fce così Da , re > mi la * fol , la . 



2 8 Del Canto Corale . 
La terza Dedu ^7 — m mm f 

2ione è pofta in IT^_ZIIbI15~*~Z!ZI 
Ffaut cieèiDudi «^—^^«.5 Z~Z^Z— t 

£ polle Àcuto,tosì Du , re , mi, fa , sol , la. 

La quarta Pedu- -^-•-•-------«---p 

zionc io Gfolreut , ZZ' !Z ' ^ ^ZT^ZZZIIZ!^ Il 

cioè io Du di B ^^Il^^Z^I^Z^^^Z^JL 

quid, Acuto , così Du, rc^i , fa ,foì ,la , 

La quinta Dedu- — — —■f 1 --jg-^* ~" — * 

zione è polla in Cfol ^H?~^ZZITl!ZZII [ 

faut , cioè in Du di ■ 1L - Z a ~* „j| 

Nat. ncuta , così Du^re , mi fa, fel , ia , 

La feftaDeduzionein ~ ^ r — ~ 
Ffaut ^Vcuto , cioè iru ~ ^*Zf!lIZIlZZ 2ZZj ! 

Du di B molle oprac u e — _ ^ — — , 

to,così P Du ,re,mi ,fa-o! ,la 

LafcttimaDedu- E~ *— J 



zione Analmente è " I f 
po:ia in jGfólreu "ITIZZ Z ~JZ H T 
fccóuo,cioèinDu *f j> Ujtc , m. ,,a, fol,Ìa, 
eli i> q ia r . Sopra- 
cute v<;,i. 

C^uue lette Deduzioni fi canta opef tre prò* 
jlku , come adira qui apprdfo. 



libro Trimo* 



Della Troprietà del Cantal Ca?* 13Ì 

▼ À Proprietà del Canto è vna deriuazione di più 
Jlj voci da vnmedefimo principio . 

La proprietà del Canto è di tre forte , cioè . 
Di ^quadro, di Natura , e di B molle , per le qua- 
li fi cantano tutte le note, che fono nelle venti 
lettere della mano , in qutfla maniera • 

( C ) ) Natura , 

Ogni, Vt, in ( F ) fi canta per )b molle, 

( G ) ) B quadro * 

Come fi vede ne'feguenti ferii. 

lettura modumper C cantare folemus , 
*4fl F ,B molle 3 & G.B >a t efse quadrum 9 
Ou nero 

C. T^aturam dar 3 F P molle , G qtioq; quadntm l 
Sicché quelle, che fi cantano per B quadro (or quel* 
le che contengono il Duin G» cerne Cammaut > 
•Gfolriut primo, eGfolreut fecondo, cioè DudiB 
quad#Grau^ ,Du di bquad. Aditele Dudi Squa- 
dro f>opracuto ,così. 

Proprietà di B quadro • 

3iui:::::z:^ sr =^ T 




&m-£-Z L-, 

Du,re^ni,fa/ol a U i>tt>ie>mi,ra,i( l,ia 

/ 



&m — — — ~ > — . — - 

Du 3 re 3 irsi 3 fa, foì,la* 



Ciucile che dcrìuano da! C come C&ut, c Cfolfa- 
ut fi cantano per Natura > cioè Nat. Graue \ e Nat. 
Acuta . 

Proprietà di Natura . 



m — r* — t^x rr^ 

3 S£!!ZIZZr"' 



.Du a re, mi,fa,io!/ja. 



J &— -€■»-= — 



Du,re,mijfa>fol>la 



Quelle poi che principiano in F 3 come Ffaut Gra- 
fie* e Ffaut Acuto fi cantano per b molle , cioè per b 
molle Acuto, e b molle Sopracuto. 

Proprietà di b molle. 



3 



F »: 





Du,re,mi,fa,fol>la. ■ Dii*re,mi»fa,fol»Uu 
Sì che ciafcuna d i q uelte tre proprietà efsédo nel* 
lelettere Grani 5 farà graue^fe ne le Acute,acuta>fe 
nelleSopracute 3 sopracuta;e per pa(Tare da vna Pro- 
prietà all'altra , fi dee pattare per via delle mutazio- 
ni * carne diremo qui apprdfo • Bel 



libro Trimo l 



li 



Delle Trtut anioni. Cap< 14, 



LA Mutazione non è fe non vn paflaggio da vnài 
C hiaue all'altro , per fali? e , o per 1 tenderò ; 
ouuero non è altro , come dice l' Illuminato lib -1. 
cap 7. che mutare vna nota in vn'altra nel medefi- 
mo luogo , come fi ded uce dalla definizione di Mar « 
chetlopadouano: Mutattoeft variatio nomini s vocis 
in alterum in eodemfono . 

Le mutazioni fon quattro , e fono di due sorteci 
quarta, e di quinta,, due di quarta, e due di quinta $ 
due per falire y e due per ifeenderc . 

Mutazione di 4, per falire , e 4 per ifeendere * 



Fa> re , mi, fa . ha , la , fol , fa » 

Si ha da ofleruare adunque nel fare la mutazione 
di quarta per falire , che fi dee mutare il Sol in Re, e 
di quarta per ifeenderc fi muta li Mi in La , fenzsu* 
punto alzare ,0 abballare la voce , come fi deduce 
dalla fua definizione; perchè fi dee cantare la not^ 
La nel medefimo tuono di voce, che fi canterebbe 



1 — M 






3* Del Canto Corale # 



Mutazione di 5. per falire,cdi 5*perifccndcrc 



( i^gg^ 



- Fa,iol,rc,mi>fe. Fa, mi,la,fol 3 ià . 

Si dee offeruare ancora , che nel fare la mutazio- 
ne di quinta per fai ire fi ha da mutare il La in Re, e 
di quinta per ifcendere li mura il Re in La fenza oiu, 
tare voce , perchè fi dee cantare la nota La nel me* 
defimo tuono di voce, che ricanterebbe il Re , zlj 
quclto è il modo di fare le mutazioni . 

Quando Jì debba fare la Mutatone > e di doue 
fì cominci, C<zp. 1 >< 

LA mutazione per la parte di fotte fi dee fare-/ 
quando b note paiTano il Du,oil luogo del 
Du ,efi comincia per lo più dal Fa di quella Chià- 
ue ,che fi comincia a cantare per andare in altra-* 
propricti . 

La mutazione per la parte di fopra fi dee fare per 
andare in altra Proprietà , quando le note padano il 
Fa finto , perchè ogni Chiaue Jenza fare la mutazio- 
ne può ricercare fette note , cioè Du ,re , mi fa/ol, 
la, fa j come fi può vedere nella figura > che iegue # 

Eco- 



libro Trìmo 





, A jfl** * * — 


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— 1 : 


UT 

«GVt- 







E così qua! fittogli^ Chiauc , che fi poffa troutre, 
può auere vna nota fopra dei La, che fi domanda Fa 
fìntolo Faaccidentale 3 comedaaitri vicn chiamato, 
ed è flato ritrouato per mitigare la durezza del Tri* 
tono • 

E 1 ben vero , che vna nota fopra del La non Tem- 
pre fi chiama Fa fiato > o Fa accidentale, come Adi- 
ra al lib. a. cap, 1 3 

Moflru delle Milioni per qualfaoglia Chiane del 
Canto fermo. Cap. \6. 

SOtto Natura Graue fi fa mutazione di quarta 
per ifeendere, e s arriua a B quadro Grane , die 
viene nello fpazio , e non fi fogna , perchè è Chiane 
Wimaginaria f c di quarta per fhlire per tornare a 

C N*> 



54 ' Del Canto Corale 

Natura G ratte ,comemn fi dimoftra. 

ìjjsii _zii"z§zzi»z!^izizl 

Fa, la, fol, fa. 'Fa, re , mi, fa. 

Si auuerta,che fopra gl i Inquadri , tanto Grane, 
quanto Acuto , che Sopra >j aito fi fa fempre mu- 
tazione di quarta per falire , e fotto di quinta per i- 
£cendere:perchè le Chiaui,che voglion fopra la mu- 
tazione di quarta per falire, la voglion di qiuta per 
ifcendere,e quelle che vogliono fopra la mutazione 
di quinta , fotto la vogliono di quarta ♦ 

Si è detto , che fotto Nat Grane fi fa mutazione 
di quarta per ifcendere; è ben vero,che quando fot- 
to Nat Graue vna quinta fitrouera fegnsto il B 
molle, fi fard mutazione di quinta per ifcendere per 
andare a B molle Graue , e di quinta per falire per 
tornare a Natura Grane , come per c'empio. 

Fa, mi, la , fol i [a. Fa, fol , re , mi , fa. 

Si auuerta,che fopra al B molle tanto Granella- 
to A cut o 3 che Sopracuto fi fa fempre mutazione di 
quinta p cr falire , e fotto di quarta per ifcendere . 
* Sopr$ a Natura Graue fi & mutazione di quinta 

per 



Libro Trimo. 35 
ptr faiire , es'arriua aB quadro Acuto ,edi quinta 
per ifcendere per tornare a Nat Graue. Efempio. 



fi— - s 



m 



f|^a~® j — 9- a— £ 

Fa, fol, re, mi, fa i^a, mi, la , fol, fa. 

Deefibene auixertire, che fopra Natura Grane 
non fempre fi fa mutazione di quinta>pcrchequàdo 
vna quarta fopra vi lì tiòugtà fegnato il b molle al- 
lato alla Chiaue di B quadro A c uto nello fpazio co- 
sì,in tal cafo fopra Nat. Graue fi fa mutazio- 
ne di quarta per fai ire e di quarta pec ifcéde- 
re ' ; ' tornare a Natuta Graue è Efempio . 



Fa , re, mi , fa. Fa, la, fol, fa. 



Sopra a B molle Acuto fi fa mutazione di quinta 
per faiire, e s arriua a Natura Acuta, che viene* 
nello fpazio , e non fi fegna, perchè è Chiaue im- 
maginaria, e di quinta pei ifcendere per tornare a 
grolle Acuto, j&fempio. 



5a 



A 



76 



B l Canto Colale. 



Fa , iol, re , rai, fa. Fa, mi, la, fbi , fa. 



Sopra a B quadro Acuto fi fa mutazione di quaiv 
ta per falire, e fi ardua a Nat. Acuta, che viene nel- 
lo fpazio , e non fi legna, perchè è Chiaue immagi- 
naria, come s 'è detto di fopra, e di quarta per ifcea- 
derc per torrare a B quadro A cuto . Efempio « 



n.a. H — ™ — -& — 

Er B z!rzr-z:r r z zz m - 

Fa^ re, mi > fa. Fa, la , fol * fa. 



Sopra a Natura Acuta fi fa mutazione di quinta 
per falire, e s'artiuaaBquadroSoprarutOjche vie- 
ne nello fpazio , e non fi fegna , perchè è Chiaue im« 
mag nana, edi quinta per ìfcendere per tornare a 
Natura Acuta . Efempio , 



_ f| 

@ • 



* *a,{o},re. mi, fa. Fa, un ,ia,iol, fa. 

Se poi fopra Natura Acuta vi 6 troneri il B molici 
in tal cafo fopra a Natura Acuta fi farà mutazione 



Liirò Trimo . *7 
di quarta per falire , e s^arriueri al B molle Sopra- 
to , che fi fegna in riga , e di quarta per ifccudere-t 
per tornare a Natura Acuta • fcfempio . 

auu JL*-Jt 3t _!L5_ 

■ Fa, re > mi > la. Fa, la ,foi,fa. 

la mutazione fopra a B quadro Scpracuts , e fo- 
pra a B moUcSopraciiropcr ar rinarra Natura So- 
pracuta fi lafcia; perchè j per quanto fi può vedere 
da' libri di C arno Fermo , Narura Sopracuta non fi 
troua , perchè le Note del Canto Fermo non arriua. 
no tanto alto , e trotiandosi Narura Sopracuta > fo- 
pra al Squadro Sopracuto fi farebbe mutazione di 
quarta per falire 3 e lopraal B mei le Sopracuto fi 
farebbe mutazione di quinta • 



FINE DEL PRIMO LIBRO. 



3 8 



DEL PORTARE 
DELLA VOCE 

LIBRO SECONDO. 

Ziodo per imparare a portare la voce, colle fetale 
per le tre Tropnetà del Canto , Cap. i. 



Per Natura Grane . 

si' 



Canto_5-" SH^H 



di gta 

Du,re,mi, fa, fol, la. la,iol J hi ) mi>re J du. 
Salti 5- i-~- s T* a è*». — f 

di ter ^:3z;f:cz:5::; ; ::!:z?:!:;:ir J 

Ditjmijr-'/a^rhijfol^ajia.iajfà/oljmi.furt^iij u 



saiti '^2Z®ZZZÌC.Z2^.1ZZ*Z1ZbZZ \ 

0àj i.ì ; rs, foi.mijia. la, Hii,iòl ; re> fàjdu . 



Salsi 



Libro Secondo . hg 

Saiti di SjT"^^ 
quinte, J#, _g tmtmm * 



■ J BT_ 

Du,fol, re, la. la, re,fol,du. 



Saltfg — T Salti 

fre. J I® «Itima. s_ B ^ 

Du, la, la, du. Re, fa, fa, re. 

Salci s — 

diot 8 i:::::z 

taiia/p ; 



Dib faj fa,du. Re , fol, fo!, re. Fa , fa, fa, &♦ 



Per Natura Acuta. 



Du,re,mi,fa,fol, la. la,folj fa, mi, re, du. 



4* Del Canto Corale 

Per B quadro Acuto . 





r::f±:r r ~ 







i>u> te, mi, fa, fai, la. ia,fol, ta, mi, re,du. 



Per B quadro Sopracuto . 



^•X-.^—— J^t* — .'^^-ìm, j 

Du, re, mi, te, fol, la. ia, iol, la, mi, re, dii< 
Per b molle Acuto, 



lir:::::i:5±±:f:±i:^:z:::: 

, I jg J, ; J i ^....J^.^ 

Diijie, nu, sa, .oi, la. la, fol, fa, mi^re > étto 
Per b molle Sopracutò . 



4._: — ì^k*. 



;c; a&if&j iol; ia, la, foi, ta> mi, re, <u. 



Libro Seconda . 



4* 



Qfseruavjoni nel cantare le Tfote, Cap. i. 

SIdccoflferuarc nel cantare le Note , che in Ch\z\ 
uè fi dice Fa, fotto il Fa il M > (otto a! Mi il He, 
fottoal ReilDu ,fotcoal Da ,ò luogo del Du fifa 
mutazione per andare iti altra Proprietà. 

Sopra del FailSol,fopradel Sol il Laiopradcl La 
il Fa finto, o Fa accidentale, come da alrri vien_> 
chiamato , fopta del Fa finto ; o luogo del Fa finto 
li fa mutazione per andare in aitra Proprietà . 

Bene è vero, che non Tempre iepra del La vna no* 
ta fi chiama Fa finto, perchè molte volte fi chiama 
M 'u come fi può vedere nel Cap, 1 3 doue abbalìan* 
za lene difeorre . 

Il JJu ? eil Fa fi pottàfoàue, e delicato « 
Il Mi, e il La acute, 

11 Re , e il Sol j che fono naturali > e mediocri ca* 
gionano melodia , perché fi profteriicono con affé** 
toallegro , e giocondo , cerne il tutto fi cauaciaTer 
guenti verfi , fecondatile nota F* Angiolo da Pici* 
tono libo i.cap. 20. 

Vt cUm Fa molli x ì>qx efi , quia Càntica mollit. 

M curn La dura (fi , nam duras efficit Cdas. 

Sol narurales 5 ottoni am naturas faat 3 & ftp . 
Otiuero come dice l'Auellatrat* i.cap. 20 il Dti,e 
il Sol fi prótferifeono a vn modo , e in va luogo àie* 
defilino nfuonano, niucnsns nel profondo della ±0» ■ 

tìr 



4i Bel Càuto Corale 

la vicino al petto^e debbono profferir/! con terribi- 
litd.il Re,e il La fi profferifcono con affetto allegro, 

e giocódo, e rifuona il lor tuono nella lingua tra'de- 
ti.U Mi diuerfodal Oii^e Re, fi profferire con affet^ 
lo fdegnofoje collcrico^con fiato gagliardo,che fpi- 
ri pia perii nafo il fiato>che per la bocca,altrimenti 
mai fari perfetto. Il Fa fi profferifee con fiato com- 
petentemente gagliardo,? non molto allegro e con 
bocca apertale il fuoluonorifuoni fuori della bocca. 

Debbefi di più offemare nel cantar le note , che 
ca vna nota all'ai tra ci dee correre vn tuono vocale 
intero,che è il paflb della voce da vna nota all'altra, 
abbacando , calzandola voce, e quefto fi chiama 
tuono perfetto di voce; e in alcune fi dà il femituo- 
ro, come il tutto fi potri vedere al Gap. 5. e 7. di . 
quefto Libro fecondo . 

In oltre fi dee oficruare nel cantare le note, che fi 
debbono cantare adagio, per toccare bene le voci 
purame-nte,e fen?a trillo; e nella maniera che fi tro- 
uano fcritte, perchè (e alcuni debbon falire vna ter- 
za fanno apparire tre note; per efempio, fe debbono 
cantare Re Fa , vi mettano il Mi di mezzo , la qual 
coia è biafimeuole . 

Quando poi nelle Cantilene fi troua qualche no- 
ta tonda, o triangolata fopra a qualche fillaba , vo- 
gliono gli Autori , che fi dica vn po più preftodeli* 
aitre,e quefto feguè nelle Sequenze, nelle Lamenta- 
zion^neìle Lezioni; nelle àxmtfc cantilene del Cre- 
" « ~ 1 do 



Libro Secóndo 4? 
do negl'Inni , e (Tmili ; e fi dicono vn po più predo » 
perchè in tali C antilene ii elee de' limiti del Canto 
Fermo, e fi domanda Canto Fratto^l quale è difte- 
rite no folarnéte dal valore delle note del C àto Fer- 
mo , ma ancora perchè non offenia la quantità del 
tempo , che richiede il Canto Fermo , 

In oltre dicono gli A utori,che nelle note codate, 
fopra a quella che è codara a mano deftra fi dee te- 
nere vn po più la voce di quello fi debba fare nella 
codata a mano finiftra , per la precedenza , che dee 
auere la deftra dalla finiftra • 

Cpntuttociò le note del Canto Fermo , fecondo 
fi caua dalla fua definizione,!! debbono tutte tene 
re alla niedefima mifura di tempo,eccettuato la tó- 
da in a cuni cafì però, come s'è detto di Copta, e co- 
me può vederfi nelle Regole di Mufica del P. Auella 
nel tratt. j.cap. 69. 

Di più quando nel cantare le note fi trouera que- 
fto fegno fcj vuol dire che la notabile ne feguedopa 
tal fegno li dee portare acuta > cioè per Mi * 

Similmente quando fra le note fi trouera qned* 
altro fegno b vuol dire, che la nota , che ne fegue do- 
po tal fegno fi dee portardolce 5 efoaue,cioèperFa, 
perciò 

ìftì dure dattir , Ù Fa mollificata . 
Di più fi dee ofìeruare ancora , che nel cantare le 
note fi trcua molte volte il Tritono , il quale ti dee 
fempresfuggirc,coiitcmperarlc,ocoldiefis ^ ,q 



44 Del Canto Corate 

con il b molle > come fi diri al Gap. i r. 

Di più chi dcfidera impofieflarfi bene nel Cant6* 
cerchi d'imparare a cantar bene,e fidare le note,chè 
cosi in breue tempo imparerà a cantare bene le pa« 
tele. 

In oltre f\ dee ofleruare nel cantare le note quan- 
do fi debba fare lamiitazione 3 fe di quinta,odi quar- 
ta, antiuedendo coiì'occhio quando fi debba fare* 

Di pm nel cantare le note, per non fare errore, 
quando le C hiaui mutino ora in vna riga, ora in vn" 
altra jè neceffano offeruare Tempre alla fine del vcr- 
fo,oue porta la moftra, e così non fi farà errore . 

Debbefi ofleruare in vltimonel cominciare a ca- 
tare , che quando vna Cantilena ha la fua prima no- 
ta lontana dalla Chiauc , come quefte , 

per venire in cognizione, 
che nota fia,biibgna ricor 
rere alla mutazione ,oa- 
feendendo, o defeendédo, 
fecondo che richiede la qualità della Chiane . 

C he nel cantate le note anche net Canto fermo ft dannò 
i Diefis , benché non fi fermano . Cap. 3 . 

IL cantare bene di Canto Fermo ha dato, e da più 
difficoltà, che il Cauto figurato, come dice l'A- 
uc!laTratt*3 .cap 7;. perchè in certe corde fi deb- 
bon fare per abbellivate ceree alterai ioni,cioè far 





1 




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Libro Secondo. 45 
fonare quella tal corda non come dimoftra in ferie- 
to,ma d'altro tuono più foftentato in alto di cique 
Come(che è ia minor dirfcrenza,che fi pofia trouare 
da vn tuono all'aIt:ro)e tal Tuono fi dice Dicfis,e per 
dimoftrare detto Difcfis gli Antichi ,doueera bifo- 
gno,lo dipigncuano con colore rofio , o nero , quali 
legni furono poi leuati,in luogo de quali fi vfano in 
oggiqncfii fegni fcj , che fanno il medefimo effetto 
del Dìefis f 

Bene è vero > che dice l'A nella loc, cit, che quan- 
tunque fieno ftatileiiati tali fegni, nonoitantenel 
C anto Fermo fi de e formare il Dìefis per abbelli- 
jnéto , e più perfezione delle Cantilene in certe cor- 
de^come in Ftaut,e Cfo)fout,tome anche nd forma- 
re alcune cadenze fecondo la qualità delle Cantiic- 
dc e Tuqni;ed in altre cotde>chc fono in gran quan- 
tità, doue li richiede il Dieiìs, e che l'orecchio ve la 
porta naturai mente,c fenza durar faticanti pàrtice- 
lare nei terzone quarto Tuono, tato pili perchè nell 9 
Intonazione del quarto 3 fenza il Diefis non fi può a- 
re voce di Sol fenzagran diffonda deh* armonia, 
come fi fente ancora in moki pafsi de;la Gloria^ 
Maggiore , come qui fi può vedere , 




Ado ra mu^tj 

a!» 



4* 



Del Canto Corsile 



- _ B ^o — * — — -^..ai— - — — 

— hQé.^ 

Glon fi .a muste. . 



lÈ&fc-llhSS^ K Umili , come ancho 
BCZ - " T-^ *Z quando in altri paki da 
r w_ ^ ~ G folreut fi fcende 3 c fi ri- 
Do mine fi Ji torna ad Alamire, come 

dice l'AoielIa Tr. 5. cap.y 
Altri efempi fi fcntono nella Sequéza del Corpus 
S)om Lauda Sion,nd fare le cadenze^ in molti altri 
pafsi fuori delle cadenze, che danno vaghezza alla. 
Cantilena , come dice il fuddetto Autore Tr. 3*cap* 
68 doue qui fe ne notano alcuni. 



In hyinnis,& caacicxs. 



:-TS2 

demumSa tramentOj Sed memento 



EfimUis 



Libro Secondo 47 
L'ideilo fi fa in molti paf$i,q cadente d'A ntjfone, 
doue fi fa il Diefis per temperare il Tritono , come 
nell'Ant. del Vcfp. della Domenica, che comincia 
Sii nova eri Domini t alle parole 

Ì-®È™^ s ~ s --fei i — - r - 

KJÈ^ ^Stf-fc 

* J*- \Y/ @J5Jl 

[Ce nedi ètimi itile cula 

ì$G\\*Aùt.J$ttmpt* ^parole bencdicunt Domi n§ % 
xiz\X kxitMzri ci Virgo, parole/èrter fclio D nc\V Anz.^c- 
cipiens Sftpeóh 5 parole benedtxit Donunum , e fimi li . 
* Parimente fi pone il Diefis nella feconda Ant.del 
Vefpro di S. Pietro ad Vino Tetrus tjuidem > parole- 




Sema bati# in car • cere 



Done quel Fa di Nat, Graue fi porta col Diefis , 
come znchc nc\Y Awt Scriptum efi..paxo\ccun£Ì!sgtn~ 
itbus % £ nell'Ant. Dcfccndithic, alfa parola kumiliabi- 
tnr, c molte altre, che tra l'Anno fi cantano, in pasy- 
ticolare nel fare le cadenze del 7 e 8 Tuono . 

In oltre fi pone il Diefis nel principio deirftitR 
delle Vergini Dilexifii , per temperare il Tritono, 
che ini fi troua ; perciò ne'iibri ben corretti fi troua 
fegnato in tal maniera 3 

Di- 



4* 



Pile xi iti 

Douequel FadiNat.Grauenon fi può cantare per 
Fa fenza diflbnàza della Cantilena>inediante il Tri- 
tono , e di tali Tritoni fe ne treruano molti , che per 
breuità fi tralafciano , i quali vanno moderati col 
Diefis ^quantunque non vi fi troai legnato, perchè 
così richieggono tali pafsi La ragione di tutto que- 
fto fi è perchè tali Cantilenale tali pafsi >o cadenze Ci 
cantano per L quadro giacente , come fi dira nel 
fogliente Ca pit. come anche al Gap, i s. fi dir$ 
che cofa fia il Tritono • 

Del cantare le Note per quadro, e per b molle 
giacente > u qafeofio, e ^| che co/a fia* Cap t 4% 

IL cantare per L quadro giacente>ou nero nafeo* 
fto,è vna qua ^ hea , e vn fentiero di notcafeo- 
fto,che conduce la voce a dire Mi in Ffaut,e in C.fol- 
*uit> ed è detto giacente, o iacente, perchè bifogna 
formare le voci fo to altre conico luoghi diuerfe 
quelle , che moftrala Cantilena. 

Di più il cantareper quadro giacente è ftftcf- 
foche dir e,che nel c an *\ tare le parole fi fa il Die- 
és jfì Ffaut^e in CfoM "attiche fe mutarli leggere alla 

Ca$- 



LìIìyo Secondo 4? 
Cantilena , come per efempio fi fentenel cantare la 
feconda Ant.del fecondo Vefp. di S. Gio.Bar./wi//e- 
bant, douc dalla par olà >&fcripftt> fi no al fine fi cau- 
ta per K quadro giacente, come fi può vedere. 




Etfcripfit diccns: Io an i§es*éft no men ems 

Ilmedefimo fi fa nell'Ant. te Domum Domini , e 
nelle prime quattro note dell'Ant. del Vefp. della 
Domeiiica 5 F/^//^ 5 neirAnt. > ^ Wro iniqm y t neiì/Ant. 
Rpburn quem viderat Moyfcs* il limile s'intende anco- 
ra di mole? alt*;e , come dice 1* Auella Tratt. i . cap. 

Similmente fi cantano pei quad.giacente, co- 
me dice T Auella luog.cit.tut >J :el' Ant.del ^Tuo- 
rlo, checomincianoin Dfolre,cne vanno ad Eiami,e 
pafiano a Gfolreat , fenza toccare il Ffaut , come V 
Ant. Inodoum* L&ua eius^ Stetti àngelus ,infieme 
con tutte l'altre di foniigliante Cantilena, che tono 
infinite , chefra l'Anno fi canta.no, doue s'intende 
ancora de'SecuIorum del medefimo quarto Tuòno, 
come dice il fuddettQ Autore, e come fi può vedere 
in efempio • 



E) 



$o Del Canto Carde • 

' Ant.di quarto Tuono per ^ quadro giacente f 

»™_*_Z— Z~-Z~-ZZZ-JZZZZ~~ ZZZZZZ 

Du re fa fai fai fa foT U fai ~fa fai folÙ 
In p dorem vi>guenta rum tua rum 



cttgl *T — -, „ — 

fa mi re re fol mi fa la fol lafol fa fol remi 
curri mas a dò le feentu l& di le xe- 



P _ — i — © — ■ — . — «^S^— - 

Sb» fi ^: ì2H.j£E _§^~l 

'!i3^Z^Z5^"^I r . fi. 

: fa re re fui fol fa fol - U fa re 
runt te ni mis. E u o u a e. 



-»-«~-.-a-v-«--: 

u 5 fe^ 



— ™- — Na- 



folfoifafot lafol fami re Jol fol fa fùt U fa, nmi 
E u o u a e. £ u o u a e . 



Si dee ofleruare , che la fuddetta Anc. In tàGrem» 



Libro Secondo. 5 1 

infieme coti tutte l'altre di fimigliante Cantilena, 
anticamere non cominciauano in iXolre, come og- 
gi, ma (I bene in Gammaut, cioè in Du di B quadro 
Gr. che è vna quinta fotto y come t\ vede neila itn 
guente Ant. notata nel vero modo antico . 



Id o dorè vnguentorù tuoni currimus ado- 



— 



tg- 

j- hj* _ ; , i ejlZI^^JZ^ 

lefcqn tu la? dile xerut te nimk , 



B u 9 u à e» 



È u o u a e. 



t | 



£ 



u o u a e. 



Adeflb perchè fonoftate trasferite vna quinta 10- 
fra , come £ ve4e comunemense ne' libri di Canta 3 

8 2 



5* Del Canto Corale 

benché fieno ftate trasferite alle corde Córtiùm\è ri- 
matto nulladirneno quella melodia>ed il finale è del 
quarto Tuonojficchè febbenc dette A nt, comincia- 
no in Dfolre,fi cantano comunemente come fé prin- 
cipiaffero in Gammaut,e non come appari fcenc'li- 
bri , come dice f Auella tratt. j. cap. 5. 

Per conferma di ciò che s' è detto , fi troua ne* li- 
bri Domenicani la mede (ima Ant'j» odorcm y tV3.{pot: 
tata vna quarta Copra, inficine con molte altre Si fi- 
migliante Cantilena, che terminano fuori della fua 
finale Mi.in Re di Bquad,Acu£Q,eil fuoSeculorum 
comincia vna quarta fopra, come fi vede qui ap* 
preffo. 

-I 




In odore vn^uetoru "tuoi uni currimus adòkfcen-> 



-SpB-, .-=-=-■- 



m — 



tuia? dilex^runttenimis. E li o U a e f 

Tali forte d' Antifone ve ngono acuire nel canto 
colf Ant. In odorem % porta di fopra; con quella però, 
che comincia in Gammaut, e fono ftate aggiuntate, 
atrafportateintal maniera per ridurle più facili, e 
fèt leuar via tutte le difficultà nel catarie,? per ma* 



Libro Secondo* 55 
fir-art 'àncora il vero modo di cantare quelle,che fo- 
no ne'noltrilibrijche corniciano in Dloìre f'opra ac- 
cennatele quali apparirono in vn iftpdo>e li canta- 
no in vn altrove fi bene per la ragion fopraddetta. 
Similmente dice l 'A nella trat. j.cap.d i .che fi ci- 
tano per fcj quadro giacente^ che fono della mede- 
fima forta qucll'Antif. che cominciano in Elami , e 
poi toccano Dfolre , e afeendono a Gfolreut ,comc 
l'Antif. 



H$ dtt re fafa faUi fol 

Gaude Maria Virgo, Dignare me. PoO: partimi 
Virgo . Grafia Dei , e fitniìi . 

Sono anche di quello modo ciuci [' Antifone, che 
cominciano in Gu>lreut 3 e aicendono a Bmi.come 1* 
Antif. 

' fa fafiF JoTJafoL Ufa ifsl fot 

Faéhis fum fi cut homo.Sicn fenod&bei'M» 
Sion noli timere , e fimili . 

Similmente fi canta per 1^ giacente il Kyrie di 
prima clafle 5 nel Chriftc deifcin dotte lì co- 
mincia Re re du fa. 

}p oltre fi canta per B quadro ^hc-:z^ l'fc n o.dc; j 



54 Del Canto Corale 

tuorum miti tuia, dicendo nel principio Re re du fa, e 
feguica in tal modo lino alla parola nexucriminis 9 
doue ritorna al fuo naturale.Di più fi canta ancora 
per B quadro giacente l'Inno baufforum mentis , co- 
me fi può vedere in fine lib« 4»cap. 1 7. doue fi troua 
legnato per B quadro giacente, che è appunto nella 
conformità 3 che comunemente fi canta « 

Similmente fi canta per fcj giacente Yotgnus Dei 
del doppio minore così fo - — , 

Agnus De i, 
che per renderlo più facile , e per non attere a far le- 
gnature * fi troua in molti luoghi fpofiato vna voce 
fottocosì J*<^* — 

Agnus De i, 

il medefimo fi dice di altri pa£E> e note d'altre Can- 
tilene, che per breuita fi tracciane . 

In ci tre dice l'Auella trat. j. cap. 64* e 66. che fi 
ùmisho ancora per B quadro giacete alcune Antifc 
c palli nelle parti acute^come 1 Ant.del Bentd. della 
Pencecofte, ^capite Spiritò $anUu> parola remi ferì- 
f&bdoiie fi dee dire Mi in Ffàut acuto nello fcécere* 

Similmente cade fottoquefta eccezione PAnt.cbe 
fi canea alia pr occhione delle Palmer?» audifktiéo 

ue 



libro Secondo: 55 
ue fi pafìa per Ffaut acuto, fi dee dire Mf, e non Fa, 
]1 fimile'fi deeoiferuare neìfànt^/ifpcrges mena- 
rola Bomme fi nel Communio della terza fefta di Pa« 
{qua Si conjurrexiftis , parole qua jmfkm furti , le due 
volte, e ne! Refp. del primo Nott.dell'Afcenf. Exal* 
tare , parola , Bomine. 

11 medéfihtio fi dee o(feruare,come dice il foprac- 
citato Autore nel? Ant. della SS. Annunziata, f&o- 
wzo^paroìa, audi T&zria Virgo> come nell'A nt. 5/ càh 
gnoyifieth me. paròla , Tatrem rneum ; e neli* Ant. Si 
ramferltu in me^pavcl&yverba tnea-> e nell'Ànt.i^gr- 
U ,Mcbang. parola Vrrtutes. 

Il fimile.fi dice ddl'Ant.del primo Vefp.diS.Ma- 
ria Maddalena, Ititi Iter qua, parola ìacrymis ; e mol- 
te altre tali,che vanno fuori di ftrada per il fenderò 
di B quadro giacente in Ffaut acuto, cioè nel Fa di 
Nat. Acuta, doue fi dee dire Mi,e non Fa,come ap- 
parisce per le regole comuni ; e per quelito in alcuni 
libri di Canto ben corretti infunili palli nel Fa di 
Nat. Acuta vi fi troua fegnato il jv duro , che vuol 
dire , che fi dica Mi , doue per le regole comuni 
fi direbbe Fa, e quello, fi oiferua ancora,come dico- 
no mola Autori, per isfuggire qualche durezza jO 
languidezza delle Cantilene. 

Slmilmente dice r Auella trat. 3. cap. 68. che fi 
cantano per B quadro giacente ie prime fette note 
dell'Aliterò mea. Voce mea. e lutfìus Dominus, che è 
tutt'vna , hfpetto al Canto , come fi vede, e dalu 

£> 4 pn : 



%6 BelCant* Corale 

prime fette note in la fi ritorna al fuo naturale . 

farefajollafa fi 

Caro me a, e fra queftc s'intende ancora 
l'Ant "Proprio fitte fuo>CMe fufcepit . 

Ancora fi dee offcruare , che oltre al B quad. già- 
ccnte* fi troua vn'altro fenderò afcofto di note, che 
ferueper isfuggire i paffi diffamanti della voce; e 
quello fi domanda Ordine di b molle giacente, ou- 
uero afcofto,che conduce la voce a dire Fa in Elami 
acuto , come fi vede nel terzo verfo dell'Inno del S. 
Nat de fu B^demptor omnìu^z, nota di filami acuto va 
fuori dell'ordine comune di B quadrone vi fi dice Fa 
per b molle giacente^come fi vede 

Pa rem paterna?, 
11 finale fegue nel Verfo dell'Alleluia della Meffa 
S.Martino Vefcouo, p$xolaDminato4Hts> e molti 
altri pafsi fimili ,chc vanno temperati col b molle , 
quantunque non vi fi troui legnato . 

Ora coi fondamento di quefti due fentieri di no- 
te di B quadro giacente^ di b molle afeofto, potre- 
mo 1 e g^cre qxì natamente , c cantare guittamente, 

efen* 



Libro Secóndo 57 
c fenza'diflTonanxa i pafsi dirfrcultofi,che nelle Cali-' 
tilene Ecclefiaftichc fi trouano. 

DcllYnifono yóocde! cantare falla medefimà cordai 
Cap. y. 

Circa all'Vnifono è da faperfi , che è vna perfet- 
tifsima Confonanza,che fi fa quando fi pronun- 
ziano più filiabe, o parole in voce eguale, il che può 
occorrere in diuerfi modi * 

Primieramente,quando fi fa da vna perfona fola > 
come quando fi canta l 8 Epifìola fecondo l' vfo Ro- 
mano , o quando fi cauta )' Orazione feriale , pure 
alia Romana. 

Secondariamente , quando fi fa da più perfone, le 
quali fi accordino tutte vintamente in vn medefimo 
fuono ben pieno , e rifonante, fenza punto alzare, o 
cabrala voce, come quando i Cappuccini, o al tri 
Reìigiofi , che non hanno Ivi© deTuoni , dicono la 
Cero alternatamente il Mattutino, o altre Ore Ca- 
noniche,che dicédofi in vaa fola voce piena, e fono- 
ra,alcuni credono che fia vn dirlo ieggcndo,ma sin- 
gannano,pcrchè quefto fi chiama cantare in Vnifo- 
no,o in voce eguale. Ouuero fi può anche dire Can- 
to recitati uo;il che quando è fatto co dinoto femo- 
re di fpirito èmclro grato alla Maefta di Dio , poi- 
chèqueli' vnione fonerà di più perfone in vna me- 
defima voce contiaouata > è fegno matjufcfto d' vna 



5 8 Del Canto Corale 

dinota vn ione fpirituale di molte Anime accordate 
infieme a lodare rinfìnita bontà di Dio . 

Nel che fanno maie alcuni,! quali quando fi dice 
in Coro rOrizio in voce eguale, alzano più degli al- 
tri la loro voce , e con vna cert^ cacofonia difdice- 
uole s accordano poi cogli altri folo neir vltima pa- 
rola del Verfo del Salmo. 

Terzo,quando fi fa da più perfone^che varamen- 
te ora alzano,ora abbaflan© la voce,cioè che tutti fi 
vnifeono a pronunziare fonoramente la voce d vna 
nota , dipoi la voce d'vn'altra, e così tutti cantando 
Vifteffa nota co vn'iftefl'a voce, indi l'altra nota tut- 
ti coli' altra voce fuccefsiuamante fino alla fine del 
cauto , è ben vero ,che quello mono non fi chiama 
|>ropriaméte cantare in voce eguale,ma Canto Fer- 
mo , col quale tacci quegli del Coro fi vnifeono 
cantare 1 Tuoni j e le Cantilene fagre > 

Di quelli tre modi , folo il primo, ed il fecondo fi 
dice propriaméte Canto in Vnifono,o in voce egua- 
le, che è aliai abbracciato da Religiofi Riformatile 
da molti altri. 

Da tutto queflo fi caiia , che quando fi canta in 
Vnifono, fi dice, che la voce fia ferma in vn medefl- 
mo pollo,e quando si va alzando,o calando da tutti 
insieme la voce, si dice, che la voce fa i pafsi or pic- 
coli > or grandijcd ora fa i falti; come il tutto si può 
yedere uaTegucnti Capitoli . 

Bel 



libro Secondo 



19 



t)sl Tuono vocale , ouuero delTuono perfetto dì voce* 
Cap. <5. 

IL Tuono vocale 5 ouuero il Tuono perfetto di vo- 
ce è vna fpecie compofta di due noterò voci, e si 
ài nelje fegucnti note dal Du al Re,dal Re al Mi,dal 
Fa al Sondai Sol al La,c così nello Icendere. Efempi. 

Tuoni perfetti di voce . 



Dure redu remi mire fafol folfa folla lafol 
Del Semi tuono, e di quante forte fia. Cap. 7. 

IL Semituciio è vna fpecie comporta di due note* 
ed è di due forte , Maggiore , e Minore, 
Il Semituono Minore è quel palio di voce dal Mi 
al Fa, dal Fa al Mi, dal La al Fa tìnto, dal Fa fiato al 
La.perchè fra quefte voci no ci corre ù tuono intero 
vocale di voce, ma vn Scmitucno minore , che vuoi 
dire vna voce imperfetta ; pei che come dice T Illu- 
minato hjbu 1. cap. 10, il Semi in quefio luogo signi- 
fica impcrretto ,enon mezzo. 

11 Semituono maggiore è queirinteruallodi voce, 
chenafee fj;a le due noterà, e Minella medesima 



69 

posizione,così- 
più intenfa, e- 
Fa> csi legna" 



il Diesis j& 



Éel Canto Còrde 

doue la voce Mi è 
più alta della voce 
col duro ? o con 
Illuminato ' 



UOg.Clt 



Efcmpi de! 


l Semituono mino 


re omaggi ore. 
I 




e> ■ — — 


£> i » 




— -1 — 




— ®zr 










\® m & 








Semit.min. 


Semit. min. 




il 

Semit* mag. 




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■ * P • «5 »|,P . | % 






* " ' \ 






Semit. mag. Semit. min, 


Semit, mag 


• 



Bel Ditono > ouuero Terrea maggiore , e delle 
fue fpecie . Cap. 8. 

IL Ditono , ouuero come alcuni diconó Dittonó, 
o Diatono 3 non è altro che la (onoriti di tre no- 
tcouueio voci 3 e ia composizione di due TuonijOu- 
uero vna fpecie di confonanza^la quale comunemé- 
te è chiamata Terza maggiore, perchè è Terza per- 
fetta • 

Di più Ditono,o Diatono voce Grecale detto da 
Dks > che vjftol dire due > & tonos , quasi dica due 
• ~~ Tuo- 



Libro Seconda 61 
Tuoni vniti insieme • 

Le fpecie del Ditono fono due > vna si ritrona nel 
faliredal Du al Mi/e l'altra dal Fa al La, ouuero co- 
sì , Du re mi , ouuero Fa fol la , così falendo , o de- 
fccndendo „ 

Efempi del Ditono i o Terza maggiore • 









1- ! J 


S 13 



ite/ Stmidttono , ouuero Ter^a minore, e delle 
fue fpecie . C 

IL Semiditono non è altroché vna fonorità>o ter- 
za imperfetta , che è cempofta di tre note , che 
contiene in fe vn tuono perfetto [ con vn femi tuono 
minore,ed è detto Semìditono a 5ef»//che vuol dire 
imperfetto, a differenza del Ditono, che è terza 
perfetta , 

11 Semìditono ha in fe due fpecie, come dal Re al 
Fa > e dal Mi al Sol ; ouuero così , Re mi fa ; cancro 
Mi fa fol , e così nello fetndere « 



Efempi del Semi ditono ,o Terza minore , 



*" Pel 



i 



(*% &sl eànto Corale 

Del Diatefseron > omtero falto di quarta minorile 
delle fue ffecie\ Gap. io, 

IL Diatefferon è vna voce Greca jche non vao! si- 
gnificare altro , che vna Confonanza di quarta 
minore, che contiene due tuonile vii femituoiio mi- 
nore. 

Le fpecie del Diatefferon fono di tre forte* cioè» 




Prima fpecie. Seconda fpecie. Terza fpecie. 



E poffono e (fere cpmpofte , cioè . 





-fi s 


i — 








tj — m . 




■ 



Prima fpecie • Seconda fpecie. Terza fpecie . 



Bel Trìtono $ annero quarta maggiore , donde nafte $ 
e di quante forte fta . Cap. il. 

IL Tritono, ouuero quarta maggiore è vna con- 
giunzione di quattro notCìcheianuodiffonanza 



Libro Secondo 6$ 
dura , e fpiaceuole , il quale contiene tre tuoni 
di voce continoui , fenza alcun femituono , e perciò 
li dice Tritono, 

Il Tritono nafee naturalmente dalla pofiziono 
Ffaut , alla pofizione Bfa £3 mi 3 tanto per afeefa, che 
per difeefa, con quelle fillabc per afecfa Fa fol mi,per 
difeefa Mi fol fa . 



Efempio de' Tritoni naturali infopportabiii « 



ti». 


s 


Uni — 




Ifr— =— ^ 


sa 

li- 






Fa fol mi 


mi fol fa 


U -1 

fa fol re mi mi la fol fa 


forni mi fa 



Il Tritono nafee ancora accidentalmente dalla po 
Azione BfaBmi , alla pofizione Elami acuto , con^ 
quefte fiil^be per afeefa Fa fol f e mi , per difeefa Mi 
la fol fa. 



Tritoni accidentali infopportabiii . 











— , a 


1 




a ! — p — f — s 





















a 


■ 


1 ii 


b 






i 1 



' 1 I ]l 

fol re mi Fa re mi Fa fol mi Fami Mi fa 



Nsfopraddetti Tritoni fi ter*te nel cantare vnJ 

te 



74 Del Canto Corale 

fuono troppo afpro ; di qui è che da Greci iìi vitro* 
uato quello fegno b , chiamato B molle , come s'è 
detto di fopra ; e quella vo.ee Mi , che era afpra allV- 
dito , la eormerte in Fa , che riefee dolce , e delicato, 
c così lì fugge tal durezza , o fi» Tritono afeendente, 
odefeendente. 



Tritoni naturali addolciti 9 e mitigati ♦ 



' — iJi 



















1 


j-^B 




Fafolfa 


la fol fa fa foi la fa 


fa la fol fa 


fa fa fa fa 



Tritoni accidentali addolciti, e mitigati. 



tir* 



Fa fol la fa fa la fa fa fol fa fa fa fa fa 



Si dee in oltre ofleruarejche alle volte debbefi eui- 
tare , e moderare il Tritono naturale con il Diefis , e 
fi vfa nel fettimo, e ottauo Tuono , come appreffo fi 
vede, e come fi può vedere dagli efempi pofti nel 
(Cap* di qucfto Libro, 



Tri- 



Libro Secondo . 6% 
Tritoni naturali moderati col Diefis , 



ci & 

BHH- 



■ ri 



Falafollafolfamifa refafonalbltamilafafafoliarolfaraifa 

Del Diapente 9 cioè quinta perfetta > e delle fite 
specie t Cap* tz, 

IL Diapente è ma voce Greca ,che non vuole {ligni- 
ficare altroché vna Cònfonanzadi quinta perfet- 
ta , che contiene tre tuoni , e vn femituono minore . 

Le fpecie del Diapente fono di quattro forte 3 cioè . 



Prima specie, a., specie • 3. specie, 4. specie* 
E poflbno effere anche compofte , cioè . 





-V» 5 1 




f 3 

& 




*E-=^ — 


1 H 

B ■ . ■ ^ 


E 








a 


~m 







Ali- 



€6 Del Canto Corale 

A uuertafi,che fi è detto quinta perfetta* perchè il 
troua anche la quinti falfa,o imperfetta, la quale 
occupa f'fteflb fpaziodi cinque pofizioni , ma con- 
tiene folamente due tuoni perfetti, e due femituoni 
minori; e perchè quella cagiona gran diffonanza all' 
vdito , in tal cafo fi dee moderare con vno di quelli 
tre segni b comealtroucs'c detto. 

Ojìerua^iom intorno pi Diapente , nelle quali fi moflra * 
che non fempre /opra del La vna nota fi dee 
cantare per Fa» Cap. i|. 

I è detto nel Cap. 2. di quefto libro, che fopra del 
La quando non fi dee fare mutazione, cfTendoui 
wna nota fola fi chiama Fa finto , o Fa accidentale * 
come vogliono gli Autori , e per Fa fi dee cantare. 

In quefto però dice l'Illuminato lib. c. zóxhe fi 
dee auer riguardo di non diftruggere i Diapenti > e 
mailìme nelle Cantilene del terzo , e quarto tuonai 
nelle quali per non diftrugger le fpecie di tali Canti* 
lene , doue apparifee Fa finto , fi dee portare per Mi* 
come fi vede nel principio deirOflfert.degli A poftoli* 
che comincia : . ~~~H*~ 5 * ' 



s 



Mi hi autem,ec.il qua» 
le fi parte dal Mi di Nat. Graue , e fale al Fa finto, la 
guai nota fi dee portare per Mi t come dice l* Illumi» 

na- 



Libro Secóridò 



*7 



nato , mediante la fpecife del Diapente , che vi fi tro- 
ua f ì quéfto fi dee offeruare ,dfi8 il Diapente aftcn* 
defitte , o defecridénte . 

Quello che fi dice del terzo , e quarto tuono, dice 
il P, Marinelli par.i e cap 4 off, 7. che s'intende an- 
cora del fèlttimo , e ottano tuono , perchè fi trouano 
delie Cantilene, nelle quali fi fence , che portano la 
voce a dire Mi , doue apparifee Fa , mediante qual- 
che Diapente, come è neH'Intr. della Mefla della SS. 
Trinità , che comincia Benedica ftt , alla parola 



Similmente nell'lntr.della Mefl.della prima Dom. 
diQuarefima,che comincia InuocahitmejdMz paro- 
la adimplebo . 

V -H fimile fi prona ancora nella prima , e feconda^ 
ftroie della Sequenza del Corp. Dom, Lauda Sion&ìle 
parole lauda Lucem > & quia maior ; E ncll* Inuit. del 
Matrut.degli A p'oft. alla parola Dominum^ molti al- 
tri palli fimili , che per breuita fi tralafciano,doue fi: 
vede delle note,che apparifeono Fa finto, non ottan- 
te , perchè vi fi troua il Diapente , portano la voce a 
dire Mi naturalmente , e fenza durar fatica, e quefto 
fi dee fempre offeritine in fimili cafi, quando fi veni!- 
k a diftruggere qualche Diapente* 




Mi fe ri cor diàtri ti:am« 



£ % 



E ben 



69 Del Canto Corale 

E' ben vero,chc molte volte nelle Cantilene del ter- 
?o> e quarto tuono* e molto più nel fettimo , e otta- 
uo quella nota,che app^rifee Fa finto tornerà meglio 
aìl 1 orecchio cantarla per Fa ; in tal cafo fi potrà can- 
tare per Fa>tanto più (e ne feguifle qualche Tritono, 
purché nel cantarlo per Fa non fi diftrugga qualche 
Diapente , che farebbe cóntro la natura di tali Can- 
tilene» L'Illuminato lib. 3. cap, %6. 

Del Diapafon , omero Salto dì Ottaua , e del le 
fue fpecie. Cap. 14. 

IL Diapafon Umilmente è vna voce Greca,chc non 
vuol fignificare altro, che vnadiftanza, econ- 
fonanza d 'ottaua , cioè dotto voci ,che contiene in 
fe cinque tuoni , e due femituoni minori , equefta 
confonanza Ottaua fi chiama la Regina di tutte le 
altre confonanze , 

Quefta confonanza adunque fi ritroua nella mano 
di Guido Aretino da vna lettera all'akra fua fimile, 
conforme la regola , che lafciò fcritto Boezio>dicen- 
do : jiqiialibttemni, iiteraadfibi fìmilem Diapafon eft • 
Però vediamo, che il principio comincia in Are, e fi- 
nifee in A lamire fuo fimileA .A .e cesi Emi a Sfammi 
fuo fimileB B. il medefimoè diGfaut, eCfolfaut 
C. C. e così dell'altre . 

Le fpecie del Diapafon fono di fette forte? cioè tre 
di Diatefleron 3 exjuatqro di Piante, come dice Fr* 

6*2 



Libro Secondo. 69 
Angiolo da Picitono lib. I. cap. 4.C Franchino Gaf- 
fonolib. i. cap 7. 

La prima fpccie del Diapafon fi forma della prima 
fpecie del Diatefleron da Are a Dfolre, e della prima 
fpecie del Diapente da Dfolre ad Alamire acuto . 

Efempk) delia jzizziiiz^Ib!*:*!: 3 E 

prima fpecie del j* a-a-* - H - 

Diapafon / . • w__ B ^?L^-., — - — r ^X^-U 

La feconda fpecie del Diapafon fi compone della 
feconda fpecie del Diatefleron da Bmi graue ad Ela- 
mi grane, e della feconda fpecie del Diapente da Ela- 
mi graue a Bmi acuto , 

Efcmpio della 

feconda fpc» jS ^ ■"TjT 









X 



eie. - ~g-5*.^ ^ — 

m ^ .... 

La ter^a fpecie dei DiapafoD fi forma dalla terza 
fpecic del Diatefleron da Cfaut alFfaut graue, c della 
terza fpecie de l Diapente da.Ffeut grane a Cfolfaut . 



E/empio della 
terza fpecie • 



^E^:;:E B ::::31 



E- aneli ? da fapere > che quelle tre fpecic de! pi** 

E 3 • pafoii 



7<> Del Canto Corale 

pafon già dette, femprehars o il Diatcfferon nelle 
parti graimouucro ìnfcrìor^e il Diapente di fopra,e 
queft altre fi formano col Diateflcron difopra ? eil 
Diapente difetto. 

La quarta fpeciedel Diapafon fi comnone della-, 
prima fpecie del Diapente da Dfolre ad Alamirc 
acuto , e da Alamire a Dlafolre . 

Efempio della 1 — ^ — ST^nr ^5 T 

quarta /pecie ^ m j* L -, - 

del Diapafon. ^L^H^ jLJJI 

La quinta fpeciedel Diapafon fi forma della fecon- 
da fpecie del Diapente da Elami graue a Bfa fcj jni * e 
della feconda fpeciedel Diatefieron da Bfa fcj mi ad 
Slami acuto* 



la § -il « 

: ~ U-J-L 



Efempìo della *- 
quinta fpecie 

' -si 

I La fefta fpecie del Diapafon fi compone della terza 
fpecie del Diapente da Ffaut gràùc a < fol fa ut acuto, 
e della terza fpecie del Diateiicron da Cioiraut * 
Ffaut, m m 

Efempio della — ******* *- *~-~*s*MB — -t— 
fella fpecie. ( 



ir** 



libro fecondi 7t 
La fcttima > ed vltima fpecic del Diapafon fi com- 
pone dlela quarta fpecic del Diapente da Gfolreiit 
graue a Dlafolre acuto, e della prima fpecie del Dia* 
tefferon da Dia folrc acuto a Gfolrcut acuto. 



Efempiodella y. -jj-»-'p j* 

ed vltima (pKÌeé T mm ì ' iTir"^ ' ^ ''^ T 
del Diapafon, IJJS^E^ „jl T 



T -NE D£L SECONDO LIBRO . 




DETVONI DEL CANTO FéàMO 
LIBRO TERZO* 

Che cofa fin- il Tuono . Cap. r. 

Vefta voce Tuono fi può pigliare in pili 
maniererà prefa ne! nò&tp fenfo^dice 
l , Hliiminatolib < i.cap.i5.chc il Tuono 
nori è altro che vna compo Azióne ci'Ot 
taua , cioè d'otto note > che importano 
fette interini di cinque Tuoni sefquiottaui > cioè 
perfetti , e interi 3 e due sernituoni minori * 

Del numero de Tuoni « Cap t 2. 

T Tuoni, come dice rinuminatoiib. i.cap. 15 ari- 
JL ticamente erano quattro 3 e ne furono gl'In uen* 
tori i Greci , i nomi loro erano Troius, Deuterus> Tri- 
tus.& Tetrardus, che nella loro lingua fonaiia Primo 
Tenie , Quinto , e Settimo , e gli ciomaftdauano Au- 
temici , e fu feguitato a cantarli con quelli quattro 
Tuoni gran tempo nella Chiefa * come dice l'Illumi- 
nato^ perchè iirendeuanoa Cantanti diilicili per 
il troppo afeenfo, e defeenfo, perciò da' K/lùfi< 1 fu de- 
terminato a ciafetttìo di loro aggiugnere vn Coliate* 
ralcjdaadoa vnò te parte acuta, e all'altro Japaitc 



Lìhvo Ter^p . 73 
graue, c firidufleroal numero di otto > come ficaua 
dalfeguente verfo, 

T^uHc funt oftoni) olim fuere quaterni . 
Che quattro de'quali fono per la Chiaue di Nat.Gra- 
tie,e quattro per la Chiaue di B quad. Acuto. Il * 
primo ) fecondo \ Quarto , c fefto fono per Nat. Gra- 
ne 3 il terzo > quinto , fettimo > e ottauo fono pei B 
quad. Acuto * 

De* nomi antichi y e moderni de' Tuoni é Cap* 

T Nomi moderni de* Tuoni fono quefti. 
JL 1. Re La Primo . 2. Re Fa Secondo. 3. Mi Fa Tei- 
20. 4. Mi La Quarto. 5 Fa Fa Quinto.ò. Fa La.Sefìo* 
7. DuSol Settimo . 8. Du Fa Ottauo *come fi cauà 
da feguenti verfi. 
l{e la Trimus babet 3 $e Fa datar inde Secundo , 
Terno ad Sextam irli Fa , at Mi La Qitartus babebit > 
Fa Fafert Quintum ,FaLa concedi to Sexto , 
Septimo yis Vt Sol , Vt Fa Voftreme requiris . 
Anticamente i nomi de' Tuoni furono nominati 
così , come dice 1 Illuminato lib. i.cap. id fe 

Il Primo Tuono fi chiamaua Dorio^il Terzo Fri- 
gio, il Quinto Lìdio, il Settimo Miffolidio, così det- 
ti dalle Nazioni , e Popoli , che gl'inuentarono , e che 
più fi dilettauano di quelle fpecie di Cantone di que fi 
le particolari compofizioni . 

jE cosi i Piagati per edere (otto l'ombra degli An- 
te ti; 



74 Del Canto Corale 

tentici, iì chiamauano il Secondo Ippodoricquale fi 
compone calla voce Ippo ,cheappuflbdinoi figni- 
fica Sotto, cioè sotto il Dorio. A Quarto Ippofri* 
§io , il Setto Ippolidio , l'Gdauo Ippomiffolidio. 

Delle Teminazìoni de 9 Tuoni . Cap t ^ 

1 Tuoni terminano tutti a otto regolarmente fopra 
a quattro note, che fonoDfolre, Elami, Ffaut, e 
Gfolreut, cioè Re Mi Fa Sol di NatGraue, che quel 
Sol di Nat.Graue è il medefimo^che Du di B quadro 
Acuto, 

S'è detto regolarmente perchè i Tuoni poflbno 
terminare in altre corde , come fi dirà nel cap. 27, q 
al 8. di quello libro. 

Terminazioni naturali degli Otto Tuoni ♦ 











%^ 






a 


I. e 2. 

Dfolrc 


3. e 4. 

Elami 


5. e 6. 

Ffoiit 


7. e 8. 
Gfolreut. 



Si mettono quattro note fole , perchè in vna ftefia 
nota terminano due Tuoni» vn Autentico, ed vii 
Piagale , come qui fopra fi vede . 

Il primole il feconda adunque refi 3 in Dfolrc, che 

èii 



Libro Ter^o l 7S, 
è il mcdcfimojchc Redi Natura Grane, 

Il terzo , e il quarto in Elami , che è il medefiiuo l 
che Mi di Nat. Grane . 

Il quinto , e il sedo termina in Ffaut , che è il me- 
defimo , che fa di Nat. Grane . 

Il fettimo, e Tottauo in Gfolreut,che è il mede fi- 
mo y che Sol di Nat. Grame 3 o Du di B quad. Acuto, 
come fi caua da'feguenti ver fi , fecondo che dice Fra 
Angiolo da Picitonolib. i.cap. 

Fìnes cundorum , Cantor % dignofee Tonar uw , 

T^am finem primi D contìnct 9 atque fecondi • 

Tertius E regitur , & quarti finis hahetur . 

Quintus in F finem sextus quoque ponit eundeni . 

Septimus , & o&auus in G requie ftunt , 

Delle qualità particolari di ciafehedun Tuono. Càp* 

LE qualità particolari degli otto Tuoni furono 
accennate dagli Autori con i feguenti verfi • 
Trimum tonum hilarem f nani ter tange , 
Secundum flebilem , ac enmnofum . 
Tertium acerrimum 3 & feucrum . 
Quartum amorofum , & blandum . 
iiuintum tucundum , & deleQabilcm* 
Sextum piurn > & deuotum . 
SeptimumqHtfrimoniofim , 
Ottantun magnanimum > & felice rf , \ 
Le quali fi fpiegano come fegue . 



7^ Del Canto Corate, 

I] primo Tuono è allegro, e foaue ; ed il fuo canto 
diletta alle pcrfonc preclare , ed ingegnofe . 

11 fecondo è flebile > ma foaue , ed è deprecatorio 
con lacrime per finiliri cafi , e perciò fi canta fempre 
nelle Proceiiìoni di lutto ,* ed il fuo canto diletta 
molto a' miferi , mefti , volubili , pigri , e lenti . 

Il terzo Tuono è acro, e feuero; ed il fuo canto 
diletta molto a' superb*,difpietati,coilerici, crudeli* 
e vanagloriofi • 

Il quarto è amorofo>e lufingheuo!e,ed è depre- 
catalo ; ed il fuo canto diletta a' loquaci, adulatori $ 
e detrattori . 

Il quinto Tuono è giocondo,e d iletteuole^llegro, 
c moderato , ed il fuo canto diletta alle perfone alle- 
gre ,e gioconde * 

11 feftoè pietafo,e dinoto } e prouoca alla diuo- 
2Ìone,e fi canta fempre in tutte le Proceiiìoni d'alle- 
grezza ; ed il fuo canto diletta alle perfone diuoto , 
pie, e delicate, che facilmente jpfangono per diuo; 
zione . 

Il fettimo Tuono è quere!ofa;ed il fuo canto dilet- 
ta a* furiofi , e crudeli . 

L'ottano è magnanimo 5 e felice; ed il fuo canto di- 
letta molto alle perfone di buon cuore > e fpiritnali , 
come più ditFufameftte fi può vedere nelle Regole di 
Mufica del P. Auella trat* \ . cap. * 1 1 



Di 



Libro Terzo . 



77 



pi quante forte fieno gli otto Tuoni. Cap. 6. 

I Tuoni fono di due sorte, diuidendofi in due parti, 
cioè in Autentici, e Piagali ,ouuero Soggiogali, 
la diftinzione de' quali fi diri nel Tegnente Capitolo. 

De Tuoni ^Autentici > quali (tana 3 e della loro 
formazione • Cap, 7, 

I Tuoni Autentici fon quegli di numero caffo , cioè 
primo , terzo > quinto , e fettkno , e fi chiamano 
Autentici dalla voce Greca ^iucienta, la quale ligni- 
fica A utore , e Signore , e perciò fi chiamano princi- 
pali, e fignonli, e procedono con animo intrepido, e 
viuaciti«allegti,e fpiritofi^e con termini accendenti, 
I Tuoni Autentici per la loro formazione ricerca- 
no il Diapente,e il Diatefleron , che fra il Diapente , 
e il Diatefleron fi forma il Diapafon , come àic^a 
Boezio appreflbrilUuinnatolib. i.cap. 16. 
Diapente , & Diate feronfaciunt Diapafon . 

Modo dicowfcere quando vna Cantilena fa di Tuono 
.Autentico . Cap. 8, 

]^ Er conofcere adunque fe vna Cantilena fia di 
^ Tuono Autentico fi oiferui primieramente;, che 

in 



7 8 Del Canto Corale 

in ogni Tuono Autentico fi procede , com e fopra s'è 
detto, per termini accendenti ,'o vogliamo dire lì 
ya falendo „ 

Secondariamente , che dee andare auanti il Dia- 
pcnte(che lignifica vna quinta)e dipoi foggiugnergli 
vn Diatelfèron (che lignifica vna quarta, come s'è 
detto di fopra lib. 2.cap. iq. e xz, ) per la parte di 
fopra, i quali congiunti infieme formano il Diapa- 
fon , che è la di Uanza, e consonanza d'otto voci,cioè 
vn'ottaua perfetta,che è quello,che ricercano i Tuo- 
ni Autentici. 

E (ebbene pare, che il Diapente, e il Diatefle- 
ron congiunti inficine formino noue voci, mediante 
Ja quinta del Diapente , e la quarta del Diatelléron , 
che cinque, e quattro fa noue, non oftante fra_* 
tutte due formano otto voci fole ; la ragione è que- 
fla , perchè come dice l'Illuminato lib. i . c. id. nella 
medefima nota, douefinifee la quinta del Diapente * 
li dee cominciare la quarta del Diatefleron , 

Per efempio; il primo Tuono refìa in Dfolro» 
cioè Redi Natura Graue , e come Autentico fegli 
dee dare il Diapente, che è la quinta fopra la fua 
finale Re , colla quale fi arriua ad Àlamire , cioè 
al La di Natura Graue ; e perchè fopra al Diapen- 
te fe gli dee dare anche il Diatefleron , che è la«j> 
quarta minore , che comincia nella medefima no- 
ta La di Natura Grane, doue finifceil Diapente, 
1% qual nota La ferue per la quinta * ouuero Dia- 



LìbraTer^o. ^9 
pente , e per la quarta , ouuero Diatefleron <Ji- 
uentando Re di B quadro Acuto , e perciò ven- 
gono a formare il Diapafon , che fono otto vo- 
ci , colle quali fi ardua al Sol di B quadro Acu- 
to, contando fempre la Corda finale , e così vie- 
ne ad edere primo Tuono perfetto , perchè dal 
Re di Natura Graueal Soldi B quadro Acuto ci 
corre vn' Ottaua, che è quello, che richiede il pri- 
mo Tuono come Autentico, conforme dice Pietro 
Aron cap. ^7- 

Quello che fi dice del primo Tuono , s'inten- 
de ancora refpettiuamente degli altri Tuoni Au- 
tentici , cioè terzo , quinto , e fe~timo , perche 
ancora eflì , fecondo il loro eflere , vo- 
gliono il Dapente , e il Dia- 4 
tefseron , che fi forma il 
Diapafon , come fi 
può vedere qui 
apprefib 
dalle 
formole di ciafehe- 
dun Tuono Au- 
tentico. 



8$ Del Canto Corale 



Forinole delle Corde 5 che formio i Tuoni 
Autentici . Cap. 9, 



Forinola del — — ^ — 1^^?^" 

pnmo Tuo 

no. % m ^ m ^ 

FOrmafi il primo Tuono della prima fpecie del 
Diapente , e della prima del Diatefieron e 
Del Diapente dico,che nafce dalla pouzione Dfol- 
re, qfale alla poiìzione Alamire > con quefte voci 
Re mi fa fol la , oiuiero Re la di Natura Grane, e del 
Diatefleron , che comincia da A lamire primo , fino 
alla porzione Diafelre, che dice Re mi fafol,ouuero 
Re fol di B quadro Acuto j e così ne rifuita TOtcaua 
nel primo Tuono . 

Formoladel sT"**"* — m ~ — — m m m ■ H 5* 
terzo Tuono . *^wTm~ m r ì m M 5 ' 

Formàfl il terzo Tuono della feconda fp.cie del 
Diapente , c della feconda del Diatefleron • 

Dai Diapente , come fi vede , che nafce da 1 la poli- 
gone Elami graue > e fale alla pofizione Bfclq ai con 
quefte voci Mi fa fol re mi , ouuero Mi mi , che è dal 
midi Nat. Grane al mi di B quad. Acuto ,c del Dia- 
tei- 



Libro Ter^o l 81 
tefferon, che comincia da Bfa fcj mi acuto fino alia 
pofizione Elami acuto , che dice Mi (a fol la, ouuero 
Mi la di B quadro Acuto, e cosi ne nafee l'Oétaua nel 
terzo Tuono • 

Formola g~T3^^ 

del quinto P , m J* J.^ J— 

Tuono . t^Ak'-Jk^ >\ ' ' n * ni t u ■ ■ ■ 1* p — — . 

Formafi il quinto Tuono della terza fpecie del 
Diapente , e della terza del DiatefTerori . 

Del Diapente.che nafee dalla pofizione Ffaut gra- 
ue, e falealla pofizione Cfolfaut Acuto con queiìo 
voci Fa fol re mi fa, ouuero fa fa di Natura Graue a 
Squadro Acuto, c dei Diatefleron , che comincia 
daCfolfaut fecondo, che dice du re mi fa, ouuero 
du fa da B quad . Acuto a Nat. Acuta , e così fi for- 
ma l'Ottaua nel quinto Tuono, 
Formola — — w ~IT* w r~ 
del fettimo| 
Tuono « 



d nei Ljuiniu i uunu* 



Formafi il fettimo tuono della quarta fpecie del 
Diapente , e della prima del Diatefleron . 

Del Diapente 3 come appare , che nalce dalla po- 
fizione Gioì re ut primo, e fale alla pofizione Dia- 
folre acuto, con quefte voci Du re mi fa fol , ou- 
uero du sol di B quadro Acuto , c del Diate!- 

F feron 



8 ^ Del Canio Corale 

{cronache comincia da Dlafolre fino a Gfolreut fe- 
condo y che dice re mi fa fol , ouuero re fol di Natura 
Acuta , e così ne nafee l'Otta uà nel fettimo Tuono , 
come il tutto fi vede dalle formole di ciafeun Tuono 
Autentico l 

De Tuoni Tlagali , quali fieno , e della loro 
formazione . Cap. io. 

I Tuoni Piagali fono quegli di numero pari > cioè 
fecondo , quarto , fefto , e ottauo , e fi chiamano 
Piagali dalla voccTlagos, che lignifica obliquo, e 
ritorto , e quafi obliqui , e riuoltati , perchè proce- 
dono per lo più al contrario degli Autentici , e per- 
chè danno fotto l'ombra degli Autentici fi doman* 
dano Soggiogali > e Collaterali , e vanno con manie- 
ra aflfcttuofa, feendenti , languidi,e fommdfi . 

I Tuoni Piagali perla loro formazione ancora efii 
ricercano il Diapente > e il Diatefleron , che fi forma 
il Diapafon , che vuol dire la quinta , e la quarta,con 
le quali fi forma lottaua , come s'è detto de' Tuoni 
Autentici;ma peròalPingiù.come dice l'Illuminato 
Hb.i. cap. id.comiriciando a contare vna quinta iò- 
pra la finale di qualfiuoglia Tuono Piagale, calando 
la quinta ; e poi la quarta» con le quali fi forma l'Ot- 
taua all' ingiù, conforme richieggono i Tuoni Pia- 
gali*, 

diodo 



Librè Temo 



8? 



Modo di conofcere quando vna Cantilena fia di Tuono 
Tlagale . Cap. li. 

PEr conofcere Umilmente Ce vna Cantilena fia di 
Tuono Placale fi orferui primieramente, che in 
ogni Tuono Piagale fi procede,come fopra se detto, 
per termini deCcendenti,o vogliamo dire fi va de- 
(tendendo . 

Secondariamente, che dee andare auanti il Dia- 
pente , cioè la quinta per la parte di Copra , e di poi 
Congiugnergli vn Diatefleron , cioè la quarta per la 
parte di Cotto , che fra tutti due formano otto ^oci , 
cioè l'Ottaiia all'ingoi, cominciando a contare vna 
quinta" Coprala ^finale di qxatiìaogìia Tuono Piaga- 
le, co ai s'è petto di Copra . 

Perefempionel fecondo Tuono, a cominciare a«# 
contare vnaquaita f.*pra la fiuti ule Re, viene a ef- 
Cere il La di Nat. Gr. e di lì lì Ccende vna quinta, che 
è il Diapente a ! Tingili, e fi ritorna al He di Nat.Gr.e 
nelmedefimo Redi Nat. Grane fi comincia la quar- 
ta del DiareUèronall'ingiu,e in tal cafo il Redi Nat. 
Graue intenta >ol di B quadro Graue, e di lì Ci Ccen- 
de vna quatta, e s'arnua al Redi B quadro G»a.ie, 
che Cono otto voci aU'ingiù , che è quello che ri- 
chiede il fecondo Tuono come Piagale , ed in tal 
maniera Card Cecondo Tuono perfetto , perchè 
dal La di Nat. Grane, fino al Re di B quadro Gra- 

P a ne 



84 ite/ Canto Cor'aU 

ucci corre vn'Ottauaairingiìi, che viene à effere iì 
fuo ricercare . 

Ciòchefi'diccdcl fecondo Tuono, s'intende an- 
cora refpettiuamente degli altri Tuoni Piagali, cioè 
quarto , fedo, e ottauo, perchè ancor elfi fecondo le 
loro qualità vogliono il Diapente , e il Diatefleron , 
che formano il Diapafon, come fi può vedere qui ap~ 
preflb dalle formole di ciafeun Tuono Piagale • 

Vormole delle Corde 5 che formano i Tmnì Tlagali • 
Cap. 12. 



Formola 
del fecòdo Jt 
[Tuono* 



Formafi il fecondo Tuono della prima fpecie del 
Diapente comune al primo , e fecondo Tuono , c 
della prima fpecie del Diatefleron riuoltati alf ingiù. 

Del Diapente difeenfiuo ,. che nafeeda Alamire,e 
feende alla pofìzione Dfolre con quelle voci La fol fa 
mi re , ouuero La re di Nat. Graue,c del Diatefleron 
defeendente ,che comincia da Dfolre , e'fcende alla 
pofisione Are con quefte note Sol fa mi re , ouuero 
Ibi redi B quadro Graue , e cosi fi forma TOttaua 
airingiu nel fecondo Tuono . 



Libro Ter^o 




Forinola 
del quar 
toTuono 

Formati il quarto Tuono della feconda fpecicdel 
Diapente comune al terzo , e quarto Tuono , e della 
feconda fpecie del Diatefleron riuoltati all'ingiù • 

Del Diapente,che nafce da Bfa t] mi acuto, e fcen- 
de alla pofizione Elami graue con quefte note mi la 
fol fa mi>ouuero mi mi,cioè dal mi di B.quadeAcuto 
al mi di Nat. Graue,e del Diatefleron ; chc comincia 
da Elami graue alla pofizione Bmi Graue con que- 
lle note la fol fa mi , ouuero la mi di B. quadGraue, 
e così fi forma lattaia all'ingiù nel quarto Tuono* 

Si dee auuertire , che il terzo, e il quarto Tuono fi 
chiamano i Tuoni del B duro,e del Diefis.perchè per 
lo più in tali Cantilene fi pene il B duro ,o il Diefis 
nella nota Fa,ìl quale fa mutare il leggere alla Canti* 
iena ; la ragione di tutto qtiefto fi è , perchè la mag- 
gior parte di dette Cantilene vanno fuori della ftra- 
da , e ordine naturale di B. quad. e fi cantano per B. 
quad. giacente >come fi può vedere nel lib. i.cap. 4. 

Formola 
del serto 
Tuono. 5 

F| For- 




$6 D i Canto Corale . 

Formafi il setto Tuono della té rza specie del Dia- 
pente comune al quinto , e feito Tuono , e della ten 
aa fpecie del Diatefìeronrmoka- alfingìó . 

Del Diapentcchenafce J a GfòlSafe emende alla 
pofizione Ffaur grau - con queitc no: ■ fa mi la jfòl fa, 
ouuerofa fa dai fa di B quad.Acuto alfa di i\at*Gra- 
ue , e del Diaf£tì£ttan , eh: coiiuncia da Ffaut grane, 
efeendeaila polìgone Cfeut graue con quefìe voci 
fa mi re decimerò fa da di Nat.Gtve in tal maniera 
lì tarma l'OttaaaaUSngm dei feito Tuono, 

Forinola È^^'V""^*' ZZE ^ Z— "E 

dellottauo jA-II Z*Z§1§Z« ZZI J? Zi|~Z" l 

Tuono . ijSr j Z Z-Z?*»I — -«Z£«I 

Formafi lottauo Tuono della quarra fpecie del 
Diapente comune al fettimo,e ottano Tuono, e del- 
la prima fpecie del Diatelferon ritoltati all' ingiù • 

Del Diapente, che nafee da Dlafolre, efcendealla 
pofizione Gfolreut primo , con quefte note sol fa mi 
redu,ouuerosoldudiB quadro Acuto , e del Dia* 
teffcron , che comincia da Gfolreut primo , e feende 
alla pofizione Dfolre con quefte note sol fa mi re , 
ouuerosol redi Nat. Grane , e cosi fi fonra I Otta- 
uà aUMngiùneirottauoTuo o » come il tutto li ve- 

dalle fòtmole di ciafeun Tuono Piagale. 



Libro Ter?$. 



Modo più facile > e più comune per fapere qual corda deb- 
ba ricercare y e a che corda de bba amuarc 
ci a/chìi Tuono o fxa Autentico y o fia 
"Piagale* Cap. ij. 

TVtt'i Tuoni Autentici vogliono fopra la Ina-, 
corda finale vn'ottaua y e così fard Tuono per- 
fetto > ed è regola infallibile . 

H s ben vero, che a'Tuoni A utentici per la parte di 
fotto, fenza che fe gli tolga niuna prercgatiua,fe gli 
può concedere vna nota lotto la fua finale , fecondo , 
che dice Fr. Ang, da Picitcnolib. i.cap. 47^5^ 
come fi caua da* feguetati versi . 

Impare de numero Tonus efl JluElentus in altum 
Cium neuma falli fede v à propria Diapafon 
Terimgem > à qua defeendere yix datur UH J 
L'Illuminato però dice lib a.cap, 7. chea volere * 
che a'Tuoni Autentici gli fi conceda vna nota sotto, 
debbono effere a perfezione * 

11 primoTuono adunque come Autentico dee ri- 
cercare vn Gttaua , con la quale s'arriua al sol di B. 
quad. Acuto a cominciando a contare dal Re di Nat. 
Grane fua corda finale . 

Il terzo Tuono come Autenticete ricercare vn 
Cttaua y colla quale s'arriua al La di B quad, Acuto, 
cominciando a contare dal Mi di Nat/Grauef : l , 
sorda finale* 

F 4 lì 



88 Del Canto Corale. 

Il quinto Tuono,conie Autentico, dee ricercare 
vn'Ottaua , colia qua'e s'arriua al ra di Nat. Acuta ; 
©fa fìntodiBquad. Acuto, cominciando a contare 
dai fa di Nat, Gr fua corda finale . 

li fettioio Tuono , come Autentico , dee ricerca* 
re vn'Ottaua , colla quale s'arrma al sol di Natura 
Acuta , cominciando a contare dal du di B» quadro 
Acuto Tua corda finale • 

Se poi gli manca qualche nota( perchè gli Auten- 
tici pofsono auere impeffezione per la parte di fopra 
(blamente ) fi domandano imperfetti dì quello , che 
mancano* e fe ne hanno di più , li domandano fu- 
perflui, o più che perfetti, come dice Pietro Aron 
cap. 4 1 .quantunque altri no vogliano chiamargli nè 
(uperflui,nè più che perfetti, come fi diri al cap, 24. 

I Tuoni Piagali vogliono fopra la fua finale vna_^ 
quinta >e per la parte di fotto vna quarta, contando 
fempre la corda finale , tanto per la parte di fopra , 
che di lotto 1 e così farà Tuono perfetto , ed è regola 
infallibile, e certa. 

£• ben vero , che a Tuoni Piagali^ fenza che fc gli 
tolga niìina prerogatiua, fe gli può eccedere vna fe- 
fta fopra la fua finale , conforme dice Fr, Angiolo da 
Picit.lib.i.cap. 47,cotneficaua da'feguenti verfi* 

Pult fare de numero Tonni ejte Tlagalis , in ima 

jl regione Jua defeendens ad Diapentem , ( 

Cui datur ad quintam , raroque a/fendere sextam. 
Dice però l'Illuminato a quello propofito^heaTuo 

ni 



Libro Ter^o < ?9 
ni Piagali ne per la parte di fopra , ne pei la parte di 
fotto ie gli dee concedere nota alcuna , perchè deb* 
bonoeirere menoprmilegiati de' Tuoni Autentici* 

Il fecondo Tuono adunque , coinè Plagale,vuolo 
vna quinta (opra la fua corda finale Re,arriuando al 
La di Nat. Gr. e vna quarta fotto, arriuandoal Re 
di B, quad, Graue . 

Il quarto Tuono, come Piagale , vuole vna quinta 
(opra la ma finale Mi 3 arriuando al Fa finto dì Nat, 
Gr. che nel quarto Tuono fi dee chiamare Mi, e non 
Fa finto , e vuole vna quarta sotto, colla quale fi ar- 
riua al Mi di B quàd. Graue . 

Il sefto Tuono,come Plagalc,vuole vna quinta fo* 
pra là fua finale Fa , arriuando al Fa di B quad. Acu- 
to , e vna quarta fotto , colla quale fi ardua al Du di 
Nat. Graue» 

L ottano Tuono, come Piagale, vuole vna quinta 
{opra la fua finale Du , arriuando al Sol di B quad. 
A cuto , e vuole vna quarta fotto , arriuando al Re di 
Nat. Graue , che fra la quinta , e la quarta fi forma 
lottata airingiù de' Tuoni Piagali , come altroue fi 
è accennato ; e quello fi domanda il ricercare , Man- 
dare ,o il campeggiare di ciafeun Tuono . 

Se poi per la parte di fotto vi fi troueranno corde 
di più , fi chiamano fuperflui , o più che perfetti, e fe 
ne hanno di meno ( perchè i Tuoni Piagali poflbno 
auere imperfezione tanto per la parte di fopra , che 
di fotto)fi domandano imperfetti di quello^che loro 



90 Del Canto Corale l 

inanca > come dice l'accennato Pietro Aron cip. 41* 

Altri però in tal cafo ftón voglicno^che fi chiami- 
no Cantilene fupertìue , o più che perfette 3 ma che 
in tal cafo fi dia laC ommiirione , e che fi chiamino 
note Commiftjbjlbccme djfliifamentt fi può vede- 
re al cap. 24. doue'fi tratta della Commifuone • 

Del Conojcere i T romper via delle loro specie > e quali > 
e quante fieno , che ferue ancora per chi "polefìe 
compo) re di Canto Termo i Cap. 1 4. 
*Y Tuoni, come dice rilluminato lib* 2. cap. 12.fi 
J[ debbono conofeere dalle loro specie,perchè que- 
fìe fono quelle 3 che compongono il Tuono * 

Le specie dunque di effi Tuoni fi diuidono ìil* 
Maggiori, Minori , e Ditoni . 

La fpecie maggiore è il Diapente , cioè la quinta * 
la quale è ci qua uro maniere, come fi può vedere 
fopralfb. 2. cap. 12. 

La fpteie tenore è i! Diatefferón , cioè la quarta* 
la quale è di tre maniere \ come fi può vedere fopra 
lib, 1. cap. 10. 

E quelle due forte di specie 3 cioè le Maggiorile le 
Minori dourebbero auér luogo in tutte le C antilene» 

Ma i Ditoni , ouucro le Terze , le quali anch'elle fi 
fuddiuiciono in Maggiori, e Minori , cerne fi può ve- 
dere ibpra Ubi 2. cap 8. e 5?* debbono auer luogo in 
tutte quelle Cantiicnt : c he celiano di poche note^ed 
ogni volta > che non vi fi torneranno 1 altre fpecie * 



libro Tertp". 9* 
Per conofeere adunque , che Tuono fia vna Canti- 
lena per via delle fpecie/econdo che dice l'Ili uncina- 
to i fi dee otferuare (e vi fi trouano fpecie maggiori i 
cioè quinte o all'insili o ali ingiù , e poflonoelTerc 
compofic, o incompofìe . In tal caio è da fapere,che 
il Diapente, o quinta all'insù, o compofta* o incom- 
pofta è al feruizio dell'Autentico , non oftante che T 
andare delle Cantilene fa fi e di Tuono Plagale,a! fer- 
uizio del quale è il Diapente , o quinta alTingiù j 
compofta 5 o incompofta . 

Il re la adùque è al feruizio del pr.Tu e il la re del t. 

Il mi mi , cioè dal mi di Nar.Gv. al mi di B. quaa. 
Acuto , è al feruizio del terzo Tuono, e mi mi all'in- 
giù dalmidiBquad. Acuto, al mi di Nat.G rane *c 
al feruizio del quarto. 

li fa fe,cicè dal fa di Nat.Gr al fa di B.quad. Acu- 
to è al feruizio del quinto , e il fa fa , cioè dal fa di B 
■quadro Acuto al fedi Nat.Gr.idchefto. 

il Du sol di B quad. Acuto è il feruizio del settimo, 
e il sol du dell ottauo,come fi vede fopra ai cap.9 .12. 

Per maggior chiarezza di quàto fi è toccato di fo- 
pra circa alle quinte pofte all'insti in qualfiuogliàL-» 
Cantilena, che non oftante ii Campeggiamento del- 
la medefima fia di Tuono Piagale, eflè fanno ii Tuo- 
no Autentico , e perciò si oflerui , che quando vna_t 
Cantilena di quaifiaoglia Tuono auerà due volte il 
Diapente all'insti ( febbene nelle Cantilene corte va 
Diapente folo può fcr uire ) quefte fpecie hanno iot* 



9% Del Canto Corali . 

za di far fnutare il Tuono, e di Piagale farlo diucnta- 
reAutentico,quàt inique quell andare,oCampeggia- 
mento fufle del Tuono Piagale , come si vede ne'duc 
feguenti Refponfori • 

"<rs 

Du o Se raphim>eSintIumbi 
ftri y ì quali hanno la quarta fotto, e per ragione del- 
la difeefa fono del secondo Tuono ; ma perchè in eflì 
ti fi troua più volte il Diapente alPinsu , che dice 
"^—perciò quefta fpecie fa mutare la natura dei 
^Tuono>edi Piagale lo fa diuentare Autenti* 
^.co,quantunque non abbiano !a loro auten- 
tica afcenfione,come dice rilluminato lib. I 
He la cap. ió.e F. Angiolo da Picitono lib. x.cap* 
5 7. e così fi dice d'altre Cantilene di qualfiuoglia al- 
tro Tuono , che lì potettero trouare . 

Quando poi nelle Cantilene non vi fi troueranno 
Diapenti , cioè quinte nè all'ingiù , ne airinsù,fi dee 
ofieruare fe vi fieno Diatefieron , cioè quarte all'in- 
su ,oairingui>chedaqueftefi potrà venire in cogni- 
zione del Tuono . 

In tal calo è da fapere , che il Diatefieron, o quar- 
ta all'insù o compolta > o incompofta è al feruizio 
dell'Autentico^ 1: Diatefieron^o quarta alPingiù o 
comporta , o incompofta è al feruizio del Plagalejl- 
luminato lib. a.cap«*i# 11 




/ 

Libro Ter^o. 95 
Il Re sol adunque è al feruiziodel primo Tuono,c 

il fol re del fecondo . 

Il mi la è al feruizio del terzo Tuono, e il la mi del 

quarto . 

Ildufaèal feruiziodel quinto Tuono, eilfa du 
del sefto. 

lì re sol è al feruizio del sett imo Tuono , come del 
primo,eil sol re deirottauo,come del fecondo Tuo- 
no , come fi può vedere fopra al cap. 9. e 1 2. 

Si auuerta , che le quarte tanto per la parte di fo- 
pra, che di fotto,poflbnoeffere didiuerfe maniere, 
perchè tanto ferue al primo Tuono il re fol di B qua- 
dro Acuto , che di Nat, Graue . 

Similmente tanto ferue al fecondo Tuono il fol re 
di Nat.Graue^che di B quad.Graue,purchè tali ma- 
niere vi fi trouino; e quello che li dice del primo, e 
fecondo Tuono , s'intende ancora refpettiuamentc 
di tutti gli altri Tuoni, fecondo le loro fpecie . 

Si dee di più oiTeruare, che quando le qtiinte>o le 
quarte faranno più per la parte di fopra , che di fotto 
il Tuono farà A utentico , fe faranno più per la parte 
di fotto , il Tuono farà Piagale . 

Quando poi le quinte , e le quarte faranno tanto 
perla parte di fopra, che di fotto fi darà la prece- 
denza air Autentico come più degno, 

E cojì da tutto quefto Capitolo fi può pigliare il 
modo di comporre vn Tropo , o Tuono , o Soggetto 
di parole, o Antifona, o Alleluia, altro, confido? 

ran- " 



£4- Del Canto Corale 

* rando molto bene i fenfi fe fieno tutti piaceuoli.o db 
fpiaceuoli, per sdegnargli il Tuono > che gli dee fpie- 
gare , per potere aflegnare le note fecondo la quahti 
delle parole , come dit'e T A uella tratt. 4, cap. 78, 

In oltre nel comporre fi dee offeruare d'immitare 
i fenfi, cioè che quanao le parole trattano d'altezza, 
non fi vada per il bailo del Tuono, ma per il più aito 
del Tuono , fpiegando quel fcnlo ; e quando fi tratta 
di battezzatile fi vada per lenote più bafiedel Tuo* 
no: come anche fa^à molto condecente, che quando 
le fiUabe abbiano nome dj nota> accompagnarle con 
la prolazione dell irte fia n@ta,acciò fia infieme nota, 
e parola > e cofe fimili, che per breuità fi tralafciano. 

Ancora è neceflario a chi compone fapcre, quali 
debbano eflere i pnncipj di ciafcunTuono per le loro 
fpiecie , come fi potrà vedere al cap. 31. di quello li- 
bro per dar principio adeguato alla Cantilena da 
comporli . 

Della Mijltone de'Tuont , the cofafta>e di quante 
forte. Cap. 15. 

L A Miftione de' Tuoni non è altro , che vna par- 
ticipazione,che paifa fra* medefimi,e fegue 
allora che gli Autentici partecipano del Diatefleron 
de'fuoi Piagali ; e per il contrario i Piagali pigliano 
rjel Diatefleron de* fuoi Autentici^ ed è di due forte, 
perfetta* e imperfetta* 



Libro Tcr^o. 95 
La Miftione perfetta non è altro che v\\ Canto > il 
quale iìa Autentico, e Piagale perfetto y oue è necef- 
fano , che vno di loro tengali principato > e eli qui 
rialce IaMiftione perfetta per rifpetto, che ainbiciae 
fieno perfetti . 

La Mittione perfetta non è altroché vn Canto, 
che fe è Autentico partecipa del Diatcfferori non in- 
tero del fuo Piagale , e fe è Piagale partecipa del 
Diatefìeron non intero del aio Autentico . 

Del conoscerei Tuoni mìjìi perfetti « Cap. \6* 

QVando vna Cantilena auera l'ottaua fopra laJ 
fua corda finale > e per la parte di fotto vnaj* 
quarta,fi domanda Tuono mifto perfetto, come dice 
tr. Angioloda Picitonolib, i. cap. 56, fecondoche 
ficauada'feguenti verfi e 

Quivelut Auftentus confonder it ,atqueTlagalis 
DeprefiiufueritTonkSyipfum di cito mixtwn . 
E' ben vero, che tali Cantilene, che fono di Tuono 
mifto perfetto , come è il Vi£iim& Vafchalì , e la Salue 
HeginoyO altra Cantilenatile non abbia il S#cu!orum 3 
ouuero Euouae 3 non li poffono chiamare veramente 
di Tuono mifto , cioè di poterlo fare o Autentico , o 
Piagale a beneplacito , perchè fe fi doudìe intonare 
il Salmo mediante l'intonazione > non tornerebbe 
bene 5 perciò , come dice 1 Illuminato lib, 1. cap* 10. 
vno di loro dee preualers 3 o che fia Autentico mifto 



9<? Bel Canto Corale • 

col fuo Piagale , o Piagale mifto col fuo Autentico, e 
così per intonarlo bene,bifogna vedere in che fito fia 
la prima nota ,e fe le note fieno più dell'Autentico , 
che del Piagale, col vedere fe vi fieno Diapenti ,cioè 
quinte all'insti, che fono le fpecie dell'Autentico, o 
Diapenti , cioè quinte all'ingiu , che fono fpecie del 
Piagale , e non vi effondo quinte fi ofser ui le quarte » 
tanto per la parte di fopra , che di fotto • 

Se poi vna Cantilena di Tuono mifto non fi potri 
conofcere per via delle fpecie , o campeggiamento È 
dice l'Illuminato lib. i« cap. 8.che per il mancamen- 
to delle specie fi potrà conofcere per via della Cordi 
media $ nel modo che fi dirà qui apprefso. 

Opale fta U Corda media dì qualftuoglia Tuom % 
Cap t 17. 

LA Corda di mezzo ,ogiudiciale di qualfiuoglia 
Tuono è la terza nota fopra la Corda finale, co - 
mediceF. Àngiolo da Picitonolib.i.cap.57 Eftau- 
$em Corda in cantu lineai vel spatium à quo finalis tribxs 
diftat vocibus inclufine . 

La corda di mezzo adunque del primo , e fecondo 
Tuono è il Fa di Nat Grau?. 

La corda di mezzo del terzo > e quarto Tuono è il 
Soldi Nat.Graue. 

La corda di mezzo del quinto , e scfto Tuono è il 
£adi Nat.Graue e 

U 



Libro Ter^Oé 97 
ta corda di mezzo del icttimo, c ottauo Tuono è 
il Mi di B quad. Acuto ,come qui fotta fi può vede- 
re. 

Corde di mezzo de* Tuoni . 

1. e 2. 3. e 4» 5 e 6. 7. c 8. 

Si chiamano corde di mezzo , perchè ciafeuna fta 
pofta nel mezzo alla perfezione s\ dell'Autentico 
come del fuo Piagale . 

Per efempio , tanto corre vna sefra dal fa di Nat. 
Graue al sol di B quad. Acuto , che è ia perfezione 
del primo , che dai fa di Nat. Graue al re di B. quad.. 
Graue,chc è la perfezione del fecondo Tuono, e per- 
ciò il fa di Nat.Graue si chiama corda di mezzo del 
primo , c fecondo Tuono , come si vede qui fotto. 

• • gii dir. j 

Quello che si dice del primo > e fecondo Tucno^si 
intende ancora refpettiuamente degli altri Tuoni, 
fecondo le loro qualità. P. Marinelli par. 3. aio. 
efseru. 2. 

G Ttto* 



9$ bel Canto Cordai 



Modo ài conoscere le Cantilene mìfie per riè 
della corda. Cap. 18. 

f~\ Vando adunque nelle Cantilene mifte non sì 
V^croue ranno specie ne d'autentico, ne di Pia- 
gale , cioè o quinte , o quarte , o Ditoni , o all'insù i 
o ali ifigiù attenenti alla qualità del Tuono y allora 
trouata la Corda media dice l'Illuminato libi 2*càp. 
1 2. e x 5. che si dee numerare tutte le note , che fono 
(opra tal corda media>e tutte quelle,, che fono di fot» 
to , fetùa; però computare nel numero detta cordai 
media ne per la parte di fopra , ne per la parte di fot- 
to ; e fe le note , che faranno fopra a detta corda me- 
dia faranno di maggior numero , che non fono quel- 
le di fotto , il Tuono fari Autentico . 

Se poi le note fatanno più per la parte di fotto^ché 
di fopra , il Tuono fari Piagale i 

Dimoftrafcioni del primo, e fecóndo Tuono per- 
fetto, colla miftione perfetta . 



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Libro Ter$@. 



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12. J 4^ ^7.8.^ié.ii.U,i5*l4.if»i^i^l* 



Le preferiti Cantilene, chereftano in Re di Nat* 
Grauefonodi primo 3 e fecondo Tuono miftoper* 
fetto,perehè*afcendono all'òttaua fopra,e defcendo- 
no alla quarta fctto e perchè in effe non si troua fpe* 
eie alcuna ne d'Autentico* ne di Piagala attenenti 
alla qualità del Tuono >qaefte siHóùtarino giudica* 
re per via delia corda > operando come foprà • 

E perchè si vede chiaro , che a numerare le noto 
della prima , tanto di fopra , che di fatto ? il Numero 
maggiore è di fopra, perciò farà giudicata tal Canti- 
lena di pri mo Tuono perfetto colla mifuone perfet- 
ta del secondo , siccome la feconda fari di fecondo 
Tuono ì per auer più note di fotto . 

E quello è il modo di conofeere le Cantilene mi- 
fte per via della corda media,quando però non si po- 
trà venire incognizione della qualìti del Tuono per 
via delle fpecie.come dice 1 Illuminato lib. i . cap* t J 

Ma perchè nonèmodosicuriffimoqueftodigui- 
dicare i Tuoni per via della corda media 3 efsédo che 
può talora fallire,fecondo che infegna F Angiolo da 
Picitono lib i«cap. 5 7, e l'Illuminato jluog. cit. La 



io© Sei Canto C&ra!e* 

regola più sicura , e certa di conoscere le Cantilene 
m (te, le quali non abbiano specie ne d'Autentico, 
ne di Plaga e , altra none , che per via de»! 'internai 
!o } nel modo che si diri nei Tegnente Capitolo • 

Del coneftere t Tuoni imperfetti colla mi filane 
. imperfetta. Cap. 19. 

QVando vna Cantilena afeende fopra alla Tua fi" 
naie viiottaua ,e fotto tre note folc/ari -Tuo- 
no Autentico perfetto * che partecipa delfuo t 3 lag'a- 
le imperfetto. 

Per efempio/e vn Canto term na in mi di Natura 
Graue,e ardua al LadiBquad. Acuto , che è 1 otta- 
uà -, e fotto la finale feende vna terza , fetida giudica- 
sse altro fi diri, che fia del terzo Tuono perfetto, mi * 
fto imperfetto col quarto . 

Quando vna Cantilena a feende fopra alla fua fi- 
nale fette note , e fotto vna quarta , sari Tuono Pia- 
gale perfett^ , che partecipa del fuo Autentico im* 
perfetto. 

Seil Canto afeende vna fettima , e fotto feende 
vna terza 9 viene 4 reftare egualmente imperfetto'di 
vna nota fola, tanto di fopra > che di fotto : qui fi dee 
Oileruarc doue più fi trattengono ie note , e giudi» 
cario dalle fuc f peci e; e fe le fpecie faranno pia per la 
p arce di fopra > il Tuono fari Autentico, c-fc perla 
parte di forco fari Piagale , 

Qxian* 



Libro Ter^o. 101 
Oliando poi la Cantilena, che àuerà vnr. fett/ma 
fopra , e vna terza fotto , nonauera (recie alcuna ne 
di À uttntico , ne di I lavale, perche manca vna voce 
tante di fopra , quanto di fotto ,in tal caio fi doueri 
giudicare per interuallo,cicè vedere/, he interuallo, 
o spazio di voce manchi dalla parte di fopra,e quale, 
e quanta dalla parte di fortore vedere (e gl'intcrnalli 
■di voce fieno eguali, o difeguali 3 cioè fc gli manca vn 
Tuono vocale perfetto,© pure vn sol semituono 3 per- 
che alcuni Tuoni mifti pofibno egualmente mancare 
divoce,manon egualmente d'internali] di voce;co- 
me per efcmpio;quando da vna parte gii manca vn_> 
Tuono vocale perfetto per arrìuare alla perfezione , 
e dall'altra parte vnlemituono ,che i tiol dire vnz^ 
voce imperfetta y in tal cafo la fpecifìcazione del cau- 
to donerà efiere attribuita a quella parte, dalla qua- 
le manca foiamente vn femituono , perchè il canto 
da quella parte è più vicino alla fua perfezione 9 co* 
me dice l'Illuminato hb % cap» 14. 

Per maggiore intelligenza di ciò che s'è detto, fi 
pone qui per efempio la prefente Cantilèna , la quale 
per non auere fpecie alcuna attenente alla qualità 
del Tuono , fi doura giudicare per mteruallo , nel 
modofeguente . 



lo% DetCantQ Corale* 



ai?:ii:^J"_5:r:;~;!^;s^-: : 

— ^jj^ rtffi ■ 'mf ji — » 

Quella Cantilena terminando in mi è comune al 
terzone quarto Tuono, ed è egualmente imperfetta 
d'vna nota fola di fopra, e d'vn altra di lotto , e non- 
dimeno perchè per arriuare alla perfezione del terzo 
Tuono bifogna falire colla voce dal fol al la, che è va 
Tuono di voce perfetto , e per giugnere fotto alla~» 
perfezione del quarto fi dee feendere colla voce dal 
fa al mi , che è vn femituono , perciò tal Cantilena il 
accoda più alla perfezione del quarto, che del terzo, 
perchè mancando meno spazio di voce dalla parte 
di fotto , che di fopra , perciò dee e (Ter giudicata del 
quarto Tuono imperfetto, mifto imperfetto col ter- 
zo , ftante che la denominazione per ordinario lì pi* 
glia da quella parte, che sauuicinapiu colla voco 
alla perfezione del Tuono . 

Qiiando poi gli due interualli di voce , che man- 
cano alla perfezione del Tuono tollero egua'i , cioè 
chemancalfe vn Tuono perfetto di voce tanto di fo- 
pra , che di fotto, come fi può dare il cafo nel primo, 
fecondo, fettimo , o ottauo Tuono , dice l'Illumina- 
to lib. x.cap. io; che in tal cafo fi dee dare la prece* 
lienza all'Autentico . 

Di più fé il cauto afeende vna settimane fotto due 

note* 



Libro Ter^o. io.j 
potè * in qu f fl: H doari oflcru^re il Campeggiamen- 
to j cimerò per via della corda media, intendendo 
fempre,purchè non vi fi trouino specie,chemoftrino 
ta qualità del Tuono , come dice l' I lluminato , E così 
tutte le Cantilene fi debbono conofccrc per via delle 
specie, o in mancanza di effe fi poflbno.conokere 
per via della corda media , ouuero per la più ficura 
( perchè la corda può fallire ) fi conosceranno per in* 
teruallo , come s è detto di fopra . 

Della Commilitone de'Tuoni , che cofa fia,cdì 
quinte forte. Cap. zo. 

LA Commiftione non è altro, che quando- vna 
<antiiena,oTuono andrà mefcoìandofi con altri 
palli, o fpecie, o compofizioni , cioè quinte , o quar- 
te d'altro Tuono , che per quello del fuo compagno . 

La Commiftione ne'Tuoni può efiere o perfetta,o 
imperfetta , e l'imperfetta può efiere o Maggiore > 9 
Minore * 

Della Commifiione Maggiore imperfetta* 
Cap. ai, 

LA Commiftione Maggiore imperfetta non è al- 
troché vn'interuallo di dueDiapienti d'vn'ittef- 
fa specie , pofti in vn Canto non pertinenti a quel 
Tuono , come fi vede in figura . 

©4 r>ì- 



1 04 Set Cantò Corale 

Dimoftrazionc del primo Tuono comtnifto col 
fettimo, per cagione del Tuo Diapente da Gfoireut a 
Dlafolre , cioè du fol , ouuero du mi fol di B quadro 
Acuto. 

czzzlzzzz!1z;s;z:[zzzzzzz 

Dinioftrazione del quarto Tuono commi fto col 
primo per il fuo Diapente da Dfolre alla pofizione 
Alamjre primo , cioè re la , o re fa la di Nat. Grane . 



r -S*-^ \ " «TaT-i® "■"*""""'* 



J 







casari 

■ ,.nmm—Wm * 





j Si troua ancora la Cornmiftione del settimo Tuo- 
no per il fuo Diapete daCfaut aGfolreut nell'Offerto 
deite Croce Tntm , il Me ndìUttel di S.Tomm, 

Can- 



Libro Ter^pl 105 
Cantuar Ego fum pafter bonus, vt mi fol; e molti altri, 
quali non dico per breuita, A uuertendo,che febbene 
le fpecie patifeono variazione nelle loro fedie , non 
per qucfto s'intendono variate le fpecie>*perchè tan- 
to è, che in vna Cantilena di primo Tuono , per 
efempio , accio fia commifto col fettimo, vi fia il da 
fol di Nat.Graue , che di B quad. Acuto;e cosis' 
intende anc ra refpettiuamente d'altri Tuòni fe- 
condo le loro fpecie, come accennai' Illuminato libu 
2, cap. 1 8. che per breuiti fi tralasciano . 

Della Commiflion e Minore imperfetta. Cap. li. 

LA Commiftione Minore imperfetta, come dice 
l'Illuminato lib.axrap.xi .non è altro, che porre 
tre volte in vn Canto vn Diatefseron Minore d'vna 
jcompofizione ftefla non pertinente al Tuono, fia poi 
perfetto, o imperfetto, mifto perfetto, o mifto im- 
perfetto purché vi fi troui in cfla Cantilena, o fia 
sépre elfo Diatefseron per vna fola sedia,ouueropej: 
varie sedie, fempre fari la Commiftione Minore im- 
perfetta. 

Ogni volta adunque, che in vn Canto fi troucrà il 
re fol nafeente dalla pofizione Alamire aila polizia- 
ne Dlafolre, ed il limile nelle fue ottaue,faràal fer- 
uÌ2Ìod3l primo ♦ Ed ancora dalla pofizi-ne Dfolre 
alla pofizione Gfolreut primo, ma non già fempre , 
come fi dira nel feguentc Capita perchè per lo più t 
alfauiziodelsettimQt Tw- " 



%o6 



Belcanto Corale. 



Tremando adunque quefto Diatefseron re fol, on~ 
Itero mediato perfetto , © imperfetto dalla pofizionc 
DfolreallapofizioneGfolreut primo in vn Canto* 
che non fia, ne primo ne fecondo Tuono , effo Dia- 
tefscron è al feruizio del fettimo Tuono ^ e il fol re, 
da GfolreutaDJafolrefanì dell ottauo^ come fi di- 

nel feguente Capitolo • 

Ritrouafi quefto Diatefseron re fol tre volte nelP 
Oflfert, della prima Meda di S.Natale Laremur 
il quale è di quarto Tuono imperfetto > e commi ftQ 
coi fettimo* per cagione de' tre Diatefseron re folj, 
ciaDloirea Cfolreut prim© 9 

Pimoftrazionedel fecondo Tuono commiftocoi 
terzo per i Diatefleron mi la . 



Pimoftw^ione del primo Tuono commifto coi 
quarto per i Diatefseron la m: , 




"4 




Mo!- 



Libro Ter^Om 1.07 




Molti altri efempi d'altri Tuoni Commifti fi po- 
trebbero addurre > che per non effer prolilTo fi trala- 
{ciano f quali li potranno vedere appreflb Illumina- 
to lib. z. cap. 21, 

Come il Diatt fseron, che nafte dà Dfolre a Gfolreut 
primo, non fempre Jarà del f crucio del primo 
Tuono. Cap.%$. 

SArà adunque vn Càto,il quale terminerà in Dfol- 
re,farà primo 3 o fecondo Tuono , e auerà dentro 
il Diatefseroadiftinto,qualdirà re sol da Dfolrea 
Gfolreut primo ; or quello Diatefseron farà al ferui- 
fcio del primo.Ma fe il C anto verrà in Gammaut, co* 
me fa alle volte il ferodo Tuono no di neceflità 3 in tal 
cafoeffoDiatefserò sépre faràalferuiziodel fettimo 
TuonOjper cagione della fuaCópofizione Ja quale ha 
principio in Gammaut , a corrifpondenza di Gfolre- 
ut primOjOttaua fua,doueche da Gammaut a D ol- 
le 



toB Del Canno Corale l 

fena ce la quarta fpecie del Diapente , che dice du 
sol » e dalla pofizioue Dfolre alla pofizione Gfolreut: 
nafee la prima fpecie del Diatefs. che dice re sol , la 
quale è ftata accettata dal muficale commerzio 3 per- 
formare il settimo Tuono . 

Si conclude adunque, che vn Canto «il quale ter- 
minerà in Dfolre, e che non defeenda a Gammaut il 
Diatdf.rc solfara del primo Tuono* e per il contra- 
rio sol re da Gfolreut a Dfolre farà del fecondo.Ma fe 
il Canto verrà in Gammaut, elfo Diatefs.re fol da 
Dfolre a Gfolreut primo farà al feruizio del fettimo; 
c per il contrario sol re da Gfolreut primo a Dfolre 
farà al feruizio dell'ettaiio . Ma in altri Canti.quali 
non faranno ne di primo, ne di fecondo Tuono, il 
Diatefs. re sol da Dfolre a Gfolreut fari fempre al 
feruizio del settimo Tuono e per il contràrio sol re 
da Gfolreut a Dfolre fari al feruizio dellottauo , co- 
me dice l'Illuminato lib, x.cap, xz. 

DelU Commijìione perfetta . Cap. 24. 

L A Commiftione perfetta fard allora , quando vn 
Tuono trapaffa fuori delle fue otto corde vn'al- 
ti d corda,o più, dalla parte di fopra fe è Autentico, e 
dalla parte di fotto fe è Plagale,e tali note fi chiama- 
no note commiftibili , perchè cagionano la commi* 
Alone perfetta d'vn'akro Tuono . 
Aknni però dicono che queik note che partano 

i'et- 



Libro Terty'. 109 
ì'òttauà fon note fuperflue , perche non danno nien- 
te ai Tuono ; ma quella definizione non piaceatnt- 
ti , ne meno vogliono,che lì chiamino Tuoni più che 
perfetti > perche fi dice , fltrapcrfccium nihil datar; 
perciò vogliono più tofto>che fi chiamino note com- 
, miftibili , edaquefteneiiafce la Commiflipn? per- 
fetta. 

Sarà vn Tuono adunque , o Cantilena , che ter:* 
nain Dfolfe>e trapaila l'ottaua fua piafolrc f coI giù- 
gnc.c fino ad Elami acu?:o,cieè al La di B Cjuaci.Àtftt- 
Ito | come l'Aqt. della/èri 5. dopo lo Spinto Santo , 
che dicGiC&uwatìs lefus, e perchè da Elami £raue ad 
E!a:ni scuro fi trcua la C 'ompofizione perfetta de! 
terzo Tuono : > perciò dicerUlàminatolib. J.càp. l'i 
che fari del primo Tuono perfetto commifto col ter- 
zo perfetto regolare * 



Dimoftrazior^ de] primo Tuono commino 
col terzo perfetto . 



516 Del Canto Corate. 

Similmente la fuddetta A riti Conuocàtis lefus , fari 
drimo Tuono committo col quinto , perchè ritroua- 
fi auere la fua Compofudone quale nafce da Ffaut 
primo a Ffaut fecondo , che è dal Fa di Nat Graue a 
Nat. Acuta , ed ha la fpecie del Diapente* che dice fa 
re fa , da Raut primo a Cfolfaut , cioè dal fa di Nat* 
Gr.alfadiBquad. Acuto* 

Dimoftrazione del primo Tuòno commifto col 
quinto perfetto. 




■E IS — 



Similmente VA nt. del Sabato profumo alle Calen- 
de dì Nouenib, Vidi Oominum,è di pr.T.commifl:o col 
quinto , perchè afccndca Ffaut fecondo* e ritrouafi 
aucre il fuo Diapente fa re fa > da Ffaut primo a Cfol- 
fa* t 3 ed il fimile nell'Offerta della Domenica quarta 
dopo p a<qua : luhiUte Dto . 

SÌ troua ancora il lerzoTuonocommifto col quin - 
to perfetto , parche afeende a Ffaut fecondo, doue 
eh" da Flati t pnaio ai Ffaut fecondo nafce la g ; ufta 
compofkionedel quinto ; ed ancora fi troua in efloj 
terzo Tuono la Tpecicdel quinto,come fi troua nel 
del Grad. della Domenica della Settuagefima, che 
dice; Mtutor tri opportmitatibus , come ne* libri di 
Canto fi può vedere • Pi~ i 



Libro Ter^o l 



Dimoftrafcióriè del terzo Tuono commiftó perfètto 
col quinto* 




Ancora il quinto Tuonò fari cómmifto coi letti* 
rno perfetto* perchè Scende a Gfolreut fecóndo>do* 
ue dal G(olreut primo ài fecondo y che è dal du di B 
quad. Acuto al fol di Nat. Acuta nàfcé laconipofi- 
zione del fettimo Tuono , ed ancora fi troua in efio 
Canto la quarta fpeeie del Diapente da Cfolfaut& 
Gfolreiit fecondo con quelle note Vtre mi fa solane! 
Graduale della Croce : Chnfiusfaftus eft . 

Dimoftrazione del quinto Tuono commiftó 
col fettimo perfetto • 

m — — — ^-^-2—-%; 



Belcanto Corate . 



Ancora il fettimo Tuono fari commifto col prime 
perfetto , perchè afecnde ad A lam ire fecondo, ed ha 
dentro la fpecic del Diapente da Dlafolread A lami- 
re <econdo,con quefte note, re mi fa fol la , nell* Aut. 
del Bcned. di tutti i Santi : Tegloriofus . 

Dimoftrazione del settimo Tuono commifto col 
primo perfetto irregolare . 



Doue che nafee da Àlamire primo al fecondo , la 
Compofizione del primoTuonoirregolare,come di- 
moftra la fuddetta figura . 

Ancora il fecondo Tuono verri conimi fio cól fet- 
timo pcrfcttOjperchè defeende aGammaut,e da eflo 
a Giolrcut primo nafcela Compofizione del setti- 
mo Tu. regol. a corrifpondenzadeirott.fita di Gfol- 
reut pr-a Glolrcut fecondo , ed ha dentro la quarta 
specie del Diapente , quale dice Vt re mi fa fol , da 
Gammaut a Dfolrcnell'Qffert della Croce: De xter* 
Botwnt . 

Dimoftrazione del secóndo Tuonò commifto col 
settimo perfetto . 





Libro Ter^c • 1 1 ? . 

Ancorai! quarto Tuono verrà commi ilo col pri* 
mo perfetto, perchè defcende in Are, ed efl'a polizio- 
tti è terminazione del pr. T. irregolare 3 a corrifpon- 
denza dell'ottaiia fuaAlamire pr.e ritrouafi auere 
vn Diapente , qual dice re la , dalla pofizione Dfolrc 
ad Alamire pr. come fi troua neirOff.della Domeni- 
ca 4» dopo la Pentecofte * Illumina oculos meos . 

Molti altri efempi di Cantilene cemmiftc fi po- 
trebbero addurre, che per attendere altabreuitd fi 
tralafciano 3 quali fi potranno vedere appretto llllu* 
to*c altri . 

Della Commistione mifia . Cap. % 5 . 

LA Commiftionemifta, come dice l'Illuminata 
lib. ?.cap 5. non è altro, che vn Diapente , e 
due Diatefseron d'vn iftefib Tuono poftì in vn Càto, 
non pertinenti al Tuono 3 in quefto modo • 

Sara vn Cantoni quale verrà primoTuono^e aueri 
dentro la feconda fpecie del Diap. mi mi , che appar* 
tiene al terzo Tuono , ed ancora due Diatels. , quali 
dicono mi la , che fono fìmilmente del terzo Tuono . 

Eflendo adunque in vna Cantilena di pr.T. tanto 
il Diap, mi mi 3 che due Diateff. mi la , ancorché fic* 
no in varie fedic , quefta fi chiamerà Commiftione 
nùfta, e con ul'ordinc fi procederà negli altri Tuoni* 



114 tid Carne Cotale * 



Dimoftrazionedel pr # T. commifto coi terzo 
colia Commiftione rmfta. 




Del modo di conoscere il Tuono delle Cantilene di poca 
afeefa , o dijcefa . Cap. 2,6 . 

Dlcefi , che quando vn Canto non trapaflfa vna-j 
terza , non fi può veramente chiamar Tuono s 
perchè non ha alcune delie fpecie maggiori ,-con cui 
fi compone il Tuono , ma fi potrebbe chiamare buo- 
na sonorità, come afferma Pietro Aron cit. dall'Illu- 
minato iib, x-cap. 17. 

Dicono adunque i Profeflbri > che le Cantilene di 
poche note fi potiono cono(< -tre pervia della Corda 
media ,0 corda guidiciale de* laoni* per mezzo del 
Ditono , e Semiditono , cioè la Terza Maggiore * e M 
Terza Minore , come se detto di fopra , le quali lono 
le fpecie > che compongono le Cantilene di poche « 
note.- h 



libroTer^o , 11$ 

Si oflerui , come dicono gli Autori , che tutti gli 
òtto Tuoni sono accoppiati a due a due , e però ogni 
due Tuoni hanno vn Diapente.o quinta comune, che 
fi diuide difuguahnente in due Terze y Tvna Maggio- 
te ^ e l'altra Minore , cioè . 

In p^ è fec.Tuono ha quefto Diap. 

quale è diuifoindtfeTerze 3 la pnnu a ^^ j®^ t 

fi domanda Semiditono ,chcè com-* _^^*-~L 
pofto di tre note , il quale importa, 
vn tuono perfetto , e vn semi tuonò Minore, e queftà 
fi chiama terza Minore , che dice re mi fa , o re fa. 
La feconda fi chiama Ditono 3 che è comporto di 
tre note importanti due Tuoni perfetti , perchè nel- 
la fua compofizione non vi entra il semituono , e 
queita è la terza Maggiore , che d ice fa sol la , o fa la « 

Il 3. e 4. Tu* ha queft altro Diap. g — jjp" 

quale è diuifo in due Terze , la pri 
ma terza Minore , che dice mi fa^pL 
sol, o mi sol • La feconda terza Mag- 
giore, che dice sol re mi , osol mi. 

U quinto , o fefto ha queflo Diap, j 
diuifo in due Terze , la prima è ter _ 
za Maggiore , che dice fa sol la , o 
fa la. La Seconda terza Minore , che 
dice re mi fasore fa 4 

Il sett. e l'ott.ha queft'aitro Diap.fi — ^ — [ 
quale è diuifo in due Terzera ptìm wZI^J** ZZ~ * 

terza Maggiore, che dice du remi>o I? 1. Il 

H a 4u 




n 6 Del Canto Corate". 

dn mi . La feconda terza Minore > che dice mi fato! * 

° mi sci . 

Ora quelle Terze, che fono dalla parte di fopra fo- 
no ai feruizio dell'Autentico, e quelle che fono di 
fotto sono al feruizio del Piagale , 

Percoiiofcere adunque le Cantilene imperfette, 
cioè di poche note,fi dee primieramente offeruare di 
trouarc la corda media di qualfiuoglia Tuono, come 
fi può veder fopra nel cap. 1 7. d i quello libro l 

Dipoi fe la detta corda .media , come per efempio 
nelle Cantilene , che reftano in Ufoire , Cu percofla, 
e toccata più fpelTo dal Ditono , tioè dalla terza-* 
Maggiore, m tal cafo il Tuono farà primo , o non se- 
condo icomefi può vedere neii' Aut. del Bened.de* 
Confeilbri » che comincia • 

?:":::!:!z::"i : 

bu ge seme bone,& ride lis, 
che di fua natura è del secondo Tuono per ragione 
dedaddeefa fimperfettoperó, come dicono gli Au» 
tori)e per ragione del Di tono che è la terza Maggio- 
i*e> la quale preuale alla Minore ,che dice fa sol la, o 
fi la ; perciò è Hata fàttadeì primo Tuono , come di* 
c l'illuminato lib, 2. cap. 12. 

Il medefimo fi dice degli altri Tuoni , fecondo le 
[oro differenze . 

Quando poi la corda di mezzo farà percoffaeguaW 

men- 



Libro Ter^o . ! 1 7 

mente tanto dalla terza Maggiore* che Minore, non 
ottante il Tuono fari Autentico, come più degno . 

In oltre fi può conofcere di che Tuono fia vna 
Cantilena di poche note,con afcoltare ] aria delCan- 
to fe vi fieno note dell'intonazioni de i Salmi, o altre 
note,che portino più alì'AutenticOjche alPiagalc 3 c6 
ofieruare il campeggiamento fe fia più dalla parte 
superiore,che inferiore^ fe il campeggiamento por- 
terà più alla parte superiore, che alf infcriore,il Tuo- 
no farà Autentico , e fe all'in 6 1 lore Piagale . 

Quando le note faranno tanto per la parte di fopra 
chedif tto,dice l'Illuminato lib. 2. cap. io. che in 
tal cafo fi dee dare la precedenza all'Autentico, per 
effere , come s'è detto , più degno * 

De' Tuoni Irregolari , sposati , e quali fieno . 
Cap. 27. 

T Tuoni, come s'è detto di fopra ,regolarmente ter* 
JL minano in quattrocordc,che fono Dfolre, Elamt > 
Ffant, e Gfolreut , che è il medefimo , che dire re mi 
fa fol di Natura Graue;e perchè fi cronano delle Ca- 
ritene, che terminano fuor di regola in altre pofizio- 
m ,0 corde fuori delle quattro foprannominace , per 
eifere dette Cantilene trafportateo più alte, o pià 
baffe della loro ordinaria terminazione, ma però 
non diuerfificanodal fiio naturale, e queiie lido* 
mandano Cantilene j o Tuoni spellati, e irregolari! 

H 1 e faor 



u S Del Canto Corale] 

c fuor di regola come dicono gli Autori • 

Delle Terminazioni de 9 Tuoni irregolari , e Jpojlati^ 
Cap. 28. 

I Tuoni adunque, oltre alle quattro fopraddette 
terminazioni hanno quattro altre lettere , nelle 
quali poffono terminare > e quefto s'intende per gli 
Tuoni irregolari , a'quali fu aggiunto quattro altre 
lettere > cioè A B C D., acciò con effe i Tuoni irrego- 
lari fi aueflero a terminare , benché non tengano af- 
foltamente il nome di Finali jtna furono dette 
nah>odiiero Confinali, così chiamate per nfpetto 
dei'e quattro prime , che fono di nome , e di effetto 
f inali,e quefte tali lettere aggiùte fono acute, e cor* 
rifpondono alle prime per Diapente ; imperciocché 
il primole fecondoTuono irregolare ha da terminare 
in A acuto , cioè in A lamire, e il terzo, e quarto pu- 
re irregolare ha da terminare in Bfatjmi « 

Nota che il quarto Tuono alle volte perde il fuO 
proprio luogo , e hnike in Alarmre , come fi può ve- 
dere dalfAnt./» odorem, pofta fopra nel hb,2. cap.4,, 
Il quinto,e fefto ha da terminare in C icuto, cioè in 
Cfolfaut, e il fettimo^e Tottauo ha,fecondo alcuni, il 
fuo luogo in D , ma però l'opinione più licura* e cer- 
ta è ,che il fettimo,e 1 oteauo Tuono abbia il fuo luo- 
go in G fecondo che dice F. d ngiolo da Picitono hb ? 
n cap, 46, come fi calia da' feguienti verfi . 

Sfflt 



Libro Terzo . I I 9 

Smtin D > *W in A p\ mas Tcnus, atq: secundus > 
Tertius j quarta* in fcj e > ^ £ nUcantur > 
Et quando ptr jl qvartum finire yidchis 
Qiimtus in C > yel n. f , « ri ****** di hoc remouetur 
Septtmus ,o£tzuu$m fo 'a G ytcvcfcunt 
Per quanto ii può vedere nel principio di qucfto 
Capitolo 3 le terminazioni de* Tuie * j irregolari fono 
A B C D , la quarta delle quali, ghè L D è (tata data 
al fettimo , e ottano Tuono , $j rtìèl é ire ■ j t he dee 
terminare in D aio re; con tutto ciò dice IMI' smina- 
to iib 3-cap 6,che il fett mo e ottauo tuono irrego- 
lare non può terminare ir !>Ialolre 5 percht d Ha ra- 
fizioneDìafolreatlapofuone - la min: fetódcnalce 
naturalmente la prima fpecie dcl Diapente, che dice 
re la , a quale èconipofizionedc* pr.T.edaiia por- 
zione Alamire secondo , alla poliziotte IMafol nafee 
naturalmente la prima specie del Diatefs. la quale 
dice re sol,che è rutta la ( ompofizior e del pr.T*rego- 
lare,e il finale eia Alamire fero t? do ad Alamire pri- 
mo nafee la cópofizionede! fecondo Tuono regolare. 

Adunque tutti gli Scrittori che hanno dettole he 
laponzione Dlafolreè tcrminazion del fettimo,e ot- 
tauo tuono irrcgcìarejdicelTllummatolib. j.cap.6. 
che l hanno mal confiderato Che perciò dice F An« 
giolo da Piarono ne 1 fopraccennati vcrfi a che il fetti- 
mo , e ottauo Tuono hanno il fuo 1 uogo in G,cioè in 
Gfolreut , ouuero in Gammaut fua ccrua regolare j 
g non altrimenti in Dlalolre . 

H $ &Q~ 



Ikl Cónto Corale l 



TAoào ài conofcere diche Tuono fia vna Cantilena 
spoftata , o irregolare . Cap. 2 

PBr conofcere adunque di che Tuono fieno le Can- 
tilene sportatelo fuor di regola , fi doueranno 
primieramente ridurre a* Tuoni regolari , o alla fua 
regolarità , cioè trafportarle coll'immaginazione da 
vna Chiaueall'aitra^o figurarti, che iettino nella fua 
naturale pofizione, il che fatto, fi verri facilmente 
in cognizione della qualità del Tuono « 

Per fare quefta reduzione bifogna prima ben con- 
fiderai le fpecie,che fi trouano nel Canto irregolare 
ila eftremo a eftremo , e vedere di abbaffare , o di ai* 
zare le note vna quarta , ou nero vna quinta, auendo 
fempre riguardo alle fpecie Maggiori , e Minori , che 
non vengono alteratane mutate* ma farle incontra - 
re rie'luoghi regolari in queli'iftelfomodojche erano 
nel luogo di prima; e non potendoli conferuare tutte 
le fpecie>aImeno fi proccuri di mantenere le Maggio* 
ri, altrimenti fi muterebbe la naturai difpofiéione 
di quei auto, e t rafportato,che fari in vno dc'quat • 
tro luoghi regolari s fi potri giudicare facilmente di 
che Tuonoiìa > come dice il P. Marinelli p« 3. cap. 
off. 6. ed altri * 

Sicché fe vna Cantilena refleri inCfaut,cioè in da 
ài Nat.Gr.fi alzi vna quinta,che rcftera in Gfolreur, 
cioè m ivi di Nat. Gr.che è il mcdefimo ; che du di fi 

quad. 



libro Ter^ • izt 
quàd. Acuto finale del fctcimo -, e ottano Tuono. 

Di tali Cantilene fi troua r Alleluia coifuo Verfo 
della MeiTadeU'AfTuntajChe ààtéi^iflumptd eftiqnàìz 
della Dedicazione della Chiefacol Tuo Verfo: Bene 
f nudata eft quel 'a degli A portoli, e Martin con il lo- 
ro \fzz(o:Tegloriofxs> e Te m.irtyrum> le quali reftano 
in du dì Nat. Gr.che alzate vna quintale ridotte alla 
fua regolarità fono del fettimo Tuono , come dice 
l'Alleila Tratt. j cap. 54. 

Similmente in alcuni libri fi troua l' Alleluia col 
fuo Verfo de la Meda di Pafqua di Refurrezione, Va- 
'fcbanoflrnm > la quale refta indù diNat.Gr, anche^ 
quella alzata vna quinta > e ridotta alla ina regolari 
tà , appanfee del fettimo Tuono . 

Se il Canto reitera in Alamire,cheè il medefìmo, 
che dire in re di B quad. Acuto,fi aòbaffi vna quinra, 
e refterà in redi Nat, Gr. tìnale del primo, e fecondo 
Tuono . 

Di tali Cantilene , che rettane ili Alamire,cioè in 
redi Bquad. ncuto,fe ne tronanornolte^in partico- 
lare molti Graduali , che fra 1 Anno fi cantano, e 
fpecialmente nel Sabato delle quattro Tempora di 
Dicemb. che vanno tutti fopra le medefimenote , 
come aiuhe il Graduale de' Morti, e moki altri , 
i quali , fecondo lefempio , eh mlT " — ri- 
pone l'Auella, vanno cominciat. &£ 

col £ molle coìi mmml!ÈZ~Z- I 

Re qui cm« 



H% J)el Cónto Corale, . 

Quelli ridotti , che fono alla dia regolarità^ alla fu& 
Chiaue > apparifcono del fecondo Tuono > febbenc 
imperfetto : Auella Tratt. 3. cap. 54. 

Ilmedefimo fi dice deirAnt.PafqualeH^r^^la 
quale è del fecondo Tuono fpoftata , perchè lì canta 
colle medefime note de' fopraddetti Graduali > que * 
fU ridotta alla fua regolarìtà,e abbaiata yna quinta 
appanfee di fecondo Tuono ; tanto più perchè fra V 
ottaua di Pafqua, fopra a detta Antif fi canta Terza 
del fecondo Tuono. 

In oltre fi troua in molti libri p*f* ^^^ ~T*F* 
che refta in Alamire^cioè in re il r IZ^a^a'seT 
B qu. Ac l'Off, della Meffa delia Z~Z*^*ZS-*^ 
feria 4 delle Ceneri,che cominc a^Exalta bote. 
Quefto abbacato vna quintale ridotto aKafuarego- 
land apparifee del fecondo Tuonc>tanto più perchè 
nella maggior parte de' libri retta in r di Nat. Cu 

Similmente fi troua , che refta r a r** '^"3^7 

Alamire , cioè in Re di B qu, Ac. i ijjl"»*!^ Z 

molti libri il Poftcomm.della Mdìa^ lil^I^.. «J?Z 
della Settuagefima, che comincia li lu mina, 
il quale abballato vna quinta,e ridot to alla fua rego- 
larità , fi vede elfere del pr. Tuono , a to più perchè 
jn molti libri refta in re di Nat, Gk 

Inoltre lì troua , che refta in ài §"~~~2 — ~* 
mire y cioè in re di B qa. Ac.ar.^he 
Poftcom dellaMctfa della Dom. 2 . ^"ZZilI—I^ 
éop^i* Pciitecolte^ che comincia C^Rta bo * 

il 



Libro Terty l I 1 ? 

il v quale abbacato vna quinta » e ridotto alla fua re- 
golarità 3 apparifce del feco?.jo Tuono, 

Si dee di puì auuertire, che fi trouano ancora in 
alcuni libri antichi, in particolare neìibri Domeni- 
cani alcune An:if. di quarto Tuono l'poft'ato v(ia_# 
quarta foprala fua pofizione na \i^ie,che reitaio in 
Alamire,cioèinrediBqizad. \ wu:a,edil fu i$#f$Q* 
rwn comincia vna quarta fopr^ al folno, ma pqrQ m 
sol, come lì può vedere daiPefempio dell'Anta odo- 
riporta lopra nel lib. 2.cap4.Per ridurre adunque 
tali Antif. nelle corde comuni il debbono abballare 
vn« q j.artaxhecosì termineranno in £Iarni,cioèmi 
di Nat, Graue finale del quarto tuono. 

Se il Canto termina iti Bmi acuto, cioè in mi di B 
qu. Acuto fi abbalfi vna quinta,e finirà in mi di Nat, 
Gr finale del terzone quarto Tuono . 

Di taU Cantilene fi troua repertorio della Mefla 
ideila feria quarta do m^^^Tr^ rrv " 
po la Domenica tcr/LP__^_~a^~__ B ?_** 1 Ii^ 

di Quarefima , che co • — ^-.^5 B^^^JlZ^t 

mincia: \ Damine bacine cum, 

quefto in molti libri te; mina in mi di B quad* Acuto 
che abballalo vna quinta,e ridocta alla fua Chiaue,e 
regolar; U apparate del quarto Tuono m 
Similmente fi trona chep^ B" ^^'^^* ^iTm^"- 
refta in mi diB qu, A<f j Ìl~*I^_~ *Z~*~~*~~m~* 

Poftcom. della' Oom.i8. I Z^IZIZ J2 

doppia Pcpt.cc. che dice; lomte ho Ih as/" 

il* 



i 24 bel Canto Corale • 

il quale abbaffato vna quintale ridotto alla fua rego- 
larità apparifee 4el quarto Tuono . 

In okre fi dee auuertire 3 che fi ^ ^^.j^.^ 
trouano anche delle Cantil. spo — — 

fiate per b molle 3 come il Gra si* — ^yf^Ji»*.,*. 

della Domen. fra lottaua ddb.'"~ , * BI ~~' — 
Natale, the comincia: Speci ofus, 

il quale perchè termina in re diNat.Gr. vogliono al 
cuni , che fia del primo Tuono > lenza auer riguardo 
alla spoliazione . 

Dicono con tutto ciò i ProfeflTori^che quefto Grad. 
fia del terzoTuono fpoftato vna voce fotto la fua ria 
turale pofizione,che a ridurlo nel fuo naturale , cioè 
con alzare tutta la Cantilena vna voce , termina in 
Elami,finale del terzo Tuono ; e tanto più perchè il 
principio , e il campeggiamento è proprio del terzo 
Tuono 5 e anche perchè la spoliazione non fa mutare 
la qualità del Tuono alla Cantilena . 

Il medefimo fi dice dei Grad, delia fer. 3 . dopo la 
Domen.4.di QaareC che comincia: Exnr?e Domine > 
il quale fi canta (opra le medefime note del fuddetto 
Grad Speaojm. 

Di pm fi troua ancora fpoftato per b molle l'Inno 
VexilU> nel tempo di ^aflìone, come fi può vedere al 
Cap 17. dei lib. 4. doue abbaftanza fene difeorre; 
còme anc he l'Inno Tlacare Cbr 'Ac ferunlh , c glorie- 
fa Virginum * 

in fine fi troua ancora ipoftat© per b molle V Inno 

di 



Libro Ter^o i 125 
di S.Emenegildo Regali folio, come fi può vedere ne* 
libri della noftra Cattedrale , e come fi può vedere al 
Cap. 1 7. del lib. 4, E al Cap. 1 1 . §. 7. del lib. 5 • 

E quefte fono le Cantilene fpofiate,che più cornili 
ncmentefi trottano ne' libri di Canto Eccieliaftico* 
Se poi fi trouaflero altre Cantilene fpoftate , cornea 
fopraaBquad. Ac, efotto Nat.Gr.o di qualfiuo* 
giiaaltraforta, fi ofler inquanto s'è detto di (opra 
per ridurle alla regolarità per poter venire in cogni- 
zione della qualità del Tuono. 

Terchlft trouino Cantilene sposate , irregolari » 
Cap. 30. 

Q I trouano delle Cantilene fpoftate , o irregolari 
*3ne libri di Canto Ecclefiafi:ìco,per facilitare ilCà 
to , perchè alle volte occorreua formare alcune voci 
nelle parti grani , che non fi poteuano formare cosi 
facilmente, potendofi formare con facilita nelle par- 
ti acute, come fi vede ne Grad.del fecondo Tuono 
fpoftati , e in altre Cantilene . 

E per il contrario , non potendofi formare alcuna 
voci nelle parti acute, fi poteuano facilmente forma- 
re nelle parti graui ,e così per isfuggire le durezze , e 
per non auere a fegnare b molli accidentato {3 duri, 
e per ridurgli più facili a* C amanti, alcuni Canti Ec~ 
clefiaftici fono trasferiti dalle parti acute alle gràuiy^ 
dalle graui all'acute P.Marinelli p. z. cap. 1, off. 8.e 
alai. in 



IX<5 Del Cónto Corale * 



In quali corde abbiano per lo più il loro principio l'aititi* 
fonc y e altre Cantilene degli otto Tuoni . 
Cap. 31. 

IL primo Tuono, per quanto fi può vedere da libri 
Ecclefiaftici , fi trcua auere cinque principj piti 
vlltati^ioèin Cfaut i che è in Du di Nat Gr« come 
YhntiLu4ngeli lArchavgeli . Domusmea. Tili&lerufa- 
Irmi Multerei * beatumTontificem $ &c. 

Dfolre , cicè in re di Nat. Gr.come t'Afttif. Corpo- 
r* Sanffiorum . Deficiente vino . Euge seme bone . Hero- 
des iratks.Leua Icrufalem D/ledicinam carnalem.Sacerdos 
in iCternum.Si qutsmihi minijti auerit.Vos amia mei efiis 
Hauticioè in Fa di Nat.Gr. cornei Antif. Domine 
fi vis. Domine quinque talenta. Eftotefortes in bello. Ho- 
die c briflus . Inclinauit Domimis . Tneri Hebr&orunu * 
Ti4ltbraes,&c. 

Cfclreut cioè in soldi Nat«dncome 1*4 ntiCfirf 
Maria lfìe tfl loanves . QuMiteprimum . B^tddite ergo* 
Sanfttfitatit . Teckw primiptum,&c. 

Alan irt ^cifeèiri La di Nat Gr. come Y Ant. Exi 
cito. Ltx Domini. Salii*. Sapientiam. Vidi Dom.&c. 

lì k coi co 7 ut no ha quattro prinap; più vfitati , 
cicèu Are, che è in RediBquad* Gr.come Tlntr* 
Dominus illutntrmtie. £ntif. Ttftfaator Dominus. Salue 
santi a par en$ . Veni 3 & offende , &c 9 
Ctaut , cioè in Du di Nat. Gr, come f Ant Cr#«- 

ceffi 



LìbroTer^o. iiy 
tèm sanHam . Innocentes . Intr. Tdihi autem . Dottor 
òptime ; I{ex gloria , e£"c. 

Dfolre , cioè in Re di Nat. Gr. come l'Ant. Ange- 
lorumejca. In patientià ve/tra . In velar/tento . JT«/2e > 

p/è viudmus ♦ Maiorem charitatem • Sacerdos , & t 
Tontifex . Vnus autem > &c* 

Ftaut grane , cioè in Fa di Nat, Gr. come 1 'Antif* 
Ego/km quijum* ffti [untSanffi. Tuncafhmtfit 3 &c. 

Il Terzo Tuono ha quattro principj più vfitati * 
cioè in Elami graue - che è in Mi di Nat* Gr. come 
l'Antif. Calicem, Gloria laudi s • Hai efl qui ne fault * 
Tinguis efl . Quando natus es * &c t 

Ffaut graue^cioè in Fa di Nat.Gr. come il i£. Ecce 
nunc tempus , gllntr. Cognoui . Ego autem . Ego clama* 
m 9 T^uncfdo. Vocem meunditatis ,&c. 

Gfolr.cioè in Du di B quad, Acuto > comel'Ant, 
lAdbefit anima . Eiifabetb Zacharia. Mie eft dtfcipulus. 
Inter natos.^ui/equiturmeSimeon iuflus. Tu puer,&c m 

Cfolfaut* cioè in Fa di B quad. A cuto,come l' Ant, 
Domine mi J{ex Domine fpes Sandorum * Viuo ego , &c» 

Il quarto Tuono ha cinque principj più vfitati , 
cioè in Cfaut >che è in Dudi Nat. Gr. come l'Ancia 
Omnes au f em ,&c. 

Dfolre , cioè in Re di Nat. Gncome Y Ant* In odo* 
reni , int. In yaluntdtetua ♦ Ant. Latta eius.TofmfluB^i- 
bum quent viderat ,&c. 

Elami 3 cioè l'Ant. fidelU* GratiaDei « Tropbetd 
foagnus. Trudentes Virgines Turba multa , &c. 

ffaut graue , cioè in Fa di Nat, Gr* come l'A nu£ 



?2,8 Del Canto Corale. 

Maria , & (lumina « Sicut nouelk > &c. 4 

Gfolrcut^cioè in Sol di N.at.Gr. come Ylnxx. Jtcci- 
fite w.Lunditate.Ant.FaEÌM fum. In mandati 's.Sion,&c. 

A laixiii e , cioè in La di Nat.Gn. come il Jp. de- 
relinquas . k 

Il quinto Tuono ha quattro/principi più vfitati, 
cioè in Pfaut graue , cioè in Fa di Nat»Gr. come il 
Poftcomm. Intellige . Intr* Loqnebar* Ani. T^azarcus. 
Qvifacemy&c. 

Gfolrcut , cioè in Du di B quad. Acuto,. come 
Tlntr* Ldùtare • Foftcom. Seruite Domino 3 &c 

A lamire , cioè in La di Nat. Gr. come il^LTdedià 
notte ,1'Ant.O sacrurn Conuiuium Vincenti 3 &c. 

Cfblfaut 3 cicè in Fa di B quad. Acuto,come l'Ànt* 
^Alleluia quem quaris* Ecce Dominus veniet . Latamtm 
cum (erufalem • Venkt fortior , &c< 

Il fefto Tuono ha tre principi piùvfkati > cioè in 
Cfaut , cioè in Du di Nat. Gr. come il §Z. DecantabaU 
il Poftcom. Quimanducat >&c. 

Dfolre,cioè in Re diNat.Gr.comel'Xntr. In me- 
dio Eccìefy . il Ifi. Beata es Virgo . l'Offert. Erit vohis 
11 Poftcom. Hmvra > &u 

Ffàut 3 c ioè iti fa di Nat. Gr. come PAntif. In voce 
exultatiomi . Exv } t sermo. Moduum . admir abile* 
Objtrua fili . Seme nequam , &c 

li settimo! nono ha fei principi più vfitati^ cioè ili 
Gfolreut > cioè in C u di B.quad.Acuto 3 come l'Ant. 
^Angelus adTaft . Jffawpta efi. *4fperges me. Benedir 



libro Tervp. 119 
tfaSlorià. Dumprfiaretur. Fatta eft.GabrieLAngeluu 
lntz.0 cult mei JPne* natHs.Ant.Tver Samueì.Lhiiperfe- 
quebantur , &c. 

Alamire,cioè in La di Nat. Gr. o Re di B quadro 
Acuto 5 come 1' *nt. Ipfepràbit. Venite benedici ,&c. 

Bfa tj mijcioè in Mi di B quad. Acuto>come l'Ant. 
Divit DominusMi 'ftt Dominus. Orante. Seme bone. Stel- 
la tfta , &c. 

Gfoltaut,cioè in Fa di B quad. Acuto,come TAnt. 
Benedtfta fili* . Confort atus efi . Bomine ojìende nobis 
Tatrem ,&c. . 

Dlafolre,cioè in Sol di B quad. Acuto,comeì f Ant, 
Ecce Sacerdos. Et ecce terremota jyon ejì inuentus.Sal- 
neCrux.Siverèfrates . Comm.Voxin Rama,&c. 

filami acuto* cioè in La di B quad, A cacofonie il 
Cornai. T^otas mihi > &c. 

LottauoTuono ha cinque principi più vfitati,cioè 
in Cfàut ,cioè in Du di Nat.Gr.come XKmXum t>e- 
nerit.O^cxx^Elegermt ^pofloli.Saptentia clamitat.&c. 

Dfolre,cioè in Redi Nat.Gr.come l'Ant. H/>r*-» 
[aietn gaudc >i1$n$U Hippolyte . Sìohlitus y &c. 

Ffauc Grxioè in Fa di Nat. Gr, come V&nt.Hod:è 
beata . lucuniare . Spiritasi & jtnrm$ , &c. 

Alamire, cioè in La di Nat. Gr, come l'Ant. Cam* 
fleti fant . S citate > &c. 

Gfolreut,cioè in Sol di Nat.Gr. comeTAnt.^i^ 
iernnt . Beat us .Andreas 9 Cura ortus fuerit . Diniferv:: , 
Tftwm . 7yc timeas Maria . RfXj>ac$ws , <gr* . 



J?e Belcanto Corate. 

Cfolfaut,cioèin Fa di Bquad. Acuto, come l'Ant* 
lAnertantur . Ecce indila Domini . Hoc ejì pr&ceptum » 
Sub throno Dei . 

Del cono/cere iTnoni col vedére f diamente la prima 
nota del Canto . Cap. 3 2. 

r A Lcuni Profeflbri dicono, che veduta (blamente 
JTjL\x prima nota del Canto fi può venire in cogni- 
zione della qualità del Tuono: queftoperò li prona 
folamente nel fecondo , e fettimo Tuono . 

Quando adunque vnaCantiìena refta in Re di Nat, 
Gr.e che comincia in Re di B quad.Gr. perchè ordi- 
nariamente non vi è altro Tuono, che il fecondo,che 
abbia tal principio , farà cofa facile ccnofcerlo per 
fecondo. 

Similmente quando vna Cantilena comincia in 
Sol,o La di B quad. Ac. fi conoscerò facilmente per 
fettimo, non vi efìfendo ordinariamente altra Canti- 
lena che abbia tal principio. Negli altri Tuoni la 
prima nota fola non può dare determinato indizio 
per conofeere il Tuono, fenza fottoporfi ad errare » 

Bel cono/cere i Tuoni col vedére la frimài e virimi 
nota del Canto ,/enz.a vedere altro • 
Cap. tf. 

SI può facilmente conofeere fe vn Tuono fiaAo^ 
tencieejo Piagale col vedere Tolsmente la prima* 



Libro Ter^o . T 3 r 

• vltima nota della Cantilena fenza vedere altro.co- 
aiediccl'AuclìaTratt. i.cap. 17 
. Sevn Canto adunque refea in RediNat.Graue, 
ed hailfuo principio in SoKoLadi Nat.Gnquefto fa- 
rà primo Tuono^ mediante tal pnncipjojperchè il fe- 
condo regolarmente non comincia mai tanto alto. 

Se poi il Canto reitera in Re di Nat. Gr* e aueri il 
filo principio in La di B quad. Gr.mediantetal prin- 
cipio faràdel fecondo Tuono^perchè le Cantilene del 
prirno per regola non cominciano inai in tal corda . 

; Se il Canto refta in Mi di Nat. Gr, ed abbia il fuo 
principio in Da di Nat.Gr» queftofara del quarto 
Tuono, perchè il terzo ordinariamente non comin- 
cia mai in tal corda . 

Se poi il Canto reiteri in Mi d i Nat. Gr.e aueri il 
fuo principio in Fa diBquad. fttì faràdel terzo, per- 
chè il quarto non comincia mai vant alto . 

Se vn Canto reitera in Fa di Nat.Gr. ed aueri il 
fuo principio in Fa di B qùàd. Ac. fari del quinto s 
perchè il fefto non comincia mai tant' alto . 

Se poi vna Cantilena refta in Fa di Nat.Gr.ed ha il 
fuo principio in Dudi Nat.Gr. quello farebbe del fe- 
fto Tuono > perchè il quinto non comincia mai in tal 
corda . 

In oltre/e vn Canto refta in Du di B quad. Acuto , , 
ed ha il fuo principio in Re > o Du di Nat, Gr. quello 
fari dell'ottano Tu, perchè il fettimo non comincia 
mai tanto baft* * 

I 2 Ma 



iv$a Del Canto Corale 

Ma ie il Canto reftera in Du di B qu. Ac.c auerd il 
fao principio in Sol ,o La di 8qu.Ae»farà del fetti- 
mo ^ perchè l'ott. non comincia mai tantalto . 

E cosi cpl vedere la corda finale , e col vedere la 
prima del Canto , fi può conofeere fe vn Tuono fari 
Autentico > o Piagale . 

Delle Tau/e del Canto Fermò • €ap, 34. 

2^ Li Ecclefiaftici Mufici^cioè i Gregoriani hanno 
VJ[ ordinato certe diftinzioni nel Canto per il ri* 
polo dell'affaticata voce a diftinguere , e riferrare 
vna certa quantità di note fotto la fentenza delle pa* 
roledacantarfi . 

Qncftadiftinzioneèdidueforte, la prima non è 
altro i che vna certa paufa 3 che fi fa nel Canto Fer- 
mo > la quale abb raccia tutte le righe cos* *^~T^ 
ed è vn fegno 3 che dimollra doue il Coro nel^Z 
cantare debba pofare > o ripigliare il Saro .^.«11^-. 

L'altra diftinzione del Canto Fermo è di due hn^e, 
che abbracciano fimilmerate tutte le righe così p 
la quale fi pone fempre alla fine delle Cantile- 
ne 3 c fi chiama cadenza * q finale * 



Libro Ter^o. 

Bel cono fiere dalla prima pauj a fetida vedere altro , 
Je yna Cantilenala di Tuono ^Autentico, o 
Tiagale* €4pl}$* 

Q J può facilmente conoscere vna Cantilena ic 
*3 Tuono autentico , o Piagale s £bj>?a vedere 
mezzo, ne fine , da tutte quelle note, che fono agitanti 
la prima paufa fenzavederealtro v iapendo che ì;l, 
buona regola i Tuoni A utentici hanno per | 
naturale di ..fai ire fubito , o cippo pcchè note , fili© 
alla quinta fopra la fua corda finale,c quiui per lo più 
fi fermano a fare la prima paufa jonde fe il Carne co- 
mincia in Du, o Re di Nat, Gr.e vada a fermarli eoa 
la prima paufa in La di Nat.Giy quefto fi potrd giu- 
dicare primo; e di quefti efompi fe ne t-rouauo molti, 
come. 




Mulie resi Bea ti pacifici , 
c molti altri ,chc per breuita fi tralafcia.no . 

I Piagali poi hanno per naturalezza di feender òr- 
bite i o poco dopo alla quarta fotto , e fe non ifeen- 
dono alla quarta fotto , bafta che non afecndono alla 
quinta fopra la corda finale > e fe viarriuano non vi fi 
fermano a fiate la prima pauffi ? perchè per lo più la 
I 3 fan- 



i & e l Canto Cerale l 

fannonelle parti bafle, come fi vede dagli efempi* 

Virgo glorio fa femper, 
TAaiorcm charitatem . Inpatientia veftra , Similabo tum 
-efimili > come lì può vedete ne' libri di Canto • 

Del emofeere dalla prima paufa fe vva Cantilena, che 
comincia , e refi a in Du di B quadro Acuto 
fia Tuono settimo , o ottano ♦ Cap. 36. 

I Canti adunque ,che aueranno principio inDudi 
B quad. Acuto > e che termineranno nella mede- 
fima corda , e che non afeenderanno aUa quinta nota 
auanti la prima paufa , o virgola, dato che ellì Canti 
afeendeflero fino alla fettima nota , quafi fempre fa- 
ranno dell ottano Tuono , per cagione della difpofì- 
zione delle note auanti la prima paufa,comc fi troua 
neli'Ant. terza del "(g : i^^^^5f^^^^3 — ~" 
tondo Notturno di Ì^IT^III^ZIbIZII- ! 
di S. Lorenzo, che co- J!JÌI JI^ZJI^ZJL^BZ \ 
mincia. Beatus Laurcncius dixit, 

•fi neli'Ant. del Bened. della fer, 5 . dopo la Domenica 
terza di Quarefima , che comincia Extbant autem , e 
moke altre, che per breuità fi tralafciano . 

Di piti fe effi Canti afeendefiero allottaua fopra > 
do è ai noi da Nat.Aaita,perfe2Ìone del fettimo Tuo- 
na 



Libro Terzo . 1 ?5 

no, fempre faranno dell Wauo, come dice l'IUumi- . 
nato lib. cap. 19. 

Inoltre fe elfi Canti aueflero due Diapenti con- 
giunti pertinenti al fett.T.e che effi Canti non afcei}- 
delfero alla quinta aitanti la prima paufa , tali Canti 
faranno dell'ottano Tuo j|3f~"ZZZZZIZIZ ZI 
no 9 come ntll'Ant. delia r q , . 

Mag- del fecondo Vcfpro "JL-ZéL" A - li- 
di S« Lorenzo , che dice : Beatus Lauren uus , 
nella- quale ritrouafi auere due Diapenti congiunti 
pertinenti al fettimo Tuono , nondimeno perchè e ffa 
Antif.non agende auant; la prima paufa alla quinta, 
efìb Canto in fe reità dell'ontano Tuono . 

Di più l'Ant. Hic virdefpicìens mundnm y in quanto 
alla regola generale dourebbe eflere del fettimo T no- 
no ; e perchè dal principio fino alla prima virgola 
non afeende alla quinta, reftadeUbttauo , e moìt: 
altre fimili , che fono infinite , che fra i* Anno fi can - 
tano y che per breuita fi tralafciano, le quali dourcb* 
bero eflere del fettimo Tuono per ragione della com- 
pofizione,ouuero perle fpecie , non ottante per la 
medefima ragione reftano dell'ottano . 

Quefta digniti delle Neume è fiata concefia dalla 
scuola unificale all'ottauo Tuono, per eflere l' vltimo 
inuentato, come afferma Pietro Aron cap. 34. del pr. 
lib. de Inftitut. Armon. fecondo che cita l'Illumin. 
lib. 3. cap* 15*. V 
Lafuddetta regola fi può dare quafi in tutte le> 
l 4 Cariti- 



i%6 Del Canto Corale] 

Cantilene 3 che cominciano 3 e reftano in Da di B 
quad. Acuto ; ma per lo più , e quafi Tempre occorre 
nell'Ann chedal muficale commercio è (lato ordina- 
to , che dal principio dell' Ant Jfìno alla prima paufa , 
o virgola hanno tanta forza quelle note auanti ia pri- 
ma paufa s the di fettìmo > conforme la regola, rima- 
ne ottano • E perchè ogni regola pàtifee d^ceczione, 
fi dourà eccettuare 1 Ant. Bcatus illeseruus, che è del 
settimo Tuono » (ebbene non ardua alla quinta fo* 
pra nella paufa . 

Ingoia per imparare a conofeere di qual Tuono fieno 
i Bgfponforì. Cap. 37, 

PR inferamente fi dee cònfiderare > che ogni Re- 
fponforio ha il fuo Verfo,dipoi,che tanto il Refp. 
che il Verfohano la loro finale^ma la finale principa- 
le del Refp.e qu- Ila > che fi troua nel fine del mede-fi- 
mo Refp. e non quella > che è al la fine del Verfo, per- 
chè fempre dopo il Verfo fi dee tare la riprefa 3 la_* 
quale è parte del Refp. e perciò la denominazione 
del Tuono fi elee pigliare dalla finaledi efioRefp. e 
non dal Verfo, comedice iTHumin. lib. 3. cap. 20. 

Secondariamente 5 per diftmguére gli Autentici 
da* Piagali fi dee oiìeruare le note del Verfo di eflò 
Refponforio . 

I Refponfori adunque del pr« Tuono hanno il fuo 
- Verfo , il quale comincia colla prima nota in Re di 

Nat. 



LihroTer%o m 137 
Nat.Gr.ccon la feconda nota aicendevnà quinta al 
LadiNat. Gr. onuero comincia afiblutaniente vna 
quinta fopra la fua finale nel La di Nat. Gr. 

Quegli del fecondo Tuonò hanno il Verfo ,che co - 
mincianelDu di Nat.Gr.e alle volte neHifteflò luo- 
go della finale , cioè in Re di Nat. Gr. 

1 Refponforidel terzo Tuono hanno il principio 
del loro Verfo vna scita fopra alla fua finale in Fa di 
Bqu. Acuto . 

Quegli del quarto coni inciano vna quarta fopra la 
fua finale in La di Nat, Gr. 

I Refp.del quinto tuono hanno il loro Verfo , che 
comincia vna quinta fopra la fua finale in Fa di B qm 
Acuto 3 ealle volte comincia ndl'iltefla nota della fi- 
nale 3 e fubi to fale per q uinta y cioè fa re fa . 

Quegli del fefto hanno il loro Verfo* che comincia 
nell'iftefla nota Fa di Nat. Gr. douc fimfee il Refp.e 
non afeende per quinta 5 come il quinto tuono . 

I Refponf.del fettina tuono hanno il principio del 
loro Verfo vna quinta fopra la fua finale , cioè in Sol 
diBquad.Ac.e alle volte comincia nella medefima 
finale , e fale vna quinta . 

Quegli dell'ottano hanno il principio del loro Ver- 
fo neiriiteiro luogo della corda finale > il quale afeen- 
de vna quarta al FadiBquad. Ac. e dice du fa ,011- 
uero comincia aflfolutamente vna quarta fopra nel Fa 
di B quad. Acuto, come il tutto fi può yedere qui ap- 
pretto . 



t$8 Del Canto Corale 

^rìmus ai quintam , vel cqualis , ideft } in Mamire* ani 
Dfolre. 

Secundus aqualis > vel vna inferito , ideft , in cfaut >yel 
Dfolre . 

Tertius ad sextam 3 ideft in Cfolfaut . 
Quartus ad quartam y ideft in Alamire • 
Quintus ad quintam , yel aqualìs , ideft > in Cfolfaut, yet 
Ffaut . 

Sextus squali* > ideft in Ffaut . 
Seftimus ad quintam , yel aquali s , ideft , in Dlafolre,yel 
Gfolreut , 

Offauus ad quartam, yel cqualis > ideft, in Cfolfaut % aut 
Gfolreut • 

Come fi può anche vedere dalle Formule di ciafeua 
Tuono nel feguente Capitolo . 

formule per conofeere diche Tuono fieno ì I{eJponforim 
Cap. i%. 



Primo 
Tuono* 




Finale del Principio del 
Refponf* Verfo. 



Verfo Notturnale dei primo Tuono , 



Glo ri a 



Pa tri fi- li o,& Spiri- 



I* ^ejl^s z-^nm* 

tu i San cto. 



Secondo 

Tuono i 5"Zl! ffl ^II— 



TOime- I 



4-* «r v 

I ro , - $L 

■ 1 

Finale dei principio del 
Refponf. Verfo • 



Verfo Notturnale del secondo Tuono ♦ 



Glo ri a Pa tri,& Fili o, & Spiri- 
in i San èie. 



Via ~ 



Del Cante Covale 



1*46 
Tergo 

Tuono * rk^^] 3ZIZZIZ!II~II 



Finale del Principio dei 
Refp. Verfo • 

Verfo Notturnale del Terzo Tuono. 

L»fi««-- — - — m~=g* S^-m^m-m^ 4 ^ 

!„ i^^B^ÉttHÉ — SJI — 5 — ™ 

Glo ri a Pa tn ; & Fili o, & Spi- 



ti 

Quarto 
(Tuono • 



tu i San 



SÌ 



Finale del Principio del 
RefponC Verfo. 

Verfo Notturnale del Quarto Tuono •> 



■Ti 



Glori a 



Pa tri»& Fi & 



/ LibroTcr^ol J4I 

wz^z^z z^z^^*^***?^"" z^z" ! 

fisrnj: a;!ii:zi::tg;s^r: 

o, &Spi ri tu i 5an #0. 

Quinto -r— r- — - — TOuue- — ™] 

Finale del Principio del 
RefponX, Verfo. 

Verfo Notturna!^ del Quinto Tuono. 



Glori a 



:Pa tri>& Vi li 



o> 



& Spiri cu i San do. 



Sefto ; . | y-4 ^-„ »-j 

Tuono ••g"——- - — •* 
ic *— HK-" - 



Finale del Principio del 
Rcfpoof. Verfo , 



3£ 



Bel Canto Corate 
VerfoNótturnale del Sello Tuono . 

* V"» ~r7~~ *"~ =•* — — ^ 



Glo i a 



• Fa tri, & Fi ii 



^ o , & Spiri tu i San 60. 



Settimo ~J ' 
Tuono . . Ti ' 



T — 1 — ~T Ouuc- s *5' 




Finale'def Principio 
Refpont Ve rio, 

Verfo Notturnale del Settimo Tuòno . 
|3^±. ri . ^AJti^J ULA. 

Glo n a t J a tri > oc ri li ù 3 & Spi- 



ri tu i 



San &9. 



binale del Principio del 
Refponf. Verfo. 

Vcrfo Notturnale dell' Òttauo Tuono. 



Glori a Pa tri, &Fi li 

o, &Spi ri tu iSan &o • 

Ed ecco come dalla Finale del Refponforio ,edal 
principio del fuo Verfo fi può pigliar notizia di quàl 
Tuono fia ciafeun Refponforio , con poca fatica % 

Dell' EVcyjtE , omero SAcnlornm Xap^ 9. 

ISgcuIorum fono quelle note y che fi trouarco alla 
fine di qualfiuoglia A ntifona,douc fotto vi fi tro- 
ua il principio del SaloiOjOuuero vi fi trouano quefte 
fei vocali EVO VA E , doue per breuiti dello fpazio 
Antichi (fecondo l'Illuminato Iit>, ì cap. 8. 



*44 Del Canto Corale 

fcanno lauto tutte le con fonanti^ vogliono dire Sa- 
culorum .Amen, cioè finale, ouuero cadenza , corno 
dichiara Eranchmo,oue dice : T^ìhil entm reprafentat 
JEuonae nifi Saculorum Amen : sunt enirn eius vocale* 
caufabrthitatisin'pnum >celle£ia ,laqual finale, o ca- 
denza è prefa dal Situi erat . 

Inqual nota abbia ilfuo principio qualfiuoglia J&cu~ 
forum omero Emme di ciafeun Tuono • 
Cap. 40; 

IL primo , quarto > e sefto Tuono hanno PEuouae , 
che comincia in Alamire ,chè il medelimo >che 
LadiNat. Gr. 

In fecondo in Ffaut Graue, che è il medefimo,che 
Ta di Nat Gr. 

Il terzo, quintOjeottauo hanno l'Et]ouae,che 
comincia in Ciolfaut ,che è il medefimo, che fa di B 
quad. Acuto. 

11 settico in Dlafolre,cheèil mcdefimo,cheSol 
di B quad. Acuto , come fi caua da feguenti verfi ri- 
feriti da H. Angieloca Picitcno lib. 2. cap. 59. 
Trimus cum quarto dant .Alamire. quoq. sextus 9 
Tfautjecundus yCfolfaut tertius ttbi notat 3 
Cum eo quintus , cctauufque ftgnat ibidem , 
Septtitws m UlaJolrefHHm ponit Emnae . 

Ter- 



Libro Ter^p ♦ 



*4* 



Ver chi fi tr$ui dinerfità di Sandornm, ouuer* Euotuc , 
cptnfx fi pongane alla fine dell 1 'Antifone . 
Cap 4r. 

SI denotare, che la diuerfiti de' S^culorum non è 
mciTaacafo, ma bensì per cifere accomodati eoa 
sonorità alla qualità del principio delle fue Antifo- 
ne,perchc il principiò dell'Antifone, e il Sxculorum 
debbono tra di loro auere conneifione , e corrifpon- 
denza, per fortire que 5 buoni ettetti* per i quak il (oro 
Canto è Itato comporto, come quando* per efempio , 
fi ripiglia vn' Antit. che fubito fi fente !a confonanza , 
chela il fine del S^ulorum col principio del Canto, 
perche la finale de 5 S^cidornra va accollandoli al prin- 
cipio degl'Antifona . 

Si pongono poi i S&culorum alla fine dell'Antifone, 
per auere comodità di conofeere fubito la qualità del 
Tuono, nel modo che fi dirà nel feguenteCapit. 

Bagola per conofeere di che Turno fieno £ Antìfone , 
Cap.qi. 

TVt te l'Antifone hanno dopo di fe anncflfoil $ét~ 
cuiomm ,ouuero Euouac ,ad effetto di potere 
facilmente conofeere di che Tuono effe Antifone fie- 
no, ilchefi fa oflewando IMtima notadell'Antifve 
U prima dell'fao»^r,o5«c«/ur««i, come dice l'illu- 
minato lib, 3, cap. 9, 

Se TAnt. aaunque finifee in Re di Nat, Qx e il $*r 

K «• 



I4<* Del Canto Corale . 

eulorum comincia vna quinta fopra in La di Nat* Gr* 
farà del primo Tuono, e dira Re la primo . 

Se l'Ant. parimente refta tri Re di Nat, Gr. e il 
cnlorum comincia vna terza fopra n Fa di Nat>Gr,fa- 
ri del fecondo Tuono, e fi dirà Re fa fecondo * 

Se V Ant.refta in Mi di Nat,Gr e il S&cuUrtm ha il 
fuo principio in Fa di B quad. Acfari del terzo Tuo * 
no , e fi diri Mi fa terzo . 

Se l'Ant* parimente refta in Mi di Nat. Gr. e il S>- 
cnlorum comincia vna quarta fopra in La di Nat, Gr* 
fari del quarto Tuono , e fi diri Mi la quarto . 

Se l'Ant. refta in Fa di Nat.Gr.e il $$cnlorum ha il 
fuo principio vna quinta fopra in Fa di B quad* Ac 
fari del quinto Tuono , e fi diri fa fa quinto. 

Se rAntitpanmente refta in Fa di Nat. Gr. e il Sa* 
cnlorum coniincerivna terza fopra in La di Nac. Gr. 
fari del fcfto Tuono , e fi dirà Fa la sefto . 

Se l'Antif. refta in I>a di B quad. Ac. e i! Saetti** 
mns comincerò vna quinta fopra in foid: Squad. Ac. 
fari del féttimo Tuono , onde (ì diri Da sci fettimo . 

Se l'Antif. parimente refta in Dadi 8 quad* Acer 
soldi Nat. Greche è la medeinna , e il S&culorum co- 
*mincia vna quarta fopra in fa di B quad. ^cuto , fari 
dcll'ottaiio Tuono , e fi diri Dutaoccauo , come lì 
caua da' feguenti verfi . 

La vult prìmur , F(e Fa retinetqne fecunius , 

Ter sextam Mi Fa terno datur , & Mi La quarto » > 

Fa. Fafert quintum , Fa La prabet vhi sextus * 
Vt Sei scptimHt >ft Fa > captatq; supremw • 



LìbroTer^p] tff 
Formule per couojcerei Tuoni dell '^Antìfone . Cap.^, 

Fin.Sxcnl. Fin.Saecul. Fin. bareni. Fin, Seca!. 

i.r.rc la i.t»re fa pimi fa 4.t.mi la 
Fin. Sa:cul. Fin, SxcuL Fin. Saecul. Fin.SscuL 

jjc.& fa V.t.fa la 7-t.du (al 8.t.du fa 

La prima nota di ciafeun Tuona , come qui (opri 
fi può vedere,fignifica la finale dell'Angela feconda 
dimoftra il principio del SacHlo- wn , ouuero Euouae, 
che cògiunce inficme dano notizia alla qualità del t« 

?A>do di ripigliar? Vjèlt. dopo cantato il Salmo. Cap 44, 

1)Hr ripigliar bene T Antifona dopo cantato il Sal- 
. mo,fi deeolferuare doue termina V vtimanota 
Geli* Euouae ;e similmente fi dee offeruare in che nata 
cominci l'Antifona , e di li fi vedrà quanto ci corre 
per ripigliare, e fi fale, o fi icende, o fi ripiglia la me- 
defima nota , conforme richiede il Canto . 

Modo di conofeere di che Tuono ftemgllntroki . Cap^. 

SI deeolferuare primieramente ? che l'Introito è 
computato fu l'Antifone della Meffa 3 come 
K 2, biaj 



. Del Canto Corate . 

biamo detto nel Proemio intorno al mezzo ; 

Secondariamente la denominazione del Tuono de- 
gl'Introiti fi piglia dalla finale dell'Introito, e' non 
del Salmo, o Gloria Patri, tanto più perchè in vn_ 
medefimo Tuono non fempre il Salmo termina nella 
, medefima corda , come dice l'Illuminato Kb. ?. tao 
io. e come fi vede da'medefimi libri di Canto. 

i.Gl» Introiti adunque del primo Tuono reflano 
in Re di Nat. Gr.e l'Intonazione del Salmo dice Fa 
sol la , vna terza Copra la finale , come qui fi vede . 



Glori a Fa tri, & Fili o,& Spiri tu i san- 
* do, sicuterat in principio,& riuc*& Temperi 



r s* m b— b-b-b-b- 



s 1 



Óc in ss cu la sa? cu lorum^A men . 

Debbefi offeriate, che nell'Intonazione del Sai* 
mo, o Gloria Patri deg! Introiti, il primo,il terzoni 
quattone il (etumo Ingno nO hanno Tempre il medc : 

fimo 



Libro Tersp* 149 
t\mo $£culc7umjimen, ma fono variabili , come fi 
troua ne libri di Canto • 

' 2*G l'Introiti del fecondoTuono terminano fimil- 
mente in Re di Nat. Graue , e l'Intonazione dice da 
re du fa vna voce fotto la tinaie , come qui • 




Cto. ncut erat in principio > &nunc& fem- 



m^HE w «-g-B-fi^g-H-^g Ì~jjjj» £ *' 

per, & in ssecula siculo rum, A men* 

Ancora fi dee offeruare, che nelllntonazione del 
Salmo 3 eGloria Patri degrintroiti^il lecondojl quin- 
to, il fefto, e l'ottano, per quanto fi può vedere da* 
Libri di Canto > hanno fcrnpre ii mede fimo Siculo- 
rum Amen. 

3. Gl'Introiti del terzo Tuono reftano in Midi 
tura Graue, e l'Intonazione del Salmo dice sol r^> 
k i vna terza sopra la finale, come apprciso. 

& 3 GUx 



Ì50 Del Cam Cor àie 





Glori a l'airi, & fili o, & Spiri ni i san&o. 

" *_ — — : — 



Sicuc erat m prin cipio>& nunc, & sépcr , de in 



• . »■ 











saecuìa ssccù lo rum^Amcn. 

4. Gl'Introiti del quarto Tuono refiano fimilmen- 
te in Mi di Nat.Graue,e l 'Intonazione dice la Sol sol 
la, vna quarta (opra la fua finale , come qui . 

'l-fc-a-B- «HB-B-B-ftl -flhBHB-B ^8 



Glo ri a Patri/fc Fili o ; & pir i san- 

S^fe" i""*" » *r m ®-^h~~ m ~*' 

* cut erat in principio^ & n»nc,&fcm- 



Litro Tcr^o . 



*5* 




perA in se cu la sx cu là rurn^Aaien 

5. G l'Incoiti del quinto Tuono terminano in Fa 
di Nat ; Graue > c 1 Intonazione dice Fa re la 3 c fi pi- 
glia, la m . .defima corca della finale ,cotne qui . 



Glori a PatMj& i ili o, & Spinai i *sando. ( 



ia dgcuU siculo rum, Amen. 

6. Gl'Introiti del setto Tuono terminano fimil- 
mente in Fa di Nat.Graue 3 e l'Intonazione dice Fa 
sol sol fa sol la > pigliando la medcfinu corda della 
firulC|CQW«apprcfsQ # 





Sicuterac in principio, & nuq Ix fempct>5c 




K 4 



15» 



Bel C&r.ti Corde . 



G ori a Patri, & Fi li o, & Spiri- 



S: 



tu i san&O.S* Ut erat in principio nùc 
^ ■ - ~1 

^■-5 ~ w 81 5 — =- 5 4 

— =—b-b -^B-fl—^a — = — aH 



& iGmper,& in $x cula ssecu lo rum, hmcii. 

7.G!'Introiti del fett mo Tuono reftano in Du di 
BquacL Acuto, e l'Intonazione dice Du hi mi fa sol, 
pigliando la m defìma corda della finale t come qui # 

je ZZ^~]lZ®ZM^ 

Glori a Patri Si Pivi o, & Spiri ttr R 



sinéto. Si cut erat in principio.^ nunc, 



Libro Terzo . 1 5 5 
^ZL*SJ5-5^ -.1 

& fempe , & in specula ssecu lorù>A mca. 

8. Gl'Introiti dell'ottano Tue no terminano ùmil- 
mente in Durii B quad A curo , e l'Intonazione djcc 
Durcdu fa, pigliando la medefima voce della fina- 
le , come qui . 

Glori a Patri, & Fili o, & Spi ri tu i san- 



I; 



fìo. Sicut erat in principio , &nùct& ^éper , 

P:^!:E;Ì!:!:!Ì:j:^E;EiE: :z:zEE 

&in seca la fecu lo rum,Auu:n ♦ 

Quello è il modo d'intonare il Salmo ? e il Gloria 
dopo gl'Introiti di qualliuoglia Tuono , come il tur- 
W> fi caua da' foglienti ycrft . 



^54 25 el Cànte Cor àie ] 

l>rimu$ kd tmiam dicendo ftc fa sol là * 

€ecundns vna infermi du re in fa , 

Tertius adtertìam sol re fa > idefi fuperfuum finàlem 

Quàrtus ad quartam la fol fol U B 

Quintus aqualis fa re fa . 

ff extus sqnalis fa jol fol fa jol U $ 

Septirnus Aquali s du fa mi fa fol , 

CBams aquali s du re du fa . 

Qutfta è la regolale il modo di conofcere la quali- 
tà del Tuono dègl Introiti , c nella maniera , che fi 
trouano fcritti gli dobbiamo cantare , quantunque 
vnlntroito folfo per compoiizione Tuono Autenti- 
co , c (offe flato fatto Piagale , o Piagale , c folle l>a • 
t© fatto Autentico , come fi vede eifere ftato fatto 
nell'Introito di S. Gio: Batifta, che comincia De ven- 
tre % il quale in buona regela è del fecondo Tuono, 
come dicci 1 Auella tratt. ucap. ij.cd altri, e fi tro- 
tta fcritto per Primo . 

E ben vero , che fi legge > che quefto non fìa ftato 
fatto a capriccio , ma che ci fia miltero > ed è , che ef- 
fendo S.Gio: Batifta 'Por** ytriufqueTtft amenti ,la_» 
Chiefa perii teftamento vecchio volendo rasfembra- 
re le lagrime fenza la perfona diCrifto, canta l'In- 
troito di fecondo Tuoao ima nel Salmo rafiembran- 
do il Teftamento nuouo , vuol iwoftrare di chiuder ia; 
porrà alle lagrime , e aprirla all'allegrezza > che fi 
fojeea nel primo TaoEO • 



Libro Ter^f . 



r 55 



Tdodo di ripigliare gl'introiti dopo 'cantato il 
Salmo. Grp. 46. 

P^r ripigliare bene gl'Introiti dopa cantato i! Sal- 
mo, fideeofleruaredoue termina lVltima nota 
deirEuoiiaedell Intonazione del Salmo; e fimilmen- 
te fi dceofleruare in che nota comincia l'introito, e 
di li fi vedrà quanto ci corre per ripigliare , e li fa- 
le , o fi fcende , o fi ripiglia la medefima nota, confo£ 
me richiede il Canto . 

Tnkdo di conofcere di che Tuono (ìcno i Gradagli J 

PSrchè al ! e volte il Graduale termina in vna cor* 
da > e il Verfo in vn ai tra , come fi può vedere dal 
G rad. di più Martiri, che comincia Clamcmernnt mfli, 
e dal Grad. della Dom. prima dopo la Pentecoflo , 
che comincia Ego dtxi . Si dee ofleruare , che ne* Gra- 
duali la denominazione del Tuono fi dee pigliare dal- 
la finale del Graduale , e nondala finale del Verfo; 
perchè la finale del verfo non è (empre foggettaad 
efiere , come la fidale del Graduale , e per non fora 
mutare la foftanzialita del C anto,G dee fempre c3sc- 
lu re la fopraddetta regola • 

Della finale del Verfo non fe ne dee far conto, f c 
n©a quando hqu fi poteiii sucre cognizione del Tu^ 

no 



t<$6 X)el Canto Corale 4 

feopcr afcefa, o difcefa del Graduale in tal cafofì 
potrà olìeruare il Vcrfo,che lui darà notizia del Tuo- 
no , per ragione dell afcefa , o difcefa fua , Illuminato 
lib, j.cap. 2o # 

Qucfta inedefìma regola di ricorrere alla finale del 
Verfo fi dee praticare nei Graduale della Domenica 
12. dopo la Pente-otte, che comincia Bencdtcarn Do- 
tnitikm 9 perchè terminando egli in Re di B quad, Ac. 
non fi conosce bene di che tuono fia , e il fuo Verfo , 
che termina in du , lo dimoftra del fettimo tuono . 

E' ben vero, che per lopiù,equafi fempre la fina- 
le del Verfo corrifponde alla finale del Graduale , e 
come dice T Auella tract. u cap. 15, il P. Marinelli 
Semita par. } cap. off. i.e il Guarda Coro della 
Cattedrale di Parma par. 1 .cap 2 7*tanto il G raduale* 
che il fuo Verfo fono vn tuono folo . 

Volendo adunque giudicare tanto il Gradua1e,che 
il fuo Verfo vn tuono folo, per poter di ftinguere fe fia 
Tuono A utentico ,0 Piagale bifogneràofieruarealle 
fpecie dellVno , e dell* altro , e fe vi fieno più fpecic 
dell'Autentico, che del Piagale, del Piagale più che 
deirAutentico,cono{Teruare ancora lafccfa , o di- 
fcefa loro , e il campeggiamen to ; e così da tutto que- 
llo fi potrà facilmente venire in cognizione deìla_# 
qualità del Tuono « 

fcfebbene il P.Àiicttatratt. i.cap. io e dke,chei 
Graduali fieno di tuono Aurético.altri però gli chia- 
erìano di tu 0110 inifto ; ma perchè la precedenza è dei 



1 Libro Ter?p. J<$y 
Tuono Autentico , fi potranno con l'Alleila dichiV 
rare di Tuouo Antentico • 

Modo di conofcere di che Tuono fieno l* Alleluia con il 
fuo Ver/o. Cap t q$. 

DTcono gli Autori,che l'Alleluia col fnoVerfo fia 
vn Tuono felo ; è ben vero , che la terminazio- 
ne principale non è il fine dclVerfo,ma il fine deli* 
Alleluia, tanto più perchè non fempre finifee il Ver- 
fodoue termina l'Alleluiai ma è variabile , come fi 
vede nell'Alleluia della Domenica quarta dell' Au- 
uento Vtm Domine , nella Domenica ao.dopo la Pen- 
tecofte Taratum> e nell'Alleluia delle Vergini Jtddn- 
centur , perciò fi dee fempre ofleruare la finale dell 
Alleluia, e non quella ddVerfo, come dice l'IUu- ' 
minato lib. j.cap- 20. tanto più perchè il Coro ter- 
mina fempre con rAlleluia. 

Il Vcrfo dell'Alleluia, dice rilluminatoluog. cita 
che fi dee tenere come cofa morta , e che non fe no 
dee far conto, fenon quando nel Vcribfi trouaffe 
qualche fpecic attenente alla qualità del Tuono, che 
non folte nell'Alleluia , intendendofi però purché 
detto Verfo abbia la fua terminazione nella medeft- 
ma pofizione dell'Alleluia . 



iS§ Bel Canto Còrde • 



Ttiodù dì ripigliare V Micini* dopo canuto il Verfo » 
Cap. 49. 

PEr ripigliar bene l'Alleluia dopo cantato il Ver- 
fo, fi dee ofleruare douc termina l'vltima nota 
del Verfo , che s'è cantato . Simil nentc fi dee ofler- 
uare in che nota cominci r Alleluia . e di li fi vedrà 
quantoci corra per ripigliare o fi sale, o fi feende* 
o li ripiglia la medefima nota , fecondo che richiede 
il Canto, conforme s'è detto altroue del ripigliare 
gì' Introitile l'Antifone . 

Se poi dalla finale del Canto al principio della^ 
replica , quando però fi replica due volte, vi fi tra- 
waflVil Tntonojntalcafopcr isfuggirlodiceniltr- 
minato lib.j.cap.g 3 .che la prima volta fi dee reflare 
dalCantore per b mone, ad effetto di facilitare la ri- 
prefa, e la feconda volta , che fi replica dal Coro ri- 
tornare al tuo iuturale/ juelto Tritono fi troua nell* 
Alleluia dellaDomenica quarta dell' A uuento,e nel? 
Alleluia della Domenica terza dopo V Epifania, c 
deiia Domenica vigtfima dopo la Pentecofte,edelle 
Vergini Jtdduientur quando fi rcp ita due volte fino 
alla Prima pania, come fa ìlCanrore laprnv -Mta, 
douc per fare àtt 3 pania fi mmm ""'"g *!*2n 1§I 
termina in Mi di B quadro jg^^llì 

Acuto cosi c p ^1»- 

Al le lu ia« 
«do: 



dcuendofi replicare da ca- v 
po il Fa di Nat. Grane , fa il "^'^^P^jjff 
Tritona con quel Mi , otàcjST* £* "IL pf Ip. , 2ZJL 
doueraffi cantare la prima w — 
volta cosi- Alle lu ia* 

e la feconda ritornare al fuo naturale , per no» fare 
contro la naturalezza del Canto , il quale è di terzo 
Tuono, imperfetto però,come dice l'Illuminato luo- 
go citato. 



Trìodo di conofeere di che Tu&io (tetto le Cattitene 
4e* Tratti , offert. e Tojlcom* 
Cap. 50. 

SI dee oflferuare, chei Verfi de* Tratti fotto vnJ 
Tuono foiose la denominazione del Tuono fi 
dee pigliare dalla finale dell' vltimo Verfo , tasto 
più perchè alle volte in vn medefimo Tratto fi tn> 
uà qualche Verfo , che termina fuori della pofi 
zione dell'vitimo Verfo, e perciò la denominazio- 
ne del Tuono fi dee fempre pigliare dall' vltimo 
Verfo. 

Gli Offertori 3 e Poftcom. per non auerecofa 
particolare, fi potranno conofeere fe fieno di Tuo- 
no Autentico, o Piagale > dal fuo Ricercare, comg 

%9* 



, i6m Bel Cinto Corale l 

fi fa nell'altre Cantilene, che non hanno il fue 5^ 
culorum > ouuero , Enouae . 

Modo di rifpondere al Deus in adiut. cioè 
Domine adiuuand. &c. 



Domine ad a. 'urna' ij&ume Fe iti na Giona 
Patih cv fr'iho , & : i tm Sardo Si- 



(ut- rat in principi»*,^ j,u* lx scmpcr»&in 
Sftkcuia ..rtu. or.,m. Arht Al ir lu ,ia 

p-s ♦-»--»♦ -a- — 

Laus tiui DuniiUc ivvxattrnar glo rie. 
FiNS DEL TEfUQ LIBRO 

DEB 



2*1 



DE L V INTONAZIONI. 
LIBRO QVARTO 

Che co/afta Intonazione > e di quante forte J 
Cap. I. 

•intonazione altro non è , che dar prin- 
cipio al Canto, o più alto, o più baffo» 
fecondo la differenza dell' Intona doni ; 
ed è di tre forte* Feriale , Feftiua, e Mag- 
giore . 

L'Intonazione Feriale per lo più fi fa da vn folo 
Cantore con meno note , e con minore dimora di 
quello che fi fàccia nella feftiua , e fi v fa negli Vfìzzi 
femplici , e di feria , ne' Salmi dell'Ore Canoniche. 

L'Intonazione Feftiua fi fa da pia C antori con più 
note, le quali ricercano più tempo nel cantare , di 
quello fi faccia la feriale, e s^vfa negli Vfizz.i femid. 
Domeniche , e Doppi y o Solenni, nell iftelfc Ore Ca« 
; noniche . 

L'intonazione Maggiore è differente da'la Feftiua 
inqueito 3 chc li facon più note , e con più lunga-* 
dimora, eda più numero di Cantori , conforme ali' 
occorrenza, efivfa in tutti i capi verfi de* Cantici 
Mag. c Eened. tanto fefiiui • che solenni. Similmen- 
te fi dee olfcruare >che anche l'intonazioni degl'I^ 

L troi- 




t6% Bel Cintò Corale. 

troiti fi domandano Intonazioni maggiori • 

per bene intonare è necefTario di pigliar gluft«* 
mente la voce di tutte l'Intonazioni, e quella depen* 
de dal pigliar giustamente le prime note del a Canti- 
lena , o Salmo : e p^r far bene quetto 3 fi debbono auer 
fempre molto bene in pronto nella memoria le pr i 
me note di tutte tre le forte di dette Intonazioni- 
come fi andrà dimostrando ne Tegnenti C apitoli . 

Pelle prime note ddflntonauoui feftiuc de Salmi % <s 
loro ì^cgoU ♦ Cap i. 

LE prime note dell', ntonazioni feftiue de' Salmi 
fono fra di loro di uerfe , e fi comprendono ne* 
feguenti verfi • 

Tritnus babet Tonti* fa , fol , U , Sextus , & idem • 
Vt re , fji , O&cmus ; (te Tertius , ntq^ Secntidus • 
La jfol ,la QvuirtHm dant . F4 y re, fa , ubi Qhintum^ 
Sevttmus at Tonus y fa , mi ,fa >jol 5 (ibi monftrat . 
Il che pai difFufamente fi efplica colla feguenti 
regola 

u Re la primo , s'intuona fa fol la , fi piglia vna 
terza (opra. , bgata la faconda colla terza e fi sal- 
meggia in La di Nat. Gr.fua corda principale » 

2. iìc fa fecondo^intuonadurefa , fi piglia vna 
»ota lotto feioito ognicofa , e fi salmeggia nel Fa di 
Nat, Gr. fua corda principale . 

3. ML aterso^iiKuoiiasoireui, fi piglia rna ter- 

za 



lihro Quarte. 16 j 

£3 fopra , legata U fecondai con la te^a > c fi falmcg- 
già nel Fi di 8 quad. Acuto fua corda principale . 

4. Mi a quarto , s'intuona la fol >a , lì piglia vria 
quarta fopra 5 legata la feconda con la terza . c fi fai* 
oicgg'a nel La di Nat. Gr* fua corda principale . 

s. Fa fa quinto, s'intuona tare fa > fi piglia lame* 
<defima, fcioltoognicofa , c fi salmeggia in FadiB 
quad. Acuto fua corda principale . 

6, Fa la fefto, s'intuona fa sol la fi piglia la mede- 
fima legaca la feconda colla terra , e fi iahncggia nel 
La di Nat. Gr. fua corda principale , 

7. Du sol fcctìmó , s'intuona fa mi fa sol , fi piglia 
vna quarta fopra , legata la prima colla feconda, e 
la terza colla quarta , e fi salmeggia in sol di B quad # 
Acuto fua corda principale • 

8* Du fa ottauo,«'intuona du re fa > fi piglia la me* 
defiina fciolto ogni cofa , e fi falmeggia n i Fa di B 
quad. Acuto fua corda principale , come il tutto fi 
caua da' feguenti verfi . 

Trmus ad Urti dm fa filU>& corda principali e fi 
tn Mamtre . 

Secwtdus yna inferius du te fa >& corda principali* 
cft in ffaut. 

Tittm ad tcrtiam sol re fa fuptr fuum finalcm , & 
corda prinapalis cft <n C/olfatu , 

gpartus ad qua tam la sol la , & corda principalis cft 
in.Alamtre 3 ficHtprimusTonus . 

£pint& é^udtsfa rcfa,& corda principali* cft in 

ti ffih 



I#4 £>e[ Cónto Corale. 

Cfolfaut ,ficuttertÌHsT*KHS. 
Sextns tqudlis fa sol U > & corda principali* eft in 

Ma--*ire ) ftcut prmtts > & quartas Tonus . 
Septimns ai quarta™ fa mi fa sol , Cr corda principali* 

eft in ùlafolre . 
9$4nus tqual» du re fa , & corda principali* ejì in 

Cfelfant >ftcut tertius ,& quinta* Tonu*. 



Un iinn&o punto , o virgola aitanti la pan fa 
principale dell'Intonazioni fedine de Salmi, 
eap. 3. 

4 T t**ÌE* : *^ 



Tecum principi u.a in die virtù t.s tax, ia 



T. 



riddi a wnm a addata eius^coBiàc. 



4 t k:!:!5^^ 



tecm ém ìwmo qui awferctar,* céHiodat 3 dif. 

ice. 



me *Z-Z-l-Z-^-2^ — -LirZ 

Paratum cor eìus fperare in Domino, conf. 




Manushebct,& nonpalpabunt , pedes. 

Qnefto è il modo di fare il mezzo punto > o la vir- 
gola auanti la pania principale ne Verfetti lunghi de 
Salmi, quantunque non ri fi trouafle il mezzo punto, 
© Sa virgola, e quello per maggiore puntualità nel 
salmeggiare • 

Modo per fare la pauf* principale ,o mcdietànclk* 
Intonatori fejtìue de' Salmi. Cap. 4, 

LA paufa principale * o medieti non è altro * eh© 
vn certo modo di cantare, ouuero d'intonale-* 
le parole, che fononel mezzo de' ver fi de* Salmi ,ac* 
comodandole fecondo 1 principj di efii inconati Sai- 
mi , di maniera che fi faccia vna ragioneuole conio- 
nanza ; ficcome , per ragione d efempio , fono quefi© 
parole domino meo , che fono nel primo vedo dei 
Salmo Dtxit Dominus , che bifogna accomodare tal- 
mente quelte B$mm m* , che egU s'acc*iU al prcin- 



tonato Dixit Dominns. E fopra di quefto dicono { 
dotti Muda quefte notabili parole H*cigttHrpf a /mo. 



ita mediano multi/ma fit; im 
perciocché lamedictàddprinw 
cfeftoTu.appctiice quefte note ! 

„ r i . Domino meo. 

II fecondo, quinto, e otta- mm* l* ■■■ .... 

no fi profferifee con quefte f ^*h*.<j 



perciocché la medietà del primo J^-^fcj-aJ 

?r~:r:i 



note ; 



J o r o meo. 

Lamedictadel terzo fi & 

ùmilmente con le feguenti §^ - » — 

»ote : — 5« — -f 

_ , , . Damino me o. 
La medieta dol quarto fi — ^ 

accomoda pure co le fegucn- ^""•"ì"-*-^—— *-f 
ti note; 5_ """"" """T 

Domuio meo 

La medie ti del fettimoap *-^*-«-"-« < --e* 

petifee finalratatf queftc l — ' 7 

Bote: m - - ~ ~X 

Pomino me o. 



libre Quartil 



9Wi idi cantare lepétrole monofillabc > ed Ebraiche 
nel fare la pan fa principale , e medietànc 9 
Ferfi de Salmi. Cap.$. 

PEr moftrare li puntualità del salmeggiare , deb* 
befi oflcruarc , che vi fono alcuni Sa mi , i quali 
in molti Verfi vanno a terminare la paufa principa- 
le dell'Intonazione in vna parola monofillaba ,cioè 
te , me , sum j &c. come nel Domine probafii 3 Credidi 9 
cfimili. 

Oimero termina detta paufa con ?na parola , che 
ha IV cento acuto ncll'vltima fillaba , come fono 
le parole Ebraiche , cioè Dauid, Sion, Israel lerufa- 
lem > Iacob $ come nel Memento , j^ui confìdunt , O 
limili . 

In tal cafo, quando tali Salmi s'intuonano del fe- 
condo , quarto , quinto , e ottauo , fi termina la pau- 
fa nella penultima nota , con alzare la voce al Sol 
ncllvkima sillaba delia paufa, come fi cauadalDi* 
rettorio del Coro , come qui fotto lì può vedere • 



itfS Bel Canto Cèrile 




Dauid, Sion , Iacob , lira el. 



Modo d'accomodare iS&culorntn* o VEuouae alle 
Cadente de 9 fórfi nel cantare i Salmi . 
Cap. 6. 

SI dee ofleruare nel fare le Cadenze alla fiat do* 
Verfi de*. Salmi per accomodare bene i Siculo* 
rum f ouuero Euouae , di piegate quali Tempre la 
voce per entrare nel Smdomm alla quarta lillaba^ 
atlanti la finale de r V crii > calando ,o alzando la voce 
fecondo la qualità del Tuono . 

E ben vero , che nel quarto Tuono fi piega la vo» 
ee per entrare nel Scculorum nella quinta sillaba auan- 
ti .a tinaie de Verfi . 

Inoltre fi dee ofleruare > che i $MHlorum fi deb* 
bonofempre cantare a va modo, tanto ne* Salmi fc- 
fluii, che feriali , conforme fi trouano fermi nc'Li^ 
kti i come disc l'Illuminato lib. 3, cap. 1 4. 



* mtB 



DixicDominus Domino meo se de à der 



-■-= . 



tris meis. £ u o tu e, E u o- 



■ « a » 



lue. E a o u a c. k u o u a c. 



£ U O U 21 c. 



2.1. S 



Conficebcnibi JDumiav in toto 



corde meo in contili o iiutòrumjfc 



coogrc gati onc , 



B^atus vir qui timct Dormnum iu man* 



E B- 



— — — r- • 



catis cìus voict ni mi*. J& u o u a c • 



SuCjg-, 1. 



tu o ti a C . 



Crcdidi prcptcrqcliocum* iti ego auum 



tifo Qutrf» xil 
ha ni li atus iumnimii. E u o 




Si dee oflfcruare , che nell'vkimo S^culornm del 
quarto Tuono > che termina in So] , polio qui fopra* 
il quale lì canta nelle Domeniche dell' Anno , fopra, 
V Antif. Ftdclia>c In mandati s, fi pone il Diefis nel Sol, 
perchè fenza il Diefis non li può tare voce «i Sol fen- 
aa gran difionan?.a della cantilena ; e tanto più vi fi 
pone , perche il quarto Tuono fi chiama il Tuono de 
Bdun, e del Diefis, per aucre nelle fuc cantilene 
gran quantici di note > che vanno portate ,e fi por- 
tano comunemente fuori delle regole comuni , come 
fi fa anche nell'Intonazione dei medefimo quarto 
Tuono, come fi (ente calia pratica . 

Alcune altre ©iteiuaiicai, che odono fopra dei 

9*K 



ijt 9tl Cintò Corale] 

quarto Tuono fi poifono vedere fopra nel lib. cap# 

Lauda icruiàìcm Dominum lauda Dcur» 

tu um Sion. 

Ci fono alcuni Profeffori, che hanno detto , che il 
Scculorum ed quinto Tuono lì dee cantare per b 
molle , ma però l'opinione più comune è , che fi deb* 
ba cantare per B quadro con tutta l'Intonazione, 
quantunque la Csnu ena fiatata per b molle ; tan* 
to più perchè fi dice naturalmente ; e fenza fatica , 
come proual Illuminato lib j.cap. 15. 



6.T. 
kit. 



N'fì ! fórni" •• 2: ) fvau-rit àòmurì) iti 

vaauuiiaboraucujujui sdì ficant c*w • 



Jn comiertc. t oDominus capimi ta tcm 
011 faóti fumus licut confo li tu £ u o 
uae , fi u o u a e. E u o- 



li-m- 1 

u , e. £ u 9 u a e. 

\ l o u a e . E u o u a e . 



il 



Vi::™:™™-™ 

wraunc preba iti laeA^r.oci 




Srel Caxt» twdé . 



iti me ,tu coeno m fti 



ili onem me 



am^rdur retti oné aicà. £ u o ui c. 

Ojscrua^ioni minntBna^ùni fefliue de' Salmi. 
C*p. S. 

£ Idee orniate , che nell'Intonazioni fefthie de* 
t3 Sa! migliando rAntif.fi piglia dal principio del 
Salmo , com^ 1' Ant. del Vefpro delle Domcnkuc 
Bixit Domani , in tal cafo intonata che *jl V A, 
l'Edom cadano , il Cantore dee pigliare 1 onaz 
«e dalla parola >M$ntìm meo > fopra la corda-ìncil 
le del Tuono , fenza fare la folita Intonazio ; e \ 
«intende ancora di qualfiuoglia altro Salnfimife 

Di piùèdaolfcruarficirca alTlntonazioi fcftivJ 
che nel cantare Terza in qualfiuoglia Tuk> filU 
fempre r^ntonazionc al primo Salmo folamctc , 
concb l'vfo della noftra Cattedrale^ gli altrlue* 
mi smtucnano atfolutamentc fopra la cordar^ 
pale , fenza fare l'Intonazione . 

Sinulmentc nel cantate Compieta S\ fe 



Libro Quàrté ] • Tt«j 
rione fedina al primo Salmo follmente ( purché 
nonfia Vfizio fcmplice r o feriale) c gli altri tro 
Salmi f'intuonano a fsol irtamente Copra la cordai 
principale lenza farne l'Intoiuzioae • 

Intonazioni fefliue de Cantici , che fi chiamati* 
monconi Motori. Cap p # 



9 



à/tagru tìcat a nitòjt me a Domini. 



-<r. 



Bene d ictus Domi nus De us 



i fra ci 3 quia tì fi tauit, & fe- 
|i a- -«-r'- *ap 



cit icdempti a acca pU bis lue. 



Ì7* Bei Canto Corale l 

Intonatone maggiore dell'ottauo Twn% • 

J • ^5—- il. f \'y ■ - ' ^ §-*] 



Magni hcat a nima me a Dominimi. 



Bcneditìus Uominus De us 1 frael. 
*«-s~a*a~a ~a-«~a -a -a —a —a T a a — 













quia vi fi tauit,& iecit redempti 


onera 




r — *^a a~H~a~~ T 
















plebis fu* • 


E u o u a 


e. 





Si dee offeruare circa all'Intonazioni maggiori 9 
qm fi pone qui fopra (blamente l'Intonazione del fe- 
cóndo y e ottauo Tuono , perchè negli airri Tuoni i 
Cantici non variano , perchè fi cantauo come i Sal- 
mi féffiui . yv 



Libro QilAYtÒ , lyy 

Vogliono però alcuni che ci fia la variazione tìefc 
l'intonare il .fettimo Tuono ne' Càntici , perchè d|L 
cono jiChc le note deli 'intona/ioni sieno dufa mi fa 
sol , quella intonazione (dhi&ptV gf Jjnttfoiti . L'In- 
tonazione del fettimo ne'Cantici^ccondo l'vlono* 
fìro > si fa conrje £ Salmi feftiui • 

Dell 'Intonazioni feriali dz Salmi . Cap a LÙ+Z 

T 'Intonazioni feriali de* Salmi cominciano nella 
JLj prima nota del loro Sasculorum 3 ouucro Euo- 
nae.che èia corda principale doue si Sa!me«~ia in 
tutti i Tuoni 3 come si caua da* feguenti versi ? 

Trotti qiiodVrtmms , Uumtus> & SepUmusToni 

lnapiunt Imouationem d quinta fupra finalem » 

Secundus vero > & Sextus à tcrti* > 

Tcr^ius a sexta , 

Quartvs denique , & Oftaittts a quarta • 
Cerne qui appreflò si vede dalle forinole di chkmì 
Tuono feriale » 

Di le xi quoniam e xludietpoJjRii 

B-HB- 



nus vece» o raci oms me* 



178 !><?/ Canto Corale . 

ìèt 3I HL m " *"*" B "*~ mm *~ "~"" B 

i ili Dominus a: di fi cauerit domum. 
in vanumlaDurauerunt qui * aiticant eam 



-a ,a-a-B-B-B-~-B-- - B -a— 



|l_ 

%_onhtc mini Domino qnornam bonus 
«-«-«--a-B-a-a— a-«— a t« — — -t 



é»> — 



quoniam inarrernum mifcn cordi a eius 



T * 



L*.ai.u.s 5>ù in his quar dièta iuat mi hi 



& — b—b— jr" 1 



ti ■ — 

i 8 — -- — ■ — i 



m utmum Domini i bunus. jai 



Libro Quarta . 



*79 



Coantcbor tioi Domine in toco curde 



meo, quoniaai au dita vcròa oris mei; 
Laudate Domum omacsgétes,laudatc a- 



t| a-~.e-=_a_ 

um ornncspopu li* 



■ 



Vcrba mta auriòas perei pc Dpminejwi 



IO 








' celli " 


gs cUmorcm sicura» 



i8o Del Canto Corale l 

fcr. , ^ W4 _, ZZ^^ZIIIZIZII 

Super flu mina Babilonis il lic fedi- 



mus,& fteuimus du recorda remar cui bioru 



Dell'Intonazioni feriali de 1 'Cantici . Gif* 1 1. 

rj V T Ell'intonare alla feriale iCantici/econdolVfo 
XN della noftra Cattedrale Tempre si fa l'mtona- 
fcione fettina de' salmi \ ma però nei principio del 
Cantico (blamente, perchè gli altri capuiersi si can- 
tano alla pari aflblutamentc fopra la corda princi- 
pale , fenza fare l'intonazione > come qui si può ve- 
dere cali efernpio . 

Secon- 
do 
Verfo 



tici. 



Magnificat 
Benedidus 



Et 
Et 



e xdì rame 
c rexit 



E così da queft efempio si può pigliare il modo d'in- 
tonare i Cantici alia feriale per qualsiuoglia altro 
Tuen^-cheperbredti si tralnfciaao ♦ 

Mèi 



tihroQuhrte, i Si 

Bel Tuono nriflo , o irregolare 5 peregrino , e fui 
Intonazione . Cap. 12. 



o 



Ltre agli otto Tuoni si dee ofieruare , che si 
trona ancora i! Tuono mi ito , o irregolare , o 
peregrino , come dir vogliamo, e le note dell'intona? 
zione dicono la fa la , legata la prima colla feconda , 
come qui fotto si vede, c si canta nelle Domeniche 
ddl'Anuoquaudosi fadi feria/opra V &nzif. ?>(os qui 
vìuimuS) la quale nel principio piglia del quarto tuo- 
no, nei mezzo del fefto , e nel fine del terzo , come 
alega il Gafforio ,e il P. Paoli nella fua Introduzio- 
ne al Canto fermo , ed al cri , e ci si canea, il feguentc 
Salmo . 

Intonazione del Tuono mi$Q« 

E--- ^ — Jt ;k^j£~±^±jr 

In e xitu lira ci de -£gj/piG domasla* 



oese 



CQV de fopulo baibaro 



t li Del Canto Corale* 



Modo per formar la voce Corale nell'lntènà'zjon? 
delle Cantilene. Cap. 

PEr formare la voce Corallo principale di qualsia 
uoglia Tuono si dee ofìeruare > che prefifla> che 
a udremo nel primo luogo la voce Corale nella men- 
te è neceflario fapere di che Tuono sia la Cantilena, 
che*i bada cantarle poi si veda in qua! nota comin- 
ci tal Cantilena, e co io si a-'cenda ,odifcenda colla 
mente o fotto voce alla qualità ddla nota.c he si dee 
piallare, per efempio feia C a héih nadacomifiriar^ 

(ari del primo Tuo- a — ' '9 — ■ J *~T 

Ho , e che abbia ri Tuo r^^l^ ^11— IIZ^Z!^!— ^"ZZZ X 

principio in Re di • • ■ --1^3! 

fJafGr come fÀnt. in tua pati eri ti a 
Si afeenda prima a! la voce principale , che è il La di 
Ht^Gr/otto voce bene aggiuftata ? cdiU si fccnda 
mila quinta fottoal Re di Nat. Gr che contornerà 
benc;< qui ttó , che sì dicedei primo TuonOjS'in ten- 
de anc-^ r^fpettiuamcrKc di qualsiuoglia altra 
(Tuono. 

Triodo di fare h Cemhhiziom ntW Intonazioni ielle Can* 

ì t ! ent il quéUfiumlia Tuono con i loro efttnpi • 
Cap. 1 4, 

T> £ri he tutte r Antìfone. <i qualsiuoglia Tuono 
JL vaano tra di loia fn4iffcrciit«ilcntc a rtia me* 

4*z 



LihròJQuarté. 1$$ 
desima altezza di voce , si douranno fare le Combi- 
nazioni , cioè vnire vn Antifona con l'altra di qual* 
siuoglia Tuono ,fenza diminui re, oaccrefeer punto 
la voce Corale , ma tenerla fempre alla medesima 
altezza di voce , come qui si vede in efempio. 

Corda princtptle di qualfiuogli* Tuono dU 
medefima alteri dt voce . 

I f ,., f 




3 



I? 



a 



fi 



2. 



1* 



6. 



Nel fare adunque la combinazione d'vn'A ntifona 
coll altt^ , primieramente si dee porre in voce giufta, 
«Corale la pr.ma Antifona da cantarsi ; dipoi si dee 
«{Vernare la finale dell 1 A ntif. precedente , e il princi* 
pio della feguente , e cosi dail'vna all'altra > o si alzi* 
o siabbafsi la voce dell'Anni feguente , osi ripigli 
la medesima conforme richiede il bifogno . 

ter iar queito è neceifario fapere > che fuppofta la 
Corda principale giufta > e Corale , il Tuono Autcn* 
ticosi dee intonare vna terza più ballo del fuo Pia- 
galee il Tuono Piagale si dee intonare vna terza piti 
aito del fuo Autentico , per ridurre Tvno , c l'altra 
j^iian edesima altezza di voce . 

pa queito V^ol* u eccettua il fcuimo ; c l^ttauf 

&4 



1 84 Canto Corale. 

Tuono , perchè tra di loro non ci corre Vna ter2a_, l 

ma folamentc vna voce , e però il fettimo si dee Tem- 
pre intonare vna voce puì baffo dell'ottano , e per 
ccnfeguenza dottano si dee intonare vna vece più 
alto del fettimo , per ridurre Tvno , e 1 altro alla me- 
desima altezza di voce s purché la voce dell'vno sia 
giufta per dare regola all'altro * 

Se per efempio l' Antifona antecedentemente can 
tata farà del fettimo Tuono , che re il a in Dti di B 
quad. Acuto , e ne fegua vn altra neTottauo Tu .che 
cominci similmente in Du di B quadro A catodi of« 
ferui,che dal Du al Sol del fettimo ci corre vna quia* 
ta, e dal Du al Fa dellottauoc corre vna quarta^.. 
Dunque a volere, che la voce Fa dell'ottano venga 
all'altezza della voce Sol del fettimo > bifogna into- 
nare!' A ntif.dell'ottauo vna vocefopra la finale Du 
del fettimese cosi la corda principale tanto de-T vno, 
che dell'altro tornerà alla medesima altezza divo» 
ce y come si vede qui fotto dallefempio * 
7 .T. 8.T. 
V r oce da pigliarsi nel 



■Z— I---. w ^,/' a pri^a nota della fe RATIZZI— ^1 
r*,— JÈ+~— guente Aut. comeac* 
y oce finale del cenna la moftra • principio dell' 
7.TU0110. Ant« feguente 



Similmente feTAntif antecedente farà del primo 
^jouojchc refta in Re di N&wGr.e she ne fegua va' 



- — 



Libro Quarto l iS$ 
àltra di fecondo Tuono^chc cominci in Fa di Natura 
Grane , nel fare la combinazione si ofserui , che 
dal Pve al La del pr ci corre vna quintale dal Re al Fz 
del fecondo ci corre vna tersa ; a volere adunqe, che 
la voce Fa del fecondo venga alì*a!tezza della voce 
Ladelprmio, bifogna intonare il Fa deU'Ànti£ te- 
gnente di fecondo TuoqOi vna quinta fopra la finale 
Re dei primo 3 e così la corda principale tanto dell* 
vno, che dell'altro, tornerà alla medefima altez;^ 
di voce , come fi vede da'irefempio f 

i T. 2. T. 

^ — .Voce da pigliarli la 

prima notadell'Ant 

-ff # ~ — fogliente , come ac-, ì ^^^——.4 
Voce della fina echi» la moftra . Principio dei- 
le dell' Ant.aa- 1'Antif.fo 
tecedente • gaente • 

In oltre fe 1* Ant. antecedente cantata fari del pri- 
mo TuonojCherefti in Re di Nat.Gr. e che ne fegua 
vna del terzo > che cominci in Mi di Nat.Gr.nel fare 
la cóbinazione fi offeriscile dal Re al La de! primo 
ci corre vna quinta e dal Mi di Nat.Gr. al Fa dì B qu. 
Acuto doue salmeggia il terzo ci corre vna seftasa, 
volere adunque > che la voce Fa del terzo venga all'- 
altezza della voce La del primo, bifogna intonare 
rAnr.che ne fegue del terzo vna voce lotto la final? 
Re del primole cosi la corda principale tanto d?UV| 



i$6 Bel Cantò Corale. 

nocche dell l'altro tornerà alla medefima altezza di 
voce > come lì vede in efempio . 

t. T. 5. T. 

Voce da pigliarli nel **** — ^£ 

~aHZ > l a prima nota della ^ ZIZI« t 

i. +^ feguente Ant. come jB._.H — w.E 

Finale dell 'Ant. accenna la inoltra* Principio dell' 
dei pr. Tuono . Ant. feguente, 

Si dee in oltre auuertire>che il fare la combinatici 
nedell'Ant riufeira facile , quando TAntif. faranno 
del primo , quai to y e fefto Tuono , perchè quefti fra 
di loro vanno alla medefima altezza di voce , per ef- 
fere la corda principale di tutti i tre dclmedefìmo 
tenore . 

Similmente riufeira facile nel secondo > terzo, 
quinto, e ottano Tuono, perchè anche quefti fra di 
loro vanno alla medefima altezza di voce, per eficrc 
la corca principale di quefti quattro in Fa . 

Bene è vero , che quando la voce Corale per inali- 
tiertcn^a de Cantanti farà calata,allora non lì potri 
offeruare la pratica delle t ombnazioni,ma fi douri 
procurare di rimetterei! tenore della voce all'Andò 
seguente in que^raltezaaj che fari giiifta > e propor- 
zionata al Coro . 

Molti altri efempi de? le Combinazioni de 1 Tuoni 
perbreuitè fi tralafdano > perche potrà il Cantora 
4a per fe fieflfa fari» coUcfcoopio delle fuddette . 



Xilro Quarto m ity 



Sfocio d ifare la Cornhina^one nel? Intonazioni dell' >Ant 
de Suffragi , o altre Ccmmempra^om . 
Cap, 15. 

PEr accomoda re alla medefima altezza di voce 1 
Suffragi s e tutte la Itre Commemorazioni ,dee 
oiicruare l'accorto Cantore di accomodare la prima 
A nti fona in voce Corale, la quale cantata, fi canti il 
Verfettonel medefimo Tuono di voce , edaquePa 
l'Edommadato pigliel a la voce per cantare l'Orazio* 
ne , e così dal tuono del 'Orazione fi dedurri tempre 
la Corda per cantare l'Antif. che ne fegue alla mede- 
fima altezza di voce con lofccndercofalircfecondo 
la qualità delia Cantilena , purché TEdommadario 
nel cantare l'Orazione non efea dalla voce ( orale* 
E così qual fiuoglia Cantilena di qaal (iuogliaTuo 
Tìo fi può cantare con faciliti alla medefima altezza, 
de voce, tanto nell'Ofizio Diuino , che nelle Mefse • 

Del modo d'intonare gl'introiti , Kyrie , Glor. in excel, 
Grad. Tran, cilici . Offert. Sanftus , ^igmn 
'jDei, Toflcowm. ed anche i fyfp. c 
^Antifone. Cap. 16, 

L'Intonazione degrìntroiti,come dice l'Illumina* 
tolib.3. cap. 19* dee eller fatta mezzanamente 
#iu,o cerne dice l'Ausila tx* cap* 74. paft y*ce 



iSS Bri Cinto Corate , 

frccona , per eccitare , e inuitarei veri Criftiani alP 

orazione , e al culto Dinino . 

ì Kyrie,ele Glorie in excel.s'intuonano parimen- 
te con voce accomodata al Coro , e in modo , che fia 
incitatiua adiuozione , coinè dicono i ProfefTori. 

I Graduali , e Tratti debbono eflere intonar inco- 
ine dicci 1 ili ami natoli b. 3-.cap.20. colla voce pianai 
c vmile , perchè lignificano i gradi delle virtù > e co- 
tiieioggiugnef Auelìarr. j.cap 74 debbono into- 
nar fi , e cantar fi piane , & pratense ; perchè colla loro 
modulazione molto bada, e molto alta, fi additala 
via della salute a' Protìcienti 3 nel primo Verfo s'in- 
fìnua lViHiki^e nel fecondo Verfo la felicità del Cie* 
lo a chi l'efercita . 

L'Alleluia ,dice l'Illuminato lib. 3.cap.2p.eFra 
Angiolo da Picitono Hb. « .cap.65.che fi dee intona- 
re foaueraente , e con modella, e paufata giubbila- 
tone , e non con fretta , ne abbreuiata; perchè il Ilio 
canto perla proli ilità di Ile note ,e per le reduplica* 
2Ìon ideile neume, o note ci fi raflembra lagloria ìn- 
jfinita , che aueii chi con perfeueranza (emiri a Dio 
di tutto cuore . 

GliOfilrt i Poftcomm. fimilmente il Sanfìus,e 
Agnus Dei 5 debbonfi intonare come dicono i fopra 
citati Autori, col la voce ai quanto alta , e modula- 
ta; perchè , come aggiugne l'Auclla con i lorocan* 
ti fono incitati i Fedeli agli elercizzi di pie confiderà 
zjQni di piantja d'pSkrec continouc di nuondo cuore> 



Libro Qnarto . 1 89 

c raflegiumento alla volenti di Dio, durante quella 
fragil vita > dopo la quale fperiamo godere lctcrr^ 
fra ì Con Angelici . 

IRcfp Notturna!i,comediceE Angiolo da Pici- 
tono lib 1 . cap. 65. debbono efiere intonati con vo* 
ce piena , per rifuegliare i sonnacchio!], ed dotticeli 
a lodare Iddio . 

L'Andf. poi dice ,che fi debbono intonare colia 
voce foaue , perchè fi pronunziano per impetrare^ 
grazia dal sommo Iddio , per la di cui dolcezza fi al* 
Iettano gl'lncipieitti a camminare per Ig via della re* 
niten-a. 

B^ola per Japere di che Tuono ffa quatfmogìla Inno , e hu 
qual corda refli l'Organo nel cantargli i per potare 
facilmente ripigliare i Ver fi ; con alcune ofkr- 
ua^ioni intorno a mcdcfimi inai. 
Cap< ì 7. 

f \ Vando gl'Inni faranno del primo Tuono : , i'Ofr? 
gano reità regolarmente in Dfolre . 

CI Inni del primo Tuono fono Maria fidila* 
lì . aia whisgaudia . Tangc lingua glor tufi , a* quali fi ri- 
piglia la medefima corda doue refta 1 Organo . 

Ifte v onféftòr, (quello però , che comincia in Ala* 
mire ,e ftmfce in Dfolre ) al quale fi ripiglia 
quinta (opra • 

Sioailmete è del primo 1 itone l'Imo tiHdtère Cftnj 



Belcanto Ceràie l 
fie scrutili* y come dicci 1 A nella, e il P. Marinelli p.q 9 
cap. 5. off 4. il quale fi trotia fpoltato vna quarta Co- 
pra alia fua pofizionc naturale 5 che a ridurlo al fuo 
effe re , reità in Dfolre 9 ed apparifee del primo 3 come 
qui fi può < edere • 



Placare Chri ftc 



ferini lis,qiu bus Pa- 



— -~ -* — ■ • 

itisciemen tiam, tu x ad tribunal gra- 




tin patro na Virgo p olhilat , 



L'Organo refìa in Dfolre , c fi ripiglia vna voce 
fotte , o fi a fpoftato , o no ♦ 

Similmente è del primo, c fecondo Tuono lìnno 
di S, Ermenegildo/^// folio 3 fecondo che li canta 
nella notìra Cattedrale \ còme fi può vedere al Uo. 5« 
èsgi u, § 7 » doue £ *r oua fermo per b molle, perchè 



Libro Quarto . 1 9 1 

cTpoftato vna quarta (opra alla Tua naturale po fin- 
zione , che abbacandolo vna quarta , e ricucendolo 
alla fua naturale pofizioae^ termina in Dfolre finale 
del primo ? e fecondo Tuono , cqmcqui (j vede # 



* 



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■ _ a e r 
— a— ■ — a+- «j-a- 



'Regali soli o for tis Ibc ria: Hermeac 



4* s -f-::* ^ 

T~ì ' ziti * i-~.+~~r—~. 

gilde mjarglo ria autftyrum Chiniti quo* 







■ ▼ a 


[■ 



amor al mis Carli cartibus in icin . 



L'Organo refta in Dfolre, e si ripiglia vna voce 
fotto , o sia fpoftato ,ono, 

Quando gl'Inni faranno del fecondo Tnono^rego- 
larmente si refta coll'Organo in Dfolre . 

Gl'Inni del fecondoTuono fono jLudi hmkne Con- 
ditor , leju corona Virgìuum . Vt quz&nt laxis > a' quali 
li ripigliala medesima corda deue reità TOrgano. 

Di più è del fecondo Tuono l'Inno glori ofa Virgf- 



1 9 £ Del Canto Corale . 

numj\ qualé febbene si trcua trafpottato vna quarti 
fopra alla fua naturale posizione, dice 1 A nella , e al- 
tri Profefsori, che è del fecondo Tuono , tanto piti 
perchè a fcriuerlo nella fua naturale posizione reilà 
in Dfolre > ed apparifee del fecondo Tuono , come 
qui si vede . 

O glo ri ofa Virginum subii misinter 



sydera qui te oxauit paruulum taétentó 



nutns vbe re 

L'Organo reità in Dfolre, e fi ripiglia la medes- 
ima o sia fpoftaia , o no « 

Quando gl'Inni faranno del t no Tuono si refta 
coirOrgano regolarmente iti E ami , differenzian- 
do pero à fuono del terzo Tuono da quello del 
q ita rtv * 

Gli 



Libro "Quarto . T93 
Gl'Inni del terzo Tuono fono Beu* tuorum militu 9 
al quale fi ripiglia la mcdcfima doue retta l'Organo . 
Cuflodes hominum , Martine celebri. Sariftornm meritis, 
a* quali fi ripiglia vna voce fo to di doue reità 1 Org. 

Similmente dicono i Frofeflbri * che è del terzo 
Tuono l'Inno Vexilla , del tempo di P*flione>tì quale 
febbene fi troua fcritto per b molici refta in Dfoire, 
non oftance è del terzo Tuono fpoftato vna voce fot- 
to la fua naturale pofizione , chea ridurlo al aio na- 
turale , cioè con alzare tutta la Cantilena vna voce , 
termina in EIami»eapparifce del terzo Tuono tan- 
to più perchè il principio , e il campeggiamento lo 
dimoftra tale , come fi vede qui appretto . 

Tuono ài Tafiione nella fua naturale poltrone . 



Vexilla Regisprodcunt , hilget Crucis 



fc=q 


- — — _ _ +s 








MB — 



myfte rium, qua vita mortem pertulit , 




£ morte jitainpi'o tulit, N Si- 



?94 Del Canto Corale . 

Si dee oflcruart circa a gl^nni del terzo Tuono § 
che fe ne trouanc alcuni, che vanno cantati per tj 
quadro giacente , cornee Tlnno S an&srum menti $ 3 
il quale ha molte note in Ffaut, che vanno fuori del- 
le regole comuni, come d ce TAu.liatr. g. cap.ó'o.c 
il P Marinelli p. i .cap.4 off 8. petchè non fuonano 
mai voce di Fa , ma ben fi d i Mi, come fi f nte in pra- 
tica ; e non fi può fare voce di Fa , le non con grande 
ftento , c perciò fi canta per B quadro giacente , ec- 
cettuate però Ivltime fette note alianti laminando- 
ne fi ritorna al fuo naturale , come qui fotto fi può 
vedere. 



1 1 










■ ^ 1 








ì* 1 " 


■ 



D« iw/ fare du fafafolfami re fa fa fa fot fami re 
San&orum mentis inclyta gaudia pàgamus so ci) 













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- - 0- - - J 


— B—g 






■u. ■ ~ 















sol sol la fa mi fasolf a mi fa re fami re fa fa fa 
geftaque for tia glifcens fert animus promerc 







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-u -5-a b 








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Solfa mire re fa sol fa la sol la sol fa mi 



can tibus vitìo rù genus op tunu. Di 



Libro Quarto. ipj 

Di più dice l'Aticl la luog.cit. che fi dee cantari 
per Squadro giacente, e quefto tanto più , perchè 
anticamente > dice egli , li trouaua fegnato col!^ 
chiane di Nat. Gr. cominciando in Gammaut , cioè 
in Du di fi quadro Gr. adeflo perchè è fiato trasfe- 
rito vna quinta (opra,benchè fia fiato trasferito alle 
corde comuni , è rimafìo nulladimeno quella melo- 
dia, deche febbene detto Inno comincia in Dfolre, (I 
canta comunemente cerne fe principiane in Gam- 
maut > cioè in Du di fi quad.Gr. 

Di più molte note dell'Inno Dra* tuorurnmilitum i 3 
& Exidtcv Orbis gaudi}* , che è del quarto Tuono, 
vanno fuori di ftrada* che fono mori delle regole co- 
muni >chc fi cantano per B quadro giacente , come 
fifente in pratica. 

Quando gl'Inni faranno del quarto Tuono, l'Or- 
gano refìa regolarmente in iiiami . 

Gl'Inni del quarto Tuono fono s Creator alme syde- 
rum 3 al quale fi ripiglia la medefiii>a voce doue reità 
l'Organo. Decora Lux . Egregi? DcBcr. ExultttQrbvs 
gau&js .Miri smodi* . Quodch^q^mQrbè . Saint is hu- 
miàd Sator . Stabat Water 5 ali cjj^o y a' q uali fi ripi- 
glia vna voce fopra di doue retta l'Organo . 

Simihn-. nte 1 Inno di S. Lifabetra , Domare cordi* 
fecondoche fi canta nella nolira C attedrale , è del 
quarto Tuono , cerne fi può vedere in fine , e fi ripi- 
glia vna voce fopra di doue reità P Organo • 

Quando gl'Inni laranno del quinto , s feftoTuo- 
N 4 



Del Canto Cerale ~. 
no fi può reftare con 1 Organo in Ffaut , iti particola- 
re fe foflero Cantilene mifte jouuerro fetorna&ro 
troppo sfogate in Cfolfaut . 

Qiiando gl'inni faranno del fettimo, eottauo T 
l'Organo reità regolarmente in Cfolfaut . 

Gl'inni del settimo , eottauo Tuono fono 9 ^ùire- 
gias Jlgm dapes . Lucis creator opime ■ Te lucis ante 
terminum Peni Creator Spirimi > a'quali fi ripiglia^» 
la medefima voce douc reità l'Organo . Grudelis He- 
rodes nouum^ quefto fi ripiglia vna voce fotto . 



) - <9 — — ~-fflH» ~ 

lam sol rccedic i gneus. 1 tic Confetlòr . 
A quelli du^ notati l'Organo retta in Gfolreut,chc 
è il m~defimo 3 che Sol diNat.Gr. e fi ripiglia ia 
inedefima . 

Dell'Intonazioni degl'Inni di tutto l'Alino vedi al- 
la fine del lib. 5* cap. p. 

tfege r n Per ripigliare bene i Vc$ del ?/%;•/• e Bened. in 
tmalftuogli* tuono > quando /nona l'Organo ♦ 
Cap* 18. 



L primo Tuono fi refra con l'Organo regolar- 
ti: ente in Dfolre ì e fi ripiglia vna terza fopra » 

Ai 



Libro Quarto] r$J 
A 1 fecondo Tuono fi retta Umilmente in Dfolre , e 
£ ripiglia vna voce fotto . 

Al terzo Tuono fi refta in Elami per Re , cioè per 
cadenza, a differenza del quarto.c li ripiglia vna 
voce fotto , e quefto per comodità decantanti , per- 
chè fidourebbe reftare in Elami , e ripigliare vna_, 
terza fopra . 

Al quarto Tuono fi refta regolarmente in Elami , 
c fi ripiglia vna quarta fopra . 

Al quinto Tuono fi refta in Cfolfaut,efi ripiglia 
lamedefima . 

Al fefto Tuono fi refta regolarmente in Ffaut,cfì 
ripiglia la medefima . 

Al fettimo Tuono fi refta regolarmente in Gfolre* 
ut, e fi ripiglia vna voce fotto. Ouuero per mag- 
gior comodità del Coro fi refta in Dfo?re 3 e fi ripigli» 
vna terza fopra > che così riefce più tacile la riprefa > e 
fi pratica quafi comunemente. 

Ali ottauo Tuono fi refta in Cfolfaut , e fi ripiglia 
la medefima • 

Trìodo di rejìa re con l'Organo nel cantare 
Compieta. Cap* 19. 

! A LITnno Te lucis , nell'aria ordinaria, per effer- 
jljL dell ottauo Tuono fi refta in Cfolfaut , e fi ri- 
piglia la medefima. 

Al Cantico Tyune dimittis , quantunque V Intona- 
li 3 *i# 



1 9 8 Del Canto Corale . 

fcione Ibpra l'Ant. Salua nos , fia del terzo Tuono, per 
comodici del Coro fi refta in D(olrc 3 cal Verfo^oi 
farafìt fi ripiglia vna quarta (opra in Sol , 

All' Ant. Alma , per effere del quinto Tuono frre- 
fìain tfolfaut * 

All'Anta Aue Regina Cglorttm pcreflere del sefto 
Tuono fi refta in Ffaut » 

Ali'Ant Bigina Celi, per eflere del serto Tuono , 
(come fi caua dal Manuale Romano ncirOiìÌ2io pic- 
colo della Madonna del tempo Pafquale) fi reità in_* 
Ffaut ,e fé tornane troppo sfogata fi reità inCfol- 
faut . 

Ail'Ant. Salue Pagina , per eflfere del primo Tuono 
li retta in Dfolre » 

pegola Per Japere in qual corda rejìi V Organo , per potere 
rtptgtiar benct Kyrie, Gloria in excel. San&us 5 ed 
Agnus Dei, che fra l'Anno fi cantano 5 fecon* 
do l'yfe della Cattedrale di Firenze # 
Cap. io. 




E* giorni solenniffimi fi reilacon l'Organo re- 
golarmente in 



Kyri c 



Et in terra 
San- 



Libro Quarto. ^99 

B»folre. J^ m ^Zt% zm f aut . f ^l a |_: 
San tìus Agnus De i 

Ne doppi fra l'Anno fi refta con l'Organo rego- 
larmente in ^ 

»... p^ljSi 

Kyn e 

7 , J c in terra 

San tìus. AsnuisDe i 



Cfol 



Ne'semidoppi maggiori fi reftac fi I Organo re- 



golarmenre in 



E — •-*-«- 

ut ft— - — - — È. ,_^:e. 

Kyrie' he in terra 



Cfolfaut 



-|4-BB » Cfol |4r.BB — 

— , B _ _ fallt , ■£ — 

• — -« — -* *-m 

San cìus. Agnus i 



200 Del Canto Corale . 

Ne* semidoppi minori fi reità con l'Organo rege- 
larmentc in 

Cfolfaut • | g:i*i*ili:^ Dfolrc. ^T"^ ilU" 

7* — — - — — 

Ky ri e Jbt in ter ra. 

Ffaut , o al- * f ^ Jf*"*"** ~* 

la corda t^fCSSi Dfol " ?~" 2 feT^ 

comoca , le m ^ re. - •.; mmmm ^ZX mrm 

foffe troppo San &us. ? r . 
sfogata. S nus ° 2 1 

Ne' semplici volendo sonare l'Organo , fi retta re- 
golarmente in 

Cfoifaut >g" " M II! .- Elami, ^^j^jb 
Ky ri e Et in ter ra • 



ban , étus . Agnus De i 

Il sopraccitato Kyrie de* semplici fi canta fenza 
Glor.in excel nelle mefle votiue , purché non fieno 
della Madonna > o solennefro re grani. 

Qui 



lihro Quarto'. so» 
Qui fi lafcia il Kyrie dc'scmpllci minori, cioè qu« 
lo , che fi canta nelle ferie fra l' Anno , e quello, che j* 
canta ne' giorni di digiuno , perchè a quefti non 
fuona l'Organo. • • 

Nelle Domeniche fra l'Anno fi reità con l'Orga- 
no regolarmente j 

Il tutto in Kyri c Et in terra pa*. 

San fìus. Agnus De i i 

Neil* Auuento , o Quarefima fi refta con l'Organo 
regolarmente. 

ji tutto irli *"™^""^Hf — z 
cfoifaut . ::::!i:;j::!!:;i::z!:;r 



- a J- 

Ky n e. San ctus. Agnus Uè i 

Per la Madonna fi refta con V Organo regolar? 
Iftenteia 



ses Sci cànto Corale * 

Dfol- 
re. fi| 

K y ri e Gfolr»ut> Ec in terra 




a,!- |-..^::~iT{r~:~~:~;: 

faut . "•—■*»■ B . • - a , 

• m — — — ® j> ^-a-^ — —-a 

* aa tìus. A gnus De i. 

Feri Morti fi iWJ a con l'Organo regolarmente in^ 
Ffltut. Dfolre. #*Ì^; 

K y rie pies ira. 

Alamireperco- — Gfolreut , — — 

inoditàdel Co .gj^^e npighair j^-rr" 

ro , c fi ripigliaci ;^j a me def. ^r"™ 

lamedcl. ' San # uS Agnus. Dei. 

Se detto regolarmente , perchè alle volte occorre 
terminare in altre corde fpoftate, fecondolaqualiù 
degli Organi , e cori . 

Finalmente tutto ciò che se dettodel reftar con l 1 
Org. non fi dice per dar norma agli Organifti,ma per 
quegli dei Coro, che non hanno gran pratica dell' 
Urg* accio imparino il mo lo di ripigliare iVerfi, 

<An* 



Libra Quarto. 20 j 

JÙluifi a Cantori . C\ip. t r . 
T) Rimicramenre il Cantore- dee faperc fe il Cinto 
X fia o Autentico ,0 Piagale, perfetto , o imper- 
fetto^ fupcrfl no per intonar la voce proporzionata. 

Ancora dee ofleruare nel cominciare qualche Cari 
tilena di tenere Tempre la prima nota più dell'altre , 
acciocché il Coro abbia capo di pigliar bene ìa voce. 

Di più dee olfcruarc ancora da vna Cantilena all' 
altra di lafciar chetare il Coro affatto , per non ac- 
cagliare ; e rendere confufione e il limile fi dee of- 
feruarc nel salmeggiare . 

Inoltre dee ofleruare il Cantore ,chealui tocca 
il preintonare l'Antifona a quei Cantante , che l'ha 
da intonare, c che quella preintonazione (idee fare 
cq! canto > m 1 con voce alquanto fommeffa, febbe ne 
giulta , perchè in quefìa maniera facilmente farà ri- 
pigliata dall'Inuitatocon Hltefia voce , acciò poflk 
c (l'ere dal Coro ben profeguita ; di più che le parole 
dell' Ant. da prcintonarfiaiThiino fino alla pr, palili. 

Sideedi più ofleruare dal Cantorc,che quando ne 
viene la Settuagefirna,e che 2ila fine di qualche Can- 
tilena vi fi troua rÀlleiuia , fi dee lafciar detta Alle- 
luia , e fe le parole terminano doue termina l'Allelu- 
ia, le note dell'Alleluia fi poflbnolafciare, fe in tali 
note non folle qualche fpecie pertinente al Tuono . 

Se poi le parole terminafiero in altra nota diuerfa 
da quella della finale dell'Ai lei uia , in tal caio non fi 
dee aggmgners jcomc alcuni dicane , in #ternum 

Iti 



204 Del Canto Corale l 

trei Dicit Bomhusy ma bensì (trafcicare tutte quelle 
note dell'Alleluia fopra I'vlti ma fìliaba delle parole , 
come dice l'Illuminato lib. 5. cap 21. 

Di più quando fente il Cantore , che il Coro va 
calando nel cantare i Salmi 3 come fegueperlo più 
ne' Salmi di Terza , dee rimettere la voce a fuo sefto 
nel fecondo 3 o terzo Salmo; e quando in fine l'Ànt» 
tornafle feoncia > e feomoda al C oro , la dee rimette- 
re a f ao sefto > con ripigliarla , come dice il P. Mari- 
nelli par. s.c.jeotf. 5 n.j. fuori della regola, e non fe- 
condo y che chiama l'vltima nota del Sachlorum , c 
quefto per fare buona Confonanza nel cantare * e 
per non offendere gli orecchi degli afcoltanti • 

E quando il Cantore fente il Coro errare , faccia 
cenno più tolto con la mazza , che ti cne in mano 3 che 
con la voce, perchè nefea il tutto con cfattezza mag- 
giore 3 fenza (trepito, a onore d'iddio , e foddi^fazio* 
ne degli Vditori. 

*4uuiji a' Cantanti . Cap.H* 

PEr quello poi , che s afpetta a' Cantanti 3 debbo- 
no parimente auuer ire , che il Cantore a chi 
tocca debbe efler foloa cominciare , e gli altri profe* 
gu ire acciò non nafeadiifonanza, 

Similméte debbono olTeruarc quegli del Coreiche 
la penultima nota di qualfiuoglia Cantilenaci tener 
lapiudeHaltrejancorchè folle uota tonda > e queft* 



Libro Or/arto . 2oj 

p£r fare cadenza - 

Debbono di più aimertire,che nel cantare quando 
in vna rnedefima fillaba vi fitroueiàririó due noto 
della medefima qualità , allora quella fillaba n dee^ 
venere più dell'altre, c ferue in qualche parte per n- 
pofo . 

Quando in vna medesima fillaba fi trouanò più 
note legate>o tonde. e fegno^che la detta fillaba fi dee 
ftrafeicare (opra tutte quelle note legate , o tonde, 
finche non venga vn alt a fittabà ; è perciò tanto fc 
note tonde, che legate non debbono auere fottodi ie 
fillaba, perche fernono Tempre périftrafeicò ; e fi dc$ 
auuertire ancora , che fra le note legate di non ripi- 
gliare mai il fiato , in foecie nella feconda legata . 

Debbono di più oflcruare i Cantanti, che per por- 
tare giufte , eficure le parole nel Cgnto , debbono 
cantare le note con l'intelletto , che cosi m\(cità me * 
gì io il Canto , e più ficuro , come dice il rabbruzzi 
nelle fue Resole . 

Di più quando nelle Cantilene fi troua abbondare 
22L di note fopra vna fillaba , fi dee auuertire > che non 
fon pofte a capriccio de' Compofitori p:r fare lungo 
il canto , ma sonocon gran mitrerò date da S. Grega- 
rio Papa, acciò 1 Cantanti abbiano da confiderai^ 
il fenfo delle parole 3 e contemplare la Diuina Macftd, 
come dice l'illuminato Kb. 2. capi 2. 1 . 

Debbono auuertire di più i Cantanti, che quando 
nelle Cantilene fi troua vn Virgola diritta fra le né* 

1*3 



i®6 Bel Canto Corale 

te, che attrauerfa le quattro righe, quello è fegno 5 
che quiui ii deue pigliar ripofo, per poter meglio prò 
feguireil Canto, e quella Ìì chiama paufa % come s'è 
dettoci foprahb. ?.cap. 34. 

In oìtre debbono auuertirc quegli del Coro > che 
quando il Canto fta per cominciare, neffunoardi- 
fca di farli fentire con la voce,ne meno fargli d'intor- 
no a gli orecchi fufui ri , ma lafciareilpenficro a lui 
nel dare la voce al C oro ; e cosi quando ancri comin- 
ciato,ciafcuno ebbedilea a lui > per andare vaiti , o 
prefio , o adagio > conforme efìo accenna . 

In oltre cercateci portar la voce gmfta, fonora, 
epauiara , e non mandarla fuori con furore , ma con 
decoro , e grauità , cantandoli con la voce , e non_» 
col mouiniento della pt riera , cor guardar fi ancora 
di non fare n oti feonci con la bocca ; apreneo!o trop- 
po ,increipi co la fronte ,0 torcendogli occhi , ne 
mettendoli la n. ar o ali orecchio, ò Sbocca» 

per fine richiede il ( antò F. nella pronunzia delle 
voci vna dimora di te mpo , che iia cornfpondenteal 
fenfo 3 all'affetto delle parole, che fi cantano,accioc- 
chèrieica dinoto, <.d ai trattilo * perchè il fine prin- 
cipale ci cantare il C anto F.in Coro è primieramen- 
te ci onorare , riuenre, locar e , enngr ziarediuota- 
mente il Sig." Iddio , e pregareinfieme la Ina coleo 
bontà a concederci grazie, eiauori ; fecondariamen» 
te è di allettare, ed eccitare a fare Tiltefio anche gli 
Vditori . 

BJE DEL QVARTO LIBRO. 



2°7 

MODO D'INTONARE 



HOLTE COSE , CHE TRA L'ANNO 

fi cantano , tanto nelle Mefle (blenni , quanto 
negli Ofìzzi Diuini . 

LIBRO Q.VINTO. 



Intonazioni per le 7ae(k , Cap. u 
Bel modo di cantare il Gloria in excelfu Leo . §. ù 



Ne' Solenni . 




Glori a in excel fis. De o 




Glo ria in excel fis De o. 



Ne' SemiJop- Jè*'*"*-' — fi"""»"""'» ? 

Cleri a ia «ccifis £>c$ 



ttoS Bel Canto Corale. 

Ne'Semid. minori , *C — T jjj — 1 — ^ r 
c Domeniche dell li J B i * ^a^^i"""^!*™^ ■ 

Glori a in exceliìsDeo. 



nc sempiici. J; ^"^rrir* 81 ™^» 7 ^-! 

Glo ria in excel fis Deo. 
Nelle ferie Pafqua- . ~~~T P-,B ~T 

Glon a inexceUis Deo. 

Nelle fefto T ~~ — 7 

della B.Ver- J lZZ^Z~ZÌ'Zlm~~~~ì 
gine . , — "JLa-alfi— ~-S— fl S-i 

Ciò ri a in cxcelfis De Q. 



Litro Quinto. io? 
Del modo di cantare Pipinola . §.ì # 



. — _ lp b - ♦—fi-© — 

Ledio Affcuum /\po Itolo rum . 

i C m ■ ■■4hlyj^ ■ » fiH^ *»**'»'#^ 

Cumcópìsréinur cii.^ Pcncecoftes erantomaw 

^-8HH»*Ì-M-R*-B-M-M É^#^ 

Liei p il p^t iter in e odciiìJocoi 



\ bi c.aht ieaentes. finale, Magna uà ùc^ 



Inter if^s — .b—^— » ÌMono">~+.-.+-.+ 4.+ 

»og. ^ — ~i *~Z3 

iu qua nati fumus? Qus iub Ce lo eft. 

O Bel 



'sic Èel Canto Corale 

Del modo ai cantare il Vangelo §• j« 

NEI cantare il Vangelo fi dee auuertire per re- 
gola generale , che fi dee cantare fui Fa * e nel 
fare il punto fermo fi dee calare la voce vna terza lil- 
la quarta fillaba auanti al punto , e poi fubito ritor- 
nare alla fua corda ; ofieruando che nel ritornare con 
la voce Tempre fi cantino tre Fa, eiion due, comò 
molti fanno 3 che è cola biafimeuoie . 

Efempio del *$~~ m — W ■ 

punto fermo. ì- jt «— « - — 

£t e nm eam * 
Il fimile fi dee cflcruare nel fare le finali > o le ca- 
denze , febbene con diuerfo modo* come qui fi vede. 



3? - b**^ ] E quefta è la regola genera- 

Ne que horam , 

E' ben vero , che in molti Vangeli in alcuni pafsi 
torna meglio airorecchio abballare te voce alia quia 
ta fillaba auanti al punto , che non lì di(dkc , acco- 
modandoli alla qualità delle parole > tanto nel fare i 
punti >quanto le finali; e quefto modo fi da le più voi 
tt nel fare le finali^ le czdznzc de'medefi mi Vangeli. 



Libro Quinto , 
Efempio* 



211 



— ; — 



Dominus vobilcum, Sequen tia S. Iw 



Sccundfcm Mattharum. Secundum Ioannem. 



— BHBH 



-4§- »4B— -, 
1. 1 L 



Secundum Lucam. Secundum Marcimi, 
In ilio tcmp.vidit iefus hominem iedenccni 



■jg fc- 



la Telo nio Mattharum nomine : & a ìt 



Q 2 



iiu 



1\<L 



'Belcanto Corale . 



— - — -® 



jl li sequere me, Etfecutuseft eum > &c. 



Monofill. 



-eInter--^~ hsh 



5 

f" S HS3 — TOg. 

Sequere me. Magiaec vaici ? 

Dell' Intonatone del Credo . §. 4. 

Nelle Fefte,e Domen. «*s ■ £— »-r 



dell'Anno. 



Credo in vnum Dcvaì, 
Sideeamiertire , che neil intonazioni del Credo 
ne'hbndiCaiuofenetreuano di diuerfe forte, e_» 
qui fe ne pone vnaiola , perchè comunemente in_, 
qualfiuogUa RMfc , Domenica dell'Anno , iem- 
pre fi fente praticare la fopra accennata . 

Bel modo di cantare l'Ite MJsa <?/?.§. 5. 



Ne' So- ~~ "*■ — — — « 

lenni. i^l^T^ZZ. 







te 



Mif 



fa «ft 



xj4 

Nelle ferie 

Pàfquali. 



Del Canto Corale 



Ite Mif fa efh 
S T e!le Do- Sj — '^^1^7 — — ™.«-~ - - 
Anno. iF--^ — ..- k- 

I te Mifia cft 



Nelle; felle ^S'^T^Z' ~3~ — 2* 

deiia b.v. gia~!i 



I te Mifla cft. 



Ite Mifla cft Alicia ia Alle luia 



Libro Quinte*. tij 



Del modo ài cantare i Benedicami* delle 
Mefie . %.6. 



Nella Vig. del Nat. 
Mlafeftadegririn., 
c nelle Rogar, nel 

fella di S Marco 9 ' Benedicami Do- 



^:^3i : ì:fe;:ci=izi 

ini no. 

Nelle foie dell' " ~ — -r 

Anno . 1 

te ne dicamus Do mino* 

Nelle ferie dell'Ami. eQuaref. c ne' giorni 

di Digiuno 



* jgiS 





m -tu i 







Bsnedicamus Domino . 



Dea gratias. 



O 4 



«clic 



% r 6 hd Canto Corale 'l 

Nelle Dom .dell'Ami, e Quaref. e Ci può cantare 
anche a' Vefpri dom fia ! - v fo . 

sì:;:;:-~:r;r 



Bt^ cCitauìus Do 



xnino • 

la Ma* Bencdiamu* Do mi no . 

dona • 

Nelle Votiue ~ ~ J^Z 2 ZI 

tra l'Anno t JjÉ!!^ [ 

Benedi carnus Do mino. 
J^eltempo di Quarefìma . Ctfjk 2. 

Dt-l modo di cantare 1 Vafno . §. 1. 

IL Pafsio è folito cantarli Ja tre Diaconi 5 011 nero 
Sacerdoti , vno de' quali farà il Tetto , l'altro U 

par- 



Libro Quinto . 217 
parte di Crifto , c il terzo la Turba , c dicefi Tu?ba , 
perchè , benché rifponda quando parla vn folo, ri- 
sponde ancora quando parla la moltitudine, per la 
quale doue fia comodità di Mufici , fi farifponderc 
dalla Mufica« 

La corda principale doue dee cantare il Pafsio il 
Tetto, fecondo lVfo della Cattedrale di Firenze, fa- 
rd nel Mi^eccettuati alcuni pafsi, che per eflcré bre- 
ui fi cantano fui Fa , ] e cantandoli fui Mi , nel fare i 
due punti fi sale al Fa , come fi potrà vedere dall- 
efempio qui appreffo notato . 

Il Tefto fimilfiiente ha diuerfi punti , e i finali di- 
Dcrfi ,cicèmtre manie 



re , quando finirà in Mi ffij^f,. f ^«"p j \ 
cioè . — i — J* r * m _» \ 

sol sol fami re fare m 
Refpondit le fusJ 
Sara indizio ., che douri principiare quello , che 
fa la parte di Crifto, 

Oliando auera da principiare 3a Turba fi faranno 

due diuerfe final i,cioè fe quellcs^ — ' p ~t 

che fa la parte della Turba ri ÌI*I®l"lI^I^[ 
fponderà per parte d 1 vn folo , il ZZI™!»! ] 
finale del Tefto feri f a f a f a jd lafa* 

Refpondit Pilatus, 

Ma fe quello, che fa la turba dourd rifpondero 
per parte dimoia ouuero fia laMufica , il Tefto 



aiS Del Canto Córale 

terminerà colle fegtienti — ~ 
note. 



fa fa fa fai lafoifafa 
Ciamabant dicen tes, 



Quello che fa la parte di Orifto doura pronunzia- 
re la parola v mile , e diftinta > con i punti » e mezzi 
punti, pigliando ordinariamente: vna terza fotto dal 
finale dei Tcfto ; ftbbcne alle volte fi piglia vna voce 
fepra , accomodandoli alla qualità delle parole da^ 
cantarli . 

Quello che cantera la parte della Turba, dourà 
cantare in maniera, che moftri più pretto di gridare, 
che cantare,e piglierà ordinariamente la pi ima nota 
fola all'ottaua (opra dalla terminazione del Tefto , € 
in molti prjnc jpj piallerà la prima nota alla fettima 3 
cioè in Mi di Nat ac uta ; ed in tal corda dee cantare 
la fua parre,lalcndo a due punti al Fa di Nat. Acuta. 

Si dee aticlft autiertire, cheeilendoilPafsiorac- 
conto celia \ a sjone del N S.G C . ognunodouri 
cantare con pm emozione, che fia pofsibile. 

Paw o Domini noitnle iu chri- 

U 



Libro Quinta. 219 
fti iccpodu Matthaum. in ilio tempore • 

■ zzz—zzz 'zz"»?~*X-- 

dixit Iefus diici p.ulis fu ìs. 
Parte di gf i"™ — — 1 * '*" ' ' ^ 

Sci tis quia polì: biduum Pafcha 

Iti — '- ' ;il ^ — -fe^ — -"-V 1 

fict, & fi li us hominis iradecurvt cru- 

S- -i. z+._ JL_ «e _1 — » 

cifiga * tur . 

Tefto C i^XOIOIilOIQI*-?^ 

?unc congregati sui Principes Sacerdo 



7 2 



Del Canto Corale . 



ttm*j&Sem ores popuii inatrium Priucipis Sa- 



m—** 1 j — ' ' 

cerdotù qui dice barar Caiphas : &> ccnìiimm 



teccrunt vt Icfum dolottnacnt , & occide- 



5=rzEE 



■ 



rem. Dicebant ati tem. 



Turba > 
olili ere m 
Muf.b.l 



Non in di e fello ne forte turnultus 



fi e ree in populo ♦ 



Libro Quieto , 



22 r 



Tetto Cp3^$_^ 



ShZ -Z£ 

llefponcens aur^iii Petrus a ìt ilU;: 

Turba perla *5"7 - "T~T^T"T~T ~7-*T" > 
puree ti vn log - ,. JT , 3 JL 

lo.o dnc. k'JZTlZ. — ~- _ZZl 



Et li omiiLSic^ndaìi Za u ru^ 

nuun te , ego pùquà icanda U zabor, 

Tcfto poco — • — — — ,mm% ** r 

uanti la moi P~5I^5Z5Z^Z§Z^Z§ZÌ:I%r^ 
te di Cr. C. -*Z_I _Z Z — Z Z ,-Z- , _ZZ- 

Et circa horam nonam Cl2fiiaTfit 



lei us v magn i di 



fi 



ce us : 



Pa 
d 

Ito 



arte s 7 — : — ;S — - 7a«j ^ — ~— * - 
^ZjjtìS—i J!± 

£ Ufi li 



Del Canto Cor àtei 

i0 fcTT» 



lamina fa ba óiani. 



Modo di term; f7i^2^zz w rir^ii^ir 

nareil Pafsio S^¥li_5^i_»ZÈ_^Z®3_#^ 



dalTeftoC, . ; : 



Erant autem ibi Mari a Mag- 



JLlJL.iJi-i-.mLi.S-.S 

d'alene, & altera Maria ledente s con 



tra Sepal chruna. 
Df/ f^o^o di cantare il FleSlamus genuà . §. 2. 



— 3 



Oremus, Fk&amus genua. Leiu.te« 



Libro Quinto , 



JD?/ modo di cantare l'HumMate capita *eflr& 



-T B • — 



Humi li a te ga pi ta veitra Dco» 
£>£•/ woio rf/ cantare Ecce lignum Crucis * §, 4. 



( TI' —i. ' 

licce il gmmi Cru cis. 
Del modo di cantare ii Lumen Chmfli» §. 5, 



Lumen Giri iti Dco gra ci as . 
£te/ raorfo di cantare le Trofie. §, tf« 



1 



K — 4 — msh. 



In diebus illìs* Tentauit Deus Am*> 



l%4 



Del Canto Corale 



i 



ham>& gì xititd e uni Abraham Abraham 



y — — ~r -Liill. 



Me 

no- 



s~Z 

^— — — -4" 

Quid vis fili ? Kcaer tamoT^vcT 
-tua bi u uic i u * 



Sci modo di cantare l* JlleUìa del Sabat* 
Santo • §. i* 



Aììe 




Libro Quinttl sa 5 

Ter le Ttiefie de Morti. Cap. 3. 
TdodS'di cantare V Epiflola §. i e 

Le&io Libri Machaba? orum * 



In diebus illis : Viv fortiifimus Iudas colla&i- 



... „ — »— < ew 

onc fàda> &c* de rena redi one co<»itans 



finale » S^i^OZsrsIJZSwSzt 

■ -y ■ yi % peculi* foliiancar, 



3 a£ Bel Cantò Cerale' 

"Modo di cantare il Vmgeh* §. 5; 



Domi»us vobiitum.làtcum àpiritu tuo.. 



2t 



SequentiaSan&i giunge li i Secundufcannem 



Gloria tibi boaiinc 



m 1 



In ilio tempore di xit le ius Turbis ludse- 



^usa.Qoinc qd dat mihi pater ad me vem et .* 

ci 



Lihré Quinti* tif 

et eum,qui venit ad me non c ij ciam fo^ 
ra s * lnnouifsimo die* 



Sei modo di Mutarti! %f<{tiìefcMt infkfé 



Re (juiefcant in pa ce. Amen. 

E così fi canta ancora a Ve/bri , e a 
«ino. 



%2% Del Canto Corale 

^Mattutino, e a Ve faro , e all'altre Ore Canoniche c 
Cap. 4. 



Del principio, del Mattutino* $• r 



Domine labi a mea a pe ri cs. &c* 

Verfetto del Mattutino > e principio del 
Vejpm* §.2o 

Ne 5 Vop-^^^^^m^" — — r 
pi,Semi!^ 

C Dcmen.1 i^, ,^;^; u , /nr-TiV !j. * 

Deus in adiu tonimi meum intende 

Modo di rifponderc al Deus in adiut. cioè Domine 
ad adiuuandum me fettina, Gloria Patri, &c e 
vedi fopraa cartee iéo* 

dd Ve P {'^ 

Deus in adiuto. num mai incende, 

J?riii; 



^Libro Quinto . 225* 

Terza ne 7»^" ^ _ , JÈ^^ 

cDom. E)cus in adièltoriummeù iatea de 

A' Notturni, c dopo gl'Inni tanto alle Laude, 
che z Vefpri ^\ 

Spea c tua>&pulchritu dine tua. 
Per le femplici Oommem. 



Omais terra ado ret tej&piallat tibi. 

Monofillabe, che fi danno nelle finali 
de'Verfetti, 



Eri pe fflu. Mandauitdece. 
P 3 



bel Cinta Corée 
Modo dì cantare l'^Jhlft^ioni . £4^ 



Fauc noltcr. tene nos in uutas in tea 



te ti o non. Scd Ubera au$ à inalo ♦ 
A vinai lis pcccatorumno ftrorumab fol- 



Hp* -9h HHh* 



vat nos om ni poteas* di mi k kì «ers 



^ 1 il i,ln- »-l II M -— » 

Jt;o ni nus. A «cu» 



libro Quìntoi 
Modo di coniare ie Benedicavi . §, $. 



2g1> 








— — — ~ m -* m ~+x— 

lube Dorane bene di ce re • 




£uangeli calcai o ^itnobis fallisi prote- 



sti o. A men. 



Del modo di càntere U Leeoni # & 

NEI cantare le Legioni fi fanno i punti fermi* 
i punti interrogatiur , e le monofillabe , co- 
me iì può vedere daÙ* efempio , che apprefifo fo- 
gne. 




aj» Sei Caute Corale 



Sermo Sandi i c nis pa" p!e7 
Saluatornofierdilediifi mi no di e nat-useft -, 



gaude a mus.&c.TuaiicemD.ipilere renobis. 

In sa tu n tate? Vinum,&iac. 

Bel modo di cantare le Lamentazioni . 
§• 7- 

TX Al Direttorio del Coro fi potranno vcdero 
Jk^J tutte le Lamentazioni notate. Qui fi pone 
Oidio efempio acci© fi veda te fttle « che fi tiene 

! nel 



Libro Quinto j 23 j 

oel formare i punti , due punti , V Alfabeto Ebraico , 
9 legnali . 



In cipic Lamentaci o Ieremi a^Pre- 



phe ... ix . A leph 



Quoinodofedct loiaCiui tas piena populo 



, . L.- — — « 



faclaelì quali Vidu a Domina gc-ntium . Pria- 



«eps Promncia rum iàcta'cft.^i» trita t» . 



adDominù De um tu um • 

f-3 ^jA} ^^ n ir ^^CT 



Tunto fermo. .Due funtì jUfab. Mhr. 
Sub tribù to. Domina gentili. A lepfc. 

Modo d'intonar* il Te Deum . 



TeE)eum lauda mns# 

di cantare il Capitolo in qualjìuogli 'a giorno . §. 0, 

, , —«-es aefcuis qued jj quiiaftaéi • ciurwnt, 



omnesquidé currùt/ed vnusaccipit braiu'um ? 

fri :?.:;,'". ' ^ttc: :;! fìl 

Siccurrite vtcomprthendatis. Dco gratias« 
2kfoflfo rf/ cantare il BtHeiktmm de' Vefpri . z o. 
Al i,V<> = " T~i"~ ^ 

Benedica mus Do- 

» mi rt#t 



mi no. 



Nellefeftedir.cl.aMatt.ei.sj S"!^ - !^ 
Vefp.e nelle fette princ.dn l'CI^IZ^ltì 
ci. al i ,e a.Vefp e Mattut. • ZimiL— -^«JL 

m Bcnedicamus Do- 



% J 6 tei Cvito Corde 



Nelle f e ft e de- «~- r -., 

gli Apertoli , ^ B Ì5"~-a - -*Ì^-5-7*4o^ 
Doppila Vefp.J"*^~ M ~~ir~*~"T "f 

' Bcncdi ■ ~* 

uius Do im no. 

Ne' Semid op- jTT" — — „ 

pi,efra l'Otta Effe" §~- — 

ueaVefpro gr^S^S^ 

. Be nc dua mus Do- 











nano* 




m ^ m -mZ j 




— 





Ne* Sabati , ^ 

l'Annoa'Vd 

/• . ^enc dica mus Da 
Nelle tene* 
dell'Anno a r 



Be ae di camòsDo ni no» 

Nelle 



Libro Quinto. 



Nelle fer. dell'* 
Auuéc.c Oliar, "ff 
c ne domi d 



digiuno aVcfp» Bene dicamus Domino. 



Deo gra cias 
Nelle fede della B. Vere, a Vefp,eMattuti 



?z;~::zr:^:!i!*!!z:-i:~: 



Bene dicamus Do 



mi no* 



le aVef |*[i|_il5Z!Z5Zl-5 

c Matt/EL I. , li- 

Benedi camus Domino Alle Una. 



i - ~~ IH. I ■ 

lu ia. 



Alle 



Del modo di cantare il Requie fiant infàceàVety* 
e Mattutino 3 tedi fopraCap. 3* §«3* 



l 3$ DdCanto Corale 

Dell'Orazioni . Cap.$i 

Del Tuono dtlV Orazione fefiiua • §. i d 

L'Orazione fedina fi canta all'Ore maggiori, cioè 
aVefprojcMattut. c alla MelTa, nella quale 
lì fanno i due punti, e il me^zo punto, come qui fi 
può vedere. 

Do minus vobilcum . O re mus • 



Deus qui intcr estera potcn ti xtnx mi* 

ra tuia, e ti anun , c cxu fragili vi don- 

pj| — 

901 mar tyn ; contu h lfcuonccde propitiu* i 



vt qui Beat? Rcparat^ Virginis, & Marty- 



r^s tu? na ta li ti a co limus,per e- 



^ Hhi Ih - H^Hfr- Hp-ag a— « — j-^ 

ius ad te c xcmpla gra dia mur* 



Per Do mi num no ftrùm Jelum 




Chriftuo» ti li wra ;w w» , qui tceuc* 



23 



£4* 



Del Canto Corale 



^B-E-*B-B-B-B-B- 



viuit 3 & regnatiti vni tate Spiritus Sanóti 



I^H-B-H-e 



B-Hi 



Deus per omnia ssecula sxculorum . Amen, 



Bel modo di cantare l'Or astoni a Ter^àt, 

§.2. 

ILmododi cantare l'Orazione a Terza in qual&- 
uoglia giorno dell'Anno è che fi canti alla pari 
fui fa , eccettuato il Dominus vobifcurn > V Oremus* 
U conclufione^e la finale > che fi conclude in Fa Re * 
comelì può vedere dall'cfempio; e il medefimo fi 
dice dell'Orazioni di Compieta * 



[-B-B-B-B-R 


-B-B-B-B-B-B-B- 


!■-=• 







dominus vobucù.tt cu Spinta two. Oremus * 



lìb?è. Quinte. 24 1 



*~Bc a ti Apoito ÌiV&.£wan gc li ftr Mar- 
tha i l^o mi iie prc ci bus a dia ae- 



ra ur, ve quodponi bi litas noitra non 



ob tmet c ras nob ; s in tered n o ne 



donctur. Per D. &c« Fa otnni a far- 









—2MB — 




» H 






4 #u la cu 


lorum • 


Amen • 


Dominas 

va- 



14 8 fìd Canto Corale 

t, 



vo bif cum. Et cum Spiri tu tuo. 



Bene di camus Domino • peo gra?«s« 



Bel Tuono dell Gradone feriale tanto alla Tdef$a * 
che al Vefpro. §. 3. 

IL modo di cantare l'Orazione feriale tanto alla 
Mefia , che al Vefpro fi è,che fi canta tutto alla^ 
pari fui Fa , fenza alzare , o abbaffere punto la voce 
anche nelle cadenze , o finali ♦ 

Intonatori di Compieta. Cap, §i 

Modo di cantare la Leùonebrenc . §• ti 



JfubcDoirincbene4W£c. Novena quieti^ 



libro Quinto • 



*4y 



tincm, &Ct E>. Omni potens. A men, 




8.K 



£ Zi— sliijZil! jèI 



Fratres sobrxi cftotCj& vigi ia tei qui- 

mm.*m-**»lBmmti 

Pz«Z?I?Z5ZiZ*ZsZl5Z- HsZ^ZsZsZsZi!!^^ 

a aducrfarius veftcr Diabolustàqiu Leo 



a m 9Tm mm m S*_3Z1I -^J"***** 



3 -r 



ru gi cns>circuit qimcsquédeuoretjcui 



■ 



re fi fti te fortesia fide. Tiiautein 



— & *0 ì| 



Cornine mi fe re reno bis* * 



*44 &*l Canto Corale 

TAoh di cantare il Conserte y & il hetisin 
adiutorium. §. % 9 




Conucrtc nosDcus sa lu taris noftc'r. 




Deus in a cliu to riunì me um intende . 



Del modo di cantare il Capitolo vedi fepra al 
Cap. 4. §. 



Belmòdedi cantare V Or anione a Compieta* 

§.*. 

IL modo di cantare il Domimis vobifeum ,c T 
Orazione a Compieta in quaMuioglia giorno 
delTAntófi può vedere, e offeruare come se detto 
di sopra a Terza al Cap. 5 . §. % 



mi 



libro Quinto. 245 
Del Benedicamxs , & Benedicat . §. 4. 



J ^^„£.*+J__au**.«/' 

Bc ne dicamus Domino. Dco grati ss . 

Be neciicat.,&c. P. & F. & Sp.S. Amen. 



EE 



Dell'Antìfone finali . C^p. 7. 
Dr! ? ledo di cantare T Antifona Alma. §. 1. 



Z 



ri 



Al 



ma Redépto ns Mateiyqus per 





3 V - j . "S a* 









via^Cce li porta ma ne$j & Stel la 



% tfi Del Cinto Corsile 









-B — E— -Si 
















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ma ris, succurre cadenti. Surgere qui curac 









p — 


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4 




, — ^-«nrr 


populo 


»: tu qua: genui 

l 


fti, natura mirante, 

'*A __ f 


1 














1 - -1 









tuum sanótum ge nitorem, Vir go pri us, 



^^^^^^^^^^^ ^ | j 

acpo fieri us, Gabrie lis ad o re, 
; . „ 

fe— ■■ ■ B - s -F- g ^ — -ri — : 

— % » ^4 — „ 

SnmcBsillué auc, peccaterem aiife rere . 



,1 



lìhroQuìntol 247 



V.An ge lusDommi nunciauitMari a\ &c. 

Il modo di cantare l'Orazione dopo l'Antif. fi- 
nali di Compieta in tutto l'Anno, fi offerui come 
se detto di fopra a Terza Cap. s# §• 2. 

Modo di cantare VJLuc Regina Cosfomm . §,2. 



-a — 



i 



~B 5- 



Vfc. 

Aue ue Regina Ccdorum, a ue Do mina 



4- 



Ange lorum; Salue ra di*, salue porta, ex 



qua man de luxeft orta.Gaude Vir g© gle 
$ 4 ri* 



248 Del Canto Corale 



1 






,.,„ = gg , M- 












rio fa, 


i °li J,' 1 

super omncs spccioia, 


vaie 'vai- 






ri " a ■ B « g « " 




— ! . 



de decora, & prò nobis Chri ftum e xora • 



Sidee oflferuare intorno alla fuddetta Antifona^ 
v4kel\eg.Cel che in buona regolala corda di Elami 
grane femprédee dire Mi per il Canto fermo; ma 
perchè ogni regola patifes d'eccezione, fi dice Fa 
nella fuddetta Ant alia parola, Ex qua, ed anche 
alla parola Super omnes . Queft'Anuf, come dico 
l'AuellaTratt.j.cap. ^.anticamente alienala quin- 
ta fotto la fua finale, e in detta corda Elami faceuail 
Tritono 5 come fi vede negli Antifonari antichi da 
Bqu. gr per toglierlo fecero quei Fa in Elami? ma 
dopo che fu riformato il canto, e il fefto Tuono, 
non ha altro, che la quarta fotto la finale, non fareb- 
be più necertario farli detto b molle in Elami ; è ben 
vero y che trafportato dall'vfo, detto b molle fi dico 
fin oggi; e dice il fuddetto Autore, che ila ottima- 
mente, e che è neceffarioper parola pia. Ex qua , 
é\t fi ri%rifc€ a Maria Vergine smti&mz . Quello, 



Libro Quinto ', 149 
che s'è detto dell'Ariti^ Aue Ree. Ccel. fi dà ancora 
in altre Cantilene del medefimo l'efto Tuono } come 
iifente in pratica. 

Del modo di cantare Regina Cceli . §.3. 

- \ 1 », 



Regina C eli la:ta 



T 

rc> alle lina. 



W3t 



Quia queiii memi fti por 



ta re, 





~L M ■ g —^r— 8 g ■ — rf 








3 


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—5 S— . 

1 < 







alle luia. Refurre xìc ficut àixit> 



> A a - 



- a ■ V ■ 



alle luia Ora prò no bis Deum, 




4- 



Alle Ima. 
Mode d! cantare la Salue Regina . §. 4. 







B| 








— 1 5*JLbJL-~b_ 






ti e 




j — & , — £-% 













Saluc Red na> Matcr mifcricor dia?, 



r» 



4^ 



V— V 



vi ta, dulcc do , & spes nòftra sai ue . 



Ad te clama musexules, fi li; He ua?. Ad te 



"in 



iiifpira mas gemente^ & fkates in hac lacri- 
ma- 



Libro Quinto » 



2 5 i 



■ ss 
E?£~g 



■ B 



ma rù vai le, Ei a ergo aduocata noftra 





* 3- 






ES 










l! 






illos tuos 


mifer 


(cor deso culosad 








* fll^g^» m \ 











nos conuer te. Et lefutn bene dicium fal- 



era, sui 



E. 



Éfcum ventris tui, no bis poft hoc e xi- 



% — S*: 



liwn ftende. © ckmcns, o pia* 





ite/ CdWta Corale 






(l 2| uu-jjr. ' 





















dulcis Vir go Mari a, 
Mif celi anca . CapS* 
DelVjlfperfione . §. I. 



Annoi;-!§r:i::tPafqu 

Afper ges me . Vi cu a qui. 
DelM$dodì cantare ilVrocedamus in pace. §. 2. 



Proccdamus in oa ce . In nomine Chrilti. Amen. 

4. 

fèti nude y o formula dì cantare le fefle Mobili la 
mattina dell' Epifaiia . §• 5« 



A Lezione auanti le Fefte Mobili fi canta nel Tuo 
no delle Lezióni del Mattutino, come il può ve- 



L 

«ere dal iegceRte ©(empie . 



Fefta 



Libri gunite. 152 



£ efta Mobi li a huhis an ni . 
Km ->a-a — a -*a — « -a-«— a-a-s-^ 



Humana Redemptio nis sacrofanfium my- 
-a-a a— a-a-a-^a^a-a-a-e-a— ^ 



iteri um an te «terna fccula* duu uà 
•-a-a-a«a-a-a-c-*~a-a~» a-a-»-*-^ 

difpen fati o ne pr#h mtum,vobis hodi e 
■ -f-»-i-*-«i r-a a — - — ~i 



annun u a musftratrcs. Acccn diti 



54 



Dd Canto Corale 



^£a , | 1 ^ ^ 

Quinto lclus Febriu n j, Cala miutera , 



in qua in cidit tocumgcnushurnanum ex- 

.^«-.-«-^g ^ 

B „p_ i _ B ^_ ^ 



pri morum laplu parencum cum lacry mis 



I 





reco lem us. 



... — - — H_«-.--9~#/ 



Kalen dis limi j. Con fo lator ad »e pfV 



(pt Spi ri tus Sanftus, 



fi* 



libro Quinto • 2 5 5 



r-S 



Ad qua? nos Fcfta dignè cclebranda difponat - 

I- — — 

■ — B— B-B — - — « — « 

^5 ^mJ±-*m 



qui dignè coli tur in il lis, ^.Amcn . 

Si fono pofti qui fòpra alcuni cfempidel modo ci 
cantare le Felle Mobili ogni Anno, che fono fecon- 
do l'vlb del Pontificale , da quali fc ne potrà dedurre 
il modo di cantare tutte l'altre, che per breuità li 
tralafciaao . 

Le Fefte Mobili fi annunziano al Popolo , fecondo 
Tvfo della nofìra Cattedrale, anche in volgarc/enza 
cantare, con voce alquanto alta, per foddisfare gli 
Vditori, e in particolare chi non intende il Latino. 

Del modo di cantare il Cruci^um in carne ♦ 



Cruci fixuaun c« neiaud* &iu$ t 



256 



Belcanto Corale 













' B ~i? B «T — ■ 


— ] 





Alle ltiia. Alle loia. 'Alle 



Una. 



itfepuitùpiopter nos glori nce mus.Al. 



Rcfurgcntc uc mor te veni te ado re mas. 

v .a.f S^iL^SJi» — 

Heeccft uicsquamfe citDominus. Alle. 



JL!-hJl.5Ia — S-s — ì~— . a— — 
1 3L" zi L^^,"-5-2,iw! „ 

Exultcìrìusj&larte mar in c a. Alic. 

Iz:;x!:;iir;ir::!Ì;3;i!ii:ì:: 

tJsuZi : i*~£J!lz.-Z*h- 

t*$s eft dici in qua Chriitus glori 9 . <as . Al» 



Ab Inieris relurgcn ciò ìlluiirauit, Alle. 



Hic eli sanguine recitili ptusmundustotus. Alle 



« — z: 

i 



J.-* 

De sepukhvo surre xic Palior bonus. Alle. 



I 



Sicut di xic vo bis An gc lus. Ali. 



Prima Sabbati surre xit valde mane, Alle 

iz::z;:5:!riz;^:z;zi:;:::t::; 

Hicap paru it Ma ri £ MagdaUn». Al. j 



*5S 



Del Cauto Corale 



:^«z!:r_l:«:«ZHZ!z!i:::!:«is 

ìtans iuxta Scpul chruna querens Iefum videre.Ah 



* .^la.™ 

De qua Dominus eie cit scptem Dcemones » 



Alle luia» Alle Ima. Alle luia. 



Modo di cantare il 7A*r tir elogio la Vigilia del 
Santo, Tettale % §. 5. 



'B-B-B-B-B-B-B-B-B^B-E-B-B^B-B-B*- — - « 



O&auo Kalendas Xanua ri j Luna quota cric 



Libro Quinte . 2 5 9 ^ 

— — M — a— b-b— b-bhb—b-b-b— . J 

poft Conce ptio nem decui* fis menfibus 

Hìc àicitur alta yoce > cioè allaparola (inBetbelem) [ì 
al^a la voce alla quarta fopra così . 

In Bethelem ludx nafeiturex Mari 3 



Virgi ne faftus homo« 

Hic altitis dicitur, cioè al Teatini* a$ fi alzi la voce 
vna fetta fopra la cadenza , come accenna la moftra; 
perchè il T^atiuitas fi dee cantare più alto vna voce 
di quello fi fia cantato In BetbeUm inda > e fi canta in 
tuono di Paflione ,come accenna Tefempio • 



ìSa ti ili us Domini no ftri" ic {a ChniU fc- 

R 3 am- 



2Ó0 



—ti 



Bel Cante Corale . 



Eodem £>/V,congf — ^* — * 
ugl che leguciip"*"*""*^^ 



l-k^ — ,w .1 lino al fine , li - 

cundumearnem . canea nel tuo Eodem die, &c 
no del Marti- 
rol. ordinario^ fi piglia lamedefimacorda,doue ter- 
mina Secundum camem , come accennala molha,c 
come fi vede daHefempio,che è appunto la corda do-* 
ye fi è cominciato a cantare la Lezione • 

Modo di cantare il Confiteor . §. 61 
Confite or Deo omnipocenti Bea tseMa- 
ria? femper Virginio Bea to Michac li 

— 



Archange lo, Bea to Ioaa ni jbapti li» > 

San 



Libro Q mnto. 261 



Sanchs Apo ftolis Pctro,& Paulo, omni bus 
Sand;s,& ubi pater , quia peccata Ofrnis 

6:!:l:!:^:!:!:fc*:;:à;:::^i-:t^ 

colica ti o ne verbo,& ope re me a 



-:::r~!zzr.i 



culpa, me a culpa, me ama xima culpa, 



I de o precor BeatamMariam semperVic^ 



§inem,,Be a rum Michaclcm Archangeiuni, 



2.62 - bel Canto Cotale 
~ - Bh- 



Be atum loannem Baptiftam Sanóìos Apoflo- 



Ics Petn^&Paiilù^omnesSàctosA' te Pater c- 

1 , . .-fh~£ 

ra re prò me ad Dominimi De umnoftrum. 
Fine del quinto libro , e del Cap. 8. 




DEI 



bELLWTON AZIONI DEGL'INNI 



LIBRO SESTO, 

Intonazioni degl'Inni nell'ordinaria del tcnrto . 

Cap. *. -} 

Utile Domeniche . §. i. 
A Vcfpro fra l'Anno. 



kt^^izf — — fi 

^ Vi g - rr ~F-r 

Lucis Creator opti me, Lucem die ru profercns, 



w— a - ^j a 

Primordijs lucis noux, Mundi parante origine 3 

Fra TOtt, della » ÌT5~ — 13" 

^ladon. cornei! "g e -g— »— 

Cap. §, 5. » 

Lucis Cre a tor o prime. 
$ é fri 



2(54 Del Canto Corale 

Fra l'Or t. di totrigl^ ^ - — - — •* 

SS. come ff/« ^ Ipr^!^*»!"^»^ 

demptor omnium , ~.-„®JLJl ®~~2 

Cap. i.§»a. Lucis Crea tor op ti me. 

A Terr$ nelle Domenirhe fra l'Anno. 



* 



-g- - b a — i — «~s 



-s — es- 



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Nunc santìc nobis Spititus , Vnum Patri cimi Fi! o 





-a — - ■ 9 a 1 




1 5 » * - 


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JDignarepróptusin gerì 


Noilro refufus peétori » 



TielleFefte. § 2. 
A Terza fra l'Anno, non auendo Aria propria. 





sa a b b 


| , . , ! 

fUm — — — m d — 


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■ * 




Nunc san de nobis Spi 


ritus 


,Vniun Patri cu Hìio, 
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Lilro Se fio. 



A Compieta fra l'Anno, 


non auendo Aria oro?. 




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H &-* — a — 

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Te lucis ante termini! Rerum Creator pofeimus. 





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B — ■ ■ 


■ ■ -3— r* 


Vt prò tua 


clementi a 


Si$pricfuìy& cuftodia . 



T^e'S abbati. §. 5. 
A Vefpro fra l'Anno , 





-ti ,, ■ 1^ 








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J — ^ E E 












Iam Sol 


recedit igneus, 


Tu lux perennis Vm 


tas , 







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—--•'-83 fi? 5g 


J 


i 







No itrisoca ta Timi tas, Infonde lumen coruua. 

Fral'Ott. »~ ZZ^'fe'Fi 1 Co ne 51 

della Ma-^M^ì^ ~~ E' g >~*'"*I Q*#* tér 

donna, B I_ .7-——- -» rial C». 

5 5« 

Iam c ol re ce dit i jgncu*>&è> 



%66 Del Canto Corale 

trai Ofi' ^ — *-~~m-«y comc Ie f H 

tutti Ì *k~.M^<m «fi SIC §. 2. 

banù. lamSolrece dit igne us,&Ca 

Negli altri giorni feriali fra P Anno z Vefpri fi 
cantano come ìam fol recedi* igneus* Vedi fopra al 

Bel proprio del tempo* Cap. il 

T^elle Domeniche dell 9 ^Amento . §. ù 

À Vefpro o 





■* ■ ■ H , * 




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Creator alme siderum, 


Eterna lux credentiumi 






SL^-« ■ ■ ■ .= 


B " B B - B 


J sa 
1 ■ ■ ■ 


a ~ * 



IcfuRedemptor omniu, Intende votis fupplicu • 

Frapott. , 

Z » ■ 7 QueTerr. 



delia-* 
Concez 



»Jt:ÌÉ EB 



4 ^ 

„ J H firn ile-* 
" a per S. Lue 

Crea tor al me si derum,&c. 
Itivi Co w na Virginmib&c. 



libro Scflo . 267 

TtrlaTìatinità del Signore . §• 2. 

A Vefpro,ea Mattutino. 

y 2-^2 Y-a — a, 



le fu Redemptor omniiì; Que lucid ante ori giné 

J _ ! 



&Hfl 



pare Paterne glorie Pater supremus c di dir 

Alle Lande ^dfolis ortus cardine , fi canta come ; 
Vcfpro,ii fimìlea Compieta. 

A Terza- 



1 


-Ha 


■ ! - - 


s-S-SL- 








_ te ... 




. B-- S - 




M 



Nunc sande no bis Spiritus,Vnum Patri cu Fi ho 



i 



33 



■ 



digaarc preptusingcd; 



Softrorcfufus pe&ori • 



2,68 Del Canto Corale 

Tacila Fefta degl'Innocenti . §. 3. 

a Mattutino Jtiziz3zI!siirHZKizriiz' l 

m m , s , ,1 

Audit Tyramnus an xi us,&c. 



Alle Largì — - f come le fu 

Vefp. <* • ^ 



}{edemptor 
omnium* 



Salue te Fio res martytùj&c. 

Tutti gri!ìni>che fi cantano fra TOttaua del santo 
Nàtale , che fono dei medefimo metro,fi cantano co- 
me lefu Bgdemptvr omnium • 

Ter l % Epifania del Signore . §. 4. 







r m TF. 




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CtOddis H^ródes 5 nOiiù Regé venire quidtinaes? 



Libro Sejìo . %6? 

do . 1 ^TitlZr ^ ^ m " _ " J 1 fimi le a 

.* ^Compieta 



Alle Lau 5" 



O fola magnani Vr bi um,&c, 
A Terza • 



? — r* , 


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B » ■ 

■ 1 ■ 1 B" 





Nane san&e nobis Spiritasi Vnu Patri cu Fili e 



À Vefpro. 



-fi-*» 



3 



■ - ■ 



■ ■ 



Audi benigne Códitor* Noftras precescù fìetibus* 











1 










« - ■ ■■■ 







In hoc sacro icitmio Fufas quadrage na rio? 



2 jo Dd CdHt* Corale 

T^cl tempo di Tafjione . §. d, 
A Vefpro I 



, P ^ m m 


-B — ■ 




S-fl g i g i B g i i, 1 


^ ^ B 




Vexil la Regis prodcùt 

.-ri — — ! 


I , 8 » j 

; Fui get Crucis myfte riti. 




jl_s — : 


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* « B V , _ 1 ■ 


rj~l ■ ""a i 1 '"" " u 

Qua vita morré pertulit,Et morte vitam protu lit . 



!Pf r Madonna de Sette Dolori a Vefpro ] 















Sta bat Materdolo rofa 


II 


ixta Crucé lacrymofa 






1E v ^ v %fls.: 





Dum ptndcDac H hus. 

A Mattutino * Sav£ìa Mater ,e alle Laude* F/Vge 
Virginum 3 ii canea come a Veipro # 



Libro Scfl'Om 
Tsfel tempo Va/quale . §,7. 
A Vefpro. 



1 



1 



5 .■ ì'U 



Adregias Agni dapes^Stolisamigicandidis! Poft 









■ — S JÈ m . 1 


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— S B- a- ffi 1 











tranfitu maris rubri Chrifto canamus principi, 

A Mattutino , l{ex sempiterne CcL e alle Laude ^ 
Aurora Ceelum purpurat, fi cantano come al Vefpro 
il fimile il Te Inus % a Compieta ♦ 
A Terga • 







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™ — -» — 19 — — — e- — a 


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Nancsan&e nobis Spiritus, Vnura Patri cu Filio > 



±21 



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Pignare promptus ingerì polivo refwfus pecìori, 



Tatti 



%-jt Belcanto Corde 

Tutti g1 # Inni 3 chcfi cantano hnoall'AfcttiGone, 
come fono del medefimo metro , li cantano come >Àd 
l\(gta$ sJgni dapes . 

T^eW sÀfcenfwne del Signore. §.8. 



A Vcfpro , e alle Laude ♦ 



: — : 1— ! 


■ , — - 




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Sala tis human» Sator,lciu voluo tas cordium 

i ti 


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■ — — i 



Orbisrcuempti Coaditor,£tcafta lux smau|iuni 



A Mattutino , JEtertie I{ex altifsime , comefopraa 
Vcfpro > il limile il TV /«c/> , di Compieta • 
A Terza. 





■ . 


n 


gj — " — 



















Nunc san&e no bis Spiritus, Vnum Patri,tu Fiiio, 



1 II 


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^r-u~®~~ — ® 













Dignare promptus ingerì Nottrorcfu fitejpc&ojn- 



Libro Sefle. £7$ 
Tutti gl'Tnni, che fi cantano ne! tempo dell'Aiccii- 
Concfefonò de! medefimO metro, fi cantano come* 
'Saluti* bumana Sator . 

T^clUTentecodc . § 9. 



À Vefpro,eTerza . 







S -S-S-B 


— E 


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& g 88 ! 

















Veni Creator Spiritus, Mentes tuorum vi fi ta > 













5 H B,»^ M H ■ 








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Xtn.pl e superna gratia > Qua: tu crea fti pedo ra . 



A Mattutino* 



iU— : : 


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31 






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lam Chnftus allra alce d 
bJ-L- ! 


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.euerfus vnde venera 


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Patrisfruen dumnaunere àan&ùdaturus Spiritual * 



§ Alle 



&74 Canto Corale 

Alte Lande y Beata nobis gaudi a , c a Compieta , Te 
lucis y li cantano come , lam Cbriflus aftra, &c. 

Tacila Fefia della santifs. Triniti # §. i o # 



A Vefprò# 



E mJL * 


-* ■ \ i B i l 






fi ' m^mH- " 


• i ■ — 


IacnSol rece dit igneus 


, Tu lux perentm V ni tas 












13 — 











Noftris beata Irinitas Infonde atrio rem cordi bus > 

A Mattutino 3 $umm& pàrens ,e alle Laude, Tu Tri- 
nitatis, fi cantano cornea Vefpro;a Terza, e z Com- 
pieta nell'aria ordinaria » 

L'Inno del Vefpfo di queftà Solennità altri ìo can- 
tano come fopra nerbati Gap, i.§. 3. Ma per cflerc 
aria feria le fa più folennita a cantarlo come tjuì fopra 
iì vede. 



Libro Se/lo %j j 

T^tlla foknnità del Corpus Domini. §. 1 1, 

À Vefprò • 
J 



8 h» 



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ni- 



■ ! 

Pange lingua glorioli , Cor porismyfterium , 



af- 



Sanguinjfque preti olì, Qué in Mundi pretium 



fradus ventris generofi Kexe ffiidit gcnuum 
À Mattutino • 



'li. 

■ a-s il 


-B — 8 ■ " ' ■ 1 A 




— g v *• 


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1 ■ ■ffcFnfe- 



Sacris so lemni js iù&a fine gàudia,Et ex prfcordijs 

J — ; s_ *_^JB ft^ 



re *=;« — 



Ccnem ftpco ni a; Recedant veterano ùafint 

; 5 a ca 



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ora ma a 


^orda>veccs 1 6t o pera* 





Alle Laude 



i 



Verbum su pernum prodiens.&c 
Come WVeni Creator Spintus, febbene altri lo can ta- 
tto nella feguente maniera , che è la fua aria propria • 

Alle Laude . 







P— — ? • ì 





Verbum supernuprodiés , Nec Patris linquens dexterà 











— . — i « E «. ■ 
















-*«-■ 










l * 



pel proprio ic' Santi . Càp.$. 
Catiérs di S. Tietre • § f i * 



libro Sefio ♦ 
A Vefpre • 



*77 



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-ffl-r 



Quodcumquc in Orbe nexibusreuin xeris> Eric 



-5HB- 



3! 



t* 1 • 

reuin&um Petre,inarce nderu: Et quod refoluit 



■ — ■ - ■ ■ i - 


vinmi — ■ 7* 


„■ u ■ a 


- — * 


hic potei 


ma 

ìas tradita 


} EritfolutumC^li in aker 






3 a i ■ 


b£*3 va d ; 



vertice, In fine mundi indicabis feculurn, 



33 



-a =3- 



Patri perenne fitperarim glo ria, Tibique lau- 



± 



Si* 



9 Bl 



■ _ ■ 



concinomi* inclyUfi , ^Eterne Nate, fit Supcrnp 

6 j 3 yi* 



17§ 



31 



Del Canto, Corate 
»— -. 



-ss-.. 



• . -«a i 

Spiritushonor tibi decufquesan<3a iugiter Lau- 




detur omneTrinitas per sa?cu!um • A mcn e 
Conuerfìone di S ./Paolo. §.i^ 

L*lnno Egregie Do fior , e Sit Trinimi , Ci canta come 
Beate 7 */for , poito fopra nella Fcfta di àan Pietri 
Cap.4 §. ie 

Traslaz ione di < Zanohì. § 3. 
AVefp. Lr^-^r»^^:^ 14 . T^ome $8| 
e Matt. flQjl^ 

* ^j^Zl^m ^^■^^•lui Cap. 4, 

Qfips colende Pneiu lum. 

pefta di S* Martina. §«4. 

— . r — , f — ~ Come Sacristi* 
4Vo/fe. ti hlli^» 1 lwys % vedi fo- 

Marti n*cdc bn. 



lihro Se/io . 



279 



Ter la Turif.ca^one della S. Vergine, e in tutte l'altre 
Fcfte della medefima . §, 5 . 

A Vcfpro. 



52 



Aue marisstel la>Dei materalmajAtquescper 



4 



Vir go, Felix Codi porta* 
A Mattutino , 







r ' « !/ 


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Da ta „ a 




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S — -5 — ~ 

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1 - 



Quern tcrra^pontus.fidera Coluntjadorantjprgdicanc 



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3 



Trina regcntcm machi nam, Clauftru Mari* baiulas 
Alle Laude, Ogloritfit Vit^mum » fi canta come il 

S 4 A Tcr- 



Quemterr*, 



Del Canto Corale 
A Terza • 







Jtfr^ — £ — * 1 


8 ffl » . 


Nuncsande nobisSpiritus 3 


1 

Vnum Patri cu Fi H o, 
03 B « ■ - 


1 — £ w ]g — — 

.«ri «3* 


— a a -a 

S aJ!_| 







Dignarc próptns ingerì Noftrorefafns perori 
A Compieta il TV lucìs y fi canta come quefto TStync 
sanfte, infieme con rutti gli altri Inni del medesimo me* 
tro , che caderanno fra TOttaue della medefìma . 

Fefta di S. Gikfippc. §.d, 

^HIZT Come Sacris s$~ 



A Vcfpro .-i^Ib^fl 



lemnijs , vedi fb- 



$I»J*!fe — w I praCap.z .§.n« 

Te loieph, celebrent . 

T^ella Fejìa di S. Ermenegildo. §.7* 







?*? '; V B a -i a B- 






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piegali solio fottis Iocriar Kcrmencgilde iubar, 



Libro Sefto . 



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ploria Martyuì, ( hrifti quosamor almis (celi 



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cseci bus in ferir. 



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Vt perftaspàtiens poi li cittì Deo Seruans obfcquiu 









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quo pociuscibi Ni! proponisi ar ces cautus noxia» 

Uba i I ' 

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qus piacene, 



3- 



Vc tfiotuscohibespabu la ^Uipàtwtlurgétis viti) 

non 



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Del Canto Corale 



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•BHB- 



— 



non du bios agens Per veftigia gref fiis,quo veri 



via 4i ri^it • 









r — 


_4_je — i.fi-2 — ?* a. 






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Eb 



Sit rem Domino iugishonor Patri, EtNatucdc^rcE 

— B 



o ra prccantiù^diuiniimq^SuprcmisFlarnclaiidibus, 



cf feràt. Amen, 



Libro Sejfo. 
fruendone della Croce . §• t. 







J . a „ 




gj wt. m >. ■ " 


■ 




Vexilla Regis prodeut. 


.Fulget crucis myfterium , 








— * 






— •* 






— • 



Qua vita morte pertulit,Et morte vitam protulit. 

Fra l'Ottaua deH-Afeenfione fi canta come Saluth 
$Hm49i(sator > fopra al Cap. 2. §. 8. ed in fine Te fons . 



T^eir \Appariuonc di X S. Michele ^Arcangelo § # p. 



— T Come a 

VexlU t 
pofto {q* 
Te splendor, & virtus Patris . pra. 



Fra l'Ottaua dell'Afanfionr fi canta come s'è dette 
di Copra. 



%&4 Btl Canio Corale 

Trilla Fefìa di S 9 Venan^o . §« 1 €>, 



r*T Come il Tfe-; 



A Vefpro JT7 _ ™IJ-E.-L ! , pollo 

i JB— * w „I qui Copra » 

Martyr D ci Venantius 

Fra l'Ottaua del rAfccnf.fi canta come $aluti$huma- 
ìia Sator , e fuori del tempo Pafquale coinè Deus tuorum 
militttm , al Coni, d'vn Martire Cap.4, §. 

J^e Ila Tcfla di S 9 Zambt • §. 1 f , 

A Vefpro IT ZZ^ZZZZZmZZlZlI r ome il Fexil- 
e Mgttut.F^_jjJ ZbIÌ^ZìIIsIJ qui (opra • 

Oflos colende Pradulum. 

Nel tempo dell Afcenf» venendo, fi canta purecome 
S&htis human* Sator , e fuori del tempo Pafquaiecomc 
lefn Corona Virg. al Com. Cap 4 § 6. 

Isella Fefta di S.Gio.Batifta. §. iti 







k§ a— 


^ ■ li. E— §1- 


«... a " a m 










*S E3S 


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Ysqueanc laxis refonare fibris Mira geftorum 



Libro Sefto. l3j 











3E M ■„ - — ! 




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611 « v a " 


famulituo ù, 


Sol 

1 


uè polititi labii rea tum, 


_ _ i 




TVT" — m — " 




, 4 


3* S «fe 




^ , 

1 



l 

Sanfte Ioannes . 

A Mattinino , finirà deferti; e alle Laude, nimisfc- 
tix , fi caricano come a Vefpro • 

Inetta Fefia de SS. jipoftoli Vetro , & Vado \ i 

A Vefpro, 



Decora lux sternitatis,auream Diem be atis 



WV,Ul<t 1U-V. stivi HìlaLIÒ, allivelli LSAWlll L/t ailS 

- 1, a — | — — e a | »-* •« 



I 

arri gauit ignibus , A poftelortun qux coronali 



ite 



Del Cónto Cfrale 





- - arlv Vg'„ V J 






i. ■ w 


prin ci pes 


,Reifquc in aftra liberam pandic 










viam. 


\ 




Un'irti 








Mundi Magifter,atqueC?liIahitor, 


Komx paren- 

r 






tes, Arbitnque Gentium,] 


Per enfis illc > 




— — —3^ 




5hl g ■ 3 — * 







hic per Crucis vi &or necé Viti Senatum laure 



•a ti -poifidcntv 



D Ròmà 





Libro Si fro. 

1 


2 37 


i 


. , E — e — = ' 


u» K Zi 














O Rema felix , qua; duprum Principe ] 


V Vllktl.ft 



..■li -sai — a-^a- 



30l 



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-te* 



Xt glori ofo fanguine 3 Koriim cruore pur- 



ferì 



p— «-'; Vl.i-r.-i-»- 

5 I " j2 g 



parata csteras Excellis Orbis vna pukhri- 

















- " - 3 B S 
Hfc — — s— 






ita 





Sit Tri Ufi tati fempiterna gloria; Honor ,pote- 



23 1 ^L'É"3 



ilas^atque iubi Iati©* In tatc»qttfe 



Del Cani» Sorale 



gubcrnat omnia, Per v ni uerfa siculo rum 



cula. A meri. 

A Mattutino , JEternk Chrifti màheri j vedi a! Co- 
mune degli Àpoftoli Cap. 4. §> i. 



Alle Laude; 




■ 1 a m ■ ■ ■ V — = 5 — 




> ^ J B a * — v i" 








Beà te Paftor Petre clemes aceipe voces 


Precan- 



& I 



tum , etimi numque vincula Ver bo re fpl- 



iiUL 



-a- 



ire j cui pctefras tradita A pe ri re terris C^Iurn, 



Libro Sejlo . 
i—Hg , 1 ii - tao* 


r*9 


^ a ■.■ j _ : 




. a pcrtù claudcre. 














1 


Egregie Dodor Paule mcresi 


aftrue, Etnoflra 




. - / 4 


f* *«♦ '■ a 






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7 ^ « « — ■ 


tecum pc&ora inC$lutntrahc:Vc lata duai 
i - - 






"f* 3 " „ 1 3 Ìb 3*«l IL? - -3 - 




- a ' u ! ~ s sì " la 


u ^ . , j .. mmm-, 

mcridiem ccrnat iides , E t solis inftar fola re- 


^ m m | ■ - - ■ - « 


tei ng| B | 

griéteharitas. 

- r- , 1 


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1«i X . « Àbh ^ b Sani' 


— ^z+jl 





Sic Trini tati sempiterna ^!or?a ; Hoj;or-powcO?r , 



atq&g 



£90 


Del Caute (orale 


r 


te ® tra mzi 


tea ho ® « 




a 3@a 




-ih* 




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atque iubi latio , in vnitate qucrgubernat 


\ r 








jlA g n 1 












omnj a 


Per 


vniuerfa eterni ta tis s^cu la* 








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7S(e//tf Fr./fo S. Lifabetta l{eg. diTortog. §. 14. 





m ^ 1 












"i^j -»a 


[ — - a -^ 











Dannare cai fis'Ìmpct f V'] fafeth horfiS,rnopfq fteo 



iata/c regno pia: cune • 



Ea 



Libro Sejìe. 



4— Hr 



2pt 



■ S S- : 

— 55- ^ 1- 



T: G r — 



.1 ! ~ 

En fulgidis receptaCdi fedibus.Sidercequedom 'ditata 
_L ^ 



■f ir *k m t \- 



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san cris gaudio . 



3 E- 



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-SS 35 

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KuncrcgnatinrcrCclitesbc atioi^F r ^ro* caftr M£cés 



» 7- — 

is b ■ a. 

















c;u# vera fint regni bona « 



-su*- 



Patri potcft«s 3 Filioquegloria,Pcrpetiiumq;dccu$ 





_ m 








I I 

tibi t alme Spiritili. A cuen. 






T a 





Del Canto Corale 

rella Fefii diS. Maria Maddalena. §, 15. 

jg ^ — ■ jjg ~ • g;* ~ * -t Come ftp 

A Vefpro yjTT_ :^r^f3 Coronàri^. 

- ! — — < — — — J C, 4, §. 6. 

Fa ter superni lu roinisu 

fucila Fefta di S* Tictro in Vincala . $.16. 
A Vefpro. 















^Hr^-g — ri"»* 5 -* 




JJt ^-g^-i JL g ; g_ sj-SH*— 


1 V- 



Mirismo disrepete hber .ferrea Chriito itiben te 
J — »- 



1 



Vincla Petrus cxuit: Ouilis illc Paftor,& Retìor 



F 3 



jS— SÉ ! 



n 3 ET 



gregis, Vita? recludit pafcua>& fontcs sacros > Òucf* 
, ,, V . L - 



LihroSefiol ip| 

T . 



... — — g* - g! 

ETJ-S-fl- 3 -* U 1 -A 



11! ■ 



Patri perenne fit per aruu glo ria^Tibiqaa Iati- 

, ■ - -f K — 21— — - — ST- 



— «Ht- 



-Sa — ■ & ~ 

_ o-S-J ». 



q: 



desconcinamusinclytas Eterne Nate, fit Superne 

Jgmmm .... j. 



B 

*— — i& 



, 1 



Spiritus Honortibx decufque sanfta iugiter lati- 



K 



~E & 



detur omne Trini ras per SECulunu A mcn • 
T^ella Trasfigurazione del Signore . §• 1 7. 



QuicnttiqHC Chrittnm <ju*riti5 ©culos in altnm tol 



lite 





De/ Crftff o Corai 


Et 






MI 




. . . iran - - m — 


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lite: 


pò* «■ g mi mk 

lllic lice bic vifere 


Signumpe rennis 



gloria? . 

A Terza, e a Compieta come l'Inno dì Vcfpro * * 
deirAfcenfionc , che è il medefimo . 

7%eirÈfaltaz4one della Croce. §• i8 # 

( * Cornei! 
A Vefp. {|^I?aI!ZZZij| L8'^S£Sl Q™>m terra 
-w.f-- — ^-^^^•.«1 vedi fopra 

11 c. 3 ,s.s. 

Vexil la Rcgis prodeunt. 



?^ellaFeftd di S. Michele Arcangelo. §. i£. 

'Coro 

X e ^ 



A Vefp» sf ' ' ""^T Cornea/a 



eMatt. pg t ,3~"?-a~ 



?: -pw"-^ SE —HlCap.x.S.a 

1 c splendor 9 & rir tus Patias • 



Libro Sefo. 295 
Allo *n^ZL~—n~2~ 2 -311 Come PìcfitmtÙ* 

j i i u. 

Chnfte San&orum. 
Tacila Ve fu de' SS. Jtngdì Cuftodi , 2 o. 

— — • Cóme 5^rm /à- 

AVcfp. .glIZIfas— - * , vedi al 

7L»-5-! — ■ 1 Czp.ì.ii. 

Cu ite des hominuni . 

Tacila Tcfta di S. Ttrefia • §. 2. r . 

s~*àì — 3" T Come 

A Vcfp: 6 ^l2l|I*IZZ l"— il*--] Corona Vt^-g. 

3 ~ — - « — 1 Cap. 4 

Rcgis super ni nunua. 

F<?/h* ir«ft/ 1 • §.22. 



i 






















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Pia care,Chrifl:e 5 seruiili^Quibus iPatnsdermnuam 

T 4 t«* 



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Dd Canto Corde 



te. 



g» - — B- 



Tua? ad tribunal gratin Patrona Virgo poftulat . 

Alle Laude S^/af/j <eftrft* <^or,a Terzane a Com- 
pieta il tutto fopra Unno di Vefpro « 

Del Comune de Santi. Cap.q. 

Tacila Fefta degli jlpftolì . §. i. 



A VcfpfOj 


e alle Laude. 

""2* (1 — ^ g N ■■ fi 






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ì ^...i„ E p. 










Exultet Or bis gaudi). 


s : Cf lum refuket laudibus , 




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•a ^ ni ... . 


— ^ 5t«--_ 


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AportolommgloriamT«llus jCta ftra con cinunt* 



Nel tempo Pafquale a Veipro . 



< Triftcs erant Apoftoli De Chrifti acerbo funere 



i 

-gj — a — 



quc morte crude liiSma Seruinccarant impi h 
2Vr un Martire. §.2. 
A V efpro , c Mattutiuo . 



1 ; s-e-g- 


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Deus tu oru militimi Sors, et coronarne mium, 

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IS-a "V bM-jb — » — 



Laudes cariente* Martyria Àbfohienexu criminisi 

Alle Laude i Imtift? tfàrtyr , come Deus ttrerm 
tifiti f ftp . 



8d Cantò Cerale 

"~^T Coaie Triftes 
_a^4 crant ^poftoliipo 




poPaf. Bcus tu cruna qailkum. 

Ter più 'Martìri. § ^ 



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San&orum mentis inciyta gaudia Pàgamus so cij 



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geftaque forti a Glifcensfertanimuspromere 



«id- 



eali tibus Vittorù gcnusop tlàumu ^ 



Nel tem- ~- mmmmmmt T Come Triftes 



po Pafq. ff . - ?J!_ B » 

a Vefp. 



Rex glori efe Martyrmii » 



ertf«£ ^ipo fiati 
J, poftoqui fop. 



2Vr 



Libro Scfie. zq? 

Ter ynConfefsoreTonteJjce . §4. 
A Ycfpro ,e Mattutino , 



. —SS- B-J~ S 

J3-«— 5 1— 



Iftc Confeflbr Domini ,colences Quc pie Iati dant 
1 , 





"fa ! v a 1 


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populi per Orbe : P 


[ac diete tus meruit beatas 















Scanderc fedes • 
Se non è il dì della morte , fi dica il Tegnente Verfo • 



K-»~^-B I 

HaC die te tus me- nit supremos Latrdis han^ros. 



AI- 



5 oc Del Canto Corde 

Altra Aria dell'Inno deCon fetori . 



£5 £3 



-83- 



HE — 



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% fte Confeffor Domini, colentes Qué pie laudane 

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Ti 



Sri 



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Ti 



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populipcr Orbe: 



4acdielartus tneruit beatas 



Scandcre fedes « 
laude fcjT 



le fu Rcdemptor omnium ♦ 
Ter >n Confefson nm Pontefice • §. $J 

A Vcfpro,c Mattutino , vedi fopra il primo Ifie 
Conf efior. §. 4. 

Aik Laude , Jefu Corona celfm ,«?me Cerwa ffo 
gfmw ; poftf qui appreff* • 



Libro Sefio . 
Delle Vergini. 
A Vefpro , e alle Laude ♦ 



gai 



te ra m ^ KM MB 


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Iefu, Corona Virginù,C 


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^uéMatcr il la coqcipit , 




— a =-8—=- 1 


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Quce fola Virgo parturit; Heec vota clcmés acci pe „ 

lAMatt. ^z;z;ir3i"_ai; poboàic*?*}* ¥ 

Virginis Prolcs. 
Ts^e//^ Fe/k delle Sante non Vergini > ni TtUrtirì . §. 7« 



3^^^^^ g Ì^~^T Come le\uQo 

Z< SL—, rana Virghi 

(opra . 



forum viri li peftQKi 



g©r Bel Canto Corale 

Isella Dedicazione della Cbie fa * §,8. 
A Vefpro, c alle Laude . 



Caelcftis Vrbs Ierufalem^Bc ara pacis vi fio> 



EM> i Ih §T 



Qua: celfa de viuentibus, .Sexis ad a tira tolle- 









7 . . .. j 






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Spon foq. 


ritti 


cinge ri< 


> MiiléAngc 



"^Ha — »~~] 

lonim millibus. 



Alte Laude, -^//<? Qlymfi vertice , fi canta come 
fucile di Vefpro • 



Libro Sefìo* 



De! modo di editare gl'inni > che fono * Mattutino >e alle 
Laude , non [oliti cantarfi nella nojira Metropolitana^ 
per chi gli rolefie cantare . Cap. 5. 

NEI §. dell'antecedente Capitola ho pofti folamente 
quegV Inni , che fi fogliano cantare nella no£Lra_# 
Metropolitana Fi rentina 3 tralafciati gli altri perchè 
fui non fi cantano; ma perchè e 1 fi può per accidente 
dareilcafo,chc alcuno di quei tralafciati > in qualche 
ialtraChiefa fi debba cantare, per ragione d.i Titolare, 
o del Padrone, o di qualche altra Fefìiuita folita a ce- 
lebrarli più (biennemente, hò fiimato bene porre in_» 
quefto luogo tutti i tralafciati di (oprale accennare-* 
come vadano intonati 3 procedendo col medefimo ordi- 
ne , che ini fi è tenuto . 

Ideile Domeniche delV^uueuto. % 1. 

A Mattutino, Verhuw s&pcrnum predienti alle Laude 
En darà vox redarguii > s* in tuonano come Creator alme 
ftderum > fopra cap. 1. % 1 . 

Isella Quarefima , §• a* 

A Matt. Ex more doSi myfìkOyzWc Laude, Ofol falliti^ 
'ntimrs , s'intuonano come binili benigne Cwàitor > fopra 
:ap. j, 

Ze&h 



jgQ4 'Del Qantò Corale 

Tempo di Tajfione % e Fefie di S* Croce §. 5. 

A Matt. Tange lingua glorio fi lauream, alle Laudi, 
ttixtrascx qui lampercgit , s'intuonano come il Tango 
lingnadcl Corp. Dom.cap. t. §. 1 u 

Tacila Te/la di Scartina. §.4. 

A Matt. I^on Ulani cruci ans > alle Laudi , Tu natale fa- 
tum 3 s mtuonano come , 'Martina etichi > cap. 3. §. 4* 

Isella Fc(la di S. Gittfeppe . §. 5 . 

A Mattut. Cdituui loftpb , fi canta come l'Inno di S # 
Gio. Bzzii(& y Ft queant laxis >cap. 3 §> 12. Alle Laudi* 
Ifte quem lati , fi canta come il primo Ifte Conf efior > cap» 

Tacila Tcjta di S. Ermenegildo. §. 6. 

A Mattut. Ttyllis te genitori canta come %cgdi solh, 
cap. 3. §• 7. 

^ellaFefiadiSan Venanzio. §.7. 

A Matt. jMtfé Cbrifli nobìlis , alle Laudi , Dim tcMt 
pMsla Lucifera sintuonanoconiQ TiUrtyr Sei Venmins $ 
cap. **S.fe* Neil* 



Libro Sefie ] 30$ 

Tacila Jefia di S. Maria 'Maddalena. §.8. 

A Mattut. Maria caflis ofcnlis, alle Laudi, Summt 
Tarentis vnice , fi cantano come Tater superni luminisM 
cap,J.§. 15. 

T^ella Trasfigurazione del Sig. §. p. 

Alle Laudi , Lux almafefn mentimi > fi canta come z 
Vcfpro , cap. §.17. 

Tacila Fefia de 9 SS. àngioli Cuftodi* §. io. 

Alle Laudi . Eterne \eftor sidernm , fi canta come 
lefu corona ftrg. cap. 4. §. 6. 

Isella Fefla diS. Terefta . §. 1 1. 

A Mattut. Iteceft dies , qua candid*, fi canta come 
l'Inno di Yefpro. cap. $,§.11. 

Bel Comune de* Santi . Cap. 6. 
Degli Apolìoli nel tempo Vafquale . §. s . 

Alle Laudi y T afflale Mando gaudi um, fi canta come 
Triflcs vrantvfpoft. cap. 4. § f 1. 



1 



go5 Del Canta Cerale, 

Per W Martire nel Temp* Vafquale . §• z* 

Alle Laudi , fnuiefe Tdartyr , vnicum , come Trifies 
crant +4pofl. cap. 4* §. i« 

Ter più Martiri §. 

A Mzttut. Cbrijìo profufkm sanguinem , e alle Laudi, 
1^* gloriofe Ttiartyrum > fi cantano come lefu won& 
Virg. capt4Ǥ.6t 

Ter più Martiri nel Tempo Tafanale . §.4. "< 

A Mattut. f hriflo profnfum sanguine™, e alle Laudi, 
%ex gloriofe Martyrum , fi cantano come Trifies erant 
Jfpefl* cap. 4» §. 1. ed in fine fempre Te nnnc m 

Tacile Fefte delle Sante nè Vergini , ni Martiri. §. rf, 

A Mzt.Hums eratu, fi canta come *7 ^ueant laxis 9 
cap: 3-§.ix. 



V 



LA 



libro Scflo< 3°7 

LA MA TTINA 

D E L L A 

PVRIFIGAZIONE 

DI MARIA VERG 

ALLA PROCESSIONE . 
Antif. 

^t:z:;«:;^:;:::3z;::;ii!5i?:s:jr^ 

. m \ ... _ 



E xur ge Domine a diuua nos.c'c 



li be ra nospro pter no nien 



tu um . Tf.De us au ri bus no- 

V z &ÙS 



jo8 Ve! Cknt» ferale 



{tris au di ui mas pa tres noftrisan nun- 

ci a ue runt no bis • ^.Glori a Patri,&c. 
Procedamus in pace . vedi a c^r. z$z. 

Adorna thalamù tu um Si on , 8$ 

■f 



YciperegS Chri ftom: ampie &ere Msh 



«am 



tibrtSejìoì 

ri zm , qua? eli coele flis porta ip- 

fa e nini por tat re geni glori s , 



noni luminis: ftib hftitVir go,ad> 



dacens in manibns Fi litro an .te La» 



i 9 - ~-? — — — .»s 

ci fé rum ge ni tum , qué ac- 



ci piens Simeon in vlnas fu a* 
pradi ca uitpo pu lis*Do mi num 



_ ^ . , _ . , 

e iim cf fe vi ta?> & mor- 



libro Se fi a ; i 1 * 



((_.- 

tisi & Sai ua to rem Mun di. 

Altra jùitif. che comincia Uefponfum vedi nel 
"Rituale • 



T^eW entrare in Cbicfa fi canta il fluente 

| ^ —Mfi^ ^ 



Obtu le runtpro e o Do minopar- 



tur m tum,autdu ospul los 



co* 




co luna ba rum, Si cut /cri- 




Domi ni.^.Poftquàau tem ira- 




pie tifunteii cs purga ti. onis Mari a 



.« —-2—- 



fcciinduni le gem'Mòy u,tiilerunt le- 



- -B--B--E- -B-S3- -■- "j*-*^-** 



fum in le ru falcili , ve li ite rene e 



uni 



4 JLJ?— 



Do mi no, 



Sicut ieri ptum. 



^r. Glo ria Pa tri, & Fili o, & Spi- 



ri tu i 



San cto. cutfcr<p. 



X 



DO- 



3*4 Belcanto Corate 

N E L L A 

DOMENICA 
DELLE PALME 

ALLA PROCESSIONE. 

•fy. Procedamus in pace , vedi a cai*. 
^Antifona . 

! --g — 3 -«-«-o s «a \ 



Cum ap propinqua ret Do mi nus 



1 



le ro fo \y mam,mi fit d Li- 



ve 



OS 



t-flro Se fa. 515 




os ex diici pu lis fa is di cens ; 




i te in ca fteiliuroquod eft con- 



— — — : 3^«5-^ 

5 ì^^i-" 5 — 

a 5 -" - — f 

tra vos , & in ue ni e tis pulitini 



"_^^^ a T § 



A li nz al li 



gattini ^ super 



. Del Canto '.'arde 

quemnullus ho mi num fediti sol ui* 



auLi*B_sL.a 



te , & adda ci te mihi : lì 



! . B —5. , 



quisvos in ter ro ga ite rit, 



A. u« b— b— - n z -*- 



di ci te; Opus Do mi no cft. 

SoU 



Soluen tcs ad du xeruntad le- 
fum,& impo fu cruntil li velli mcn- 



ta fu a, & fe die fu per c- 

_Z . 7 - . ^ «Z-ZZ— Z--Z~ZZZZI 

um ; a li j txpandebant ve fiimcn- 



? i3 Belcanto Corde 

ta fu a in vi a." ali j ra mos de 




arbo ri busfter nebant; & qui feque- 



_ LT^i 



bantur clamabant:Ho farina be ne di fìus 




qui venit inno mi ne Do mi ni: be ne- 



cli&um 



C_ * ^ -a-s*,"-"- 



di&umregnumpatris no ftri Da uid . Ho- 



— ;z.:...z:::z:.^:*^: — 

fan na in excel fisi nii fe re- 



>- g -d — t»-a-y^^..-f- 

re no bis fili Da uii. 



/l/rre Antifone , »réaft urf Rkuale 



In 



J10 



ÌJti Canto Corale 



M ritorno della Trocefftone aitanti la Torta 
fi cantano i feguenti 
Verft. 



;r._- Mg — ■-«=-« i - 

Gloria >laus>& ho nor ti bifitRex Chri- 



£3 



fte re demptor; cui pu e ri le de cus 



prom pfit Ho fan na paini , Glo ria,&c 



Is ra clestu RexDa ui dis , & in cly- 




ta prole? ; No mine c^ui in Do mi ni 




rcx bc ne di fìe ve nis. Glori a ; &c. 




Css tus in excel fìs te lau dat ex li cus 




oinni$ ; & mortalis homo cuti àa ere* 




3 ta fi mul . Glori a,&c 




PlabsHebrarati bi campai mis ob ni am 




venit cimi prece, vo to, hymni$,adui- 



fz& i Si % j 3 j 




m£ ."* " ' *E BE 

muscc ce tibi. Glori a. 




Hi ti bi paf fu ro sol uc bantmu iii- 




a laudis: nos ti bi regnati ti pan gì- 
musec ce melos, Clorì a. 



3 2 ^ Tkl Czntò *orde 

T^eir entrare in Chiefa fi canta il feguerte t{pfp 

A 

3 ZflS*— 



In gre di en te Do mi no in san fìam 




ci ni ta temHaebre o* 




rumpiie ri refur re ài o nem vi- 




ta prò mi» ci Mi tes. 



«-.-.b-^ ■^■5«S-2«~ a_«5^ 

.xzz:r:^r:i:ii ::z:z:z::; zzz 

Cum ra nlis pai ma rum, Hofaa- 



na da ma bant in ex cel fis . 
a HB — .^L *-*a! Eh-E— Hfr- — ~sg— —a — b a ■ #^ 



^r. Cumau difTetpo pulusquod le hts veni- 



ret Iero fo li mani c xi e runt ob- - 

uìaro 



l%6 



Bel timo Cord* 



■~i**-a— 5 -V 



-« 



niam e i. Cumrà mis&e. 

T^on fi dice il Gloria Tatù \ 



Perfi da cantarft dalle fanciulle nel Monacarli , 
alla Torta del Monaftero • 

La l^oui^ia . 
1 gai ~a-a —g-a H - « -a —'a ^g-a-a-a ^ 



À pe ri te mi hi por tas iu ftiri e,& in- 

p"z«:":?:*z!:;iizir;:;iiir: 

grtfifa ih e as con fits box Do mi no . 

ti 



Libro S sfai 
Le 1 



Monache . 



927 



£ ^ m JL&^ 



Haec porta Po mini iu fti in tra,t>un?mc am , 
LaT^pui^ia nell'entrare nel Monafìera. 



In greci ar in locum ta bernacu li ad mi-. 

-■-■~S- M -"'" J-S-^T 

— , — ■ — — ™~ 



si _ ■ 

1 ■■ ■M ^^t«l»«^ 



ra bi lis vfq. adDomum Dei. 

Le Monache . — 
: B «««-«-■-«-•-a-«-g-«=-4i—#^ 

^T^rr^r — '-r r 11 " . 



HcceftDomus Do minifir mitcr e di fi* 

cara 



jx8 



Del Cauto Orale 



I 



— ' B ! *~ 



ca ta be ne fun da ta eft fu pra firmam petrà . 
la Typuiya entrata nel Mortaserò « 



Haecre qui es mea in f# cu lum farcii li 



hic habitabo quo niam e le gi e am. 



MO- 



MODO DI CANTAR 



COMPIETA 

labe Domne , T^ofìem quietarti , Fratres fobij 
efote , &c. Conserte nos , e Deus in 
adiut. yedi fopra a cor. 242. e 
144. Ant, 




Mife re re mihi Domine, & 




e xau di orati nesnmcara. Cuoi 




in uoiarcm • 



T^el tempo Tappale inluog* dell 9 Mt.Mfemc < 
/? crfffta la feguente , 



Al le lu ia> al le In ia> al le la- 



! 



h > al le Hi ia. Cum inuocarem • 

frJota come dal giorno di Pafcjua di Refurr^ 
/ione fino al Sabato m Atois exclufiue fi 
cantano quattro Alleluia * dal fuddeno 
Sabato fino a cucco il tempo Pafquale fenc 
cantano tre fole fopra ie medefimc note * 
ftralcicando le note del quarto Allelui 
fopra del t< rzo ♦ 

Ttfodo di cantare l'Inno Te luci* ante terminuw* 
fra i MtiQ > vedi fipra a ar* 



3?i 



filtri modi ài cantarlo in diuerfi tvnfyt vedi 
fopra mi Lib. 6, a car, 163. 

I£. breue fra 1* Anìiò • 

3:?z:::^-±~E:£z!:^ 

Inmantis tu as Domine Com aiendo 



Spi ritum mcum. >$r, Redemifti nos Do* 



siine Deus ve ri ta tis . Com mendo. 



33* 



lina !::s*:;:r:~:i:!!: 

^. Glori a Pa tri,& Fi li o, & Spiri- 



t 3EE§ 



tu i San do. la manu$,&c. 

^. Cuflodi nos Do mine vt pupillam o 
^.Sub vmbra alarum tuarum prò te* 



cu li . 

genesi 



J£. br. nel tempo Tafquaie . 
livnuniisruasDQmi ne Comendo Spiri- 



tummeum Al le Iu ia,al lelu ia.^r. Re- 



di 



de mifti nos Domine Deus veri tatis - 



^.Glori a Patri, Se Fi li o>& Spi riti> 



7 



ìSan 



9 * 



te 



*ir. Cu flodi nos "Domi tic vtpupillamo cu- 
Subvmbra alarum tuarum prote ge- 



£ -_ LanxI . ,, m . - - ai « 



lìi Alle Ima. 
Dos» Alle luia. 



\Al Cànt. fyaic dimittìs * Mi. 



I::za 



■ ■ _ 



Saia* nos Do mi ne vigilantes cufto* 



dì 



S3? 



dinosdor rnientcs vtvi gi lemuscuChri- 



I 



fio, & re quicfc* musin pa ce. Temp. 

Pafch. 

_ r ^, ^ 



Alle luia, Nuncdimit tis* 

JWc?rfo rf/ canpare l'Orione Vifxta > yedifopr* 
4 ta<. 244. 

Antifone finali in tutti l\Anno > Wii 
far* 4 un %4S< 



MODO DI CANTARE 

I R E S P. BREVI 

DI T E R Z 2 

FRA L' A N N O 

t Ideile Domeniche dell' véuuentol 
: ty. breue. 

Ve ni ad libc randum nos Do mine 

?:~;:-:"SE^ : 3:"*"E H 

J _ m r » m m T 

De usvirtutum.^.Oftcndéfaciem tu- 




am , & fai ui erimus. Domine. ^.Glo- 




ri a Patri, & Fi iio, & Spiri tu i 




San&o. Veni>&c« 



^r.Timebunt gen tes no men tuum Do- 
^.Ecomnes re ges terra; glo riaro tu- 



WiQf 



Si 8 



mine, 
am . 



Tacila vigilia del Santo Tettale • 
Hodi e fci etis Quia ve ni et 



Domiousè Et mane vide bitisgloriam 



euis 



ÌÌ9 




cius. Qui a. G\o ri à Pà tri, & 




Fi li o, & Spiri tu iSando . Hodie,&c 

Conftantes eftote • 
Vidcbitisauxilium Domini fupcr vos. 

'Tacila T^atiuita del Signore * 

$l breue. 




Verbi caro fatìumeìU Alle Iti ia^al- 



AH ìeluìat 



le lu ia/^.Et habi tauit innobis.^. Glo* 



ri a Pa tri, & Fi li Q , ^ Spi ri tu i 



San&o. Verbum, &c. 



p . 



^•Ipfe ia uo. cabit me £ Alle lu ia« 
p. Pater me us estu ,Mle lu ia. 



34* 



2&11 Epifania del Signore, 
IV. breue . 



Regestharlìs,& ift fui» mu ne ra 



of fe rcntiAl le In ia>alle Iu la» 



f * 4 



^.Reges A rabum^ Saba dona ad du- 



A a | 



cent 



tisi farà Cesse 



34> 



cent . ^r. Glori a Pa tri. Reges, &c. 



^. Om ncs de Saba venient,Alle lu- 
■9?. Aurum, &thus deferentes, Aìk "lu- 



^?//<i /i^4 del Ttyme di Cicsù. 
breue. 




SitnomenDgmi nibe ncdiftum, A Ile- 




in cu Jumj Allei. Glori a Farri • 

... 

H b 4 t.Atfer> 



544 

ir. AfFerte Domino gloriarti , & honorcmJ 
Alleluia. 

Jtr. AfFerte Domino gloriam nomini eius 
Alleluia • 



Tacile Dòmenìche dopo l'Epifania , Settuagefmà 
Sejìagefìma > QHf*<l c dopo la Tenteco- 
fie fino ali *Anuento • 

breue . 

In eli na cor meum Deus , In tetìimo- 



ri & tu z\ ir. Aucrte ocu ìos 



mecs 



34 

me os ne vi de ant va ni tatem in 




vi a tu a vi ni fi ca me. . In teli. 




Glo ri a Pa tvi 3 &c Fi li o,& 




"4 



Spi ri tu i San fio, Indi na. 



34* 



^r. E go di xi Do mine mi fe rcre me- 
p* Sa na animam meam quia peccatati- 



1 * 

bi. 



Demcnkbe di S^iarefima* 
fé, brcue. 



■ 1 — — ■? — — — ♦ — 

j Ip fe li berauitme. De la qtie- 

B b ove- 



librò SeftOo 



347 



o vcnan riunì. ^r. Et a ver bo 



af pero. Delaq. Glori a. 

ì&vScapulis fuis oburnbrabit tibi • 
Et fùbpennis eius fperabis» 

Tstflla 'Domenica di Tajfione > e Talme , 

9?. breuc. 



? ;%1 |>; o! 5d 3UU ©• 

E ni c a fumé a De us a- 




nimatn me am. >5r.Et de maini ca nis 




V ni canimcam . Deus« E ru e." 

De ore leonis liberi me Domine e 
£!. Et a cornibus vmeornium hunrilitatemJ 
meam . 

%{ella fefia de Sene Dolori di filaria Verginei 



Jg. breuc. 




Po fuic me De io la tam* 



jjft* V* :<r "^ ^^ij^ 



4 



Tota di e mcrorcccn fcftam. DcfoK 

t -5-7 fi- 



Glori a. Pofuit ^ 

<r. Facies mca intumtiita fìetiu 
Ifc.Et palpebra mese caligauerunt « 

T^elle Domeniche dofo Tafaw. 

T}L. breue. 

Sur rexit Pominus de Scpulchroa Alle- „ 



35° 



iuia > alle ìu ia Qui prò no bis 

S~ »- — - T ~—~ — 



pc pcndit in Ugno • Alleh Glori à Patri* 

^•Surrexit Dominus vere Alleluia , 
J£. Et apparuit Simoni Alleluia • 

tyìì'tAfcenjione del Signore £ 

jg.breuei 

pL~ • -5^--*~*-^ì-. s **^^ 



Àlcen dit Deus in iti fcila ti o ne , AI- 



3i:±" 



35r 



le lu ia,aì le Ut ia.^r* Et Do mi- 



nusin voce tu ba% Glori a. vtfupra 

Afcendens Chriftus in altnm , alleluia* 
$!»Captiuam duxit captiukatem , allei. 

Ter lo Spirito Santo • 
breiiCt 



Spi ritus Do mini re pie uitorbcm 



ter- 



ter ramni, al le lu ia , alle ìu ia. 



Et hoc quod continct omnia fei en- 

ti am habetvo cis. Allei. Glori- 
ì— — *— I~u-*— • - , 

*r*%* f rS 

a Pa tri» Spiritus.' 

ir ypìncusparaclitùs , alleluiai 
Docebit vosomnia , Alleluia, 



Libri Ufi -e. 



35} 



Ter lafeffa della Santissima Trinità* 
breue. 



^ ^tr-mi— 



Be nedicamus Patrem Fi li uai 

Curn San&o Spiritili ^. Laudcmus « « 

" - -ìÌt,t„ ... ~ 

& fuper exal temus eum iti f#cu la 



B b Cam 



Del Canto Cerale 



Cum. Glo ri a Patri. 

ifcv Renedi&us es Domine in firmamento Cali , 
Et laudabilis , & gleriofus in fecula-. 

Ter là fefla del Corpus Domini . 
f£. breue • 



E — ■ — » mm »■ wn i — ,J>I> »-s j — 

; Pancm Cceli de dite is. Al Ir loia, 



al le lu ia ^.Panern Ange! or uni man- 



duca* 



ducauìt homo. Allei. Glori a Patri 

yt in TV 



^r.Cihauit illos ex adipe frumenti , alleluia. 
Etdepetra mtllelattrraint eos ? alleluia. 

Ter la fefia dell' /unendone della C wce « 

breue. ' 



l i ~ § -*-ki^ 

S:*^:*:::*-:!:?:::z:~ 

i - 

Hoc fignum Crucis erit inCcelo, ÀI- 



le In ia,ai le lu ia.^.Cum Domìnus 



B b % ai 



|$6 V'd Canto Corife 




ad iudi caa dum vcM-.rit. Allei. , 




Glori a Pa tri. Hocfignum- 

<r. Adoramuste Chrifte,& benedicimus tibi, 
Alleluia . 

J!, Quia per Crucerai tuam redemifti -mundum % 
alleluia. 



Ter fydpp trigone di S. Michele Arcangelo 
breue * 




Stttìt Ali gelus iu xta aram templi > 

Alle- 



Al le lu ia, al le lu ia.^r.Habens 




a. Allei, Glo ri a. Pa tri. StctitJ 

^. Afccnditfumus aromatumìn confpefìuDfl; 

mini j, alleluia . 
$t. De ma nu Angeli , alleluia , 



£j 8 E&7 C<rrf f o Cord/* 

Teatini tà di S. Ciò. Batifìa* 
pr. breue . 

Fu it homo Mif sus a Deo, 

^==t:z::"=::}:?f!j 



Cu i no men erario annes. Milius. 



Glo ri aPa tri Fi li o. Fuit ♦ 

^r. Inter natos mulicrum non f urrexit maior 
^.loaancBaptiiia . 



Te* 



libro Se [io. 359 
Ter la ftftà della Madonna del Carmine. 
Jp. breuc . 



m m 



San da De i geni trix Virgo fem- 

BmZm 553a^ 



per Mari a . ^Jr. Inter cede prò no bis 



a e ■ m Z 1 



Ut, 



ad Dominimi Deu noftrum. Virgo . Glo* 



r ...:a— 



ri aPa tri, Sa scìa* 
fi b 4 



t-Peft 



%6o 



Del Canto ZeraU 



>5r. Poti partiim virgo inuiolata permanfiftì « 
Dei genitnx intercede prò nobis, 

Isella Trasognatone del Signore ♦ 

fi. breue. 



Glo ri ofus ap pa ru i Ili in con- 



fpe &u Domini , Al le lu ia, al le la- 



M« tq Jtorca decorcai inda it 



litrroScjh; 3*1 



te Do minus. Allei. Glori a Patri. 

ir. Gloria, & hoaore coronarti eum Domine a 
Alleluia , 

jp.Et confticuifti cum fuper opera manuum tu** 
rum, alleluia * ! 

T^ella ftfta dell' ^fan^jone di Maria yergine. 

breue» 

^ri:g:^:;sziìz:g qp:«y 

E xaka ta cft San ài pc i ge- 
i| - g g , il™.* JE_H JLj._*^ 

niirix. ^.SwpaChosos Ange lorwoi 



3<5 i piiC&toCóràft 



















adece ledi a 


regna. 


San&a . 


Glori- 











!f::~zfz: 

















a Pa tri, E xaltata. 



ir. A fTumpta eft Maria in Cari uni gaudent An- 
geli. 

1^. Laudantes benedicunt Dominum . 

3yeir altre fefte di 'Maria forgine, che non hanno 
i J}l. br. Propri > fi vadia ai Comune , 

Ter lafefia di'SMchtle drcang e l Jlngd Cuftode. 

5?. breue . 



SteticAn ge lus luxta aram Tem- 
ali. 



' -Librò Sejlóì 



1*1 




pli.^Habens thuri bulumau re utn 



in ma nu fu a. Iuxta. Glori a 



Pa tri, Stetìc. 

ì}r. Afccndic fumus arotnatura in con fpe&u Do- 
ti ini . 
52, tremami Angeli- 

T^ell* altre fefe ie S&ni che non àueranno i fi. 
br. prop) 1 , fi ìa$iU al Cornane • 





364 'PdCmtiCmét 

Comune degf ^ipoftuiì, 
J}Z. breuc. 



In omnem terram E xi uit fo- 
nus c orum .^r.Etinfi nes or bis ter- 



tx verbae orum . E xi uit. Glo- 



ti aPa tri 4 la omnem* 

^r. Con; 



ItbnSefki 3*5 

** - u, , u ^ 1 , r — r-^ , w u._>-i ir 1 1 2. 

^.Confli tuese osprin cipesfu perom- 
JJ>. Memores crune no minis tu i Do 

111311111 



ne terra m . 
mine* 



Comune degli* jtyvfalr j e 'Martiri nel tempo Tafq. 
£c. bretic • 

San &i,&iu (li in Do minogandete, 

MI* 



$66 * Cmirttrafe 

Al le luia,al le lu ia ^r.Vos e le- 



g- 2 — « » -a- s — ■ ■ 



git De usinhere dita rem fi bu Allei. 



Glori a Pa tri, & Fi li o,& Spi ri- 



tu i San&o. San&i* 



Lux perpetua lucebit fanftis tuis r Domine > 
Alleluia. 

Et arteraitas temporum, alleluia . 



Comune d' vn 'Martire • 
9?.breuc . 



-ri ri— a ■ 



a 



i 9 ■ 



Glori a,&hono re Co ro na fti 
— m"m — —t 



cutnDo mine . >$r. Et con fti tu i fti 

sr-= 



— , — 



c um fuper ope ri nuuuum tua- 



rumi Coron. Glori a Pa tri,, Gloria. 

ir. Pofuifti Domine fuper caput eius • 
$L Coronam de lapide pretiòfo % 

Comune d* >n Martire net tempo Tafquale , Jfc 
br t S&n&i><k iufti . come fopr4 al Co- 
mune degli sApoftoli del tempo 
Tafanale . 

Comune di più Martiri » 



lp. bf f ue • 




t*u mi ni in Do mino » Et e* 




sul ta teiuftu^.Etglo ria mic- 
ini 



LibroScfio* 



■ -——4- — « 



— 



niom ncsre fii cor de. Etcxul. 



Glori a Pa tri, Lxu mini. 

^jr. Exultent indi in cònfpeàu Bei» 
je. Et dde&cntur in tamia . 

Contine dt più Martiri nel tempo Tafanale br» 
àanCti,& iufti. vedi fopra al C< t/a' ne degli 
jtpofloli del tempo Tafanale . 

Còmune de Corifa Tont e non Vontef. 

K. breue. 



■ ■ 



Ama uit e um Doniinus Et or- 

C c ti& 



37° V>d Canto Cerale 

nauiteutn^.Stolam glori x in àxxit 



cum. Et ou Glori a Patria Ama- 

Elegiteum Dominus Sacerdotem fibi « 
jp* Ad facrificandum ci hoiliam laudis. 



Teri Conf. non vontef. 

Os iufti mcditabitur fapientiam , 
|£ f Et lingua cius loquetur iudicium 



Libro $e&$. , . 

371 

Comune de Confefìori Tonte f. e non Tontif. nel 
ttn:fo Tafquale . 

{2. breue. 




AsDAuit e uni Domi nus y & or na uit 




eum Al le lu in, al leluia.^. Stolam 




glori x in du it eum. Alici. Glo- 



C c 2 




ri a Pa tri. Ama uit. 

Elegit eum Donijnus Sacerdotali fibi , 
alleluia. 

J£. Ad facrificandum ci hoftiam laudis , alleluia* 

Ter i Conf, non Tont. 

>5r.Os iufti meditabitur fapientiam, alleluia* 
JK. Et lingua i ìus lcquetur ìudicuim , alleluia . 

Comune delle Vtrg. e non Vcrg. Man. e 
ma Trtqrt, 



fi, breue , 




Spcci e m a, Et pulchri tu di ne 



tu* 



Litro Sefioj 




tu a,^, In tende^prpfpcre procedei 




re gna. Etpulchri- Glori a, Spcci e, 

i5r. Adiuuabitearn Deus vulru fiio. 

Jp. Deus in medio eius non cornmouebitur , 

Comune delle Vergini , e non Verg Trtart, e noi} 
Man. nel tempo Taf quale , 

R bfeue, 
$i*ec* e tua, à pul chrtucii ne ti 



A!- 



374 
;_-«-« 



Al le hi ia,al le lu ia. ^r, Intende, 



profpe re procede & regna. Allei. 



r —X-m-m&^x-K** 

^:!:!:i::rrr:~:::z 



Gloria Patri, & Fi li o. Spe ci e. 

T$r. AdiuuahiteamDeus vultufuo, Alleluia . 
^. Deus in medio eius non coinmouebitur 
allelùia'» 



libro ScBoi 



375 



Comune della Dedicazione della Chiefa . 
Jp. breue. 

Domurn tuam Do mi ne Decet 
fan ditudo.^.Inlongitu di nem di- 



erum . Decet . Glori a • Dcmum • 

Locus ifte fanéhis eft in quo orat Sacerdoti 
£?• Pro deliétis , & peccatis populi . 



C*3 



tf6* Vel Cam Orai* 

Comune della Dedicazione delta Cbieja nel 
tempo Tafqxale. 

p!. breue • 

hm*** — — — — — *st m a&? 



Domum tuam domine decet fàn&i tndo , 



ÀI k lu ia*at le luia.Shln longitù- 

dine di erutti. Allei* Gloria* Doniti,, 

^ 9 Locus eft fandiis eft in quo orat Sacerdos 
Alleluia . 

§£• Pro deli&is , & peccatis populi > alleluia . 
LAVS D E G . 

TÀ- 



?77 

TAVOLA 

DELLE MATERIE, 

Che ft contengono in queflo Libro per ordine 
d* Alfabeto . 

A 

AGnus Dcl,Sancm$,Gloria in <-xc.& Kyrie, tegola per 
faperc in qual corda refti l'Organo , per poter bea 
ripigliarlo; facondo l'vfo della Cattedrale di Firenze, 
che fra l'anno fi cantano ipS 
Agnus Dei, Sanctus Offert. A ilei, Tratti GraduaIi,Glor!a 
in exc* Introiti, Ky r *e , Policomm. Refpon(ori, e Anrif. 
modo d'intonarli \ %/. 
Alleluia con il loro Verfo,modo di conofeere diche Tuo- 

no fieno 157. 
Alleluia del sabato santo, modo di cantarlo 224, 
Alleluia , modo di ripigliarlo dopo cantato il Verfo 158. 
Alleluia, Tratri, Graduali , Gloria in exc. Introiti, Kyrie , 
Offer t. Sanftus,Agnus Dei ,Poftcomm. Refponf. Antif# 
modo d'intonarli 187. 
55, Angioli Cuftodi, fuoi Inni non foliti cantarli , moda 

di cantarli $05: 
ts. Ang.Cuftodi,fuoi Inni Coliti c£tarfi>modo dicanc.2^5. 
Alma , modo di cantarla 145. 

Antifona, hxut ge da cantarti auanti le Litanie alle Proccf- 

Coni delle Rogizioni 507: 
Antifone da cantari] alla l*roceffione delle Candele $07, 
A^ufone da cantari! alia Pro ceifione delie Palme 

D d Ami- 



' 378 

Antifone da canrarfi dalle Monacfee nouelle alla porta de 

Monaftero 326. t 
Antifone finali 14?» 

Antifone.formulc per conofcere i loro Tuoni 147 
Antifone, modo di ripigliarlcdopo emani] > a lmoi 47 
Antifone,o Cantilenedegìi otto Tuoni in quali cordeab*- 

Diano per lo più il lor principio 1 »<f. 
Antifone, perché nel lor line 6 pongano i Secaloruni , » 

l'Euouae 145: ' 
Antifone, regoia perconofeeredi the Tuonoficnour 
Antif .ine, Rcfp. Policomm. Agnus Dei , fenaut.Oftcrt 

Allett i ratti, Graduali , Glur. in exc. ec. modo d'into-.* 

natte ijfe 

Antifone, l'ufTtafj , ed altre commemoisaioni, modo di 
: rare la combinazione nelle loro intonazioni 187 
Appai- zionedi >. Michele Ancangelo 283: 
Apoftoli , lor fcftj 296 

Apoftoli nel Tempo Pa/quaie fuoi Inni uonfoliti cantati 

mododi cantarli 305, 
Afceniìone del Signore 272. 
AfToluzioni modo di cantarle »|o. 
Afperfione 151. 

Auucnto fue Domeniche, loro Inni non foliti canrarfl, 
modo d> cantarli ' 

Auuento Tue Domenicheloro Inni foliti cantadLmodi di 
cantarli i6g ' 

Aue Regina CsElorum.modo di cantarla 147; 

Enedicamus delle Meffe ttf , 
BeneJicamus dc'Vdpri 
Bcnedicarnus , e B-nedicar di Compierà i 4f . 
tJcnedictus, regola per pigliar bene i fuoi Verfiin quallì. 
«x U , 'r',^ ono ^ uan<,oraon a l'Organo I 
B Molle del cantar ie notepei medeù'mo,c per B quadra 
giacente, nafcofto,echecofafia 48. P Ca! 



B 



CAdenze de* Vcrfi nel cantare i Salmi , modo d'acco- 
modami! ulorum elEuouaeiift; 

Cantanti auuifi a* me<defitr i 104. 

Cantici Icro intonazioni fetidi 180: 

Cantici loro inton. zìohì fe(tìue,chf fi chiamano intona- 
zioni maggiori 75: 

Cantilena del conofrcre dalla prima paufa , che comincia,' 
e rcfta in Daéi B quadro acuto fia Tucno fettimo, o 
ottano 154? 

Cantilena nel conofcere dalls prima paufa fenza vedere al- 
tróve Ila di Tuono Autentico o Piagale #|j 

Cantilena modo ài conolcerc quando fia di Tuono Auten- 
tico 77, 

Cantilena modo di conofcere quando fia di Tu.Plagale 8$ 

Cantilena !pofìata,o irregolare > modo di conjfccre di 
che Tuono fia 12* 

Cantilene di quahlu< glia Tuono modo di far le combina- 
zioni nelle loro intonazioni > con i Uno efempi i8a. 

Cantilene di poca afecfa , o difcefa , modo dì conofcere il 
loro Tuono 1.4. 

Cantilene di Tratti Offertori, e Poftcomm. modo di co- 
nofcere di che Tuono fieno 179; 

Cantilene mifte modo di conofeer le per via d^Ila corda 98 

Cantitene mo io per formare la foce Corale ncirintuna- 
zioni diefle 182: 

Cantilene spoftate,o irregolari, perchè fi trouino 12*. 

Canto Fermo, modo per imparare a porta la voce con le 
fei note per le proprietà del medefiono $8. 

Canto Fermo, Molti a delle fuc mutazioni per qualfiuo* 
glia Chiane 5 * , 

Canto Fermo , Moflxe,o richiami delmedefimo 5. 

Canto Fermo, nel cantarle note dieffo li danno i DiefitV 
benché non fi fermino 44. 

D d % Can~ 



l8o 

Canto Fermo o Canto EccleiMlco fua definizione t 
Canto Fermo per chi volete comporre di elfo, modo di' 
conofcerei Tuoni per le loro fpeci ,e quali, e <j Uantc . 

Caiito Fermo fue note , nomi, e Inuentore i. 

Canto Fermo tue paufo ifj. 

Cantori, au'jiii a' medeiìmi »o|. 

Capitolo in qualfiuoglia giorno, modo di cantarlo a?4 

Chiau 1 del La»to Fc- mo 5. 

Chiau idei Canto Fe.mo, che piò comunemente fi troua- 
no 8. 

C i»| l Cant ° FCrm ° ' m ° d ° d ' litl0uar,e fo P« la ma- 

f^ELìà W, nt0 , Fermo ' mo I (,od ""f a P^qu^IIochepona, 
efiere qualfiuogl ia nota per le medeóme d .i Du di Berna* 
dio acuto al Fa di Natura fopiacuta 19 aiD 1ua- 

Chiefa Aia Dedicazione ;cz. 

Commemorazioni , Antifone ,e fiiffragi mo do di far la 
combinazione nell'intonazione dteffi ,S 7 

CoBmùftionedeTuoni,checofasia,edi quante forte io» 
wmmiltone maggiore imperfetta io$; * 
Gommiftione minore imperfetta lof. 
Commiftionemifta 1 ij, 
CommHtione perfetta 108: 

Compieta, modo di tettar con l'Organo nel cantarla to 7 ; 
Compieta , fue intonazioni 142.(131%, 97 
Compieta fua oraz.one, modo di cantarla »44.e * . 9 
Comune de' Santi »96; «,? 

^^°^'^^^ filàtà Cantarfi ' modo 
Comune d vn Martire nei Tempo Pafouale , fuoi Inni non 
fol.tt cantarsi , modo di cantargli ,06. 

^SSl^^^^* 1 ^cwwcil.moJo di 

, Comu- 



38f 

Comune di più Martiri 'nel Tempo Pafquate. fuoi Inni 

non foliti cantarsi , modo di cantarli $06* 
Comune di più Martiri, fuoi Inni foliti cantarsi, mode 

di cantarli 2p8. 
Ccnfcffore non Pontefice, fuo proprio 300. 
Coi'feflorc Pontefice > fuo proprio 199. 
Corfueor,tnoaòdi - amarlo ico. 
Conuersione di S. Paolo 178. 

Conuerte > Deus in adiutorium , modo di cantarlo 244» 
Corpus De mini , fua folennhà 27?. 
Grece fua fcfaltazione 194* 
Croce , fua Inuenziore 283 
s. Croce i fuc fette nel Tempo di Paffione 304; 
Crucifixum in carne, modo di cantarlo 255: 

D 

DF finizione d*l Canto Fermo,o Canto Ecclefiaftico 1: 
Dedicazione della Chiefa302« 
Deduzioni 27 

Deus inadiut.a Terza, e Vclprou8. e modo dirifpon* 

deiealmeaefimo 160: 
Deus in adiutorium, Conuerte, modo di cantarli 244. 
Diapafon o fa Ito d'ottaua , e delle fuc fpecie é8; 
Diapente, eie è quinta perfetta e delle fue fpecie 65Ì 
Diapente, ofleruazioni ìnromoalmedefimo nelle quali fi 

moftra , chf non fempre fopra del La vna nota fi dee 

cantare per Fa 66: 
Diate(Ieron,che nafcedal Dfolrea Gfolreut primo, non 

fempre laràalferuizio del primo Tuono 107. 
Diate fleron,ouuero salto di quarta minore, e delle fue 

fpecie tal 

Dichiarazione deila Mano di Guido Aretino 21: 
Diefis,che nel cantar le note, anche nel Canto Fermo fi 

danno s benché non li fcriuino 44*. 
Ditono a ouucio terza maggiore , e delle fuc fpecie *o: 

D d i Do- 



*8t 

DomeaichedelP Auuento, loro Inni non foliti cantarti; 

inodo di cantarli 333» 
Domeniche dell'Auuento loro Inni foliti cantarfi modo di 

cantarli \66% 

Domeniche, loro Inni foliti cantarfi, modo di cantarli %6$ 
Domine iabia 3 e Deus in adiut. modo di cantarli 



JPj Epifania del Signore ze t. 

Epifania del Sig: formula di canta le Fefte mobili 152, 
Epiftola de* Morti , modo di canraila 125: 
Epiftol* , modo di cantarla 10 9: 
S.Ermenegildo , fua feda, Inni foliti cantarfi, modo di 
cantarli iSo. fuoi Inni infoliti cantaifi, modo di can- 
tagli 304 
Efaltaiionc della Croce 294* 
Euouae , ouueroSaecuIorum 143, . 
Euouae, ouuero Saecuiorumdi ciafchun Tuono in qual 

Nota abbia U fuc principio 1 44. 
Euouae, ouueroSseculorum, modo d'accomodarli allo 

cadenze de* Verfi nel cantare i SJm i 1 6 8; 
Euouae, ouuero Ssculocum, perchè fi troui diueficà di 

effi,perchè fi pongano alla fine dell'Antifone 1 
Exurgc da cantai fi au^nti le Litanie alle Proceilìoni delle 
Rogazioni 307 . 

F 

TTEfte 2*4. 

J7 Fede mobili , modo , e formula di cantarle la mattina 

dell'Epifania i^. 
Figure delle Note che più comunemente s'vfano nel Can* 

ro Fetmo,oi quante torte henou 
Flectamus genua , modo di cantarlo 1 * %i 




Zi Gio: 



£ f*S Io. Batlfta , fua fefta 

S. \ J Giufcppc , fuu fefia t Inni non foliti cantar/i, mo- 
do di cantarli $04. fuoi Inni foliti cantatfi , modo di 
cantarli 180. 

Gloria in exc* re. modo dimenarla 187. 

Gloria in txcdf. modo di cantarla 107, 

Gloria in excel: regola per faperè in qua! corda refti l'Or- 
gano . per pour ben ripipHaila 1518* 

Graduali , ec. modo dintcnaili 1S7. e modo di conoscere 
di che Tuono Ceno i<>5« 

Guido Aretino 3 rtichiaraiionc c*clla fua Mano 21. 

H 

Vmiliate capita veRra * modo di cantarlo ti$, 

| Nni, che fono a Mattutino, aPe Laude non Teliti caa^ 
\ tarfi , modo di cantarli 303. 

Inni treccia per faptre di c he Tuono fieno, e inqualcor* 
da rcfti TOrganc ne! cantai gli , per poter facilmente ri- 
pigliare il Veifo, con alcune oiTerua doni intorno a* 
medefimi Inni 
Inni . fue intonazioni nell'ordinario del Tempo 26} 
Jnnocen i lor fetta ÌU jì tritìi foliti can^rfi, modo di catK 
tarli :68« 

Intonazione , che coYa {la > di quante forte 1* 
Irtonazionedcl Cicdo 112 

Intonazioni dtl Tue no mirto irregolare . o peregrino t8i$ 
Intonazioni degl'Inni ne ll'ordinario del Tempo 1631 
Intonazioni dell Antifone * Suffrapj , e ahee commemora* 

doni , modo di fare in elle ia combinazione 287. 
Inr A nàZ;oni citile Cantilène di q uifiuogba Tu^nu^moda 

di far la combinazione, con 1 loroefcmpi 18 a. 
Intonazioni feriali ce C'alitici 180» 
lntonazior i teftsue de' Cantici > c he fi chiamano Intona^ 

aioni maggiori 175, D d 4 wò; 



$8 4 

Intonazioni feriali de'Salmi ijjl 
Intonazioni feftiue de* Salmi 16$. 
Intonazioni feftiuede'Salmi modo di fare il metto puntoi 

o virgola auanti la paufr principale delle medefime i6^> 
Intonazioni feftiue de* Sa Imi , modo per far Iapaufaprin« 

cipale,o rnedietà nellemedefimt 165. 
Intonazioni feftiue de Salmi prims nozz de'mcdefimi ,e 

lor regola lèi 
Intonazioni pei le Meflfc 207. 

InrroitijCc.modo d'intonarli 187» modo di cono/cere di 
che Tuono Ceno 147. modo di ripigliarli dopo cantaro 

il Salina 

Inuentere delle Note del Canto Fermo u 

Inuenzione della Croce zl^i 

Ite Milla eft , modo di cantarl o ai 2. 

K 

KYric , Introiti ce. modo d'intonarli 187. 
Kyrie, regola per fapere in qual corda rcfti l'Organo 
, per poter ben ripigliarlo che frà 1 Anno fi canta 158. 

L 

TF Amcntazioni modo di cantarle zftt 

1 ' Laudi, Mattutino, loto Inni nonfoliti cantammo* 

do di cantarli 303: 
Lezione breue ,modo di cantarla 
Lezioni , modo di cantarle 131. 
s. Lifabetta Regina di i ortogallc fua fefta %$o. 
Lumen Chrsfti , modo di cantarlo zi 3 . 

M 

MAgnificat, regola per pigliar bene i fuoi Versi in 
qualtifia Tuono quando fuona rOrgc.no 196. 
Mano di Guido Aretino , e fua dichiarazione 2 1. 
f. Maria Maddalena fua fefta , fuoi Inni foliti cantarci 
modo di cantarli 2?*; mfolia cantarli $ modo di can* 

S. Mar» 



t. Martina fua Fcflajnnifoiiti cantarfi, modo di cantar- 

Martire fuo Comune , fuoi Inni non foliti cantaro , modo 

di cantarli nel Tempo Pafquale , 306. 
Martire fuo Comune, fuoi Inai (oliti cantarli , modo di 

cantarli x9y 

[ Martiri lor Comune nel Tempo Pafquafc, loro Inni noa 

foliti cantarli > modo di cantarli $o*: 
Martiri % lor Comune, loro Inni foliti cantarfi modo di 
cantarli 298. 

Martirologio nella Vigilia del St Natale, modo di can- 
tarlo 2*8 

Mattutino , Laude loro Inni non foliti cantarfi nella noftra 
Me tropolitana, per chi gli voleflc cantare* modo di can- 
tarli 303. 

Mattutino , fuo Verfetto 22$?. 

Mattutino Vef prò , e altre Ore Canoniche 

Mede , e Icro intonazioni 207. 

Me/Tede* Morti 125, 

Mcffe ,modo di cantare i Benedieamu$allemedefime2i$; 
s. Michele Arcangiolo , fua feda 19^ 
M>fccJlanea2yi. 

Miftione de* Tuoni, che cofa ila, di quante forte 94 
Monache nouelle verfi da cantarsi da effe alla Porti del 

Monaftero$26. 
Moltra delle Chiaui 14. 

Moltra delle mutazioni per qualfiuoglia Chiaue del Canto 
Fermo 

Moftre , o Richiami de! Canto Fermo s • 
Mutazione quando fi debba fare, e di doue fi cominci lo 
Mutazioni $1. 

Mutazioni , lor Moltra per qualfiuoglia Chiaue del Canto 
Fermo jj5 

Naca* 



V" t Arale del Signore , fuo Martirologio , modo di can» 
±\ tareil mcdf fimo la fua vigilia 158. 

Ffariuità de! Signore 167. 

N . mi delle Note del Canto Fermo i: 

Note dei cantar (e mcdcfime per B quadro 3 c pei B molle 

giacente, o infceftc e che cola uà 48. 
Note, lor figure 3 chepmcomuncrr*ntcfi vfano diquante 

fotte fienp % 

Note , modo p:r imparar la voce con le medefimeper le 

tre proprietà d*.l Canto $8, 
Note jcffcruazioni nei carnai ìe 4?. 

O 

OFfertori. Alleluia ce. modo dMnronarli i8f.e modo 
diconofeerc di cKe Tuono fieno le tot cantilene a 5^ 
Opzione a Compierà , modo di cantarla 244. 
Orazione modo di cantarla a Tetza 240 
OLazicncfaiale,JuoTuonotantoaìla Meffa, chea Vef- 
prò 14*. 

Orazione frfriua, modo di cantarla 23?* 
Orazioni j$8. 

Ore Canoniche , Vefpro e Mattutino 228. 

Organo ,mooodi reHarcon erto nel cantar Compieta ipfi 

Oigdnc, regola per fapere inqual corda redi nel cantare 
gl'inni, per pc ter facilmente ripigliare! Verfi, ccnla 
regola per fapetedi che Tuono iia qurtlfiuoglia de'me- 
defimi Inni > con a leu re oflcr unzioni iato no ad effl 

Cagano l 'regola per Capere in qua! corda reftì per porec 
ripigliar! bene il Kyrie Glonaìncxc.Sanc us &c Agnus 
Dei . che \ à IM pn< fi caimano * fecondo l'wfo della Cat- 
tedrale di Firenze r 5>8 

Organo quando fuo» a . regola per ripigliar benei Verfi 
del M^gnificat^eBcncdrctusinquaKaìrglia Tu. t$6 é 

Ottaua fuo (alto o Diapafon, t fuefpecie fi! 

Ulto Tuoni ai quante suce fieno 772 Pal- 



\ 



3*7 

P 

P Alme Antifone da cantari! nella Proccflionc delle me» 
desimej<4 
s. Paolo, fua ( enuersione 27&Ì 
Palilo modo di cantarlo 216. 
Patfione , fuo Te Tipo 270, 
Pafsione fuo Tempo . e feda di S: Croce 3*4 
Pafqua fuoTcmpo 171. 
Pauftf de! Cann Fermo 152» 
Pentecofte^j. 

ss: » ietro , e l^aolo Apoftoli , lor Fcfta 2857 
s: Pietro, fua Cattedra 

Posui^ni ^ella Mano di Gujdo Aretino , loro /caletta 2 fi 

Poftcomm.&c. moco d'intonarli 187 

Poftcomm.modo diconofceredlche Tuono sicno le lo- 
ro Cantilene 159, 

Procedatr us ir pace,mo^o <*i cantarlo 252. 

ProccflSone delie Candele neìia mattina della Purificalo 
ne, Antift r)e ciac3nta;si 507. 

Pi oceffionc delle Palme, Antifone da cantarsi in effa 3T4. 

Proctfsione delle Rogaziom , i xuige^dacanwisiauan' 
ti le Litanie delle medesime 3C7. 

Profezie , modo di cantarle 225. 

Proptietà nel Canto 19. 

Proprio del Tempo io6. 

Purifica/ ione della B. V einturte IMrre Fefte dellamé- 
desima 279. e Antifone ua cantarsi uclladi lei Proccf- 
sione >07 

CL 

M Var ^ ro * del cantar io Note pel medesimo, e per 
vJJ B molle giacente ,o naicoth, echecofasia 48 
Quaieiima 26$. fuo Tempo, Inni non foiiti cantarli, mo- 
do di cantarli joj.c limi foiiti cantarli « modo di can- 
tai li 2 69. 



j88 

Quarta maggiore ,o Tritono donde nafce, c di quante 
iortesia62. 

Qvztu minore ,fur folto, o Diatetferon, ede!lefpccie6* 
Quinta perfetta , o Diapente , t delle lue fpeck é<. 

R J 

J) E?iraf celi ,trodcdi cantsrla 14^ 
\ Reff.cnU iib.cui ci Terza n t do di ramarli 
efpeofori , ferir u!e p r c onofeet ai < he Tu.sier o 1 8 
R fponlori Poftcoma:&c modo d'inf natii 187 * 

Refponioti, tegola per mt aia 1Ci ccnofeeredi che Tuo; 
uosicnoi3<>: 

Rtquiefcantinp ce tre^o di cantarlo 117. 

RuHami , o Mofite ae! Canto Fermo 5 

Rogaziom.Exurge da csntatsi nelle loi o Prorefsionì 307 

C AbatoS. AlMuia del medesime , modo di cantarla 124 

sabato, fuoi Inni, mo-o oitautatlitóc: 
falmj loro intonazioni fetisli 177. 
Salmi , loro intonazioni ftftiut 169. 
Salini, loto cfletuazioni nell' inu-nazioni feftiue 174. 
Salmi modo d'acci moriate t Sscuiorum o 1 EuYuae 

alle cadenze d t »Vct Sì nel cantare i medts mi i 6 8. 
Salmi trododic*nrar le parole mt ci sillabe, e tbraiehe 

nelfai la pauf^ principale e medietà , e' loro ve fi ,67 
Salmi . vr.càcd, fareif mezzo punto, o yitgila auamiia 

pauia principale dell'imonaztoni fcftiue eie' medesimi 

Salmi ; modo pei fare !? p rU f 2 pt incipale , o medietà nell* 
liitonazicnifcfhueriicisi i<5y. ^«= ianC u 
SaJmi , prime note dell'i, tonazi'oni feftiue , e loro regola 

Salto d O tt3u3 . Diapafon e lue fpecic «8. 

Sa \Z\ Q - U3!ta mint re Ulate<1 « "»e delle fucfpeciefó 
aaiue Kegma t modo di cawaiia ì$o. 

san- 



3*9 

SanQ^s ; &c t modo d'intonarlo 187* 

Santtus , regola per fa pere in qui! ^orda r^fli rOcgànOj 
per porer'ben ripigliarlo, fecondo i' vfo della ^actei. 
diPir-nze 198. . 

Sante non Vergini ne Martiri, !or Fette i loco Inni non 
foliti cantarsi modo di cantarti $0*. 

Santi , lor Comune, loro Inni non Teliti cantarsi , moia 
di canrarii j pfc e loro Inni fo iti cantarsi, modo di can- 
tarli 196. 

Santi ftlta di tutti 295. 

Scaletta delie venti lettere , o posizioni della Mano di 

Gui do A crino 25. 
Saeculotum , ouue.o Euouae f 4*. . - 

Sxcuiorum ouuero Euouae di ciafeun Tuono in qua! 

Nota abbia il fuo principio 144 
Saeculornm , ouuero Euouae, modo d , accomodaih alle 

cadenze de* versi nel mancare iSa!m 168. . , i 
Saeculoi um 1 ouuero Euouae , perche si troni ^iucrsità dì 

efsi,e perchè si pongano dia fine deli* Antifone 145» 
Semiditono ? oTer^a maggiore . e deilefue fpccie^x: 
Semituono di quante forte sia 59. 
Signore fua ftfeensione 272. sua Epifania 268. sua Nati- 

uità 26/, sua Trasfigurazione 19$. 
Specie di tuoni, quali e quante Siene 90. 
SufFragi i Antifone: ed altre commemorazioni, modo di 

fate la combinazione utile loro intonazioni 187. 
T 

TE D^um , modo d'intonarlo 1^4. 
s. Tecésfa , fua fefta , Inni non (olici cantarli , moda 
di cantarli 505, e Inni foliti cantarsi modo dì canus?5. 
Terza maggiore, o Di tono 5 e delie fui specie 60* 
Terza minore, o Semiditono, e delle fue fpccie 6 u 
Terza modo di cantar le fue Orazioni -140* e Rcfponfo- 
ribreui jjtf. 



Tiasfiguratione del Signore 

Traslazione Hi s; Zinchi 278* 

Tratti, 8fc. modo d'intonai lì i87.mododi conofecredi 

che Tuono sieno Jor Cantilene if 9 
Trinità Santifs. fua fefta 274 

Tritono *o quarta maggioie, donie naf.e, e di quante 
forte sia éu 

Tuoni Autentici formule delle onde , che formano 80: 
Tuoni Autentici quali sieno, e della lor formazionej/. 
Tuoni > del conofcerli col vedere la p> i;na, e vi titna Nota 

del Canto fenza veler altro 1 ?o» 
Tuoni del conolcerli cui veder foio la prima nota de! 

Canto 130Ì 

Tuoni del conofcerli per via delle loro fpecie \ e quali, 

e quante sieno 90. 
Tuoni irregolari %efpo(tati , loro terminazione 1 < 8* 
Tuoni irregolari , fpoitati quali sieno 1 17. 
Tuoni lor miltione , che cofa sia , e di qaantc forte 24. 
Tuoni loro numero yu 
Tuoni» loro terminazioni 7^ 
Tuoni, lorodiuisioni 77 

Tuoni non perfetti, dei conofcerli con la rniftione imper* 
fetta 1 00 

Tuoni, nomi antichi , e moderni 73: 

Tuoni Plaga! , formule delle corde , che formano 84, 

Tuoni Piagali quali sieno, e della loro formazione 82. 

Tuoni,qual:rà particolari di ciafeheduno di elfi 77. 

Tuoni , qual sia la corda media di effi 96. 

Tuono A utentico , modo di conofeere quando vna Can ■ 

tilena sia di detto Tuono 77. 
Tuono , che cofa s ia 72. 

Tuoao, del conofeer dalia prima paufa , fenza vedere 
altro in vna Cantilena , fe sia Autentico , o Piagale 1 3$, 
Tuono dell'Orazione fettiua 238. 

Tuo- 



3v* 

Tuono, modo di conofccrfo nelle Cantilene ai poca afee. 
la ,odifcefa 114. 

Tuono , modo di conofeere qualsia invna cantilena fio- 
ttata *o irregolare ita 

Tuono Piagale, modo di conofeere quando vna Cintile- 
na sia d i detto Tuono 8 

Tuono sia Autentico, o sia Piagala, modo facile , e co . 
muneper faperequat corda debba ricercare ,e a cha 
corda debba arriuare 87. 

V 

V Angelo de' fifoni mo lo di cantarlo 216. 
Vangelo modo di cantarlo 210, 
5; Venanzio, fua fetta , Inni non foli/i cantarsi, modo di 
cantarli 304.6 Inni foliti cantarsi, modo di cantai li J84 
Venti lettere , o posizioni della Mano di Guido Aretino, 

leroscaletta 15. 
B, Vergine, fua Purificazione, e in tutte l'altre Fede del. 

la medesima 179: 
Vergini # lor Comune 501 

Ver (etti de* Notturni, e dopo gl'Inni tanto alle Laude, 

chea'Vefpri 22$: 
Ve fpro , Mattutino , e altre Ore Canoniche 2 18 
Vefpro, fuol Bentfdicamus, e modo di cantare i m^iesi- 

mi 2i%. 
Vefpro ^ fuo principio %i2 

Z 

$ r~7 Ambi fua Fetta 284* 

s, f j Zanobi , fua Traslazione 27S. 



IL FINE. 



\ 



I 1 

* I